Grazie

Purtroppo non ci siamo riusciti: non abbiamo raggiunto le 500 firme necessarie per candidarci, quindi W la Fisica non sarà sulla scheda elettorale.

Non ce l’abbiamo fatta, ma ci sono state tante persone che hanno lavorato al progetto. Questo post è per dire grazie a tutti quelli che in un qualsiasi modo hanno lavorato dietro le quinte.

Grazie a Mauro, Barbara, Fabio, Redouane, Andrea, Andrea, Massimo, Carlo e Paolo che hanno dato la disponibilità a candidarsi. Grazie a chi è andato a scavare nei suoi contatti per trovare qualcuno che vive all’estero e l’ha chiamato per dirgli di andare a firmare. Grazie a chi si è sbattuto come un matto per ottenere aperture straordinarie dei consolati per raccogliere le firme. Grazie a chi è andato a ritirare i moduli e me li ha spediti. Grazie ad Ivan che si è battuto come un leone per raccogliere le firme circondato dai leninisti a Zurigo. Grazie a chi ha gestito la situazione a Lugano, Marsiglia, Budapest, Nizza, Parigi. Grazie a Mauro che ha fatto il giro di mezza Germania.
Grazie a Luca che ci ha messo a disposizione il proprio locale per il firma-party, grazie a chi ha preso qualche ora di permesso per andare a firmare. Grazie a chi è venuto a prendermi all’aeroporto o mi ha portato in stazione. Grazie.

E poi sono sicuro che sto ancora dimenticando qualcuno, ma perdonatemi e non offendetevi. Ah, grazie anche a Fabio che mi ha sopportato quando ho avuto un calo di motivazione. La lista è lunga quindi riassumo anche coloro di cui mi sono dimenticato in un grande grazie.

Ora sono in viaggio verso Roma dove depositerò comunque le firme simbolicamente (e nemmeno tutte) anche se sono insufficienti. Lo faccio proprio per rispetto di tutti coloro che hanno lavorato al progetto e per onorare il loro impegno.
Ma lo faccio anche per dimostrare che W la Fisica esiste veramente. Quando ero in fila davanti al Viminale ho incontrato i personaggi più disparati. Persone che presentavano il simbolo da 20 anni ma che non ci provano neanche a raccogliere le firme. Non hanno nemmeno i candidati, non hanno nessuno che raccoglie le firme. Vanno lì al Viminale a fare un po’ di scena ma dietro non c’è nessuno oltre a loro.

Agli occhi dei giornalisti e di coloro che non conoscevano il progetto “W la Fisica” poteva sembrare dunque una goliardata di un bizzarro personaggio. Alla fine hanno capito, quando hanno avuto la decenza di parlare con me, che invece c’erano dietro persone vere che lavoravano come matte al progetto.
Io a Roma le carte le porto per dimostrare che “W la Fisica” esiste davvero. Non siamo riusciti a raccogliere le firme necessarie, ok, ma ci abbiamo provato veramente.

E qui fatemi fare una piccola spiegazione (che poi lo so già che sarà lunghissima) sui i motivi per cui non siamo riusciti a raccogliere le firme.

Il primo è il numero di firme: cinque anni fa bastavano 125 firme, un traguardo raggiungibile, questa volta ne servivano 500. Abbiamo sperato venissero abbassate, ho scritto una lettera al Presidente della repubblica chiedendo semplicemente le stesse regole del 2013. Mi è stato confermato che la lettera è arrivata alla segreteria del Presidente. Ebbene, non ho ricevuto risposta.
Raccogliere 500 firme in consolato è proibitivo. Perché i consolati sono aperti tipo dalle 9.00 alle 12.00, per esempio, e perché in certi consolati devi fare la coda. A Londra io ho fatto 20 minuti di coda sul marciapiede, al freddo, solo per entrare dentro l’edificio. Poi c’è la coda dentro. Uno questa coda la fa se gli serve il passaporto, non per fare un piacere a noi firmando per la nostra lista.

