Le razze esistono

L’affermazione incriminata è a pagina 45 dell’opuscolo: «Alcune razze sono costituzionalmente meno tolleranti all’alcol della razza bianca». Una frase già di per sé discutibile, con quel riferimento alla «razza», tanto più se contenuta in un libretto informativo che avrebbe dovuto essere distribuito nelle scuole. Risultato: grande imbarazzo delle autorità, tante scuse e 2.000 copie mandate al macero.

via il messaggero

La prima volta che ho partecipato a una festa in giappone ho visto un tizio diventare viola in volto. Non è un eufemismo, era veramente viola. Tanto che ho chiesto a qualcuno di chiamare un’ambulanza, ché temevo gli stesse partendo un embolo.
Mi hanno poi spiegato che invece è normale. Con l’esperienza alcolica ho infatti scoperto che in media i giapponesi non reggono l’alcool, si bevono un paio di birre (mignon) e sono ubriachi. C’è poi una minoranza che sta ancora peggio e se beve alcool diventa viola. Se vai a una festa con qualche decina di persone almeno una che diventa viola c’è.
L’offerta alcolica è tarata a questa intolleranza dei giapponesi per l’alcool, tanto che esistono lattine di birra da 135 ml (che qui in Rep. Ceca sarebbero un crimine contro l’umanità). Anche quando vai al nomihodai (paghi un fisso e bevi quanto vuoi) è tarato per i consumi giapponesi, così quando arrivi tu e bevi da europeo mandi in rovina il bar.

L’intolleranza dei giapponesi (e in generale degli asiatici) per l’alcool non è culturale, ma genetica. Tutto spiegato qui e qui.

È un fatto scientifico: c’è una spiegazione scientifica dietro al fatto che un caucasico tollera meglio l’alcool di un giapponese e sta nei geni che si trovano frequentemente nei giapponesi.
L’affermazione dell’opuscolo è dunque corretta. Ma siccome fa paura raccontare una verità scientifica quando questa urta i sentimenti di qualcuno allora si manda al macero l’opuscolo.

Volete fare la punta al cazzo? Ok, la frase non è perfetta perché non tutti gli asiatici hanno la variazione genetica che li rende intolleranti all’alcool.
Le percentuali li vedete qui in questa infografica di wikipedia:

C’è una buona metà di giapponese che non ha differenze rispetto ai caucasici nel bere l’alcool.
La frase corretta dunque doveva essere “Alcune persone appartenenti ad altre razze sono costituzionalmente meno tolleranti all’alcol della razza bianca”. Così la frase è scientificamente inattaccabile. Ma avrebbero mandato al macero l’opuscolo ugualmente, sospetto.

Perché non si può dire la parola “razza”, tanto meno “razza bianca”. E allora come la chiamiamo? Vi sta bene etnia caucasica? Non c’è né la parola razza né bianca…
Potremmo provarci, ma dopo qualche decennio qualcuno ci direbbe che non possiamo nemmeno dire etnia caucasica ché ci vuole un attimo a prendere una parola neutra e a ricoprirla di lerciume fino a renderla tabù.
Anche chiamandola etnia caucasica arriverebbe sempre qualcuno a dire che non possiamo stabilire alcuna differenza, ché siamo tutti uguali™.

No, non siamo tutti uguali. È una balla: ci sono differenze ed è un fatto scientifico. L’immagine qui sopra ve lo mostra. Lo mostra per questo piccolo dettaglio genetico che porta alla tolleranza o meno all’alcohol, ma ce ne sono quante ne volete di caratteristiche genetiche comuni ad alcune popolazioni. C’è la famosa macchia mongolica, ad esempio.

A questo punto arrivano i dogmisti che scheccano isterici: non esistono le razze! vergogna!
Persone che ripetono i dogmi a pappagallo, senza capire manco quello che dicono. Quando si tratta di scienza è una delle cose più idiote da fare. Da qualche parte hanno sentito dire che “le razze non esistono” e continuano a ripeterlo.
Appoggiati anche da una serie di documenti come questa definizione di razza della treccani:

Raggruppamento di individui che presentano un insieme di caratteri fisici ereditari comuni

Bene, dici, la macchia mongolica è un carattere fisico, è ereditario ed è comune al raggruppamento di individui. Quindi puoi benissimo dire che un vero asiatico è chi nasce con la macchia mongolica.
Oh, in giappone lo fanno: sei considerato purosangue se hai la macchia mongolica.

