Una strategia nuovissima (a.k.a. fico che prende il filobus per sembrare parco)

Di matteo renzi si racconta che arrivato a palazzo Chigi pretendesse di spostarsi con il freccia rossa e il trolley. I servizi di sicurezza gli imposero l’auto di servizio ed egli protestò: sono sempre il ragazzo di Pontassieve che va in giro in bicicletta, che figura ci faccio se una volta diventato primo ministro mi sposto con l’auto blu?
Ovviamente ai servizi non interessava di quello che pensava renzi e gli imposero l’auto blu. Poi il ragazzo ci prese la mano e si mise a viaggiare tra Firenze a Roma in elicottero, ma quella è un’altra storia.
Oggi si fa persino fatica a pensare a un renzi riottoso ad usare l’auto blu, ma quando salì a palazzo Chigi era davvero così, quasi un grillino. Fece anche un’asta su ebay per vendere le auto blu dei ministeri (che poi erano vecchie carcasse con 200 mila km sul groppone). Ricordate? Pensava di guadagnarsi il consenso popolare con queste misure demagogiche contro le auto blu. Abbiamo visto come è andata a finire.

Non è stato certo l’unico che ha provato questa strategia. Ignazio marino quando fu eletto sindaco di Roma decise di muoversi in bicicletta rinunciando all’auto blu. Poi gli fecero il culo quadro per un pandino (non per un mercedes, per un pandino!) Nessuno più si ricordava di quando andava in giro in bicicletta.

Ma prima di questi due la strategia fu provata da monti con la sua sobrietà ai tempi del loden con la moglie lodata perché viaggiava su di un sobrio frecciarossa e faceva la spesa al mercato come una massaia qualsiasi. Ecco, diciamo che monti gli italiani ora se lo ricordano per altro.

Questa cosa di fare i parchi appena eletti o nominati a incarichi importanti è una moda diffusa. Ora fico ci fa sapere che viaggia coi mezzi pubblici anche se è presidente della Camera. Con quel sottofondo già sentito mille volte per cui… io sono quello di prima, non è cambiato nulla.
‘Scolta me fico: questa cosa che viaggi col filobus da presidente della Camera l’apprezzeranno i primi tre o quattro mesi. Poi basta. Un po’ perché imporranno l’auto blu anche a te, un po’ perché queste strategie ti dànno una popolarità effimera.

Fa’ il bravo, fico, smettila con questo teatro e prendi l’auto di servizio. Un presidente della Camera deve usare l’auto di servizio. Deve usarla perché facilita la sua sicurezza: ora gli agenti che ti fanno da scorta dovranno farsi un culo così per garantirti la sicurezza, mentre con un’auto di servizio se succede qualcosa ti possono portare via dal pericolo velocemente. Ma soprattutto deve usarla perché il presidente della Camera è una di quelle persone i cui minuti sono preziosi. Se a Roma prendi un autobus puoi anche aspettare venti minuti alla fermata girandoti i pollici. Io quel tempo posso anche gettarlo, perché il mio tempo vale poco, ma il tempo del presidente della Camera vale tantissimo, non è saggio sprecarlo così.
Se io ho un’azienda non voglio che l’amministratore delegato passi le giornate ad aspettare il tram, voglio che diriga l’azienda. Significa che devo dargli l’auto di servizio? Se questo aumenta la sua prestazione sì. Sarebbe sciocco risparmiare 30 mila euro all’anno per l’auto di servizio dell’a.d. se poi questo arriva in ritardo a causa dell’autobus e mi fa saltare una riunione per un affare da mezzo milione.
Certo, il lavoro del presidente della Camera non è quantificabile in euro, ma se tu in una giornata fai 3 riunioni o incontri anziché 6 perché muovendoti con l’autobus non riesci a mettere tutti e 6 gli appuntamenti nella tua agenda, be’… stai lavorando peggio.
Quanto ci mette fico a partire da casa sua a Napoli per arrivare a Montecitorio coi mezzi pubblici? Quanto ci metterebbe a fare il tragitto con l’auto di servizio? Due ore in meno? Be’, sono due ore buttate via. Perché mai dovremmo rallegrarcene?