E ancora, hanno fatto aperture straordinarie al sabato, vero, ma si tratta sempre di prendere una persona e portarla fisicamente al consolato (a Londra significa che devono spendere quasi 5 sterline di metrò tra andata e ritorno). In italia se vuoi raccogliere le firme ti metti al mercato, ti passano davanti 5 mila persone, di queste 300 la pensano come te e 50 si fermano a firmare. In una mattina hai tirato su 50 firme di persone che buttano via 30 secondi netti. In Europa invece non puoi intercettarli al mercato, devi dire loro di andare *apposta* in consolato (o al firma-party, cambia poco). La gente non lo fa, a meno che non siano tuoi amici personali. Anzi, col piffero, ho avuto amici personali a cui l’ho detto tre volte di andare a firmare e poi non sono andati, figuratevi gli altri. Ci sono quelli – geni assoluti – che ti dicono: votarti ti voto, ma al consolato non vado a firmare (non ci arrivano a capire che se non firmano poi non possono votarti). Ci sono quelli che ti promettono caterve di contatti e poi è tutto fumo e niente arrosto. Pazienza.

Ho fatto anche io degli errori, sia chiaro. Quando mi sono accorto che la stampa non ci considerava di striscio ho provato a contattare gli italiani all’estero su FB con delle inserzioni. È stato un impegno enorme, anche per la merda che dovevi ingoiare quando ti trovavi di fronte personaggi alla napalm51, e non ha portato a nulla. Perché se è un casino portare di peso un tuo amico a firmare in consolato figurati qualcuno che non conosci e a cui cerchi di spiegare il progetto su FB. Ti dice anche “sì, sì, vengo a firmare”, poi però quel giorno preferisce guardarsi netflix sotto la copertina.
Avrei dovuto impegnare più energie nel creare una serie di contatti con altri ricercatori in giro per l’Europa, ma anche qui è difficile (ci arriverò poi con un altro post).

Dico solo una cosa, dopo essere uscito sui giornali il progetto ha avuto una visibilità enorme (ma veramente enorme). Anche mercoledì scorso qualcuno mi scriveva perché voleva firmare a Parigi (quando ormai avevamo già ritirato le firme). Da Losanna mi ha scritto martedì un ricercatore che voleva fare un firma party coi suoi colleghi, ma ormai era troppo tardi. Avessimo avuto questa visibilità tre settimane prima le cose sarebbero andate diversamente, ma la stampa non la controllo io. Amen, più di così non si poteva fare.

Abbiamo avuto il merito enorme di aver portato alla ribalta il tema della scienza in politica. Il seme è stato gettato, vedremo cosa crescerà.

74 Comments

  1. brain_use said:

    Peccato.

    30 gennaio 2018
    Reply
  2. Raoul Codazzi said:

    Oggi è un altro giorno quindi posso tornare a commentare 😀

    Ringrazio Mauro che ha capito perfettamente cosa intendevo.
    E ringrazio Mattia che, avendo capito quello che ha detto Mauro, per una specie di proprietà transitiva 😉 ha capito quello che volevo dire io (al di là dell’uso infelice che probabilmente ho fatto del termine “testimonial”).

    Anche ava e altri, più o meno stiamo tutti dicendo la stessa cosa, pur con le imprecisioni della fretta e dell’irruenza con cui scriviamo in questi strani giorni dove tristezza ed entusiasmo si mescolano di continuo.
    Le idee ci sono già e sono solide, quindi non c’è bisogno di nessuno che ci confezioni sopra un pacco regalo con un bel nastrino dorato. Qui non è che c’è Berlusconi che scopre che costruire il ponte sopra lo stretto di Messina è un’opportunità colossale per fornire una mega commessa ai suoi amici costruttori che lo sostengono elettoralmente, però bisogna vendere questa cosa al popolo mascherando il tutto dietro un mare di palle. Qui c’è, ad esempio, che non si vuole consentire alle farmacie di vendere i prodotti omeopatici; è già tutto lì. Non è un problema di alterare o abbellire l’idea, che è già perfetta in sé: è solo un problema di veicolarla raggiungendo il maggior numero di persone nel minor tempo possibile.

    Faber, ma dai, dov’è che Mauro ha detto che bisogna indottrinare la gente da un pulpito? Mauro e io stiamo dicendo una cosa abissalmente diversa.