Poi però la treccani continua e dice:

il concetto di r. umana è considerato destituito di validità scientifica, dacché l’antropologia fisica e l’evoluzionismo hanno dimostrato che non esistono gruppi razziali fissi o discontinui.

Una sciocchezza che contraddice quello che ha appena detto prima.
Se una razza è un gruppo di persone con caratteri fisici ereditari comuni io sono libero di definire le razze come voglio, basta che classifichi questi gruppi in base a caratteristiche fisiche ereditarie.
Il fatto che non siano fissi non c’entra una beata mazza (c’è qualcosa di fisso in natura? l’evoluzione ci dice che c’è un processo di evoluzione – appunto – sempre in corso), e nemmeno che siano discontinui. Ok, puoi mischiare le razze e crearne delle nuove, ciò non ti vieta di definire come razza un gruppo di persone che ha una caratteristica comune. Non so, il 90% dei giapponesi ha la macchia mongolica? Bene, tu definisci questo gruppo di persone come razza XYZ (e l’altro 10% non ne fa parte). È una definizione, quindi non mi puoi dire che è sbagliata: sono io che definisco quel gruppo di persone come razza XYZ e così è.
Se non ti piace puoi creare un’altra definizione di razze ma non puoi vietarmi di fare la mia definizione di razze se io le definisco in base a caratteri fisici ereditari.
Non puoi dirmi che le razze non esistono perché equivale a dire che non esistono caratteri fisici ereditari.
Che è una sciocchezza, visto che sì, i caratteri fisici che ci troviamo sono ereditari: se tu nasci con la macchia mongolica è perché hai ereditato quella caratteristica dai tuoi genitori.
Negare l’esistenza dei caratteri fisici ereditari significa negare un fatto scientifico.

Ci sono poi quelli che dicono: “eh, ma le differenze non sono sufficientemente grandi“. Già, e chi pone l’asticella? Come decidi cosa è abbastanza grande per definire una razza e cosa invece non lo è?
Il limite di quant’è abbastanza grande è una definizione, e come tale puoi decidere a piacere dove metterlo.
Io ad esempio decido che la differenza che porta una persona ad avere la macchia mongolica è abbastanza grande da definire una razza. Se tu vuoi porre il limite altrove sei libero di farlo, ma non puoi vietare a me di usare un’altra definizione.

La realtà è che quando vi dicono che “le razze non esistono, esiste solo la razza umana”™ fanno solo un discorso ideologico. Quando provano a dare consistenza scientifica al concetto s’incartano in un mare di contraddizioni, visto che per appoggiare un discorso del genere dovrebbero negare evidenze scientifiche, come il fatto che esistono caratteristiche fisiche ereditarie.

La cosa potrebbe anche passare sotto silenzio se non fosse che queste checche isteriche poi ti danno del razzista perché racconti un fatto scientifico: esistono caratteristiche fisiche ereditarie e nulla vieta di classificare gli umani in base a esse.
Io esigo il diritto di raccontare un fatto scientifico senza che qualcuno mi tappi la bocca. Esigo il diritto di scriverlo su di un opuscolo senza che le sentinelle del politicamente scemo (non corretto, scemo) mandino al macero l’opuscolo.
Perché quando si manda al macero un opuscolo in quanto racconta un fatto scientifico allora mi preoccupo.
E tanto.

21 Comments

  1. fgpx78 said:

    Mah, mi pare sempre un bel problema di nomenclatura. Ché da un punto di vista ideologico è anche corretto dire che esiste solo la razza (ideologica) umana: siam tutti uomini. Da un punto di vista scientifico invece non ha senso, appunto per la definizione di razza scritta sopra.
    Servirebbero due parole. Ma in realtà la abbiamo già, basterebbe dire “siamo tutti esseri umani”

    Un po’ come la storia del gender. Basterebbe definire gender la cratteristica fisica e – che so – ideogender l’idea, la più pazza che sia, che uno ha di sé. Poi possiamo metterle entrambe sulla carta d’dentità (potrei scrivere di essere una trans lesbico!), ma alla fine se ti devono riconoscere dopo un incidente e l’unica cosa rimasta intatta è il tuo organo sessuale, non restareanno confusi.

    17 maggio 2018
    Reply
    • mattia said:

      Servirebbero due parole.

      Non te lo consentirebbero comunque.
      Come scrivevo nel post, tu puoi anche usare la parola “etnia” al posto di razza, ma questi verrebbero a dirti che le etnie non esistono così come ora dicono che le razze non esistono.
      Inizierebbero a dirti che sei un “etnista” (al posto di razzista) e ti griderebbero addosso sguaiati “vergognati, etnista!” e dopo qualche decennio anche la parola “etnia” diventerebbe tabù. Così che se tu scrivi etnia in un opuscolo lo si manda al macero.
      Il problema va dunque risolto prima della parola, bisogna accettare il concetto che esistono caratteri fisici ereditari tramite i quali si possono classificare gruppi di persone.

