Perché è scoppiata la moda delle feic nius

Se ne parla ovunque ormai, è diventato l’argomento di discussione mondiale: le feic nius.

Se ne discute negli U.S.A., dicendo che le bufale diffuse su internet hanno favorito l’elezione di Trump. Se ne parla per il referendum della Brexit, il cui risultato si dice sia stato influenzato dalle bufale su internet. Se ne parla in italia perché renzi dice che ha perso il referendum, tra le antre cose, anche per le bufale del ueb.

Io li osservo e penso: dov’erano fino all’altro ieri?

Sento questi che si stracciano le vesti dicendo che bisogna mettere un freno alle feic nius con filtri, censure, avvisi, bollini “bufalosi” di avvertimento messi per legge sui siti non si sa da quali autorità.
Da un angolo del mondo all’opposto si grida al pericolo sociale che possono generare queste bufale, tanto che per definire il fenomeno hanno inventanto una nuova definizione virale, feic nius.

Già, ma hanno iniziato solo ora a fare danni sociali le feic nius?

Dicono: hanno influenzato le elezioni americane portando all’elezione di Trump. Hmmm, ok.
Facciamo un passo indietro di qualche anno. Era il 2011 e in italia si tenne un referendum per bloccare la ripresa del programma nucleare.
L’11 marzo in giappone arriva il terremoto, quello forte. Segue tsunami e allagamento della centrale di Fukushima. Quello che è successo poi lo conosciamo tutti. O meglio, quasi tutti. C’è chi infatti non l’ha mai capito, tra questi anche molti, moltissimi giornalisti.
In quei giorni su repubblica scriveva un certo giampaolo visetti. Descriveva esodi biblici di gente che scappava da Tokyo, “capitale in agonia” ormai “prossima al collasso“. Ovviamente erano tutte balle. Non c’era nessuna fuga da Tokyo, visto che il livello di radiazioni a Tokyo era del tutto trascurabile.
Il 20 marzo scriveva

Oltre quattro milioni di abitanti hanno lasciato la città in treno, o ammassati in auto. Colletti bianchi, stranieri e famiglie con bambini cercano di raggiungere le località a sud del Kansai, per mettersi al riparo dal pericolo della nube atomica.

In realtà quelle persone non scappavano per mettersi al riparo da una “nube atomica”. Manco per il cazzo.
Era solo che il 21 marzo in giappone è festa nazionale e i tochiesi se ne erano andati per fare il fine settimana lungo. Passata la festa sono tornati a Tokyo.

Più feic nius di così.
Balle al cubo.

L’articolo è ancora disponibile qua, non si sono nemmeno dati pena di nasconderlo.

E questa è solo una delle balle che si raccontarono in quei giorni. L’elenco è sterminato.
L’effetto è che in italia (ma in generale, fuori dal giappone) la gente era convinta fosse in corso un cataclisma. All’epoca vivevo in giappone e passavo le serate a rispondere alle email di gente che non sentivo da tempo immemorabile che mi chiedeva se ero ancora vivo.

In effetti se leggi sul giornale che 4 milioni di persone scappano dalla “nube atomica” cosa devi pensare?
Non stupisce che la gente cancellasse le vacanze in giappone per paura di un pericolo inesistente (oltre i 30 km da Fukushima fondamentalmente le radiazioni erano trascurabili). Per come la raccontava sui giornali gente come visetti era comprensibile la loro paura nutrita da queste feic nius.

Il risultato poi si è visto il 13 giugno al referendum sul nucleare dove ha vinto il sì.

Certo, se per mesi e mesi prima del referendum su giornali italiani scrivono puttanate grosse come case su quello che è successo a Fukushima è ovvio che la gente poi vota contro il nucleare. Ma scusate, questo non è forse lo stesso meccanismo che viene contestato adesso con Trump o con la Brexit? Guardate al danno sociale che hanno fatto le feic nius pubblicate dai giornali su Fukushima: hanno addirittura influenzato l’opinione pubblica italiana facendo vincere il sì al referendum sul nucleare.  È la stessa, identica cosa che viene contestata alle feic nius che in America avrebbero fatto vincere Trump.

Perché allora nel 2011 tutti – tranne pochissimi – sono stati muti? Perché nessuno sollevò il vespaio delle feic nius che influenzano il risultato delle votazioni?

