#Chiedi le prove (ma solo a chi non ti sbrana)

Immaginate una di quelle inchieste di programmi tipo “quinta colonna” o “dalla vostra parte”. Intervisti un po’ di vecchiette di paesotti brianzoli spaventate dai diversamente pigmentati, ti raccontano che i negri stuprano le vecchiette ad ogni angolo di strada e sulla base di quelle interviste scrivi un articolo in cui parli di emergenza negri che stuprano vecchine, oppure parli semplicemente di invasione. Magari chiedi provvedimenti urgenti per fermare questo fenomeno.

Come minimo ti risponderebbero che il fenomeno devi provarlo. E no, l’intervista a tre vecchine e alle loro paranoie non è una prova. Non lo è nemmeno un sondaggio in cui chiedono “ma lei si sente meno sicuro ora che è pieno di negri nelle nostre città” con una risposta del 75% di sì.
Se vuoi dimostrare che c’è un fenomeno devi portare prove concrete che esiste veramente il fenomeno. Le paturnie della gente convinta che ci sia un fenomeno non sono prove.

Perché poi lo sapete bene come vanno queste cose: tu chiedi alla vecchina se si sente insicura a causa dei negri e lei ti dice di sì. Poi quando inizia a indagare scopri che non è successo a lei, ma a un’amica di un’amica di un’amica. Oppure che questa ha ingigantito uno starnuto di un negro alla fermata del tram come tentativo di scippo.

Tutto chiaro, no? Un popolo può anche essere preoccupato e convinto che ci sia un pericolo. Può crederci davvero (magari aizzato da chi ne trae interesse). Ma questo non prova che il pericolo sia vero.

Poniamo ora di metterlo in dubbio e chiedere le prove – prove vere, verifiche, non sondaggi in cui si testa la “percezione” del pericolo . Se uno ti risponde che il solo fatto di mettere in dubbio il pericolo ti mette dalla parte dei negri agressori di vecchiette, se ti dice che il tuo negare il fenomeno non fa che aumentarlo tu, legittimamente, sgrani gli occhi.
Prima dimostri che le strade brianzole siano veramente piene di negri che stuprano le vecchiette, poi discutiamo del fenomeno. Tu non puoi dare per vero il fenomeno anche senza prove. E se uno te le chiede non puoi attaccarlo dicendo che è indegno stare dalla parte dei negri che stuprano le vecchine.
Perché se non porti  le prove non sappiamo neanche se quei negri stupratori esistono davvero. Quindi mi accusi di stare dalla parte di qualcuno che magari manco esiste.

Fin qui ci siamo, giusto?

Ecco, funziona così se dalle paturnie delle vecchiette brianzole costruisci un castello in aria di pericolo-negri senza alcuna prova.
Mentre con il femminismo no, non funziona così.

Con il femminismo tu ti puoi inventare tutto quello che vuoi e la gente deve accettarlo per vero anche senza prove. E se tu lo metti in dubbio sei parte del problema. Magari il problema non esiste nemmeno, non l’hanno provato, ma tu ne sei parte.
Quando si parla di femminismo il chiedere le prove non è un comportamento normale, bensì un peccato mortale.

Prendete questo dialogo surreale che ho avuto stamani con l’autrice di una “ricerca” in cui ha provato maldestramente a dimostrare che le donne che fanno ricerca in italia sono soggette a molestie sessuali nei dipartimenti dove lavorano.

Una “ricerca” in cui non ha verificato nulla. Non conosce nemmeno i nomi di chi vi ha partecipato (tantomeno li ha selezionati con criteri di rappresentatività statistica).
Ha fatto un form di google e via. Avrei potuto compilarlo pure io inventadomi risposte a caso. L’autrice della “ricerca” non avrebbe mai potuto scartare quei dati non sapendo che dietro lo schermo del calcolatore c’ero io. Così come non avrebbe potuto verificare se gli episodi di molestie denunciati sono reali o solo paturnie.
Ci sarebbero poi altri grossi problemi con l’impostazione metodologica di quella ricerca*, ma limitiamoci a questo: se non sai nemmeno il nome di chi denuncia come fai a verificare se quello che dice è vero?

È un’obiezione logica di una banalità sconcertante. È semplicemente chiedere le prove.
Ma chiedere le prove alle femministe è vietato. Non puoi mettere in dubbio quello che dicono. Se denunciano un fenomeno di molestie sessuali è semplicemente vero. Anche se le ricerche sono strampalate, anche se non ci sono prove. È tutto vero solo perché lo dicono loro. Non hanno bisogno di prove, quelle le puoi (e devi) chiedere in tutti i campi, ma quando parla una femminista no.
Se dicono che le donne vengono molestate nei dipartimenti universitari allora bisogna crederci senza alcuna prova.
Non solo, se provi a chiedere le prove ti appiccicano addosso un marchio d’infamia: come osi dubitare! stai dalla parte dei molestatori!
Motivo per cui molti cagainbraga non osano parlare, non chiedono le prove, e queste la fanno franca.

Io invece me ne sbatto il cazzo e le prove le chiedo.
E continuerò a chiederle.

 

* Piesse: per esempio, leggete le domande. Prima di chiedere informazioni sulle molestie fa domande introduttive nelle quali chiede se il capo del dipartimento dove lavorano queste donne era un uomo o una donna, poi chiede informazioni sul rapporto uomini/donne nel dipartimento (e nella maggioranza dei casi ci sono più uomini).
Tutte queste domande introduttive predispongono un clima di vittimismo che crea terreno fertile per rispondere alle domande successive sulle molestie.
È una tecnica che usano spesso i sondaggisti che devono fare sondaggi pilotati.