    Metti che un importante divulgatore scientifico dice che finalmente c’è in giro un piccolo partito politico ispirato ai temi scientifici, magari lo dice durante un dibattito televisivo o in un’intervista; la cosa viene vista o letta da migliaia di persone e queste persone scoprono dell’esistenza di W la Fisica. Lo scopo è questo: far sapere alla gente che esiste questo progetto politico. Poi una frazione di questa gente si informerà, leggerà il programma e magari deciderà di dare un voto in quella direzione. Un divulgatore scientifico o una personalità scientifica importante servono a questo; non sono mica l’equivalente in carne e ossa dei santini che ti trovi nella casella della posta che ti invitano a votare il candidato X o Y. Non serve nessuna indicazione di voto, serve solo che se ne parli, serve visibilità. E ognuno per la sua strada, ognuno fa il suo lavoro, altro che candidature, l’incrocio è momentaneo, basato su pura affinità di pensiero. Mica che Mattia e uno di questi divulgatori devono fare lingua in bocca o andare da qualche parte insieme a bere una birra.
    Faccio un esempio diverso per provare a rendere la mia idea. Accendi la TV su un canale musicale e in quel momento c’è in onda un’intervista a Steve Vai che casualmente è il tuo musicista preferito. A un certo punto l’intervistatore chiede a Vai cosa sta ascoltando di recente e Vai dice: mah, molto blues, poco rock, ah e mi è capitato sotto mano un giovane chitarrista chiamato pinco pallo, è ancora poco conosciuto, ma è davvero valido. Ecco, magari il 5% di chi è in ascolto alla fine dell’intervista decide di cercare il nome del chitarrista su internet e di ascoltare qualcosa. Non è che Vai parla di una pizzeria o di un prodotto qualunque (e allora sì che sarebbe principio di autorità), parla di ciò che riguarda il suo lavoro: suonare la chitarra (e tra l’altro da Dio). Magari Steve Vai ha conosciuto il giovane chitarrista perché questi gli ha mandato un file con dei suoi pezzi demo, magari gliene ha parlato un amico o la moglie o la manager, magari gliene ha parlato la casa discografica, magari mille altri magari. Non è che Vai ti deve dire di andare a comprare il CD di pinco pallo: Vai ti dice che c’è in giro pinco pallo; prima non lo sapevi e ora lo sai; poi magari ascolti pinco pallo e a te fa schifo, ma il punto non è questo. Hai avuto l’opportunità di ascoltarlo e di valutarne la musica; prima non lo conoscevi e dunque non avevi nemmeno quell’opportunità.

    Oh, su Garattini non so. Me lo ricordo come ferreo oppositore dell’omeopatia (oltre che del fumo), non so se adesso ha sbroccato anche lui, ma magari parlava di cose fuori dalle sue competenze. Ma se andiamo avanti così troviamo pecche in chiunque, Gesù Cristo compreso.

    30 gennaio 2018
    Reply
  3. claudio said:

    Faber, credere che tutto sia possibile perche’ lo credi bello (indipendentemente dal fatto che lo sia o meno) non porta al successo.

    quando pianifichi un’azione di marketing, che ti piaccia o no e’ di questo che stiamo parlando, devi raggiungere il “consumatore”
    Questo:
    “la Tariffa ogni mail 10 centesimi virtuali: possiamo raggiungere 50 milioni di italiani senza cacciare gli equivalenti 50 milioni di euro (500 milioni di mail).”
    La dice lunga sul fatto che non hai mai fatto una campagna.
    Nessuna pianificazione, nessun obiettivo, nessun adeguare il vettore al tipo di obbiettivo. In una parola? follia.
    Una cosa e’ essere entusiasti e altro e’ sparare corbellerie.

    Prova a sparare piu’ di 1000 mail identiche su un account std che ridere. Prova ad andare a leggere le ISTRUZIONI di un provider come gmail o register.it (arrivano a cancellare l’account) e poi capisci che che anche solo per fare la stoltaggine che dici si parla di molti soldini
    Anche che tu voglia gestire un mail server, se non sei un sender della cricca GIUSTAMENTE vieni blacklistato alla grande. Non fare il grillino che “con 2 cose sulla reeeeteee si fa o si disfa”

    mailing list provider e’ un buon googlare per iniziare.
    Parliamo per quei numeri per una spedizione con gestione della lettura e menate varie di un bel TOT.