Semplice, perché il problema non è l’effetto delle feic nius sulle elezioni. Il problema c’è solo quando il risultato non piace. Finché le balle di visetti e i suoi sorapis fanno vincere il sì al referendum sul nucleare allora non esiste il problema feic nius. Anzi, le feic nius si usano a piene mani per raggiungere lo scopo. Quando invece le feic nius fanno vincere chi ti sta sul culo allora si stracciano le vesti, le canottiere e finanche le mutande.

La moda delle feic nius è scoppiata solo ora perché il risultato è stato diverso da quello che volevano i mezzi di comunicazione di massa. Le feic nius c’erano anche prima, ma siccome il risultato faceva comodo nessuno le denunciava.

Fin quando le feic nius le usi tu per sodomizzare gli altri vanno benissimo. Quando invece usano le feic nius per infilarlo nel culo a te allora gridi allo scandalo.

Che adesso quotidiani come repubblica facciano le madonnine immacolate che si scandalizzano contro le feic nius e i loro danni sociali quando per anni hanno abusato di feic nius per ottenere i loro scopi (e fare parimenti danni sociali) è onestamente ridicolo.
Abbiano almeno il buon senso di tacere.

Questa gente non ha diritto di parlare di feic nius.
Prima ammettano il loro sbagli e poi… e poi stiano zitti ugualmente per decenza.

9 Comments

  1. Luca said:

    Prima ammettano i loro sbagli

    Beh, io me lo ricordo ancora D’Angelis sull’Unità qualche mese fa. La sua risposta fu esemplare, e per quanto l’ordine dei giornalisti gli abbia poi fatto la morale non è che il resto del mondo dell’informazione la pensi diversamente.
    Forse non così spudoratamente come D’Angelis, ma è lo stesso.

    http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/16_aprile_16/unita-direttore-ammette-raggi-non-era-video-berlusconi-7aa78170-0405-11e6-b48d-5f404ca1fec7.shtml

    21 Dicembre 2016
    • mattia said:

      ah, già…. quello del “giornalismo 2.0”.
      Mi ero dimenticato di quel caso.
      La merda ha più dignità.

      21 Dicembre 2016
  2. mamoru said:

    poi finisce come per il riconteggio dei voti e saltano fuori irregolarita’ in meta’ dei seggi di detroit (vittoria per clinton al 95%)… una tattica che si rivolta contro i proponenti.

    un altro trebd attuale sui sns usa e’ il white man shaming : in pratica se sei bianco ti dicono che non avresti dovuto nemmeno nascere oppure ‘check your privilege’ solo perche’ non vai in giro a rubare, spacciare o sparare alla polizia.
    sono discorsi emblematici portati avanti dal buonismo di certi media che vogliono sembrare progressisti a tutti i costi. in realta’ se in quei posto contro il biankismo provate a sostituire la parola bianco con negro, paiono usciti ad un raduno del KKK. penso che la stessa logica la si possa applicare anche alla boldrina dato che e’ un ragionamento che si basa su un assioma: bianko/maschio = male donna/nero=bene
    da cui questi subumani si arrogano il diritto di mentire, di insultare, di discriminare etc.

