Sì, ha senso votare la scienza

La scienza, anche qui, diventa un comodo traino strumentale a fini completamente diversi.

via wired

Lasciamo pure perdere il comodo traino strumentale (Sandal, qui non c’è nulla di comodo, c’è solo uno sbattimento enorme).

Una delle cose che non riesco a spiegare bene, forse perché non si può riassumere in uno slogan, è il concetto del portare il metodo scientifico in politica. Attenzione, qui non parliamo più di temi scientifici. Non mi riferisco al fatto, ripetuto mille volte, che i politici devono rispettare la scienza. Più scienza in politica significa quello, certo, ma anche altro. Più scienza in politica significa che i politici di fronte a un problema devono comportarsi come farebbero gli scienziati, usare lo stesso metodo.
Visto che il metodo di lavoro degli scienziati funziona bene, perché non applicarlo alla politica?

Vi faccio un esempio. Nella scienza non si giudica mai un’idea sulla base di chi l’afferma, ma in base al suo contenuto. Se un cretino tira fuori una teoria e la dimostra con dati alla mano tu sei obbligato ad accettarla, non puoi dire che la sua teoria è sbagliata perché lui è un cretino. Ok, sarà anche un cretino, ma se questa volta l’ha detta giusta rimane giusta.
Applichiamo questo concetto in politica. Se un politico del PD ne dice una giusta per sbaglio non è che gli puoi gridare “zitto tu, Banca Etruria, MPS!“. Se un politico della Lega per caso dice qualcosa di vero tu non puoi gridarli “Belsito! Diamanti in Tanzania!“. Non puoi screditare una teoria in base alle cazzate fatte in passato da chi la propone.
Prova a fare una cosa del genere ad una conferenza scientifica, ti guardano come un marziano. Ti rispondono “ma che cazzo di argomento è?” In politica invece è normale, tanto che lo fa qualsiasi politico.
Portare la scienza in politica significa anche adottare questo modo di confrontarsi. Fatelo con la politica italiana  e il 99,7% delle discussioni dei politici sparirebbe.

Oppure, pensate proprio al caso dei diritti civili di cui parla Sandal. Ah, per diritti civili in italiano moderno s’intende il matrimonio omossessuale, non il diritto di andare in pensione a un’eta da paese civile, giusto per essere chiari.
Siamo di fronte a un problema che presenta due soluzioni. La prima è lunga e inefficiente e consiste nello spostare il paletto di quello che è consentito sempre più in là. Per cui oggi investiamo 40 anni a parlare dei matrimoni omosessuali ma lasciamo fuori i matrimoni multipli. Poi passeremo altri 40 anni a parlare di matrimoni multipli e una volta approvati lasceremo fuori quelli incestuosi. Poi passeremo altri 40 anni prima di approvare i matrimoni incestuosi… e così via, spostando sempre il paletto.

La seconda soluzione invece è più efficiente: abolisci i matrimoni e tutti fanno quello che vogliono (che poi è più o meno ciò che già accade).
A quel punto i diritti diventano personali e non della famiglia (che non c’è più). Pensate all’eredità: abolisci le quote legittime a mogli e mariti (che non esistono più) e ognuno gestisce i suoi beni come vuole. Se vuole lasciare tutti i suoi beni alle sue cinque mogli in parti uguali può farlo, se vuole lasciare tutti i suoi beni alla vicina di casa che l’ha curato amorevolmente può farlo. Può fare tutto quello che vuole sulla base del modello di vita che si era creato, senza che lo Stato debba riconoscere 42 modelli diversi di famiglia.
Lo stesso per quel famoso discorso sui parenti che possono venire a trovarti in ospedale se stai male. Tu fai una scrittura privata in cui nomini come tuo tutore chi vuoi e il problema è risolto. Non ha bisogno che lo Stato riconosca il tuo modello di famiglia, tra le 42 che possono esistere, per dare a chi vuoi tu il diritto di visitarti in ospedale. Lo decidi tu chi può visitarti in ospedale, e non necessariamente deve essere qualcuno con cui scambi dei fluidi corporei.