      18 maggio 2018
  2. Nippur de Lagash said:

    Mi ha sempre incuriosito il fatto che si possa parlare normalmente di razze di cavalli o di cani, ma non degli umani. Estendendo il dogma umano ai cani, sarebbe lecito dire “non esistono le razze, esiste solo la razza canina”. Quindi fate attenzione: occhio a parlare della vostra mascotta chiamandola alano, beagle o rottweiler. Chiamatelo semplicemente cane, altrimenti vi daranno dei razzisti.

    17 maggio 2018
    Reply
  3. shevathas said:

    attendo con ansia quando dopo “etnia” e “razza” passeranno a “specie”, “genere” e via via fino a “regno”…

    18 maggio 2018
    Reply
  4. Lela said:

    Esiste la SPECIE umana. Come molte altre specie può avere delle razze.
    Il fatto che nel mondo esistano imbecilli (di qualsiasi razza) che si sentono superiori per il solo fatto di appartenere alla propria razza e odiano altre persone solo perché appartengono ad un’altra non cancella il fatto che le razze esistano.

    18 maggio 2018
    Reply
  5. Tigre da laptop said:

    Quoto e appoggio le idee del post e dei commenti ma…
    La “macchia” mongolica mi mancava, confesso vergognosamente la mia ignoranza in fatto di fondoschiena asiatici, per tutto l’articolo ho continuato a pensare alla “plica” mongolica e a chiedermi: Perché macchia?

    18 maggio 2018
    Reply
  6. Peto said:

    Oggi son rimasto sorpreso nel trovare più d’un punto di contatto tra i miei dubbi e quelli di Odifreddi in materia: https://www.youtube.com/watch?v=EqYzD0AVocE

    Sulla macchia mongolica: qualcuno può confermare/smentire il mio ricordo secondo cui ce l’avrebbero anche gli ungheresi? O erano i finlandesi? O entrambi?

    18 maggio 2018
    Reply
  7. Leo said:

    La parola razza è associata al “manifesto della razza” e a tutti gli eventi che ne sono conseguiti, perciò ha assunto una connotazione negativa.

    Anche la parola “coscia”, ai tempi, era censurata, perché considerata troppo sconcia. 🙂 Con gli anni il termine è stato sdoganato. Probabilmente fra 50 anni anche il termine “razza” sarà sdoganato, ma deve fare il suo corso, come tutte le parole che nascono, muoiono, vengono riesumate ecc.
    Il punto focale è che a decretare le sfumature semantiche di una parola non è il singolo. A dettare legge è l’uso comune e la percezione generale dei parlanti. Non lo decidono dall’alto i linguisti della Treccani. Quelli si limitano ad osservare il fenomeno, studiare la diffusione e l’uso di una parola, fare statistiche, e in base ai risultati compilano la voce del dizionario.
    È irrealistico che la parola etnia possa venire censurata in futuro, a meno che non venga pubblicato un “manifesto dell’etnia” e, sulla base di questo, avvengano genocidi di forte impatto su scala mondiale.

    26 maggio 2018
    Reply
    • mattia said:

      La parola razza è associata al “manifesto della razza” e a tutti gli eventi che ne sono conseguiti, perciò ha assunto una connotazione negativa.

      E chi se ne fotte.
      Non è che siccome un branco di scimmie urlatrici usa a sproposito un termine allora non lo si può più usare.
      Io rivendico il diritto di usare il termine razza perché non me lo faccio scippare dai fascisti.

      Tra l’altro ti converrebbe studiare qualche pagina in più rispetto al sussidiario di terza media.
      Scopriresti che l’uso della parola “razza” nella costituzione è stato rivendicato con forza dai costituenti.
      Alcune associazioni di ebrei chiesero all’assemblea costituente di usare la parola etnia, ma i costituenti dissero no. Decisero di usare la parola razza proprio per toglierle quel concetto dispregiativo che le era stato dato dal fascismo.
      La parola razze è nella costituzione proprio per specificare che non è il concetto di razza ad essere sbagliato ma il concetto di discriminazione.
      Leggete un po’ di resoconti parlamentari della costituente e vi renderete conto che quello che dico io è la posizione dei costituenti.
      La vostra è quella di gente che ha paura delle parole.

