Tre parole su AdSense e feic nius

Sinceramente non capisco tutte le polemiche sulla decisione di AdSense di togliere la pubblicità ai siti che i suoi proprietari considerano di feic nius.

Da una parte non capisco l’esultanza dei pinocchi boldrinosi che si esaltano perché vengono tagliate le gambe ai nemici della loro padronessa. Se qualcuno dice una scemenza si smonta la scemenza nella sostanza. Esultare per la decisione di AdSense è come darsi il cinque da bambini quando arriva il cuGGino a dare due ceffoni al tuo nemico. Patetico.

Dalla parte opposta le lamentele sono anche più assurde. Gugol può decidere di dare la pubblicità a chi vuole. È una società privata e può decidere di fare affare con chi desidera più opportuno; non è un istitituzione pubblica, non ha alcun dovere verso di te.
Non c’è nulla che puoi pretendere da loro.

Dopodiché, dovevate aspettarvelo: è il prezzo che si paga per usare i servizi degli altri.
Guardate questo sito, per esempio: non c’è un banner pubblicitario e mai c’è stato. È una cosa che mi dà la libertà di scrivere quello che voglio. Se avessi dei banner pubblicitari starei lì ogni giorno a guardare le statistiche del sito per vedere qual post mi porta più accessi quindi più soldi tramite la pubblicità. Senza rendermene conto finirei per scrivere i post che la gente vuole leggere, non quelli che voglio scrivere io.
Non avere la pubblicità ti rende libero. E questo vale anche per i contenuti, come per questa decisione di AdSense: rinuncio volentieri ai pochi spicci che farei con la pubblicità se il prezzo da pagare è scrivere solo quello che il padrone di AdSense vuole che si scriva.

Lo stesso vale per coloro che come mezzi di comunicazione usano reti sociali come il feisbuc e poi si lamentano se gli chiudono la pagina (o il canale iutiub…) Stai usando uno strumento gratuito che non ti appartiene. Devi essere consapevole che un giorno te le possono chiudere e tu ti attacchi.
Anche in questo caso, io preferisco di gran lunga pagarmi un hosting di tasca mia ed non dover temere che se scrivo qualcosa che al padrone non va mi venga spento il sito.

Ragazzi miei, non è che potete tenere una gamba nella scarpa del sistema e una gamba nella scarpa della libertà totale di espressione. Se volete essere liberi fino in fondo dovete anche fare delle rinunce economiche e magari pagare anche di tasca vostra.

Se poi pensate di campare di questo e senza la pubblicità di AdSense non riuscite a mettere la minestra a tavola, be’… forse è meglio se vi trovate un lavoro.

Piccola considerazione finale: quanto tempo passerà prima che qualcun altro si lancerà nell’impresa di creare una nuova concessionaria di pubblicità che invece pubblica gli annunci a tutti?
Non sarà mai l’equivalente di gugol, per carità, ché non potrà mai profilare gli utenti come fanno loro. Ma le persone che leggono i siti di bufale sono tanti, è un mercato non da poco. C’è spazio per creare un’agenzia di annunci pubblicitari acchiappa-gonzi da pubblicare su siti di bufale. Se non lo fa gugol lo farà qualcun altro.
Bisogna vedere quanto ci andrà giù pensante gugol: più saranno i siti su cui blocca la pubblicità e più sarà il mercato potenziale per questo nuovo settore.
Io se fossi un imprenditore inizierei a pensarci.

4 Comments

  1. DG said:

    il fatto è che di reti pubblicitarie ce ne sono già tante. google ha il grosso vantaggio che, siccome fa passare le pubblicità di una enormità di aziende, riduce notevolmente il “rischio” che uno degli inserzionisti veda la propria pubblicità in una pagina di castronerie e vada a lamentarsi.

    peggiore è il sito è peggiori sono i tipi di pubblicità che ci passano. sui più conclamanti aggregatori di idiozie, infatti, noterai che passano praticamente solo “giochi online” a pagamento, casinò e venditori di fuffa di vario genere. oltre all’immagine non esattamente professionale che scaturisce da una pagina mitragliata di quelle cose (non credo che gli interessati si facciano realmente problemi), sono settori che pagano estremamente poco.

    6 Febbraio 2017
    • mattia said:

      oltre all’immagine non esattamente professionale che scaturisce da una pagina mitragliata di quelle cose

      ah be’, se è per quello io ho visto pubblicità del tipo “Luigi guadagna 8000 euro al giorno. Scopri come!” sul sito di Repubblica.
      Ma evidentemente per loro non è un problema.

      sono settori che pagano estremamente poco.

      Sicuramente il valore è minore. Ma è un mercato che qualcuno sta lasciano libero perché non vuole più occuparsene.
      Qualcuno quei clienti dovrà procurarseli no?

      6 Febbraio 2017
  2. shevathas said:

    Il problema della pubblicità “per gonzi” nei siti acchiappabufale è che dopo la prima fiammata di successo poi arrivano le rogne, tante.
    Prendi ad esempio il mirabolante tubo tuker, l’e-cat oppure eolo, l’auto ad aria compressa.
    Dopo la prima fiammata di pubblicità son sparite lasciandosi dietro, nel caso del tubo, un paio di processi per truffa o tanti “investitori” illusi.
    Il mercato delle “bufale” è un mercato dove devi operare con cautela e non è detto che il gioco valga la candela, ovvero l’investimento per acchiappare quei clienti.

    6 Febbraio 2017
  3. Dietro said:

    Io se fossi un Casaleggio inizierei a pensarci.

    7 Febbraio 2017

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