Il fallimento di obama sull’energia

Sette anni fa, quando feci il documentario sul Kitegen mi trovai di fronte persone che mi dissero più o meno così: a noi servirebbero dei fondi per fare il prototipo. Dopodiché, quando il prototipo sarà pronto avremo tutto il mondo che accorrerà a vederlo e crederà in questa tecnologia. Purtroppo però le banche non ci finanziano.

E da quel ragionamento partiva tutta l’idea para-complottista per cui le banche erano esposte in finanziamenti di altri progetti nel tema energia e se il kitegen avesse preso piede quei progetti sarebbero falliti.
Ovviamente il ragionamento non stava in piedi: questi promettevano di dare energia pulita e rinnovabile continuamente e per tutta l’italia. Altro che mix energetico: era una fonte di energia che copriva tutti i bisogni energetici nazionali. Una roba del genere è una gallina dalle uova d’oro. Se ce l’hai tra le mani puoi anche perdere qualche centinaio di milioni che hai investito sul petrolio o sul fotovoltaico con una mano perché con l’altra mano hai un reddito enorme e perenne.
La realtà è che non volevano investire perché quelli non volevano smollare i brevetti. Ma questa è un’altra storia.

La mia obiezione, più che naturale, è stata: perché non andate dall’illuminata amministrazione Obama a farvi finanziare il progetto? Che saranno mai un paio di milioni di euro per il governo statunitense.

La cosa bella è che citai anche l’illuminata giunta pugliese vendola, che il quel periodo si spacciava come l’obama italiano. A dirlo adesso fa ridere, ma davvero c’è stato un periodo in cui vendola stava per diventare la guida del centro-sinistra italiano.

In entrambi i casi la questione era semplice: ci sono delle amministrazioni politiche che fanno dell’ecologia una bandiera, andate da loro e fatevi finanziare da loro.

Negli anni che sono seguiti poi questo tema si è un po’ affievolito. Di obama abbiamo sentito parlare per tanti temi e quello delle energie rinnovabili è finito in sottofondo. Otto anni fa invece era uno dei suoi temi principali. Si pensava davvero che Obama avrebbe aperto una nuova via alla produzione di energia pulita. Proprio per quello lo citai.

Sono passati otto anni, vediamo cosa ha concluso. Perché otto anni sono tanti, dopo otto anni non puoi più dare la colpa alla pesante eredità dei precedenti governi.

Vediamo allora com’è cambiata la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in questi otto anni negli U.S. of A.

Prendiamo il solare. Dal 2009 al 2015 (i dati del 2016 sono ancora provvisori ma non cambiano molto) è cresciuto così:

[ci sono due serie, una per il solare nelle centrali fotovoltaiche e una *stima* del fotovoltaico distribuito]

Uno dice: fischia! Guarda come è cresciuto! Grande obama!

Guardiamo l’eolico:

Non è cresciuto quasi esponenzialmente come il solare, vero, è cresciuto solo linearmente. Però anche lui è cresciuto mica male negli anni dell’amministrazione obama.

Ottimo, figherrimo questo obama.

Ora però facciamo un piccolo confronto. Guardiamo questi valori paragonati al totale dell’energia elettrica prodotta negli U.S. of A in questo periodo:

Sì, il solare e l’eolico sono quelle righe in basso.
Per quanto siano aumentati in questi anni sono sempre una scoreggina nel mare dell’energia elettrica di cui necessitano gli U.S. of A.

Gran parte dell’energia continua ad essere prodotta da carbone, nucleare e gas:

Quello che manca è dato, oltre che dalla scoreggina solare ed eolica, dall’idroelettrico (che negli ultimi anni è un po’ calato per via di stagioni secche, ma fondamentalmente è stabile), un po’ di petrolio, legno e un po’ di altre fonti minori.

Certo, in questi anni è diminuita l’energia prodotta dal carbone ma è stata rimpiazzata dal gas, sempre dinosauri morti sono.

Hai voglia a fare articoli su riviste moderne in cui si esalta l’ultima enorme centrale fotovoltaica costruita nel deserto dell’Arizona. Quelli sono articoli per gonzi che si esaltano in quanto non sanno guardare i numeri in prospettiva.
Sul totale dell’energia prodotta negli U.S. of A. le rinnovabili pulite sono rimaste al palo negli anni dell’amministrazione obama.