      26 maggio 2018
  8. Greylines said:

    Ciao Mattia,
    Dire che le razze non esistono non significa dire che siamo tutti uguali. Significa dire che il concetto di razza non ha senso applicato alla specie umana, per diversi motivi. Tanto per cominciare, il termine “razza” ha un uso zootecnico e non zoologico, cioè si usa con i prodotti della selezione artificiale delle specie domesticate (come spiega Lisa Signorile nell’articolo che è stato postato nei commenti). Ma il motivo principale è genetico: “se prendiamo due persone qualsiasi, provenienti da due qualsiasi aree geografiche della Terra, troviamo che le differenze genetiche tra di loro sono troppo poche per poter stabilire l’esistenza di raggruppamenti genetici tali da identificare razze umane diverse”, come spiega Francesco Suman in quest’altro articolo http://lameladinewton-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2018/01/25/razze-e-razzismo-tra-biologia-e-cultura/
    A questa obiezione tu rispondi dicendo “e chi pone l’asticella? Come decidi cosa è abbastanza grande per definire una razza e cosa invece non lo è?”, e rivendichi il diritto di poter definire il concetto di razza come pare a te: “non puoi vietare a me di usare un’altra definizione”. È vero, non te lo si può vietare, ma ti si può far notare che dal punto di vista scientifico stai commettendo un errore.
    Quando si parla di definizioni scientifiche non puoi puoi decidere a piacere dove mettere i limiti.
    E, ripeto, far notare che l’uso che si fa di una definizione è sbagliato non significa negare l’esistenza delle differenze fra popolazioni umane. Queste differenze esistono, come hai giustamente sottolineato tu. Ma — come hanno sottolineato genetisti, biologi evolutivi, antropologi e zoologi — non sono sufficienti a giustificare l’utilizzo di un termine (peraltro zootecnico) come razza. Quindi non capisco perché non ci si debba fidare degli scienziati che questi argomenti li conoscono bene.

    26 maggio 2018
    Reply
    • mattia said:

      @Greylines

      Ti do 24 ore per capire l’errore logico del tuo messaggio.

      26 maggio 2018
  9. Peto said:

    Leo

    È irrealistico che la parola etnia possa venire censurata in futuro, a meno che non venga pubblicato un “manifesto dell’etnia” e, sulla base di questo, avvengano genocidi di forte impatto su scala mondiale.

    Ruanda, 1994. Hutu e Tutsi sono proprio due etnie nel senso stretto del termine. Ok, non c’è stato il manifesto dell’etnia, ma non c’è stato bisogno di nessuna delle due condizioni che dai per censurare il termine negro… Credo che le condizioni dovrebbero essere altre.

    Greylines e Mattia
    Secondo me il punto vero della questione è decidere se davvero si parla di definizioni scientifiche.

    Uomini bianchi vedono uomini neri che generano prole nera e dicono “siete un gruppo diverso, siete di razza nera”.
    Uomini neri vedono uomini bianchi che generano prole bianca e dicono “siete un gruppo diverso, siete di razza bianca”.

    Nessuno di loro ha fatto speculazioni sulla distanza genica.

    Che i bianchi siano bianchi e che i neri siano neri è davvero una definizione scientifica? O un’osservazione evidente a chiunque ci veda abbastanza bene?
    Siamo tutti d’accordo che sia la seconda.

    Nel tempo, questa osservazione si è guadagnata un termine, razza.

    Secondo me il dilemma non si pone. Posso concedere che (come fa notare benissimo Greylines) sia caduto in disuso per gli uomini, via… Ma non mi sembra una colpa così grave.

    26 maggio 2018
    Reply
    • mattia said:

      Che i bianchi siano bianchi e che i neri siano neri è davvero una definizione scientifica? O un’osservazione evidente a chiunque ci veda abbastanza bene?

      Può essere senza dubbio una definizione scientifica.
      Perché è un parametro che posso misurare. Puoi usare i colori pantone oppure fare una cosa un filino più figa: emetti della luce con uno spettro noto e standardizzato, e misuri la luce che viene riflessa dal corpo.
      Poi, come sempre succede in questi casi, devi evitare i fenomeni che falsano la misurazione. Quindi ad esempio metti i corpi in questione per due mesi in un ambiente a luce controllata e costante per tutti in modo che i risultati non siano falsati dall’abbronzatura.
      Lo puoi fare, è misurabile.