Ebbene, questa soluzione è efficiente perché in un colpo solo risolve i problemi di tutti. Allo Stato non deve interessare con chi vivi e con chi scambi fluidi corporei. Ognuno vive come vuole e i diritti i decidi tu affidandoli a chi vuoi. Invece di passare secoli a spostare il paletto di ciò che riconosci 42 volte, con questo metodo risolti tutti i problemi alla radice eliminando il paletto.

Ora, è evidente che qui non stiamo parlando di scienza, ma scegliere una soluzione efficiente e scartare una soluzione inefficiente fa parte del metodo scientifico. È una cosa che fanno tutti i giorni gli scienziati davanti a un problema: per risolverlo si usa il metodo più semplice ed efficiente. Scegliere il metodo inefficiente è invece la scelta della politica.

E perché mai i politici dovrebbero scegliere un metodo inefficiente? Cosa gliene torna in tasca?
Be’, dal punto di vista politico ha senso scegliere un metodo inefficiente. Ad esempio, se tu rappresenti una specifica categoria di persone non hai interesse politico a risolvere il problema per tutti, perché non hai un tornaconto politico. Fai la tua piccola battaglietta per il tuo minuscolo settore e t’intesti la vittoria. Se il paletto l’hai spostato oltre il limite per cui i tuoi sostenitori sono a posto, poi chi se ne frega degli altri.

Ecco, portare più scienza in politica significa invece che di fronte a un problema ci comportiamo come farebbe uno scienziato e non come un politico: cerchiamo la soluzione migliore che risolve il problema in modo più efficiente e non il metodo inefficiente che però ti dà un tornaconto politico.

Potete chiarlo buonsenso al posto di metodo scientifico, se volete. Io lo chiamo metodo scientifico perché di tutti i settori in cui lavora l’uomo la scienza è forse l’unico in cui si lavora così. E infatti la scienza è quel settore in cui otteniamo i progressi migliori perché seguiamo questo metodo di lavoro.

Avete uno slogan per riassumere questo concetto in meno di 7 parole? Io no, ma spero che si sia capito. Questo è un modo nuovo di lavorare in politica che sfugge da ideologie e schieramenti del secolo scorso.
Se capisci questo concetto allora l’articolo di wired stupisce per la sua ingenuità. Sì, ha senso votare la scienza. Ha senso votare la scienza come contenuto dei programmi (ad esempio non votando il PD che è contro gli OGM e la sperimentazione animale) e ha senso votare la scienza come metodo di lavoro.

18 Comments

  1. Speranzosa said:

    “Abolisci i matrimoni e tutti fanno quello che vogliono. Senza che lo stato riconosca 42 tipi di famiglie”.

    Sarebbe un sogno… se i politici adottassero questo pragmatismo.

    27 Gennaio 2018
  2. Thor said:

    però l’articolo di wired ha indirettamente ragione su alcuni temi. per essere una proposta scientifica taci su fumo, alcol, obesità…e non è che la scienza non abbia dati su questi temi.

    27 Gennaio 2018
    • mattia said:

      però l’articolo di wired ha indirettamente ragione su alcuni temi

      Ho parlato di quel tema in questo post?

      27 Gennaio 2018
  3. Raoul Codazzi said:

    “Per cui oggi investiamo 40 anni a parlare dei matrimoni omosessuali ma lasciamo fuori i matrimoni multipli. Poi passeremo altri 40 anni a parlare di matrimoni multipli e una volta approvati lasceremo fuori quelli incestuosi. Poi passeremo altri 40 anni prima di approvare i matrimoni incestuosi… e così via, spostando sempre il paletto”.

    Attenzione che non c’è nessuna indicazione che le cose potrebbero andare così, cioè che una volta ottenuto il matrimonio omosessuale poi nascerà un movimento per chiedere il matrimonio multiplo, poi quello incestuoso, ecc.
    Questo è un tipo ragionamento fallace. Tecnicamente si chiama SSA (Slippery Slope Argument).

    “La seconda soluzione invece è più efficiente”.

