Non censuriamo ma censuriamo

Spotify ha detto di non voler censurare artisti per via delle loro condotte, ma ha detto che non intende più promuovere i loro lavori ogni qualvolta si trova a dover fare una scelta editoriale (come quella delle playlist).

via il post

Forse l’hanno anche capita: un artista può essere la peggior persona al mondo dal punto di vista umano, ma se le sue opere sono pregevoli è un’idiozia censurarle.
Altrimenti dobbiamo togliere tutti i caravaggio dai musei, e tutta quella storia lì che ci siamo detti mille volte.

Ora però ti dicono “non vogliamo censurarli, ma li censuriamo ugualmente”. Cioè, lo dicono in una maniera più educata ma la sostanza è quella (e per carità non venite a sostenere quei distinguo pelosi sul fatto che stanno solo togliendo le canzoni dalle loro pleilist, è censura anche quella).
E la gente, compresi certi ragazzetti che giocano a far i giornalisti, non dicono niente. Tu gli puoi dire che non fai censura ma fai censura e questi non hanno nulla da obiettare.
Viviamo in un mondo in cui se sai mettere giù bene le parole puoi prendere per il culo il mondo intero.

7 Comments

  1. stephen said:

    per come funziona spotify non mi sembra proprio censura, ma “propaganda”, mi spiego: spotify non e altro che un mega database discografico e nelle loro memorie mettono tutti quelli che fanno contratto con loro; loro affermano che non negano il contratto a nessuno.

    le playlist sono raccolte per promuovere/diffonderr wualcosa, le crea spotify in automatico secondo vari parametri: tuoi gusti, cosa hai appena ascoltato, generi, “stati d’animo”, etc etc.

    loro non levano, semplicemente non li includono nello strumento di pubblicita e diffusione, quindi per “1-P” propagandano quelli che gli garbano: stanno tutti bel database ma sponsorizzano quelli che gli piacciono di piú come persone. é mera propaganda ideologica secondo me

    11 maggio 2018
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    • mattia said:

      per come funziona spotify non mi sembra proprio censura, ma “propaganda”,

      è come dire che la National Gallery di Dublino non mette la cattura di Cristo di Caravaggio nello scantinato, non la nasconde a nessuno, però la mette in una sala seminascosta del museo che non visita nessuno e che raggiungi solo facendo quattro rampe di scale a piedi.

      11 maggio 2018
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  2. ava said:

    “è come dire che la National Gallery di Dublino non mette la cattura di Cristo di Caravaggio nello scantinato, non la nasconde a nessuno, però la mette in una sala seminascosta del museo che non visita nessuno e che raggiungi solo facendo quattro rampe di scale a piedi.”
    Il che è certamente molto partigiano , ma secondo me non è una censura. Se vuoi un’ opera e sai che esiste , la puoi trovare. Censurare vuol dire renderla irreperibile per chi la cerca.
    Comunque hai ragione su un fatto: si fanno tutti i distinguo del mondo per spiegare che il modo più corretto per essere super partes è essere partigiani dei progressisti.
    Basti vedere il discorso da galera (IMHO) di Mozzarella di ieri con il no ai sovranismi ( probabilmente dettatogli da Napolitano sotto la tenda ad ossigeno o da Renzi sulle piste da sci).
    Solo con quest’ uscita si è mangiato urbi et orbi il ruolo di arbitro imparziale.

    11 maggio 2018
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    • mattia said:

      Quando mesi fa cercammo di raccogliere le firme per WlaF io spesi ore e ore a mandare comunicati stampa (personalizzati!) e miriadi di testate e giornalisti, italiani o di lingua italiana all’estero. Risultato: zero. Finché il simbolo non è uscito al Viminale non ne parlò nessuno (e a quel punto era troppo tardi).
      Certo, tecnicamente parlando non era censura: il sito era qui, visibile, non sono venuti a chiudermelo. Ma se il giornali non ne parlavano era tutto inutile. Se tu sei quello che ha in mano le leve della visibilità e dicidi di toglierla a qualcuno agli effetti pratici è come censurarlo.

      11 maggio 2018
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  3. stephen said:

    si ma.la censura implica che la notizia/documento/roba sparisca. la censura non fa vedere attivamente, significa che a dublino se stai per entrare nella stanzetta del dipinto ti deviano, ti ostacolano o ti vietano di entrare direttamente.
    nel mondo della censura un giornalista, un mattia butta parallelo non avrebbe neanche la possibilità di sapere cosa é stato nascosto né di sapere che é stato nascosto.

    ci vedo delle differenze

    11 maggio 2018
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  4. Nick said:

    Non capisco. Una buona fetta di artisti di livello mondiale ha fatto le peggior cose. Qualcuno ha abusato e continua ad abusare di sostanze stupefacenti, qualcuno si e’ sparato un colpo di fucile in bocca, qualcuno ha ucciso la moglie… che fai li censuri tutti? che scala usi per misurarli? 5 molestie fanno un’overdose di eroina? mi sembra che la gente si stia rincoglionendo assai. Mi sta facendo parecchio schifo anche la situazione che si e’ creata a Hollywood, ormai non si giudicano piu’ i film, si giudicano solo le persone, i loro comportamenti e le loro idee. Schifo.

    11 maggio 2018
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  5. Mauro said:

    Sulla censura @ava e @stephen hanno ragione, riflettici a mente freddo.

    Il fenomeno di cui parli tu è condannabile e vergognoso ma non c’entra nulla con la censura.

    12 maggio 2018
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