No, legalizzare la cannabis non è un’arma contro la mafia.

Avete presente quando saviano dice che bisogna legalizzare la cannabis perché questo sarebbe un colpo mortale alla criminalità organizzata?
Sì, uno di quei momenti in cui ti rendi conto che di criminalità organizzata non sa nulla. Scrive dei romanzetti sulla base di qualche resoconto giudiziario, poi ha successo commerciale e magicamente diventa un esperto. Così viene interpellato come un oracolo su qualsiasi argomento di cui non sa nulla. E in questo caso viene pure usato come strumento per la campagna di legalizzazione della droga.
Più che altro perché i drogati che vogliono legalizzarla hanno il cervello in pappa e non sanno mettere due parole in fila quindi per loro è più facile balbettare “lo dice anche saviano!” piuttosto che sostenere una discussione.

Ecco, poi arriva la realtà. In Rep. Ceca ha legalizzato la cannabis per scopi terapeutici nel 2013, quindi possiamo vedere cosa è successo con un’applicazione pratica della legalizzazione.
Nulla.

Ci sono voluti due anni per far partire la vera e propria commercializzazione della cannabis nelle farmacie perché, banalmente, è un business che non rende quindi non è interessante per i fornitori. Dal 2015 hanno iniziato a venderla in farmacia ma da allora non ha mai sfondato. Siamo nel 2018, sono passati altri tre anni, e fondamentalmente nessuno la compra. L’altro giorno sono stati pubblicati i dati: la cannabis in farmacia viene comprata da 26 persone al mese in media che comprano 183 grammi (ossia 7 grammi a testa al mese).
E basta. Tutti gli altri la comprano dalla strada.

Il motivo, come già spiegai a suo tempo, è che la cannabis venduta in farmacia deve – ovviamente – rispettare standard di qualità, quindi è più cara di quella che si compra per strada. Dalle 250 alle 300 corone al grammo (10-14 euro) in farmacia quando per strada la compri a 100 – 150 corone. Quindi la gente continua a comprarla per strada. E i soldi continuano ad andare alla criminalità che sta dietro questo mercato. Alla faccia di saviano.

L’unico modo per fare in modo che la legalizzazione della cannabis porti a stroncare il business della droga per la criminalità organizzata è punire pesantemente chi poi la compra per la strada. Perché fintanto che la pena per chi la compra per strada è praticamente inesistente (perché così è, all’atto pratico) non ha senso spendere il doppio in farmacia per quello che puoi avere ad un prezzo minore sulla strada. Se invece metti una pena molto grossa per chi la compra sulla strada allora il risparmio non vale più il rischio.

Il problema è che nessuno di coloro che propongono la cannabis legalizzata propone contestualmente di introdurre una pena molto pesante per chi la compra per strada anziché in farmacia. Perché altrimenti quelli con il cervello in pappa di cui sopra li fanno correre sui fili dell’alta tensione.
A meno di punire molto severamente chi poi continua a comprarla per strana la legalizzazione della cannabis, fatta seguendo criteri di qualità, non porta a nessuna riduzione del commercio per la criminalità organizzata.
Poi vabbe’, puoi anche fare in modo di vendere la merda in negozi legali, ossia di costruire quattro muri intorno agli spacciatori, ma quello è un altro discorso.

28 Comments

  1. Andrea said:

    Però parliamo di cannabis per scopi terapeutici e non “ludici” quindi ricetta e costi maggiori, in un paese dove trovare uno spacciatore è come trovare un locale dove vendono birra, non devi mica aprire una botola alla fine di un vicolo buio. Certo questa facilità sarà simile a buona parte d’Europa, ma la cannabis per scopi terapeutici resta un mercato di nicchia, poi se in altri paesi con dispensari e negozi appositi hanno tolto il monopolio alla criminalità e questo non capita in Rep. Ceca il governo dovrà trovare un altra strategia, le sperimentazioni non danno per forza esito positivo . La strategia di punire i clienti, magari è giusta per la prostituzione di strada, magari sarà utile per lo spaccio ( magari è fallimentare in entrambi i casi )

