Il salto dello squalo di tuitter?

Qualcuno mi ha chiesto come mai continuo a spezzettare i tuitt anche ora che hanno raddoppiato il numero di caratteri disponibili.
Semplice: il tuitter lo uso da mac e lì il limite non è stato aggiornato. Anzi, hanno proprio rimosso l’applicazione dall’App Store. Tuitter infatti non supporta più l’applicazione per il mac. Io ce l’ho solo perché è già installato sul mio calcolatore, ma ovviamente è la versione vecchia col limite a 140 caratteri.
Certo, ti dicono che puoi continuare a usare il twitter da browser, ma a me non piace.
Ovviamente il post non è per raccontare le mie preferenze su come uso il tuitter, che non interessano nemmeno al mio inesistente criceto. Il post è per riflettere su questa scelta di tuitter: abbandonare l’app per il mac? Perché?

Quanto può costare tenere qualche programmatore aperto su questa applicazione? Oh, non stiamo parlando di qualche sistema operativo strano usato da 300 persone in tutto il mondo. Stiamo parlando di un sistema operativo sì di nicchia, ma che ha una sua importanza. Praticamente quasi tutti i programmi hanno anche la versione per mac, anche quelli meno importanti. Come fa tuitter ad abbandonare questa piattaforma? Certo, vista la diffusione di tuitter tenere aperta anche questa versione significa dedicarle attenzione continua, perché se si scopre una falla devi turarla subito prima che crei danni seri. La stessa cosa non si può dire di un programma secondario usato da poca gente. Devi quindi investire un po’ di soldi in un piccolo gruppo di programmatori che ha sempre l’occhio vigile su quella versione dell’applicazione. E devi pagarli, ok. Ma se tuitter non può permettersi questa spesa cosa dobbiamo dedurre?

Spero di no, ma temo che questo sia il tipico salto dello squalo per un programma. Se si sono trovati nella necessità di abbandonare l’applicazione per mac significa che c’è qualcosa che non va. Non so cosa, ma è può venire a galla e far saltare tutto.

Oh, sia chiaro, avranno fatto i loro conti. Probabilmente eravamo in pochi a usarla e anche per questo non ci hanno mai investito abbastanza per farla funzionare bene (ha sempre avuto qualche difettuccio). A quel punto hanno detto: piuttosto che investire e fare una buona applicazione tanto vale abbandonarla, tanto scontentiamo poca gente. Ma questi ragionamenti li fai quando devi tirare i remi in barca, quando non puoi permetterti di investire su qualcosa anche solo per immagine, perché magari non aveva senso economico investire sull’app per il mac ma è una di quelle cose che non puoi non fare per questioni di immagine. Se arrivi al punto da non poter investire su ciò che non puoi non fare allora c’è sotto qualcosa.
Staremo a vedere…

5 Comments

  1. mamoru said:

    che si tratti di una richiesta di twitter invece?

    8 marzo 2018
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  2. Darth Insight said:

    Già tempo fa, lessi su qualche sito economico con tendenze complottiste che Twitter non aveva un vero piano di sviluppo e che prima o poi, chiusi i rubinetti di innominabili finanziatori, sarebbe crollato.
    Lo scrissero almeno due o tre anni fa e non riesco a recuperare un link ma mi restò impresso.
    Forse anche i paranoici sanno leggere i numeri.

    8 marzo 2018
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  3. kheimon said:

    Twitter chi?

    8 marzo 2018
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  4. fgpx78 said:

    Mah, twitter mi pare sia in crisi già da un po’. A Dispetto dei numeri ufficiali (330 milioni di iscritti mi pare) gli utenti con almeno UN twit sono solo il 44%.
    L’8% pare siano bot.
    La piattaforma ha la sua utilità, ma anche a livello di Advertising non ci sono paragoni con Facebook.

    Insomma, per quanto mi piaccia, credo che a tendere, se non cambia, farà la fine di MySpace.

    Detto questo, far sviluppare e mantenere una app, anche solo per le funzionalità base, per MacOS non costerebbe granché. Non hai le conoscenze? Paghi una azienda specializzata.
    Non puoi dedicarti a MacOS nativo? Provi piattaforme di sviluppo tipo Intel AppFramework, Xamarin,… ce ne sono a iosa per condividere molto del codice.

    Quindi mi sa più di scelta strategica. Il perché, è tutto da scoprire.

    Ci sono poi alcune app alternative, se non erro, dal costo molto basso (twitterific e tweetbot?)

    9 marzo 2018
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  5. Matteo C. said:

    Twitter già da un po’ di tempo infatti ha perso mercato, ha perso utenti e che io sappia ha già più volte rischiato la chiusura. Insomma, un mondo in pura decadenza. Detto ciò, di cosa bisogna stupirsi?

    11 marzo 2018
    Reply

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