Un adolescente su iutiub con 40 mila lire lo faceva meglio

Nasce il Portale della Canzone italiana, tutta la musica in un click

Un secolo di brani tra il 1900 e il 2000 disponibili grazie all’iniziativa del Mibact in collaborazione con l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi e con i maggiori provider di ascolto in streaming

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In pratica hanno creato un sito in cui hanno messo delle pleilist di spotifai. E basta. Poi i giornali te lo descrivono così:

È nato il portale della Canzone italiana, una piattaforma per viaggiare attraverso cento anni di musica. Accanto a una miniera di informazioni arriva a portata di click la possibilità di ascoltare on line il patrimonio sonoro di oltre un secolo di canzone italiana, dal 1900 al 2000, proposta anche attraverso una serie di playlist realizzate da esperti e critici.

In realtà ci sono solo delle pleilist di spotifai. E quello puoi anche capirlo, visto che i diritti d’autore sono sempre i diritti d’autore (ma se domani spotifai chiude il tuo portale te lo infili su per il…)
Il problema è che non c’è nient’altro. Uno dice, almeno metteranno i testi delle canzoni. Oppure delle spiegazioni sui significato. Magari ci saranno percorsi tematici, articoli da riviste dell’epoca, un video di un critico musicale che racconta aneddoti. No, niente di tutto questo.

Ad esempio, se tu scegli la sezione “rock italiano” ti esce questa pagina.

Dopodiché ci sono alcune sezioni. Ad esempio, Vasco.
Apriamo Vasco e troviamo questa pagina.

Sette righe di testo generico e una pleilist di dodici canzoni. Punto.
A questo punto una qualsiasi pleilist di iutiub fatta da un ragazzino con dentro video ufficiali, esibizioni dal vivo, interviste, butleg e video caserecci con il testo delle canzoni in sovraimpressione più completa.
Qui invece non hanno fatto niente. Hanno cagato giù una lista di una dozzina di canzoni scelte senza alcun criterio apparente e… basta.

Un po’ come gli studenti svogliati che devono fare una ricerchina e copiano un po’ di testo da uichipidia, lo stampano e te lo presentano.
Livello di impegno uguale.

Guardate voi questo “portale” e ditemi… Non so, prendiamo la sezione “canzoni d’autore”. Quattro sottosezioni e poi una lista di album. Clicco su Rino Gaetano con “Nuntereggae più” e niente, non c’è niente. Quanto materiale potresti portare dietro questa canzone? Ma prendi un Luzzato Fegiz qualsiasi e fagli fare un video in cui racconta la storia che c’è dietro, metti un collegamento allo sceneggiato su Rino Gaetano che fecero sulla RAI, così magari poi uno si appassiona e va a vederlo.
Niente, cagano giù una foto della copertina, un collegamento a spotifai e basta.

A questo punto vado su iutiub e faccio prima.
Perché dovrei venire su questo “portale” (?) quando su iutiub ho molto di più. Per esempio, quante volte iutiub vi ha suggerito video che poi sono piaciuti (ma anche spotifai). Almeno lì c’è un algoritmo che analizza quello che ci piace e ci suggerisce cose da scoprire. Qui no. Non c’è manco quello.

Alla fine ciò che rimane di questo sito è semplicemente una raccolta di pleilist. Punto.
Una roba che un qualsiasi ragazzetto appassionato di musica poteva creare.

Ora qualcuno mi trovi quanto hanno pagato per creare questo sito. Grazie.

7 Comments

  1. Diego said:

    Ora qualcuno mi trovi quanto hanno pagato per creare questo sito. Grazie.

    Tu non lo vuoi sapere.

    7 febbraio 2018
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  2. Mauro said:

    Tu non lo vuoi sapere.

    Conoscendolo, lui sì, vuole saperlo. Ma diglielo in privato. Noi altri preferiamo rimanere nell’ignoranza in questo caso.

    8 febbraio 2018
    Reply
  3. Peto said:

    Ma ci saranno pure le canzoni di propaganda del periodo fascista e quelle del sottobosco culturale neofascista? Punk-Grunge italiano? Il filone demenziale (oh, c’è roba spalmata su vari decenni…)?

    8 febbraio 2018
    Reply
  4. Luca said:

    A quanto pare, circa 217.000 euro in due anni di investimento. Ok, saranno considerati i costi dei diritti, ma è in ogni caso una mostruosità.

    My two cents, in ogni caso questo è NIENTE in confronto alle cifre CRIMINALI che il ministero SPUTTANA per società private, enti e fondazioni che non meriterebbero un centesimo.

    Scusatemi per la volgarità.

    8 febbraio 2018
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  5. stephen said:

    Imho, hanno fatto la markettata in stile spenna il turista finché sta qui.

    ovvero dall’articolo si legge che verrano aggiunti 5mila brani al mese, dagli un annetto e facevo 60k e passa di canzoni.
    IMHOissmo hanno finito il sito vuoto, gli accordi sono arrivati in porto con i partner, le licenze e tutti i via libera e bla bla bla e lo hanno lanciato perché c’era sanremo e bisogna “spingere”: “vedono sanremo? periodo di canzoni italiane! butta roba butta roba!”.

    non hanno calcolato però che un sito neanche a metà, ma proprio vuoto, ti mangia via tutti gli early adopters, che non sono altro che il primo gradino per cominciare a far “girare persone” sul portale e spargere la nomea.

    mi chiederei più che altro perché ci siano voluti 2 anni per mettere su quello scheletro e (teoricamente) un altro anno per riempirlo ad un livello sufficiente.

    8 febbraio 2018
    Reply
  6. Anonimo said:

    @peto

    Non penso proprio che ci saranno pure le canzoni di propaganda del periodo fascista

    10 febbraio 2018
    Reply

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