    11 aprile 2018
    Reply
    • mattia said:

      Però parliamo di cannabis per scopi terapeutici e non “ludici”

      Sì, ma anche per scopi medici ha fallito. Figa, 26 persone al mese significa zero. Anche contando solo le persone che la prendono per scopi medici ha fallito, perché anche coloro che la prendono per scopi medici e continuano a comprarla per strada sono ordini di grandezza in più.

      quindi ricetta e costi maggiori

      Non è la ricetta che crea costi maggiori, ma il fatto che vendere un prodotto controllato è più costoso.
      E questo è un problema strutturale da cui non esci.
      Per essere vantaggioso rispetto alla strada devi fare in modo di fare lo stesso commercio che fai per strada, con le stesse strutture economiche, all’interno di quattro mura. Che poi alla fine significa solo che hai dato un locale a chi prima smerciava per strada.

      11 aprile 2018
  2. Bill said:

    Economia di scala, questa sconosciuta.
    Con tutti i controlli di qualità il prezzo scenderebbe comunque rispetto ad ora se fosse legalizzata in toto, ovviamente aggiungendo punizioni severe per chi compra dalla criminalità, come proponi
    Ti stupisci davvero che un malato continui ad acquistare un prodotto illegale? Probabilmente intervengono fattori come il potere d’acquisto e l’inerzia, ma dai un’occhiata ad i numeri della Germania se pensi sia un fallimento, e ricorda che indicazioni terapeutiche diverse stabiliscono la grandezza del bacino d’utenza.

    11 aprile 2018
    Reply
    • mattia said:

      Economia di scala, questa sconosciuta.

      Giovane, guarda che la cannabis venduta a quei 26 pazienti non è prodotta da un’azienda che fa solo quei due etti di cannabis al mese.
      È fornita da aziende internazionali che hanno già un’economica di scala.

      Probabilmente intervengono fattori come il potere d’acquisto

      Ma dai, sto proprio dicendo che continuano a comprarla illegalmente perché costa meno.
      Se vuoi puoi riscrivere il mio post.

      11 aprile 2018
  3. White_Rabbit said:

    “la cannabis terapeutica non la compra quasi nessuno, quindi la legalizzazione non danneggia la mafia” non sta in piedi logicamente. Chiunque abbia un minimo di sale in zucca e voglia difendere la tesi “legalizzazione -> danno alla mafia” sicuramente intende “legalizzazione = vendita libera”.
    E i Paesi Bassi? ora mi piacerebbe avere dati sui volumi di cannabis venduta legalmente e illegalmente là dove è legale. Certo, resta la possibilità che la mafia si inserisca “legalmente” nel businness, come per lo smaltimento dei rifiuti.

    11 aprile 2018
    Reply
    • mattia said:

      “la cannabis terapeutica non la compra quasi nessuno, quindi la legalizzazione non danneggia la mafia” non sta in piedi logicamente.

      Dove hai letto la frase “la cannabis terapeutica non la compra quasi nessuno, quindi la legalizzazione non danneggia la mafia”?

      11 aprile 2018
  4. White_Rabbit said:

    Ho parafrasato “la cannabis in farmacia viene comprata da 26 persone al mese in media che comprano 183 grammi (ossia 7 grammi a testa al mese).
    E basta. Tutti gli altri la comprano dalla strada.” e “Figa, 26 persone al mese significa zero.” con “la cannabis terapeutica non la compra quasi nessuno”. Mancava alla parafrasi “in farmacia”.
    Fantastico https://en.wikipedia.org/wiki/Coffeeshop_(Netherlands)#Backdoor_policy
    Sostanzialmente in Olanda è “illegale, ma non punibile” comprare fino a 5 grammi in un coffeshop (che ha una apposita licenza). Quindi tutta la catena di rifornimento dei coffeeshop è illegale.