7 Comments

  1. ava said:

    Se Fico ha preso l’ autobus invece qualcosa è cambiato perchè gli anni scorsi chiedeva rimborsi solo per i taxi! Oltretutto il nostro eroe è stato parecchio assente in Parlamento nella passata legislatura .
    In ogni caso, se prendere il bus è un messaggio politico, ci può anche stare , per quanto lo trovi retorico ed inutile .
    Chiaro che se poi alla fine per garantirgli la sicurezza vai a spendere il triplo rispetto ad un’ auto blu… mettendo oltretutto in pericolo la vita di chi prede quelll’ autobus per adnare al lavoro… il gesto diventa una cretinata.

    Penso che una opposizione con un minimo di cervello non debba che fare quattro conti della serva sul costo di queste trasferte nazional popolari demagogiche .
    Se poi invece si perde a dissertare sul fascismo significa proprio che essa abbia dei seri deficit logico-deduttivi.

    27 marzo 2018
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  2. Peto said:

    Se a Roma prendi un autobus puoi anche aspettare venti minuti alla fermata girandoti i pollici.

    Coi grillini questa non regge. Roma è perfetta grazie a Virginia.

    Comunque.
    A dicembre ha rendicontato 0€ di bus e 150€ di taxi.
    A novembre 0€ e 94€
    Ottobre 0€ e 146€
    Settembre 0€ e 277€
    Agosto 0€ e 109€
    Poi mi son rotto di controllare. Quindi direi che qualcosa è cambiato.

    Poi oh, ovviamente può dire che per il bus semplicemente non chiedeva rimborso, e che quelle uscite in taxi erano urgenti…

    27 marzo 2018
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  3. aq said:

    Fico e’ un poveraccio e un demagogo insieme, adattissimo a diventare un oclocrate e i ragionamenti di questo post dovrebbero essere ovvieta’ ma in un paese ormai demenziale cosi’ non e’.

    27 marzo 2018
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  4. Andrea Occhi said:

    Ti sei fermato troppo presto
    A luglio ha speso ben 3 euro (2 viaggi), a giugno 6. Record storico a ottobre 2014, con ben 58 euro.
    Di taxi invece ha speso 250 euro al mese in media. E va bene: un parlamentare deve fare il parlamentare non aspettare l’autobus o perdere tempo a inserire gli scontrini…

    28 marzo 2018
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  5. Alessio said:

    SUPERLATIVA!!!!
    AVETE SCOPERTO SOLO ORA LA SUA UMILTÀ???
    La biografia di Roberto Fico:
    10 OTTOBRE 1974: Nasce senza piangere per non arrecare disturbo.
    5 FEBBRAIO 1975: Restituisce mezzo soldino alla fatina dei denti.
    12 DICEMBRE 1979: Vede un giocattolo in vetrina e urla alla mamma:”NON LO VOGLIO!”.
    2 MARZO 1993: A Monopoli scambia Parco della Vittoria con Vicolo Stretto.
    6 APRILE 2004: Scopre il migliore amico a letto con la sua fidanzata e s’incazza per averli interrotti.
    15 AGOSTO 2009: Trova il segno dello scotch al primo colpo ma non lo dice a nessuno.
    26 MARZO 2018: Si reca in parlamento in autobus

    29 marzo 2018
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  6. Peto said:

    @Andrea
    Bellissimo quel sito, io controllavo mese per mese su http://www.tirendiconto.it

    @Alessio
    Aggiungerei come terzo punto della tua lista che con meno di 4 mesi di vita già cambiava i denti e maneggiava i soldi, senza essersene mai vantato 😀

    30 marzo 2018
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  7. Lo Zen said:

    Che poi fu quello che disse ai tempi Enrico Mattei, stratega del petrolio e uomo grazie al quale l’italia (scritto minuscolo) potè tornare ad essere Italia.
    Non guardava a fedi politiche ma alle competenze (da ex partigiano assunse all’ENI ex fascisti epurati)
    Non guardava all’aereo privato se serviva a velocizzare gli affari
    Non aveva paura di corrompere (e corrompersi) nel limite dell’umana debolezza e compromesso pur di arrivare al fine di risollevare un paese.
    Un pragmatico logico e lucido.
    Un eroe uomo che oggi tanto servirebbe.

    30 marzo 2018
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