Quella piccola dimenticanza

Oggi pietro grasso ci fa sapere che vuole abolire le tasse universitarie.

Io sono uno che le ha sempre pagate – salate – perché la mia famiglia non nascondeva nulla. Ora insegno in una università che è gratuita, per legge. In Rep. Ceca infatti, come probabilmente ho raccontato 42 volte, l’istruzione è sempre gratuita. Non esistono tasse universitarie.
E anche i servizi agli studenti (dormitori per tutti, mensa…) sono a prezzi molto accessibili. La Rep. Ceca è forse uno dei paesi dove studiare è più economico al mondo.

Però c’è una condizione: devi rimanere in corso, altrimenti paghi, e paghi salato (2 mila euro al semestre, nella mia facoltà).
Caro grasso, a me sta bene abolire le tasse universitarie come in Rep. Ceca, però voglio le stesse condizioni. Studi gratis se rimani in corso. Se vai fuori no, ché i contribuenti ti pagano l’università se t’impegni, non se passi le giornate in aula CG3 a farsi le canne mentre hai 30 anni, sei iscritto all’università dall’età di 19 anni e ancora ti mancano 7 esami più la tesi. A quelli l’università gratuita no.

Perché i diritti vanno bene, ma ci sono anche i doveri. Quando fai una proposta sui diritti non puoi dimenticarti dei doveri.

Piesse: per quelli che tirano fuori la scusa “eh, ma ci sono anche gli studenti lavoratori…”, perché quando non sai come giustificare i fancazzisti usi sempre la scusa degli studenti lavoratori.
Anche qui ci sono, e hanno condizioni particolari: hanno diritto ad assentarsi dal lavoro per alcune giornate extra per studiare e alcune attività didattiche si fanno concentrate il fine settimana. Anche loro possono laurearsi in corso. Non ci sono scuse.

24 Comments

  1. kheimon said:

    Immagino chi lo consiglia gli abbia fatto sapere che i fuoricorso sono più dei Butta della situazione, quindi il saldo in termini di consenso di questa significativa omissione è positivo. Oppure è solo un incosciente. In entrambi i casi, che Dio salvi l’Italia.

    8 gennaio 2018
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    • mattia said:

      Immagino chi lo consiglia gli abbia fatto sapere che i fuoricorso sono più dei Butta della situazione, quindi il saldo in termini di consenso di questa significativa omissione è positivo.

      Tra i suoi elettori poi i fuoricorso di 30 anni suonati mi sa che raggiungono vette altissime.

      8 gennaio 2018
  2. Beppe Grullo said:

    E perché non dovrebbe abolirle per tutti, compresi gli ultrafuoricorso?

    I suoi concorrenti promettono:
    – 15 G€ per il reddito di cittadinanza
    – 15 G€ per la rimodulazione della aliquote per le famiglie con figli
    – 18 G€ per le pensioni minime a 1000€
    – 40 G€ per l’introduzione della Flat Tax
    -140 G€ per l’abolizione della legge Fornero

    Non farebbe la figura del fesso a voler tagliar fuori i ripetenti, quando si tratta di promesse elettorali per soli -1.6 G€?

    8 gennaio 2018
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    • mattia said:

      -140 G€ per l’abolizione della legge Fornero

      fonte?

      8 gennaio 2018
  3. Peto said:

    Perfettamente d’accordo (da fuoricorso fancazzista non lavoratore).
    Mi dispiace che il 90% delle contestazioni non siano sul calcolo della cifra 1.6 miliardi, né sul fatto che sia comunque troppo alta: quasi tutti contestano che i più poveri già non le pagano, abolirle sarebbe un vantaggio per i più ricchi e quindi (???) classista.
    Mi è sfuggito il passaggio secondo cui poter pagare è diventato equivalente a dover pagare. Poi magari son gli stessi che appoggiano una marea di altre iniziative politiche solo sulla base del “è giusto”, “è civile”, ma questa no.
    Probabilmente il vero motivo è che, eliminando le entrate delle tasse universitarie, poi ci sarebbero meno soldi per le borse di studio per i meno abbienti, borse che non ho mai gradito appieno: ok che se stai all’università hai meno tempo per lavorare e contribuire al bilancio familiare, ma non pagare mensa, alloggio, strutture sportive, mezzi pubblici e beccarti pure 2-3000€ all’anno mi sembra un po’ eccessivo…