Per cortesia, non venite a dirmi che ci vuole tempo, che è un primo passo, che da qualche parte bisogna pure cominciare…
Otto anni sono tanti, soprattutto per tecnologie come il fotovoltaico o il solare che sono già pronte. Non parliamo di una centrale nucleare che richiede lustri per essere progettata e costruita. Non devi fare opere ingegneristiche enormi, non devi scavare per fare fondamenta e costruire edifici. Una centrale di pannelli fotovoltaici la installi in un fiat. Lo spazio ce l’hai, al massimo ti concedo un po’ di tempo per costruire le linee di trasmissione, ma per il resto basta mettere giù una squadra di operai e i pannelli fotovoltaici te li installano a macchinetta. Hai voglia quanti ne installi in otto anni.  Eppure sono rimasti lì al palo.

Mi direte: ok, ma avrà investito per nuove forme di energia rinnovabile e pulita che riusciranno là dove solare e eolico hanno fallito.

In effetti obama ha fondato un’agenzia, l’Advanced Research Projects Agency-Energy, il cui scopo è proprio quello di finanziare progetti di ricerca e sviluppo nel campo energetico.
Se guardate sul loro sito però vi accorgete che molti progetti finanziati non hanno nulla a che vedere con la ricerca di nuove fonti di energia pulita. Ad ogni buon conto i finanziamenti a questa agenzia sono miseri: 400 milioni di dollari per partire poi circa 280 milioni all’anno.

Nel frattempo l’amministrazione obama ha versato fiumi di denaro sul solare – che ha fallito. Il caso più famoso è quello di Solyndra, azienda di pannelli solari finanziata da obama con 535 milioni di dollari e poi miseramente fallita. Ma ce ne sono altre: Abound solar, per esempio, con 400 milioni dal governo obama e poi finita in bancarotta. Oppure possiamo parlare dei quasi 529 milioni stanziati nel 2009 per Fisker Automotive, azienda di veicoli ibridi elettrici, la quale ha fatto richiesta di bancarotta nel 2013. E parliamo di una tecnologia che non avrebbe aggiunto un joule di energia pulita nel bilancio energetico.
E potremmo continuare con altri casi più o meno noti, più o meno sostanziosi, di fiumi di denaro pubblico investito in aziende che non portano nuove tecnologie per produrre finalmente l’energia pulita nelle quantità e nelle modalità che ci serve, e che per giunta sono capitolate. Tutti casi in cui i soldi dei contribuenti sono finiti nel gabinetto.

Prendete anche solo quei tre casi: parliamo di circa 1,4 miliardi di dollari. Quanti progetti di ricerca (per trovare energie rinnovabili veramente utili) finanziavi con quei soldi?
Ohilà, parliamo di cifre simili al budget annuale dell’ERC. Sono una montagna di soldi. Ci avviciniamo a cifre per cui per statistica qualche risultato concreto lo ottieni per forza.

Poi vedete, è facile lamentarsi per oleodotto, ma cosa ha fatto obama per consentire al suo paese di avere tutta l’energia rinnovabile e pulita di cui necessita quando i dinosauri morti saranno finiti? Quali sono stati i suoi risultati in questo campo?
Un fallimento totale, quando si guardano i numeri e non la propaganda travestita da stampa.

Sentirò mai tante anime belle fare un riflessione su questo fallimento?

11 Comments

  1. Nick said:

    domanda: ma allora dove investi? quale fonte ha più ampio margine di miglioramento?
    solare, eolico, idroelettrico ecc. da quel che ho capito non sono convenienti su larga scala e oltretutto non si possono sfruttare ovunque.
    c’è il nucleare, ma anche l’uranio non è infinito e oltretutto hai sempre il problema delle scorie, che nessuno vuole nel “giardino di casa”.

    25 Febbraio 2017
    • mattia said:

      domanda: ma allora dove investi?

      Nella ricerca, per trovare qualcosa che funziona davvero.

      25 Febbraio 2017
  2. fgpx78 said:

    Beh Nick, puoi ad esempio investire sulle centrali nucleari di quarta generazione. Se si ipotizza al momento una ata “commerciale” attorno al 2040, magari investendoci qualche miliardo di dollari la anticipi di qualche anno.
    Le centrali di nuova generazione (fissione ma anche fusione) dovrebbero andare ad impattare proprio sulla questione combustibile e scorie (non sto a dilungarmi troppo).

    Poi non c’è solo il nucleare ovviamente. Immagino che investire in ricerca per il solare puntando a un incremento di rendimento potrebbe avere un forte impatto sul futuro.

    E che dire delle tecnologie per l’accumulo?