    Purtroppo, rispetto alla scienza, in politica, oltre alle soluzioni efficienti, bisogna avere dalla propria parte anche il consenso di chi si rappresenta. E i tempi per portare il popolo sulle proprie posizioni di solito richiedono parecchio tempo.
    Esempio, domattina mi sveglio, faccio notare ai Lombardi che staccarsi dall’Italia e diventare uno Stato indipendente ci porterebbe un sacco di vantaggi, ma mi seguono solo in 300.000 su 10 milioni. E io non vado da nessuna parte.

    27 Gennaio 2018
    • mattia said:

      Attenzione che non c’è nessuna indicazione che le cose potrebbero andare così,

      Guarda che è già così.
      Già c’è chi chiede il riconoscimento del matrimonio multiplo. Semplicemente ha poco volume nel dibattito pubblico ora, ma il movimento esiste già. Così come già c’è chi chiede il riconoscimento delle coppie incestuose (per dirne una, i radicali qualche tempo fa ne chiesero il riconoscimento in Parlamento nel chiedere che venisse abolito l’articolo del CP che vieta rapporti incestuosi).
      Non è che lo ipotizzo io dal nulla questo scenario, è già lì.

      Questo è un tipo ragionamento fallace. Tecnicamente si chiama SSA (Slippery Slope Argument).

      No, qui la SS non c’entra niente.

      1. Perché la fallacia della SS sta nel fatto che ti puoi fermare quando vuoi.
      Un esempio della SS è quella della meloni che l’altro giorno criticava la clonazione delle scimmie temendo che un giorno si possa usare sugli umani, quando invece puoi fermarti e dire, sì alla clonazione delle scimmie ma non a quella degli umani.
      Qui invece non hai alcun argomento per fermarti. Perché gli argomenti che vengono portati per approvare il matrimonio omosessuale sono “love is love” e “non puoi vietarmi di fare ciò che non ti fa un danno”.
      Visto che gli argomenti sono questi non hai alcun modo per fermare gli altri tipi di matrimonio, perché gli stessi argomenti si possono usare, pari pari, per tutti gli altri tipi di matrimonio.

      2. La SS è la descrizione di un processo che arriva a conseguenze distruttive incontrollabili. Proprio per quello è chiamata “slope”.
      Qui invece non c’è niente che scivola, né che è in discesa.
      Più che una SS è una salita da scalare, è proprio il movimento opposto.
      E non è neanche che porta a conseguenze catastrofiche. Porta allo stesso risultato che ti propongo io ma in un modo semplicemente più complicato. Chi usa la SS ti vuole dire “guarda dove andremo a finire se…”. Io invece ti dico di andare a finire proprio lì, ma in un modo più efficiente.
      Non lo sto proprio usando quell’argomento.

      Purtroppo, rispetto alla scienza, in politica, oltre alle soluzioni efficienti, bisogna avere dalla propria parte anche il consenso di chi si rappresenta.

      E infatti è per quello che chiedo il consenso.

      27 Gennaio 2018
  4. Beppe Grullo said:

    Se permetti una critica, sull’abolizione della legittima tu stesso ricadi nell’errore della non valutazione dell’insieme di tutti i casi concreti che hanno portato alla nascita di tale istituto.
    Ho visto coi miei occhi il caso di una moglie, morta quando la figlia unica aveva 20 anni, che ha istituito erede unico il marito, il quale dopo il funerale se ne è andato a vivere con l’amante e l’altro figlio illegittimo (sconosciuti alla moglie), abbandonando la figlia a se stessa. Abolendo la legittima, per te sarebbe tutto a posto? È accettabile socialmente una soluzione del genere secondo te? Non vale l’obiezione che avrebbe dovuto pensarci per tempo la madre, perché discrimineresti i figli di genitori ingenui.

    27 Gennaio 2018
    • mattia said:

      Non vale l’obiezione che avrebbe dovuto pensarci per tempo la madre, perché discrimineresti i figli di genitori ingenui.