    11 aprile 2018
    Reply
    • mattia said:

      Ho parafrasato

      Hai parafrasato male, ragazzo.
      Riprovaci, magari cercando di capire quello che ho scritto, prima.

      11 aprile 2018
  5. Zhelgadis said:

    Resta il fatto che cannabis terapeutica != cannabis ricreativa.

    Chi compra cannabis ricreativa è mediamente giovane e generalmente sano.

    Chi potrebbe giovare della cannabis terapeutica è mediamente anziano e sicuramente scassato, altrimenti non dovrebbe imbottirsi di antidolorifici.

    Tra le persone anziane, molte rifiutano l’idea tout court. Perché per loro prendere cannabis equivale ad essere drogati (avoja a spiegargli la differenza tra THC e CDT. Buona fortuna, ci ho rinunciato).

    Quindi la cannabis terapeutica impatta per un epsilon piccolo a piacere sul fatturato della mala, al limite possiamo valutare l’impatto sulle vendite di diclofenac e similari.

    Se vogliamo vedere se la cannabis legale impatta o meno sul fatturato della criminalità, tocca legalizzarla per davvero e si tirano le somme. Poi ovviamente tocca bastonare chi si rivolge al mercato illegale, ma non è che con le sigarette il problema non si ponesse, per dirne una. Gli scafisti con le stecche di contrabbando credo che li ricordiamo tutti quanti.

    11 aprile 2018
    Reply
    • mattia said:

      Resta il fatto che cannabis terapeutica != cannabis ricreativa.

      Dipende dal medico che hai davanti.
      Ci sono posti dove medici te la prescrivono per qualsiasi cosa. Sei triste perché ti è morto il gatto? Ricetta pronta.
      Queste due ci avevano anche fatto una canzone: https://www.youtube.com/watch?v=CRm1yqSmsGY

      11 aprile 2018
  6. Shuren said:

    In Italia l’ho vista venduta nei tabaccai in barattolini, tipo quelli delle caramelle con lo zucchero sopra.

    11 aprile 2018
    Reply
    • mattia said:

      In Italia l’ho vista venduta nei tabaccai in barattolini, tipo quelli delle caramelle con lo zucchero sopra.

      eh?

      12 aprile 2018
  7. Asus said:

    Pare che anche in Italia la cannabis per uso terapeutico si possa comprare in farmacia https://www.farmagalenica.it/vendita-cannabis-farmacia-situazione-2018/

    Comunque, legalizzarla e venderla a prezzi modici non significa automaticamente infliggere duri colpi alla criminalità organizzata, che si riorganizza. Per esempio investendo di più in altro, e rendendo meno costose droghe più pesanti. Insomma, ci sono tanti fattori di cui Saviano non tiene conto.

    11 aprile 2018
    Reply
  8. Nick said:

    Non me ne e’ mai importato molto della Cannabis, tuttavia non capisco il tuo paragone. Se in Rep. Ceca e’ disponibile in farmacia solo per scopi terapeutici e dietro prescrizione medica, e’ ovvio che la richiesta sia molto bassa, dato che gran parte della gente la usa solo ed esclusivamente per scopi ludici. Si’ ok ci sara’ sicuramente qualche medico che te la prescrive perche’ ti e’ morto il gatto, ma non credo ci possiamo avvicinare a un uso liberalizzato su larga scala. Andare in negozio e comprare la cannabis liberamente o dover passare dal filtro del medico per farsela prescrivere sono comunque due cose diverse.
    Detto cio’ comunque dubito fortemente che la cannabis sia il “core business” della mafia e che una sua liberalizzazione possa sortire un effetto concreto alla lotta alla crimininalita’ organizzata.