    22 Dicembre 2016
  3. Paolo Ghezzi said:

    Niente di nuovo sotto il sole: basta ricordare gli strepiti che fece la sinistra italiana quando fu eletto Berlusconi ‘perché ha le televisioni’. Chi è sconfitto deve trovare una giustificazione, tanto più che molti di questi individui o movimenti si sentono le uniche incarnazioni della Giustizia e della Verità e ritengono tutti coloro che hanno idee differenti dei farabutti o perlomeno dei mentecatti. Da qui i lai contro chi ‘influenza’ i ‘babbei’ in questione, siano i preti, le tivù del Berlusca o i siti di fake news. Certo è più facile che fare una serena autocritica e chiedersi ‘dove abbiamo sbagliato?’
    Per quanto riguarda, poi il discorso dei giornali (o dei loro siti) che propalano fake peggiori di quelli dei siti dedicati, penso che il problema sia ben più profondo dell’uso a mò propaganda politica che, comunque, la maggior parte di essi fa.
    Il problema di base è che anche i maggiori quotidiani e le loro controparti internet hanno ormai un’attendibilità poco o punto superiore a quella di qualsiasi sito di notizie copia e incolla (e nel mazzo ci si possono tranquillamente mettere anche le televisioni).Buona parte di chi scrive (o copia) notizie non ha la minima competenza sull’argomento e quindi prende per buona qualunque stupidaggine. Come si può pensare che redazioni che mantengono al loro interno capre secondo le quali i mastodonti sono dinosauri, le tartarughe mammiferi, che confondono la velocità del suono con quella della luce, che trasformano il cacciatorpediniere ‘Durand de la Penne’ nell’ incrociatore ‘Le Pen’ o parlano della ‘vivisezione’ delle mummie siano attendibili in qualsivoglia settore? Quindi c’è poco da stupirsi che Repubblica accetti di pubblicare le corbellerie di Visetti o che un tizio di Rai News 24 faccia un’inchiesta tesa a dimostrare che gli americani hanno usato un’atomica a Bassora senza che nessuno se ne sia accorto.
    Purtroppo ormai il ‘giornalismo 2.0’ è la norma…

    22 Dicembre 2016
  4. camicius said:

    tra le antre cose
    ops.

    È lo stesso punto della condivisione di qualunque cosa: se conferma la mia idea è vera e la condivido, se la avversa, non la condivido, e magari la segnalo.
    Quando lo fa una persona è un analfabeta funzionale, quando lo fa un giornale è opinione pubblica.

    Resto dell’idea che la gente non dovrebbe mettere becco su questioni tecniche.
    Per esempio, mi sono astenuto sul referendum sulle trivelle. Inizialmente ero convinto per il no, ma negli ultimi giorni ho letto articoli e notizie che mi sembravano attendibili che hanno fatto sorgere qualche dubbio. Quindi, la mia astensione è stata in parte dovuta al voler votare no, ma in parte anche alla convinzione che non deve essere la gente a decidere su questi temi, perché le loro conseguenze sono troppo complesse per essere capite.

    22 Dicembre 2016
  5. Mauro said:

    Tutto condivisibile. Ma aggiungerei un punto.

    Nei paesi anglosassoni e germanici esistono i quotidiani scandalistici (tipo Bild o Express in Germania, Sun o Daily Mail in Inghilterra, eccetera).
    Quindi la stampa “seria” è costretta a porsi determinati limiti, se no perderebbe lettori a favore dei quotidiani di cui sopra (che sono già i più letti, ma che a quel punto si prenderebbero anche i lettori di FAZ, Süddeutsche, Guardian, Times, ecc.)

    In Italia (e nei paesi latini in generale) la stampa scandalistica è sempre stata tradizionalmente settimanale (Cronaca Vera, Novella 2000, eccetera), quindi i quotidiani cosiddetti “seri” non corrono nessun rischio di perdere lettori inseguendo la sensazione, anzi è più probabile che ne guadagnino.

    22 Dicembre 2016
    • mattia said:

      Nei paesi anglosassoni e germanici esistono i quotidiani scandalistici (tipo Bild o Express in Germania, Sun o Daily Mail in Inghilterra, eccetera).

      Aggiungi anche la Rep. Ceca con Blesk, Aha e compagnia bella.
      Stesso sistema.

      22 Dicembre 2016
  6. Mauro said:

    Aggiungi anche la Rep. Ceca con Blesk, Aha e compagnia bella.
    Stesso sistema.

    Non conoscevo, ma ciò non fa che confermare quanto ho scritto come giudizio sulla situazione italiana (e “latina” in generale).

    22 Dicembre 2016
  7. shevathas said:

    I giornali scrivono quello che i lettori vogliono sentirsi dire; e se la maggioranza vuole godilla risorto a causa delle radiazioni di fukushima, i giornali parleranno di godzilla che va in giro per Tokio.
    Pochi vogliono leggere per capire, molti più per avere conferma delle proprie idee, e se un giornale le lega, nessun godzilla a Tokio, bollano il giornale come poco attendibile, più che riconsiderare le proprie idee.
    Un indizio sono i titoli “acchiappaclick” dove spesso l’articolo è tutto il contrario del titolo. Un caso fra tutti: “la cassazione, se ha i jeans non è stupro”.

    23 Dicembre 2016

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