PiPiesse: sul tuitter mi domandavo… sono peggio i vegani o le femministe? Voi che dite?

14 Comments

  1. Mauro said:

    A me ieri è capitata la stessa cosa in una discussione con un anti-OGM.
    Alla mia richiesta di fonti (fonti, neanche prove) per le sue affermazioni mi sono sentito dire che sono uno Scientists negazionista che l’unica fonte che gli interessa è la mia morte dovuta a un cocktail di glifosato.

    P.S.: Rispondendo alla tua ultima domanda: le femministe vegane ????

    12 Maggio 2018
  2. shevathas said:

    Ignorante; gli assiomi sono affermazioni vere per definizione (più o meno come i dogmi di fede) e quindi indimostrabili. Quello del patriarcato oppressore, per le adepte del culto della patata, è un assioma tanto quanto l’esistenza di più rette parallele passanti per un punto esterno ad una retta data per la geometria piana iperbolica.

    PS
    come ha detto, giustamente, Mauro: l’intersezione soprattutto se anche eco-ambientaliste.

    12 Maggio 2018
  3. Lugh said:

    Non è che qualcuna ha denunciato te, vero? 😉

    12 Maggio 2018
  4. Rinaldo said:

    Oramai le ricerche “scientifiche” in tutte le scienze molli si limitano a sondaggini da compilare (anonimamente) e all’esposizione dei risultati in qualche forma grafica accattivante, l’analisi e il controllo sono fuori moda.

    12 Maggio 2018
  5. Mauro said:

    “scientista”, non Scientists, maledetto correttore.

    12 Maggio 2018
  6. mamoru said:

    femministe vegane.

    12 Maggio 2018
  7. MarcoM said:

    Ho letto il testo della “ricerca”. Semplicemente imbarazzante.
    La parte divertente è quando ha pubblicizzato la ricerca su una pagina FB dedicata al tema per raccogliere partecipanti.
    Bè, se voleva rendere un servizio alle donne, c’è riuscita in pieno.

    12 Maggio 2018
  8. stephen said:

    ai primi risultati ha buttato delle percentuali senza manco dire se o come fossero normalizzati e niente, non vale la pena di leggerlo tutto se pensa che un dato cosí sia rilevante.

    il femminismo é peggiore perché ribalta il sistema giudiziario, quando vederemo il primo “colpevole fino a prova contraria” extra uomo vs donna saranno dolori.
    i vegani hanno un potere di asfaltatura dei gioielli molto superiore, ma fanno solo quello.
    se ci metti peró vegani + animalari, quelli che vandalizzano gli stabulari, si fa difficile.

    12 Maggio 2018
  9. shevathas said:

    @stephen: la “presunzione di colpevolezza” va benissimo alle femministe fin quando nel tritacarne non ci finisce un qualche “maschio” a loro vicino.
    Questa vicenda: «Ero una femminista, poi mio figlio è stato accusato ingiustamente. Così ho capito che è un’ideologia orrenda» pubblicata su tempi è emblematica

    il link è: https://www.tempi.it/ero-una-femminista-convinta-paladina-dei-diritti-delle-donne-un-mese-fa-ho-capito-che-e-unideologia-orrenda#.Wvm-NmiFO70

    14 Maggio 2018
  10. shevathas said:

    @MarcoM: è caduta in uno degli errori che nei corsi di statistica seri ti insegnano ad evitare: “il campione autoselezionato”.

    14 Maggio 2018
    • mattia said:

      nei corsi di statistica seri

      Ma anche in quelli per statistici della mutua te lo insegnano.

      15 Maggio 2018
  11. Paolo Ghezzi said:

    Non mi pare che vi sia nulla di nuovo: è il consueto ‘modus operandi’ di queste persone: quello che IO considero fondamentale deve esserlo per tutti, se qualcuno ha un opinione differente è un fascista, un farabutto o perlomeno un babbeo.
    Inutile cercare una discussione o chiedere prove, sarebbe come chiedere a Torquemada di dimostrare l’esistenza di Dio o la veridicità della bibbia: quello che loro dicono è vangelo e non ha bisogno di dimostrazioni o prove.
    Per quanto riguarda la domanda finale, penso siano peggio certe femministe.
    I vegani sono molesti, ma ridicoli e facilmente perculabili, inoltre non sono ammessi nel Sacro Gotha delle ‘categorie protette’ dei c.d. progressisti.
    Al contrario il battage sulla situazione femminile, dalle quote rosa, ai femminicidi è uno dei cavalli di battaglia di questi signori e si rischia di essere accerchiati appena si dice ‘bah’. Inoltre occorre ammettere che ALCUNI argomenti possono essere anche sensati, ma spesso e volentieri utilizzati a sproposito non appena si opina su qualche situazione.

    15 Maggio 2018
  12. Zhelgadis said:

    Il femminismo è un movimento che cerca potere per i propri appartenenti.
    L’ipocrisia è uno strumento di potere.
    A me pare che tutto quadri.
    Siamo noi ad essere ingenui, quando parliamo con queste persone come se fossero in buona fede o come se non capissero la fallacia di certi ragionamenti.
    Semplicemente, è tutto voluto. Anche le fallacie logiche sono uno strumento utile (ed ampiamente usato, da 2500 anni circa direi), per ottenere potere e visibilità mediatica.

    16 Maggio 2018
  13. ava said:

    Piano con l’ innocuità dei vegani… ricordo che è proprio una nazivegana ad aver realizzato l’ attentato nella sede di youtube

    16 Maggio 2018

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