      Quindi, fammi capire: siccome ci sono persone che non sono capaci di gestire la propria situazione patrimoniale in famiglia lo Stato dovrebbe togliere a me la libertà di fare quello che voglio coi miei beni?
      Che colpa ne ho io se c’è qualche idiota nel mondo che non sa gestire i propri beni?
      I figli se la prendano con lui, non con me.

      Piesse: i figli hanno sempre la legittima, quindi il marito non poteva essere erede unico.

      27 Gennaio 2018
  5. Raoul Codazzi said:

    “Guarda che è già così”.

    Sì certo, sono fenomeni molto minoritari. Se non ricordo male in Belgio e/o nei Paesi Passi qualche anno fa erano nati anche dei movimenti che sostenevano l’amore pedofilo, poi non so se oggi ci siano ancora. Fanno parte delle fisiologiche code di Gauss, impensabili da abolire (e nemmeno è salutare farlo: sarebbe come abolire il Male dalle favole, che invece ha una sua funzione pedagogica fondamentale).

    “Qui invece non hai alcun argomento per fermarti”.

    Se pensi al matrimonio come a un sistema isolato si può spostare il paletto molto in avanti. Ma un matrimonio ha conseguenze anche al di fuori della coppia che lo contrae, ovvero sulla società tutta. Per esempio esistono moltissime persone che considerano il matrimonio omosessuale dannoso perché prima o poi quelle coppie vorranno adottare dei figli (cosa in alcuni casi e Paesi già possibile) e ciò è giudicato non naturale. Si fa cioè passare un modello di società dominata dal relativismo.
    Non sto dicendo che io la penso così, sto dicendo che di argomenti per fermarsi ce ne sono a bizzeffe anche in ambito di matrimoni.

    “per tutti gli altri tipi di matrimonio”.

    Con “tutti” intendi quelli che hai nominato tu – cioè fermandoti al matrimonio basato su rapporti incestuosi – o “tutti tutti”, per esempio il matrimonio tra adulti e bambini, tra umani e animali, tra umani e vegetali e non so se ne possano esistere altri?

    “Io invece ti dico di andare a finire proprio lì, ma in un modo più efficiente”.

    Ops, mea culpa, questo non lo avevo capito. Allora la tua posizione è del tutto lecita, poi io sono contrario, ma fa parte della diversità di vedute 🙂

    27 Gennaio 2018
  6. Thor said:

    Ho parlato di quel tema in questo post?

    Vero, non è il tema. Ma lasciami una critica: non ne parli nemmeno nel programma.

    27 Gennaio 2018
  7. Faber said:

    Thor
    per essere una proposta scientifica taci su fumo, alcol, obesità…e non è che la scienza non abbia dati su questi temi.

    I fatti noti alla scienza hanno portato il 99% (numero spannometrico) degli scienziati del campo e dei medici a concludere che fumo, alcol e obesità provocano danni catastrofici.
    Se ne sono accorte anche milioni di “casalinghe di Voghera”: non si scrive sui muri o nel programma di un partito che è vietato rubare, perché “tutti” lo sanno.
    In piazza vedi cartelli contro i vaccini, gli OGM e la sperimentazione animale, non a favore di fumo, alcol e obesità.
    Il metodo di Mattia rende ovvia la posizione di W la Fisica su fumo, alcol e obesità.
    IMO, Mattia ha fatto bene a concentrarsi su temi già rivelatisi ad altissimo rischio ideologico e di crassa ignoranza.

    28 Gennaio 2018
  8. Faber said:

    Raoul Codazzi
    non c’è nessuna indicazione che le cose potrebbero andare così

    Un appunto linguistico: se è fisicamente possibile che una cosa vada così, allora quella cosa potrebbe andare così.
    Volevi dire non c’è nessuna indicazione che le cose andranno così.
    Mattia ha chiarito che non andranno, perché stanno già andando.

    28 Gennaio 2018
  9. Faber said:

    Beppe Grullo
    morta quando la figlia unica aveva 20 anni, [cut] abbandonando la figlia a se stessa.