    A mio parere di ambiti correlati su cui investire se ne trovano a bizzeffe. Il problema è intraprendere una strada con un orizzonte temporale definito (anche lungo) e determinati realistici risultati.

    Questo Obama pare non averlo fatto.

    25 Febbraio 2017
    • mattia said:

      Immagino che investire in ricerca per il solare puntando a un incremento di rendimento potrebbe avere un forte impatto sul futuro.

      Mah, sul fotovoltaico ormai non c’è tantissimo margine per migliorare.
      E il problema del solare (di qualsiasi tipo) non è il rendimento ma il fatto che l’asse terrestre è inclinato 🙂

      E che dire delle tecnologie per l’accumulo?

      Io lo vedo come un finto problema, o meglio come un problema secondario.
      Se io ho una fonte di energia pessima e punto sulle tecnologie per l’accumulo in realtà sto mettendo una pezza a una tecnologia che è già in partenza perdente.
      Secondo me bisogna ribaltare il discorso: invece di lavorare sulla pezza che copre il buco lavoriamo affinché non ci sia il buco.
      Lo stesso concetto vale per le smartgrid.

      25 Febbraio 2017
  3. mamoru said:

    avrei tanto dai dire sull’argomento, ma il sunto di mattia e’ perfetto.
    il solare con il rendimento piu’ alto attualmente disponibile, tra l’altro, trova la sua migliore collocazione in posti che riescono contemporaneamente ad essere:
    – scarsamente abitati causa clima di merda e conseguente ambiente invivibile
    – pieni di miniere e pertanto l’unica industria che si gioverebbe della cosa sarebbe quella mineraria estrattiva (molto eco) dato che non ci sono linee elettriche e vanno a diesel

    il fatto che i giapponesi stiano investendo (per l’export dato che qua lo sanno bene che e’ inutile a priori) su accumulo e solare di varia foggia al fine di lanciare l’econimia dell’idrogeno per il 2020, e’ un fattore in piu’ che mi fa pendere tra il fallimento e il fallimento disastroso a cui e’ destinata la cosa.
    basti pensare che negli ultimi anni tutto quello che han toccato e che pareva vanto nazionale sta andando di merda. con l’aggravante che il crollo di tōshiba si portera’ dietro westinghouse , rovinando ancora di piu’ e immeritatamente l’immagine del nucleare.

    nel frattempo i fallimenti di barak hussein pare non abbiano scalfito la fede dei suoi adepti francesi

    http://www.cnn.com/2017/02/24/europe/france-obama-17-president-trnd/index.html

    disclaimer
    cnn e’ un canale satirico/fake news, per una corretta informazione approvata dalla presidenta e dallo smanettone apple del canton ticino, si consiglia la lettura di the onion, rispettati quotidiano in lingua inglese…

    26 Febbraio 2017
  4. mamoru said:

    giusto una nota a margine per chi guarda distrattamente i grafici.
    l’asse delle ordinate dell’eolico e’ un ordine di grandezza superiore al solare in quanto potenza installata…

    26 Febbraio 2017
  5. Claiudio said:

    @mamoru
    con l’aggravante che il crollo di tōshiba si portera’ dietro westinghouse , rovinando ancora di piu’ e immeritatamente l’immagine del nucleare
    Forse sono io che mi sbaglio, ma mi pare che hai invertito la causa con l’effetto: Toshiba è in crisi patocca per l’acquisizione di Westinghouse.

    26 Febbraio 2017
  6. Beppe Grullo said:

    Sicuramente l’amministrazione Obama ha fallito. Per fortuna sotto l’amministrazione Trump ci sarà una svolta drastica, con finanziamenti massicci orientati verso il mondo della ricerca (di giacimenti di dinosauri morti).

    27 Febbraio 2017
    • mattia said:

      quello che farà l’amministrazione Trump lo giudicheremo fra otto anni.
      Se non avrà fatto un solo passo in quella direzione avrà fallito. Come pure ha fallito obama. Quindi saranno pari.
      Con una differenza però, che Trump non si è finto paladino delle energie rinnovabili pulite.
      Quindi avrà comunque perso obama.

      27 Febbraio 2017
  7. mamoru said:

    @claiudio in breve i giapponesi stanno sbolognando, attraverso la solita tattica diffamatoria gli stranieri cattivi.
    una azienda seria prima di fare una acquisizione farebbe fare accertamenti coi controcazzi ad analisti.
    perche questi hanno fatto, dopo 3 anni di cortine fumogene, 6 miliardi di euro di perdite (e negli anni scorsi avevan pure venduto tutta la divisione bianchi ai cinesi…), chiamiamolo investimento un pelo ad alto rischio??
    diciamo che qualcuno prende decisioni strategiche con leggerezza?