    Infine vorresti, immagino, non fermarti alla presentazione del simbolo e alle 4 firme ma anche a prendere qualche votarello. Una quantita’ sufficiente per essere eletto, non per perdere il tuo tempo.
    Essi’, servono altri soldini.

    Ecco perche la spannometria del milioncino. Potrebbe essere la meta’, o il doppio, non importa.
    Importa che dietro quel numero si manifesta un’organizzazione, una gestione, che non e’ certo dell’oratorio. E fare le cose bene costa.

    E bruto?
    Che lo sia o meno e’ la realta’ delle cose.
    Sarebbe come dire che la GMR e’ brutta e l’isteresi di un pacco lamellare di un trasfo ha una forma bellissima.

    Ps
    un Hit si intende che la comunicazione ha colpito il bersaglio. Magari non provoca quello che noi vogliamo, ma il messaggio e’ stato SICURAMENTE elaborato e ha provocato interesse.
    Ogni canale ha un rapporto di invio/hit ben studiato. Per esempio il volantinaggio a caso nelle aree dense si attesta ad un hit su 20K. Le telefonate a 1K… eccetera. Una dei rapporti piu’ bassi e’ quello che vuoi usare tu:le mail.
    Ecco perche’ la televisione tira ancora: il costo/hit e’ interessante. Mentre youtube non riesce ad arrivare al pareggio.

    PS2
    ci sono analisi bellissime sulla campagna di Trump, ovviamente sono ben altri numeri e soldi, ma puo’ darti l’idea di come e’ stata eccezionalmente studiata e bella. Le frasi giuste al momento giusto, il colpire la popolazione giusta con il vettore corretto. Era visibile anche durante e mi davano del pazzo quando dicevo che se avesse perso (non ci avrei scommesso sul vincere, anzi) era tutt’altro che distante.
    http://allarovescia.blogspot.it/2016/11/trump-presidente-di-tutti.html

    30 gennaio 2018
    Reply
    • mattia said:

      claudio

      Non so come dirtelo, ma i voti non sono prosciutti.
      Quando si parla di materia elettorale entrano in gioco altre dinamiche. Detto banalmente, alcune cose non si possono comprare. Anzi, per assurdo ci sono dinamiche in cui più pubblicità è persino controproducente.
      Fidati, sei completamente fuori strada.

      31 gennaio 2018
      Reply
  4. Faber said:

    Mauro
    Ma ok non parlo di testimonial. Non parlo di pubblicità.

    Mea culpa: anch’io avevo capito testimonial e pubblicità = qualcuno che appare “assoldato” da noi.

    Tu intendi qualcuno che parla positivamente di sua iniziativa, dopo avere conosciuto il progetto?

    31 gennaio 2018
    Reply
  5. Andrea Occhi said:

    Ne aggiungo un’altra che mi è venuta in mente dopo il primo commento:

    Anni fa, facevo il pendolare da Brescia a Milano, insieme a circ 4000-5000 persone. Al volo ho registrato dominio e creato una mailing list. A quel punto mi aspettavo una mobilitazione rapida, visto che le notizie erano di un cambio orario devastante e un aumento delle tariffe del 40-50% (che poi ci sono effettivamente stati). Invece, un cazzo. Iscrizioni alla mailing list meno di 150, partecipanti alle discussioni una decina. E nel frattempo Trenord ha rivoluzionato gli orari, causando ritardi e portando la gente da spendere 250 euro a trimestre a spenderne 190 e poi 220 al mese per avere gli stessi treni.
    Dopo qualche anno, smesso di fare il pendolare, il sito e la mailing list continuano a funzionicchiare, e arrivano i social network. Qualche tizio apre un profilo Tumblr, indirettamente dandoci dei coglioni, e stessa roba. Qualche momento di fortuna, una mozione (inutile) discussa in consiglio regionale, e sostanzialmente nulla cambia.