    Una 20enne è una donna, con diritto di:
    – voto
    – matrimonio
    – attività economica
    – eccetera.

    Poi:
    1. se sta ancora studiando, con impegno, o cercando lavoro, con impegno, è un conto
    2. se è economicamente stabile, è un altro
    3. se è una fancazzista, peggio per lei.

    Abolendo la legittima, per te sarebbe tutto a posto?

    Nel caso 1, lo Stato blocchi i beni del defunto come fa ora quando ci sono figli minorenni.
    Il giudice tutelare attribuirà alla 20enne quanto occorre per terminare gli studi e trovare lavoro.

    Nel caso 2, la ragazza, prima di nascere, doveva scegliersi altri genitori (da una niù eig ho sentito anche questa).

    Nel caso 3, non merita un centesimo.

    discrimineresti i figli di genitori ingenui.

    La vita, discrimina.
    La natura, discrimina.
    Dio, discrimina.
    I figli si sveglino e facciano leggere Mattia ai loro genitori.

    28 Gennaio 2018
  10. Faber said:

    Mattia:
    – vieni da una famiglia non abbiente, ma ti sei laureato facendovi un culo così; e non in scienza delle merendine
    – laurea specialistica o come si chiama
    – dottorato
    – X brevetti
    – Y libri seri
    – professore associato a 38 anni senza prostituirti
    – viticoltore ed enologo
    – falegname, idraulico e carpentiere
    – ti godi Praga e le donne
    – non sei stato tappato metà della tua vita in un laboratorio 18 ore/giorno, 365 giorni/anno, piangendoti addosso perché il mondo è ingiusto.

    Avevi per caso pensato che non avresti suscitato invidia?

    In effetti, ti invidio la “erre”, perché la tua è moscia e fa figo, la mia è grattata e fa sfigato 🙂

    28 Gennaio 2018
    • mattia said:

      – professore associato a 38 anni senza prostituirti

      37, prego (io dico 38 ma perché li calcolo dal concepimento)

      – viticoltore ed enologo

      no, enologo no. Sono uno che lo fa per hobby, enologo è una parola enorme per me.
      (per dire, il Gayon ce l’ho sul comodino da due mesi e l’ho solo sfogliato)

      Avevi per caso pensato che non avresti suscitato invidia?

      dipende. Ho fatto un’intervista con un ricercatore di Bologna sul mondo della ricerca ed è stata un’ottima intervista.
      C’è anche gente intelligente in giro.
      Dopodiché, guarda che la mia è una carriera standard, nulla di particolare.
      Se uno fa il ricercatore e arriva a 40 anni e non ha scritto Y libri e fatto X brevetti il problema è suo, non è che faccio qualcosa di speciale io.
      Anche perché poi ho pure io le mie pecche. Ho supervisionato pochi tesisti, e ancora nessun dottorando.

      In effetti, ti invidio la “erre”, perché la tua è moscia e fa figo,

      taci, che a pe piacerebbe un mondo saper pronunciare correttamente la r, anche perché se non sai dire la r non riesci a dire nemmeno la ř, e qui conta.

      28 Gennaio 2018
  11. Faber said:

    37, prego

    L’ho scritto apposta, per punirti di ciò che ben sai 🙂

    Dopodiché, guarda che la mia è una carriera standard, nulla di particolare.

    Non in Italia e non per chi si piange addosso.

    a me piacerebbe un mondo saper pronunciare correttamente la r

    Tempo, impegno e denaro: con un buon logopedista potresti ancora farcela.

    28 Gennaio 2018
  12. Raoul Codazzi said:

    @ Faber

    “Un appunto linguistico”

    Sì esatto, volevo dire “andranno”, ho sbagliato forma verbale. Starò più attento la prossima volta, e hai fatto benissimo a farmelo notare.