    8 gennaio 2018
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  4. fgpx78 said:

    Ma persino senza essere cosi’ fiscali, basta mettere un limite di esami serio.
    che so, continuiamo a pagartela se fai 4/5 degli esami che devi fare in un anno.
    Finirai in 7 anni una laurea da 5? Eh vabbe’, a 25 anni sarai comunque fuori.

    8 gennaio 2018
    Reply
    • mattia said:

      Ma persino senza essere cosi’ fiscali, basta mettere un limite di esami serio.
      che so, continuiamo a pagartela se fai 4/5 degli esami che devi fare in un anno.
      Finirai in 7 anni una laurea da 5? Eh vabbe’, a 25 anni sarai comunque fuori.

      preciso: quando dico “in corso” non significa che se sgarri di un semestre sei fuori corso.
      Da noi i semestri gratuiti sono il numero di semestri regolati più 2 semestri aggiuntivi di solito. Quindi un annetto in più gratis te lo danno.

      8 gennaio 2018
  5. kheimon said:

    “Non farebbe la figura del fesso a voler tagliar fuori i ripetenti, quando si tratta di promesse elettorali per soli -1.6 G€?”

    Almeno per me farebbe la figura di quello che non pensa solo al saldo in sé per sé, ma anche all’effetto indiretto sulle menti deboli di incentivi e disincentivi di natura finanziaria.

    Lo stato deve educare il cittadino, e visto che è incostituzionale educarlo a suon di scappellotti, usa incentivi e disincentivi di altra natura.

    Senza voler arrivare alla sgraziata e trita retorica sui “bamboccioni”, dire “puoi stare all’università il cazzo che ti pare tanto paga Pantalone” è profondamente diseducativo. Stai pur certo che sul lungo periodo il cittadino indolente e con un forte senso di “entitlement” ti costa pure!

    8 gennaio 2018
    Reply
  6. Peto said:

    Su facebook ha pubblicato un post di chiarimento in cui specifica:

    Avete paura che qualche fannullone si parcheggi all’università senza pagare le tasse? Noi crediamo che a ogni diritto corrisponda un dovere: per studiare gratuitamente sarà necessario dimostrare di farlo con profitto (con parametri diversi per gli studenti lavoratori).

    8 gennaio 2018
    Reply
    • mattia said:

      Avete paura che qualche fannullone si parcheggi all’università senza pagare le tasse? Noi crediamo che a ogni diritto corrisponda un dovere: per studiare gratuitamente sarà necessario dimostrare di farlo con profitto (con parametri diversi per gli studenti lavoratori).

      adesso però dovrebbe spiegare cosa intende per “profitto”, perché questa estate uscì la notizia degli sconti sulle tasse universitari per i meno abbienti che però avevano i requisiti di merito:
      10 crediti per il secondo anno e 25 crediti per gli anni successivi.
      Questi non sono requisiti di merito ma di fancazzismo.
      A allora che dica bene cosa intende per “profitto”.

      8 gennaio 2018
  7. Antonello said:

    Ho sempre sostenuto che “diritto allo studio” sia un’affermazione da cambiare. Tu non hai “diritto allo studio”, hai “diritto ad un’istruzione”. A fronte di tale diritto, hai il “dovere di studiare”.

    Qui in CZ questa distinzione mi pare abbastanza chiara. Tanto per dire: la selezione (durissima) comincia alle superiori e, alle volte, anche prima (alle medie). Forse è per questo che il sistema funziona: i ragazzi sono abituati fin da piccoli a essere messi fuori se non meritano.

    8 gennaio 2018
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  8. kheimon said:

    > A allora che dica bene cosa intende per “profitto”.