    11 aprile 2018
    Reply
    • mattia said:

      Non me ne e’ mai importato molto della Cannabis, tuttavia non capisco il tuo paragone. Se in Rep. Ceca e’ disponibile in farmacia solo per scopi terapeutici e dietro prescrizione medica, e’ ovvio che la richiesta sia molto bassa

      Ragazzi, non ci siamo.
      La richiesta non è bassa perché confronto chi la compra in farmacia per scopi medici e chi la compra per strada per scopri “ricreativi”.
      La richiesta è bassa confrontando chi la compra per scopi medici in farmacia e per strada.
      Capito?
      No? Allora lo ripeto.
      Dimenticatevi l’uso ricreativo. Pensate solo a quelli che la comprano per scopi medici. Ebbene, la legalizzazione della cannabis ha fallito anche solo in questa categoria, perché ce ne sono 26 che la comprano in farmacia e decine su decine di migliaia che la comprano per strada. Per uso medico.
      Se ha fallito con l’uso medico non c’è ragione che funzioni, con gli stessi criteri, per uso “ludico” (lo ripeto, a meno che la legalizzazione non consista in costruire quattro muri attorno allo spacciatore).
      È chiaro adesso?

      12 aprile 2018
  9. Zhelgadis said:

    Ci sono medici che prescrivono o certificano qualsiasi cosa, comprese false invalidità, omeopatia o operazioni dannose per il paziente.

    Ma a meno che non assumiamo che la maggioranza dei medici segua questo approccio (e la maggioranza dei 15-20enni cannati si rivolga a loro, senza temere una spiata a paparino), restiamo su numeri fortunatamente piccoli.

    Se vogliamo andare a incidere sul giro di soldi della mala, tocca andare a cercare i numeri grossi, che si trovano sul mercato ricreativo, la liberalizzazione ad uso terapeutico ha un altro scopo.

    Anche perché mi aspetto che se questa cosa andasse a regime, la cannabis ad uso terapeutico venga da varietà diverse rispetto a quelle usate per uso ricreativo, differenziando il contenuto di CBD e THC.

    12 aprile 2018
    Reply
    • mattia said:

      Se vogliamo andare a incidere sul giro di soldi della mala, tocca andare a cercare i numeri grossi, che si trovano sul mercato ricreativo, la liberalizzazione ad uso terapeutico ha un altro scopo.

      Leggi il mio commento sopra.

      12 aprile 2018
    • mattia said:

      Tra l’altro, mi sono dimenticato di dire che qui non c’è nessun problema, per gli anziani, a usare la cannabis.
      Io stesso conosco gente sopra i 60 anni che la usa per scopi medici.
      Non siamo in un paesino calabrese, non hanno proprio niente contro la cannabis.
      È che proprio non conviene spendere il doppio.
      Chiaro o no?

      12 aprile 2018
  10. DG said:

    in italia la vendita per uso terapeutico è “libera”. libera nel senso che serve solo una ricetta medica. nella pratica, se per andare a prendere una confezione di antibiotico la ricetta me la può fare un medico privato di crotone anche se sto a trieste, per comprare la cannabis terapeutica, la ricetta la deve aver compilata un medico della asl locale di competenza. perché? la legge non dice nulla del genere. ma tant’è. la disponibilità è miserabile. quella prodotta in italia viene coltivata, preparata e distribuita dallo stabilimento chimico e farmaceutico militare. nella pratica, quella non si trova in nessuna farmacia(*) e bisogna prendere quella importata che costa significativamente più cara. costa significativamente più cara di quella italiana, e pure significativamente più cara di quanto costi nella nazione d’origine.

    la cannabis per uso medico costa marginalmente più cara di quella “in giro”, principalmente perché la quantità di thc è accuratamente controllata e quindi la dose è giusta come antidolorifico, senza lasciare il paziente troppo “sballato”. se compri quella “in giro” servono delle attrezzature non banali per verificare la quantità giusta.

    l’uso terapeutico è solitamente infusione assunta per via orale. quella “in giro” è tradizionalmente poco adatta all’uso per infusione.

    inoltre, la versione terapeutica, è pochissimo adatta ad usi ricreativi — con la prescrizione di un mese, ti ci sballi un paio di volte.