    “Mattia ha chiarito che non andranno, perché stanno già andando”

    Questo è il punto su cui sono in disaccordo con Mattia. Mattia non ha “chiarito” nel senso di dimostrato, ha chiarito il suo pensiero. Secondo lui le cose stanno andando in questo modo. Il mio pensiero non è che le cose non stiano andando in questo modo, il mio pensiero è che non abbiamo abbastanza elementi per affermare se le cose stanno andando così o no, quindi meglio essere cauti.
    La storia trabocca di esempi in cui si pensava che su un determinato tema si stesse prendendo una certa direzione e poi invece si è sgonfiato tutto; oppure un fenomeno dormiente ha preso vigore improvviso, oppure abbiamo avuto i classici corsi e ricorsi, oppure altre combinazioni ancora. Possono esserci elementi esterni imprevedibili che cambiano totalmente il quadro della situazione. La nostra finestra di osservazione dei fenomeni sociali è necessariamente limitata nel tempo, nel contesto e nello spazio ed è insito nella natura umana fare previsioni, spessissimo di tipo lineare. Ma quasi tutti i fenomeni non sono affatto lineari.

    Su due piedi potrei fare almeno venti esempi tratti dagli ambiti più disperati in cui le cose sono andate diversamente da come era lecito attendersi.
    Ne butto lì qualcuno tratto dal mondo dell’indipendentismo (lo so magari annoio, ma la mia passione e il mio impegno sono lì).

    Andiamo indietro di vent’anni al 28 Gennaio 1998. Qualcuno di noi avrebbe forse detto che la Lega Nord, che un anno e mezzo prima – a Venezia – aveva simbolicamente proclamato l’indipendenza della Padania, si sarebbe trasformata in un partito lepenista e unionista? Poi all’improvviso è arrivata la malattia di Bossi, il cosidetto cerchio magico ha preso il sopravvento, sono nati i casi dei diamanti, il nepotismo, il fallimento della banca, ecc., e alla fine è arrivato quel [autocensura] di Salvini che ha stravolto le idee fondanti del movimento.

    Paesi Baltici, 1989. I movimenti indipendentisti c’erano, ma erano silenziosi, ovviamente erano illegali (cioè non potevano avere rappresentanza politica), più che altro erano movimenti culturali (si parlava di poesia, lingua, pittura, arte e letteratura in genere). Nessuno nel 1989 avrebbe potuto immaginare che l’indipendenza sarebbe arrivata nel giro di meno di due anni. Invece, fatto esterno, è crollata l’Unione Sovietica, e ciò si è rivelato un enorme e inatteso catalizzatore. I carri armati hanno invaso le strade di Vilnius (mia moglie, adolescente, era lì) e una foto di un gruppo di cittadini che nei pressi della torre televisiva cerca di spingere indietro un carro armato sotto cui era finita una donna (con le gambe fratturate) fa il giro del mondo. L’Islanda interviene per prima (mandando il ministro degli esteri a Vilnius con un volo notturno) e la stessa Islanda – fregandosene di tutti gli altri Stati e delle minacce del Cremlino – riconosce l’indipendenza della Lituania con mesi (!) di anticipo rispetto alla comunità internazionale (sic). Poi è il turno di Lettonia ed Estonia. Auspicabile, ma inimmaginabile fino a poco prima.

    Scozia. Il referendum per l’indipendenza fallisce per poco. Se avesse avuto successo oggi saremmo qui a parlare di Brexit? Non siamo in grado di dirlo.

    Catalogna. Vent’anni fa qualcuno avrebbe potuto immaginare che il fenomeno indipendentista armato basco si sarebbe arenato e che invece avrebbe preso vigore quello catalano? Quel [autocensura] di Puigdemont si trova in una concomitanza cosmica di eventi favorevolissimi (ha metà del popolo catalano della sua parte, la stampa internazionale mette su una copertura mediatica pazzesca, e gli viene regalato su un piatto d’argento il pestaggio dei votanti ai seggi referendari da parte della polizia spagnola) eppure si tafazzizza e buca un goal a porta vuota. E così da un’indipendenza quasi certa si è arrivati a una sceneggiata napoletana.
    Ma anche qui, io ho fatto parte – assieme a molti altri – del movimento di pressione per chiedere alla presidente della Lituania di “girare” ai Catalani il favore fatto dall’Islanda nel 1991, cioè di essere il primo Paese al mondo a riconoscere l’indipendenza della Catalogna; Madrid e la UE tutta hanno fatto pressioni fortissime (con tanto di convocazioni di ambasciatori e ammonimenti di vario tipo) e le istituzioni lituane non hanno voluto fare lo strappo. Abbiamo fallito (a Vilnius ci sono ancora molte bandiere catalane sui palazzi del centro, ma ormai..); se avessimo avuto successo (e se anche l’Islanda avesse riconosciuto l’indipendenza, ma in quei giorni era senza governo per una crisi istituzionale, e pirla Puigdemont a non averlo calcolato) la storia avrebbe forse preso un altro corso.