    Deve chiedere a chi lo consiglia i parametri che, secondo loro, dovrebbero salvare capra e cavoli, ovvero tenersi il voto dei fancazzisti e recuperare quello di qualche altro che aveva storto il naso alla prima formulazione. Il risultato sarà però di perdere quello dei primi senza convincere i secondi.

    Com’è che si dice. La “banalità del male”…

    8 gennaio 2018
    Reply
    • mattia said:

      Aspetta, lì penso si riferiscano al costo totale dell’abolizione della fornero.
      Il costo, cioè, per tornare al regime precedente dove l’innalzamento dell’età pensionabile sarebbe avvenuto più tardi. Quindi si parla di tutti i soldi risparmiati sul transitorio anticipato.
      Se non ricordo male sono 9 miliardi all’anno.
      Devi confrontare il costo all’anno visto che grasso parla di costo all’anno per le tasse universitarie.

      9 gennaio 2018
  9. Mauro said:

    Com’è che si dice. La “banalità del male”…

    Però Hannah Arendt quando creò questa definizione si riferiva a qualcosa di un tantino più grave di una legge malfatta sulle tasse universitarie…

    9 gennaio 2018
    Reply
  10. shevathas said:

    Il fatto è che del mitico estero si vede solo quello che piace e quello che non piace non si considera.
    Mi è capitato di girare in svizzera; traffico ordinato e automobilisti che si fermavano davanti alle strisce pedonali. Photored e autovelox non erano rari e, da quello che mi hanno riferito, le multe “pizzicano”.
    Qui si vorrebbe il “traffico svizzero” ma con i controlli “all’italiana”.

    9 gennaio 2018
    Reply
  11. Peto said:

    avevano i requisiti di merito:
    10 crediti per il secondo anno e 25 crediti per gli anni successivi.

    Situazione non tanto diversa dalle mie parti… E appena provano a ritoccare i parametri, via con gli scioperi in nome del “diritto allo studio”!
    Oltretutto, ho notato che diversi dati che cita nel post sono presi da quell’articolo di critiche-costruttive-che-però-respingo che linka verso la fine. Alla luce di ciò, sposo la ricostruzione di kheimon: non ha idea nemmeno lui di come mettere in pratica l’idea.

    @Antonello

    Ho sempre sostenuto che “diritto allo studio” sia un’affermazione da cambiare.

    A me non è che disturbi l’idea in sé… Uno può pure rivendicare il diritto a studiare 24/7 tutta la vita… Il problema è come questo diritto viene garantito: un conto è non tagliare fuori le persone dall’università, o non porre condizioni impossibili per poter studiare; altra roba è coccolare e riempire di benefit immotivati qualcuno solo per il fatto che studia! Se invece provi a toccare un incentivo allo studio, subito levata di scudi in difesa del “diritto allo studio”!

    9 gennaio 2018
    Reply
  12. Faber said:

    semi-OT

    Coordinamento di Liberi e Uguali Forlì

    Liberi e Uguali riafferma anche l’urgenza di procedere all’approvazione dell’apposito regolamento comunale, proposto recentemente dal consigliere Zanetti, volto ad impedire lo svolgimento, sul suolo forlivese, di iniziative di partiti o associazioni di ispirazione fascista, razzista o omofoba

    A questa gente mancano le basi minime dello Stato di diritto.

    20 gennaio 2018
    Reply
  13. ilaria said:

    Però mi chiedo quali siano le fonti di questo:

    http://www.6sicuro.it/welfare/tasse-universitarie-gratis

    per i crediti. Ovviamente le regole saranno diverse per regione ma per esempio, in Emilia Romagna, per quest’anno, i requisiti sono i seguenti (prendo solo le lauree magistrali come esempio, tutte le altre le trovate nel link):
    PRIMO ANNO (iscritti 17/18):
    30 crediti al 10 agosto 18 per assegnazione seconda rata
    20 crediti al 30 novembre 18 per conferma secondo anno
    SECONDO ANNO (iscritti 16/17)
    80 crediti al 10 agosto 18 per assegnazione seconda rata/conferma secondo anno
    TERZO ANNO (iscritti 15/16)
    135 crediti al […]
    ULTERIORE SEMESTRE
    135 crediti (poi te la tolgono)

    Per dire, nella mia magistrale (fisica) 30 crediti sono 5 esami entro agosto, quindi due esami nella sessione invernale e tre in quella estiva (o viceversa).