      27 maggio 2018
  10. Greylines said:

    Ciao Mattia,
    Sono quasi passate 24 ore e l’unico errore che ho trovato nel mio commento precedente è una ripetizione che mi era sfuggita. So benissimo di non essere infallibile quindi non mi resta che attendere un tuo chiarimento a riguardo.
    Aggiungo però una cosa, visti anche i commenti di Leo.
    Un conto è parlare di definizioni scientifiche, un conto di termini di uso comune.
    Dal punto di vista scientifico, ribadisco che razza si usa solo per le specie animali domesticate. Per le piante domesticate si parla di varietà, in tutti gli altri casi si usano termini diversi. Non mi risulta che Homo sapiens sia una specie domesticata (anche se gli schiavi un tempo erano considerati tali), quindi mi pare normale che in questo caso non si parli di razze ma di popolazioni o etnie.
    So che tu sei un grande appassionato di scienza e metodo scientifico, quindi immagino che tu dia molta importanza al parere degli esperti di un determinato settore. E ci sono svariati genetisti, biologi evolutivi, antropologi e zoologi (i principali esperti in materia di tassonomia animale) secondo i quali non si può parlare di razze umane dal punto di vista scientifico. E nessuno di questi esperti ha mai negato l’esistenza di “caratteri fisici ereditari” la cui frequenza è diversa fra le varie popolazioni umane. Quindi, sempre dal punto di vista scientifico, criticare l’uso improprio della parola razza riferita a Homo sapiens non significa dire che siamo tutti uguali.
    Se poi uno vuole continuare a usare questo termine nel linguaggio comune, ovviamente è libero di farlo. Ci mancherebbe! Ci sono un sacco di termini che in laboratorio hanno un significato e al bar ne hanno un altro.

    27 maggio 2018
    Reply
    • mattia said:

      @Greylines

      Hai aggiunto un altro errore (questa volta anche abbastanza grosso).
      Altre 24 ore.

      27 maggio 2018
  11. Greylines said:

    In attesa di ricevere, finalmente, le tue argomentazioni, ci tengo a puntualizzare una cosa: non ho una posizione chiara e netta su questa battaglia sull’uso del termine “razza”. Non sono convinto che dire “le razze umane non hanno fondamento scientifico” possa davvero togliere argomenti ai razzisti, ai quali bastano le differenze culturali e l’istinto di difesa della propria tribù per attaccare il diverso.
    Questo per dire che non sto difendendo nessuna posizione filosofica, politica o ideologica. Mi premeva soltanto fare una precisazione sulle differenze fra un termine “scientifico” e un costrutto sociale.

    28 maggio 2018
    Reply
    • mattia said:

      In attesa di ricevere, finalmente, le tue argomentazioni,

      Sono nel post. Leggile.
      Le 24 ore erano per te, non per me.

      28 maggio 2018
  12. Luana said:

    Scusate l’intromissione. Vorrei rivolgermi al ragazzo/signore “Peto”. Il fatto che ‘negro’ sia considerato un insulto, è ben precedente al genocidio in Ruanda. Il genocidio in Ruanda non è stato la causa della censura di ‘negro’. Quindi che c’entra? Ai fattacci del Ruanda non è seguito niente, dal punto di vista delle abitudini linguistiche

    28 maggio 2018
    Reply
  13. Greylines said:

    Ah ok, non era chiaro. Io il post l’ho letto più di una volta, se no non avrei scritto il mio commento iniziale. L’ho riletto di nuovo e continuo a non capire dove sia il mio errore (anzi, i miei errori). Visto che da solo evidentemente non ci arrivo, avresti voglia di spiegarmi meglio?

    28 maggio 2018
    Reply
  14. Peto said:

    Luana
    Non son d’accordo che sia precedente, ma facciamo finta di sì.

    Non intendevo affatto dire che le due cose siano collegate, perciò riformulo:

    0) Quando ci sarà un “manifesto dell’etnia” con conseguente genocidio, il termine ‘etnia’ verrà censurato.

    1) C’è stato uno sconvolgente genocidio sulla base dell’etnia (nel senso stretto del termine), ma ciò non ha portato alla censura del termine, quindi il genocidio non è sufficiente affinché avvenga la censura.

    2) Sì, ma in quel caso non c’è stata la precondizione del manifesto!

    3) Vero. Ma d’altronde ‘negro’ è un termine che è stato censurato senza alcun manifesto né alcun susseguente genocidio, quindi le due condizioni non sono necessarie.

    Non intendevo fare riferimento al fatto che in Ruanda siano pure ‘negri’!
    Credo che le condizioni perché possa avvenire la censura del termine ‘etnia’ dovrebbero essere altre.

    29 maggio 2018
    Reply

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