    Tutto ‘sto giro mariano per dire che non è per nulla semplice prevedere quel che succederà, anche se a volte ci sembra che le cose andranno come pensiamo noi. Vale dunque la pena essere cauti.
    Quindi, per tornare a noi, mi piacerebbe che Mattia non dicesse i matrimoni stanno già andando lì e quindi tanto vale andarci nel modo più efficiente possibile. Mi piacerebbe dicesse “per me è desiderabile (per vari motivi) che i matrimoni vadano lì, quindi andiamoci nel modo più efficiente possibile.
    La seconda parte è identica, la prima no.
    La seconda parte è perfetta (efficienza), la prima rivela il metodo. Per me il metodo conta. Infatti normalmente (cioè per le cose scientifiche) Mattia ha il metodo giusto. Cioè, mica dice “siccome l’opinione pubblica sta andando contro i vaccini, contro gli OGM, contro la sperimentazione animale, a favore del veganesimo (il correttore ortografico me lo segna come errore e allora come cavolo si dice?), a favore dell’omeopatia allora andiamo lì”, ma dice sacrosantamente che dobbiamo andare nella direzione esattamente opposta, ovviamente spiegando perché.

    28 Gennaio 2018
    • mattia said:

      Il mio pensiero non è che le cose non stiano andando in questo modo, il mio pensiero è che non abbiamo abbastanza elementi per affermare se le cose stanno andando così o no, quindi meglio essere cauti.

      Sì, ma forse sfugge un dettaglio. Chi vuole imporre i matrimoni omosessuali non lo fa dicendo “siamo la maggioranza a volerli”, dice “dovete approvarli per forza perché non potete negarci questo diritto”.
      In questo modo basta che anche una piccola minoranza dica “vogliamo il matrimonio multiplo” e tu seguendo lo stesso criterio devi approvarlo. Sei obbligato ad approvarlo perché “non puoi negare loro questo diritto”.
      I processi storici che descrivi possono andare in un modo o nell’altro perché si basano sul consenso: la lega ha smesso di parlare di secessione quando ha capito che non avrebbe mai avuto i numeri per ottenerla. E la storia ha preso un altro corso.
      Qui invece il principio è diverso. Non cercano il consenso, ma impostano una discussione basata sul fatto che devi approvare una legge solo perché lo chiedono loro, non perché sono la maggioranza.
      Se questo è il principio bastano due persone che chiedono il matrimonio incestuoso e tu *devi* approvarlo. Non hai argomenti logici per dire di no.
      Visto che queste due persone già esistono, di fatto siamo già su quella strada. Si tratta solo di capire per quanto tempo puoi ignorarli.

      28 Gennaio 2018
  13. Raoul Codazzi said:

    @ Mattia

    Il mio commento precedente nasce dal fatto che non ho trovato chiaro, nella tua esposizione, il motivo dell’abolizione dei matrimoni.
    Ovviamente può anche darsi che il tuo pensiero sia del tipo: (1) io voglio andare lì, cioè abolire i matrimoni, (2) la società sta andando lì (la cosa su cui non sono d’accordo con te), (3) ma non è che voglio abolire i matrimoni perché la società sta andando in quella direzione, se la società si muovesse in modo opposto io vorrei abolire i matrimoni comunque.
    In tal caso tutto OK.

    28 Gennaio 2018

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