    **warning delirio lungo e pedante ahead **

    questo accade perche’ i giapponesi contano di avere fiumi di liquidita’ pseudo infinita per distruggere la concorrenza.. almeno finche’ non vengono sgamati.

    tōshiba ha falsificato i bilanci per anni, come quasi tutte le aziende giapponesi sono state abituate a fare da sempre (canon e sharp esempi di malagestione, panasonic di evasione fiscale reitarata, sony che con ps3 ha dovuto fare il giochino della good/bad company tanto per fare alcuni esempi). Sono sostanzialmente aziende che fanno un uso smodato di r&d(panasonic ha scoperto 4 anni fa che lavare a 40 gradi rimuove lo sporco difficile), brevettano a pioggia ogni cazzata che i dipendenti ansiosi di salire di grado buttano nel calderone per far numero e far figurare obiettivi raggiunti (ancora costi), riescono a lavorare in perdita per lustri cercando di industrializzare roba non ancora matura per esserlo (qui azzarderei la mezza debacle di sony con le batterie al Li e il mega recall annesso, in dieci anni creano il mercato per poi uscirne dato che non da’ il ritorno atteso o ritorno vero e proprio). poi ci sono i cancri come mitsubishi: nelle auto grazie a dio si sono sparati nelle palle e dopo l’ennesimo scandalo, se li prende nissan. nelle navi da crociera hanno lasciato il settore dopo maxi perdite dovute a errori progettuali e scelte dissennate, nell’aviazione sono anni che stanno ritardando il loro aereo di linea (che portano in giro in pompa magna per il paese e la gente fa “oohhh”)e si sono accorti che devono rispettare gli standard internazionali, che progettare aerei non e’ facilissimo e che devono garantire assistenza e magazzino ricambi globale se vogliono vendere all’estero…
    qua a stare dietro a tutte le cazzate che combinano ci vuole una memoria sconfinata.
    considera che gli ex zaibatsu hanno tutti una propria banca e i dipendenti sono invogliati a farvici versare lo stipendio, a comprarne le assicurazioni vita, quella della macchina, il mutuo casa… delle volte hai aziende del gruppo che fanno case… l’agenzia di viaggi aziendale , cosi’ il biglietto aereo per il viaggio di lavoro lo ordini a loro e i soldi vanno nella stessa banca… se hai bisogno di un fornitore hai la shōsha che fa da intermediario, si intasca la sua % e fa girare un po’ i soldi.
    sui magazzini sarebbe da chiedere a luca da osaka che me ne parlo’ una volta aggiungendo che in europa ti metterebbero in galera.

    io parlo per esperienza diretta, vedo come lavorano. in un altro post, quandi dissi per battuta che se si dovesse andare su marte i giapponesi farebbero un modello scala 1:1 della missione intendevo questo: i giapponesi sono dei gran praticoni, i risultati li ottengono, ma bruciano una marea di soldi in una serie demenziale di trial and error infiniti. alle volte mi chiedo se oltre a dormire all’universita’ facciano qualcosa, ma non sarebbe corretto ridurre tutto a questo dato che di gente preparata ne conosco e incontro in continuazione e sono giunto alla conclusione che e’ un problema di leadership e modo di pensare: qua ubbidiscono ciecamente e vanno avanti a oltranza anche se in fondo tutti sanno di stare facendo delle cazzate abnormi. perche’ lo ha ordinato il capo e anche se a meta’ progetto si accorgessero tutti che conveniva fermarsi e buttare meta’ del lavoro fatto, nessuno lo farrebbe. in fondo fare e disfare e’ sempre lavorare…)
    inoltre nessuno pare fare studi di fattibilita’ seri e nessuno stronca le cazzate sul nascere. dicono: fammi vedere che riesci a produrlo, poi fa niente che gli obiettivi di costo sono basati su valutazioni ottimistiche (di solito non contano balle, ma “massaggiano” i conti per farli tornare).

    27 Febbraio 2017
  8. mamoru said:

    quindi tornando a westinghouse, con i giapponesi in mezzo, il dubbio legittimo di maneggiamenti ed incompetenza gestionale dal sol levante mi sale pesantemente.
    in ogni caso con l’introduzione della compliance nel mondo imprenditoriale nipponico ne vedremo delle belle. (the end)

    27 Febbraio 2017

Comments are closed.