Drahors

Drahoš, senza r.

Complimenti all’ANSA, manco sa copiare.

8 Comments

  1. Raoul Codazzi said:

    Questo della “r” penso sia un refuso freudiano dovuto alla fretta di chi ha scritto il titolo (a cui Drahoš probabilmente ha creato un rimando mentale a dehors), perché poi nel testo per nove volte viene scritto Drahos.
    Per due volte si trova Milos, per quattro Babis, per due Jiri, per due Vaclav.
    Quindi nel corpo dell’articolo ci sono cinque errori di tipo diverso per la bellezza di 19 occorrenze. Mica male!

    15 Gennaio 2018
    • mattia said:

      Quindi nel corpo dell’articolo ci sono cinque errori di tipo diverso per la bellezza di 19 occorrenze. Mica male!

      Ok, i diacritici li salto anche io perché non ho cazzi di passare alla tastiera ceca ogni volta. Anche i cechi spesso li saltano quando scrivono messaggi veloci al telefono.
      Però lo capisco, questo è un blog di provincia, l’ANSA è l’ANSA, dovrebbe metterci un po’ più di cura in questi dettagli.

      15 Gennaio 2018
  2. stephen said:

    sull’ansa ho beccato certe cazzate e “documenti” statistici di certi enti fatti alla pene di segugio che, boh, é anche un errore passabile per loro.

    oltre a mettere foto a caso prese dalla prima riga di google immagini. ormai li considero alla stegua di cazzari apocalittici.

    fun fact: googlare drahors e vedere quanti “giornali” sono semplicemente l’ansa su un altro dominio.

    15 Gennaio 2018
  3. kheimon said:

    Probabile derivi dal pregiudizio italiano che vede l’Europa dell’Est come il luogo da cui vengono badanti, donnacce e ubriaconi. È talmente saldato nella scheda madre dell’italiano medio che nessuno o quasi ne è davvero immune. Da questo forse figlia l’idea che se il tizio che governa il paese sottosviluppato si chiama Pinco o Panco in fondo sticazzi.

    15 Gennaio 2018
  4. Raoul Codazzi said:

    @ kheimon

    Purtroppo non è un problema legato a quel tipo di pregiudizio; il pregiudizio è ancora più generale: gli Italiani si sentono superiori a tutti, come se vivessero ancora nel Rinascimento (quando tra l’altro l’Italia non esisteva).
    Se fosse come dici tu gli strafalcioni giornalistici sarebbero confinati agli articoli che riguardano i Paesi dell’Europa orientale. Invece gli errori riguardano tutti i Paesi, forse con la sola eccezione della Francia.
    Vedi un po’ come vengono storpiati i nomi scandinavi, finnici, tedeschi, islandesi, portoghesi, catalani, …
    Hai mai visto scrivere Räikkönen?

    16 Gennaio 2018
  5. Mauro said:

    @ Raoul

    Pregiudizio di superiorità comune a molti popoli, non certo nostra esclusiva.

    16 Gennaio 2018
  6. Raoul Codazzi said:

    @ Mauro

    Certamente non a esclusiva degli Italiani, ma – in base alla mia esperienza – gli Italiani (se restiamo in ambito europeo, perché uno Statunitense non lo batte nessuno) sono quelli che hanno questa cosa al grado più elevato. Quelli che ti dicono: massì, con o senza quel cerchietto sulla a cosa vuoi che cambi?! La a col cerchietto sopra la pronunci o, senza la pronunci a. Un po’ come dire: ma sì, cosa vuoi che cambi se scrivo il tuo nome Paolo o Paola?!
    Mi è capitato di parlare di queste cose con amici e conoscenti spagnoli, ma in questo caso la loro reazione era diversa; era del tipo: sì sì, lo so come si scrive, è che con la mia tastiera è complicato fare quei segni. Capisci, non c’è quel fastidiosissimo italico sminuire che io non sopporto.

    16 Gennaio 2018
  7. Mauro said:

    Certamente non a esclusiva degli Italiani, ma – in base alla mia esperienza – gli Italiani (se restiamo in ambito europeo, perché uno Statunitense non lo batte nessuno) sono quelli che hanno questa cosa al grado più elevato.

    Da tedeschi e inglesi ne ho sentite ben di peggio.
    Tipo tedeschi che ti correggono se scrivi “spaghetti” perché si deve scrivere “spagetti”, se no saresti costretto a pronunciarlo come “spagietti”… e quando gli dici che in italiano non funziona così, loro “Allora l’italiano è sbagliato”.

    Ed è solo un esempio, sia nei confronti dell’italiano che di altre lingue ne potrei fare svariati.

    Questo è il vero disprezzo. Quello di pretendere che la lingua altrui sia sbagliata e di volerla insegnare ai madrelingua.

    17 Gennaio 2018

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