    (*) basta che nella ricetta ci sia scritto esattamente quel prodotto e la farmacia, per quanto possa proporre una alternativa equivalente, se il paziente lo chiede deve fornire esattamente il prodotto in ricetta. ovviamente, per avere esattamente quel prodotto devi aspettare un mese, ma quell’altra “arriva domani”. pur avendo detto al farmacista “il mese prossimo arrivo con una ulteriore ricetta”, il mese prossimo bisogna (di nuovo) aspettare un mese.

    12 aprile 2018
    Reply
    • mattia said:

      Perché dovrebbe essere impossibile ottenere lo stesso risultato colla Cannabis?

      Ma il post lo leggi prima di commentare?

      12 aprile 2018
  11. DG said:

    se non è chiaro, il mio pippone stava ad indicare che, nonostante la sbattura ciclopica, nessun coglione compra la cannabis dallo spacciatore per uso medico. invece, qualche caso umano, dopo essere riuscito a farsela prescrivere per poi usarla a scopo ricreativo, si è reso conto che, tra i dosaggi, i costi e la scarsa praticità, è nettamente più conveniente ricorrere alla “distribuzione alternativa”.

    13 aprile 2018
    Reply
    • mattia said:

      nessun coglione compra la cannabis dallo spacciatore per uso medico.

      Scherzi?
      Qui lo fanno tutti-26.

      13 aprile 2018
  12. DG said:

    sarebbe interessante conoscere la definizione di “tutti”. perché con la qualità variabile della roba “dalla strada”, ottenere il corretto effetto terapeutico non è proprio banale. certo che se l’effetto terapeutico che vuoi è rimanere sballato…

    13 aprile 2018
    Reply
  13. Shuren said:

    @mattia:

    sì, proprio così. Naturalmente, nel paragone, lo zucchero si trova sulle caramelle non certo sulla cannabis (mh, idea…). Parlavo di packaging.

    15 aprile 2018
    Reply
  14. stephen said:

    questo ragionamento varrebbe per qualsiasi prodotto di consumo, come per esempio il cibo o l’alcol.
    chiunque abbia disponibilità economica preferirebbe l’esselunga al pennymarket o farsi un giro in qualche enoteca invece di prendere vino sub schifo nelle boccione.
    il discorso economico non ha senso: il fatto che quando spendi di piú in cibo od alcol, premesso di evitare le truffe sotto forma di marketing, generalmente ottieni cibo piú buono, birra piú buona, variegata, da assaggiare, provare, etc…
    alla spesa maggiore corrisponde una qualità maggiore anche solo in termini di scelta.

    nella cannabis questo.non accade, paghi di piú e quelli di danno un’erba dosata per farti un effetto contenuto: il pensiero.non é “se in strada costa meno prendo quella”, ma “se alla farmacia costa di piú, non posso scegliere la varietà, mi controllano il thc perché sia accettabile, cosa pago a fare? vado da gianpierleffo che mi procura quella varietà che mi piace tanto”.

    bisognerebbe includere nel discorso “liberalizzazione” una vero mercato libero per ricreazione (l’esselunga della cannabis) perché é sulla ricreazione che ci fa i soldi il crimine organizzato, mica su quelli con dolori cronici.

    16 aprile 2018
    Reply
    • mattia said:

      chiunque abbia disponibilità economica preferirebbe l’esselunga al pennymarket o farsi un giro in qualche enoteca invece di prendere vino sub schifo nelle boccione.

      Ma infatti è ciò che avviene con una certa clientela. Il barbone che si vuole stonare compra il vinaccio di merda e la persona che si vuole trattare bene compra quello di qualità nell’enoteca (ma non solo, eh).
      Il problema è capire che tipo di clientela compra il fumo.
      Secondo te la maggioranza della popolazione che fa uso di cannabis è gente che la fuma per stonarsi o è fatta da sommelier che stanno attenti all’aroma di sottobosco della canna barricata e danno importanza all’assenza di solfiti?

      17 aprile 2018

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