    E qui non si parlava di levare il culo e andare a firmare, si chiedeva di iscriversi a una mailing list ed eventualmente di partecipare a qualche azione dimostrativa (niente occupazione di binari o robe simili, ci tengo a non finire a processo, ma che so, un nastro di qualche colore in segno di protesta), ma nulla di nulla. E ricordo qualche ex compagno di università che tutte le volte che mi vedeva mi diceva che il giorno dopo si sarebbe iscritto, ma non l’ha mai fatto.

    Tutta questa spataffiata per dire che è difficile coinvolgere la gente nel fare una cosa semplice quando qualcuno ti mette i piedi in testa, figuriamoci coinvolgerla facendole fare qualcosa di impegnativo (magari perdendo mezza giornata di lavoro) senza un tornaconto diretto.

    31 gennaio 2018
    Reply
  6. luca said:

    non avrei potuto votarvi ma mi dispiace lo stesso.
    per quanto alcune volte non sono d’accordo con Mattia (o profondamente in disaccordo), di sicuro sarebbe stato un bel rompico..ni preparato.
    In bocca al lupo

    31 gennaio 2018
    Reply
  7. Loweel said:

    Scusami tanto, ma…

    io posso capire l’amarezza se era un progetto cui tenevi. Devi pero’ provare a vederla dal mio punto di vista.

    Da quando sono qui, con tutta la famiglia, non ho mai visto un cane arrivare dal “governo italiano”. Per far incontrare i bambini e farli giocare insieme perche’ ascoltino l’italiano abbiamo creato noi dei gruppi su facebook. Se devi validare una laurea qui devi pagare un privato e nessuno ti spiega niente, se non il gruppo di facebook dove c’e’ uno che e’ li da tanto e l’ha spiegato. Idem per sapere come spostare la targa dell’auto. Idem per il corso per chi tiene cani grandi. Idem per tutto quando: 365 giorni anno, 24/7, sono sempre e solo ca**i nostri. Ci facciamo i nostri gruppi, ci aiutiamo tra noi, e i “rappresentanti eletti” non li vediamo proprio. Quando ci fu da fare lobby per fare eleggere un borgomastro socialista amichevole con gli italiani (quello di prima ci odiava), io un politico italiano non l’ho visto neanche a morire. Tam tam sui social.

    Poi, ogni cinque anni, trovi la cassetta della posta piena di lettere. INiziano tutte con un tono amichevole, se non confidenziale “Ciao amico”, “Caro Filippo” (ci manca solo “ohe’ vecchia troia!”) e un tizio che non c’era quando serviva, mi dice che c’e’ adesso che gli servo io.

    La prima reazione che mi viene e’ “ma chi cazzo lo conosce questo? Ma chi sei? Cosa vuoi? “.

    Riconosco che voi siete stati diversi: avete usato l’email, cosi’ nessun albero e’ stato ucciso, e avete pure usato elettroni riciclati. Ok, gli alberi ti ringraziano.

    Ma a me dispiace, qui siamo soli. Dovevi svegliarti un pochino prima, diciamo almeno un anno o due prima. Magari svegliarti SEMPRE e stare con noi SEMPRE. Cominciare ad iscriverti ai nostri gruppi di expat. Parlare con noi. Vedere che ca**o di problemi abbiamo. Capire che ce ne frega poco di alcune cose e piu’ di altre, tipo “ma come si fa a trasportare la pensione qui”, perche’ a me lo ha spiegato un tizio cortesissimo della Deutsches RentenVersicherung, che se aspettavo aiuto da Roma….

    Saro’ sincero: coi politici che si svegliano colmi di grandi ideali , pronti a morire per rappresentarmi, solo pochi mesi prima dalle elezioni, e non si fanno MAI vedere quando serve, io non so che farci.

    Ti lamenti che nessuno ha speso una mezza giornata per aiutarti. Sicuro. Ho speso per te la stessa mezza giornata che hai speso tu per aiutare me.

    E scusa, ma adesso avete davvero snervato, voi che vi svegliate ogni 5 anni.

    1 febbraio 2018
    Reply
  8. Faber said:

    Raoul Codazzi
    Faber, ma dai, dov’è che Mauro ha detto che bisogna indottrinare la gente da un pulpito?

