La carpa postale

È sempre stata una storia di stupore.

All’inizio mi stupivo quando vedevo i banchetti che vendevano le carpe per le strade di Praga sotto Natale.
Vive o morte, a scelta. Alcuni la comprano viva così poi la mettono nella vasca da bagno e l’ammazzano la vigilia per averla bella fresca a Natale.

Altri la comprano già morta. Se vuoi te l’ammazzano lì sul posto e te la danno già pronta da cucinare. Tutto senza badare troppo alle norme sanitarie. In italia il 95% di quei banchetti violerebbe almeno sei circolari dell’ASL e verrebbero chiusi in due minuti. A Praga ce ne sbattiamo il cazzo. La carpa si compra per strada e guai a chi discute.

Poi mi sono abituato a questi che ti ammazzano la carpa per strada. Il passo seguente è stato stupirsi del fatto che questi grossi contenitori con le carpe vive li lasciano lì di notte senza nessun problema.
Bel fidarsi.
Se non gli rubano le carpe è forse perché c’è qualche diceria che porta sfiga altrimenti li troverebbero vuoti il giorno dopo.

Ma poi mi sono abituato anche a questo.

L’ultima però è forte. Un amico ceco che lavora in giappone si è fatto mandare la carpa natalizia per posta. Non dalla Rep. Ceca ma da un amico giapponese che fa il pescatore a 1000 km da Tokyo suppergiù.
Ha fatto un pacco postale e gli ha mandato la carpa. Viva.

Giuro, ho visto il video in cui tirava fuori dal pacco un sacchetto di plastica pieno d’acqua con dentro la carpa ancora viva.
Nel frattempo che mi abituo anche a questa spero che il video non venga visto dalle poste giapponesi (a meno che non sia legale mandare animali vivi per posta in giappone)

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