    Link ai bandi ERGO:
    https://www.er-go.it/fileadmin/user_upload/mvm/BANDI_2017_2018/GUIDE_REGOLAMENTO/Guida_bandi_2017_stampa.pdf

    le tabelle dei requisiti sono intorno a pagina 33

    23 gennaio 2018
    Reply
    • mattia said:

      Per dire, nella mia magistrale (fisica) 30 crediti sono 5 esami entro agosto, quindi due esami nella sessione invernale e tre in quella estiva (o viceversa).

      Ok, ma una volta non erano 60 crediti all’anno?
      Almeno, quando ho fatto l’università io in italia erano 60 cfu all’anno.
      Quindi il criterio di merito è arrivare ad agosto con 30 crediti su 60?
      Dimmi dove sbaglio perché non mi sembra molto meritorio.
      30 crediti su 60 sono un fallimento, roba da ritirarsi dall’università.
      Quindi no, non sono più 60 crediti all’anno, giusto?

      23 gennaio 2018
  14. ilaria said:

    In quell’anno è considerato la sessione invernale, estiva, autunnale ed un’altra invernale. Quello è un anno accademico, cioè quattro sessioni. L’anno della borsa di studio contiene due sessioni (non quattro).

    23 gennaio 2018
    Reply
  15. ilaria said:

    Nella mia magistrale i 120 cfu sono così divisi:
    120 cfu = 60 cfu primo anno + 12 cfu secondo anno + 45 cfu tesi + 3 cfu inglese

    Gli esami sono tutti da 6 crediti, quindi 12 esami in tutto. Per laurearmi in corso, posso dare esami fino alla sessione invernale 2020, laureandomi a marzo 2020. Sono 7 sessioni (inverno 18, estate 18, autunno 18, inverno 19, estate 19, autunno 19, inverno 20) quindi diciamo che per laurearmi in tempo sono poco meno di due esami a sessione. Ovviamente il mio obiettivo sarebbe darne di più di due per sessione ma questo era per dire che non mi sembra così fuori dal mondo dare due/tre esami per sessione.

    23 gennaio 2018
    Reply
    • mattia said:

      Nella mia magistrale i 120 cfu sono così divisi:

      Cerchiamo di essere concreti. A me interessa poco il numero di sessioni.
      I corsi, a quanto capisco, sono ancora di 60 crediti all’anno, giusto?
      Bene, se uno inizia a settembre e ad agosto si trova con 30 crediti non ha alcun merito.
      Può anche prendere e ritirarsi.
      Poi puoi pure inventarti che il tal esame lo può dare alla sessione pincopallo di dicembre ed è ancora considerato come dell’anno precedente. Ma è un giochetto da piccoli burocrati. Se sta preparando quell’esame per dicembre non può preparare i nuovi esami.
      Se tu alla fine di un intero anno accademico hai la metà dei crediti che dovresti avere significa che c’è qualcosa che non va. Non è la tua strada se fai così fatica.

      23 gennaio 2018
  16. ilaria said:

    Chi ha detto che si fa fatica? Esistono persone laureate con lode, che adesso stanno facendo il dottorato, che hanno proprio seguito questo percorso da piccoli burocrati. Non capisco che differenza faccia se alla fine ti laurei in corso con degli ottimi risultati. Si possono anche avere svariate problematiche a livello personale che possono impedire di dare più due esami a sessione (difficoltà in famiglia, problemi di salute, etc.).

    Piccolo appunto, non sto giustificando me stessa dato che ho iniziato a settembre la magistrale e non sono ancora iniziati gli esami.

    23 gennaio 2018
    Reply

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