    Mea culpa: avevo capito male, come ho già detto a Mauro.
    Mi era rimasto in mente un “blandire” di troppo (non vostro) e sono partito per la tangente.
    Maledetto Alzheimer 🙂

    Oh, su Garattini non so. Me lo ricordo come ferreo oppositore dell’omeopatia (oltre che del fumo), non so se adesso ha sbroccato anche lui, ma magari parlava di cose fuori dalle sue competenze.

    Parlava di farmaci cosiddetti equivalenti, ma in modo politico travestito da scientifico.
    Con la voce retorica in crescendo che strappa l’applauso dei diversamente riflessivi.

    2 febbraio 2018
    Reply
  9. Faber said:

    @ claudio

    Ho scritto X.
    Hai postulato Y.

    2 febbraio 2018
    Reply
  10. claudio said:

    Mattia io sono entusiasta di quello che scrivi, ma sei per alcune cose tanto preparato da suscitare invidia per altre ignorante (nel senso di non preparato)

    Perche la gente ti voti devono CONOSCERTI e come conseguenza AVER FIDUCIA.
    In soldoni: se non sanno chi casso sei mai ti voteranno; penso che fino a qui ci arrivi.

    “Non so come dirtelo, ma i voti non sono prosciutti.”
    Antropologicamente e’ identico: il marketing si basa sulla fiducia, affezione al marchio e riconoscibilita’
    Anzi qualcuno ad un certo punto della storia avra’ detto in maniera grugnesca a chi urlava da carretto per vendere…
    “Non so come dirtelo, ma i prosciutti non sono voti.”

    Perche un contatto e’ un contatto
    la fiducia e’ la fiducia
    e se qualcuno compra una VW dopo esser stato frodato (hanno perso decine di miliardi in tibunale) e’ esattamente come qualcuno che vota grillino nonostante in poco tempo hanno sparato cassate come la DC nell’arco di decenni.
    La fiducia al marchio puo’ essere cieca.
    Il marchio del prociutto e’ FISICAMENTE un marchio come il sibolo di partito, un emblema che suscita APPARTENENZA (grillo, apple, e fooozaitalliaaa non cambia), fiducia e, nei casi piu’ gravi, fede. La patacca della squadra del cuore sul portellone della macchina.

    Ecco perche’ uno come te non va bene come politico: forse saresti migliore del 90% di loro ma sei inidoneo, al momento, a ricoprire un ruolo che e’ principalmente di vendita, di relazione.

    Poi da un punto di vista delle idee sono d’accordo con te:
    E’ TRISTE CHE VOTI E PROSCIUTTI SIANO LA STESSA COSA. Non dovrebbe. Non e’ bello che lo sia.
    Ma alla fine, siamo solo scimmie glabre.

    Tutto questo non e’ un rimprovero, e’ solo che certe cose le impari stando a fare certi lavori e trovandoti in certe situazioni. Se hai il bagaglio di uno vedi le analogie nell’altro e capisci.

    2 febbraio 2018
    Reply
  11. Mauro said:

    Tu intendi qualcuno che parla positivamente di sua iniziativa, dopo avere conosciuto il progetto?

    Finalmente!
    La prossima volta te lo scrivo in tedesco, magari ci capiamo meglio 😀

    Tornando sul discorso autorità vs. visibilità faccio un esempio (ipotetico, non reale).

    Io sono fisico. Carlo Rovelli è fisico. Ma lui è un po’ più noto di me.
    Se a un dibattito TV invitano me, si collegheranno 10000 telespettatori.
    Se invitano lui saranno 100000.
    Mettiamo che un quarto dei miei spettatori prenda sul serio quello che dico e che un quarto dei suoi prenda sul serio quello che dice lui.
    Un quarto e un quarto… abbiamo quindi agli occhi degli spettatori la stessa autorità o autorevolezza… ma la sua visibilità gli ha permesso di convincere 25000 persone, la mia solo 2500.

    5 febbraio 2018
    Reply
  12. serena said:

    Grazie a W la fisica. Purtroppo non sapevo di questo progetto fino ad oggi, nonostante lavori come ricercatrice all’estero. Spero che la prossima volta avrò la possibilità’ di esprimere il mio sostegno.

    23 febbraio 2018
    Reply

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