Se non è logica non è un’opinione

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L’altro giorno un mio conoscente che insegna matematica in una università asiatica ha scritto questa interessante riflessione sul feisbuc:

Essere un matematico è fantastico… per quanto possa essere lungo il testo, le parole imbellettate, post fattuali o bugie a fin di bene, alla fine tutto si riduce a una cosa sola. È una catena logica di affermazioni vere? Se non lo è, esci cortesemente dal mio ufficio.

Sarebbe bello se questo atteggiamento si usasse anche nel dibattito pubblico e politico.
Perché delle volte purtroppo ti trovi a che fare con gente che porta affermazioni non logiche e quando glielo fai notare di dicono che “è la loro idea” o “abbiamo opinioni diverse“.
No, se la tua affermazione non è logica non è un’idea né un’opinione: è invalida, è il niente.

Un esempio mi è capitato proprio un paio di giorni fa sul tuitter con uno che riportava la denuncia dell’ordine dei giornalisti della Lombardia secondo cui nel 79% dei casi gli esperti intervistati dai mezzi di comunicazione di massa sono uomini.

La domanda più ovvia quindi è stata: ok, ma che te ne frega del sesso dell’esperto che intervisti? Ti interessa solo quello che dice (che poi è il motivo per cui lo interpelli) oppure se possiede un pene o una vagina?

Ovvio che gli interessava quello che dicevano e non il tipo di genitali posseduti. Ma è mai possibile che esistano solo esperti maschi? Ha ribattuto.

No, facciamo pure che gli esperti siano meravigliosamente divisi al 50% tra uomini e donne.*
Ora, a parità di competenze, che male c’è se si intervistano non dico il 79% ma persino il 100% di uomini?

Ecco, ho ripetuto la domanda una dozzina di volte: il leone prima ha cercato di cambiare discorso (mai consentirlo, rimanere fermi sul punto), poi ha farfugliato qualcosa, ha citato bergoglio (e sti cazzi) e se ne è andato senza rispondere nel merito.

In questo caso basta usare la logica. Io ti chiedo: c’è qualcosa di male se a parità di competenze intervisto solo uomini?
Hai due possibilità: sì o no.

Se dici di sì allora mi devi spiegare perché con un motivo che non contraddica logicamente quello che hai detto prima.
Perché – a parità di competenze – dovresti intervistare un po’ di uomini e un po’ di donne?

Se tu mi dici che:
A) ti interessa solo quello che dice l’esperto e non se ha un pene o una vagina
B) ci sono esperti di pari competenza sia con un pene che con una vagina

allora non puoi logicamente sostenere che si sbagli a intervistare anche solo uomini (o solo donne). Perché contraddice quello che hai detto prima.

L’istinto irrazionale ti fa dire “non è giusto che si intervistino solo uomini” ma quando ti chiedo di darmi una spiegazione logica non sei capace di darmela. Perché per giustificare l’esigenza di intervistare uomini e donne al 50% dovresti dirmi che di un esperto ti interessa non solo ciò che dice ma anche il tipo di genitali che possiede, ma questo non me lo dirai mai.

La frase può anche sembrare corretta da un punto di vista del “sentimento” ma è una idiozia illogica. Se ammetti che di un esperto ti interessa solo la sua competenza allora sei obbligato a dire che intervistare pure il 100% di uomini non ha nulla di sbagliato.

Quando ho fatto notare la contraddizione il tizio poi si è infilato nel “vabbe’, abbiamo idee diverse”. No, non abbiamo idee diverse: io ho una idea logica, tu no quindi la tua non è un’idea. Non spacciare un ragionamento illogico per una qualsiasi opinione legittima a cui hai diritto.

Ecco, sarebbe bello che fin dalle scuole elementari si insegnasse a fare dibattito usando la logica.
Poi certa gente sarebbe utile anche mandarcela, alle scuole elementari.

 

*Piesse: a parte al fatto che sì, in certi settori incontrare una donna esperta è rarissimo . E qui prevengo subito gli idioti che capiscono Roma per bicchiere: non è che in certi settori le donne esperte sono poche perché sono incapaci di capire quelle materie. Sono poche perché non si interessano di quelle materie. Del tutto legittimamente, anche se a qualche persona con un numero di neuroni pari inferiore a quattro potrà sembrare intollerabile uomini e donne si interessano di materie diverse. Se ne facciano una ragione

PiPiesse: se poi nella vostra mente siete ancora convinti che sia sbagliato intervistare solo uomini esperti a parità di competenze – anche se vi ho dimostrato che è illogico – posso sempre portarvi un argomento che vi stuzzica il “sentimento” anziché la logica. Bene, intervistiamo al 50% uomini e al 50% donne. Poi però intervistiamo anche negri, sudamericani e asiatici con percentuali pari alla loro presenza nel paese. Hai soddisfatto anche queste condizioni? Bene, non pensare di essere al riparo dalle critiche. Dovrai intervistare anche una certa quota di handicappati e omosessuali, con le opportune percentuali. Potremmo continuare per un pomeriggio intero aggiungendo condizioni per rispettare non solo il genere ma tutte le differenze tra le persone in una società.
Ora immagina di essere un giornalista che deve rispettare questo sistema a N equazioni con N molto grande. Hai presente le bestemmie che tiri fuori quando devi trovare un esperto? Devi fare un pezzo di sicurezza informatica e cerchi un esperto: no, questo è uomo, mi serve donna. Uhm… questa? No, è eterosessuale. Ok, questa donna è lesbica, però… accidenti non va bene, è bianca. Aspetta, ho trovato una donna lesbica nera e anche incinta, però no… accidenti… non ha una disabilità. Ohi… ragazzi, qualcuno mi sa trovare una donna lesbica non bianca handicappata ed esperta di informatica? Ecco, nel frattempo il fatto che sia esperta di informatica è calato all’ultimo posto. Prima devi rispettare tutte le diversità, altrimenti lo senti l’ordine dei giornalisti.
Mi direte: che te ne frega se l’esperto è handicappato o no? Che problema c’è se intervisti sono persone normodotate? Bravo, e ora dimmi: che te ne frega se l’esperto ha un pene o una vagina? Che problema c’è se intervisto solo uomini?

6 Comments

  1. shevathas said:

    Sinceramente, per me questa mania, interessata, della parità a tutti i costi, è solo un trucchetto per acquisire qualche piccolo vantaggio competitivo legato all’essere una portatrice di vagina. Anche perché quando non conviene o la parità porta rogne, vedi ad esempio il triste caso delle morti a causa del lavoro, i paladini della parità, stranamente, girano al largo.

    PS
    temo che il prossimo passo sarà la protesta perché come esperti vengono intervistati esperti e non sora Cesira del negozio di alimentari. Ecchediamine anche gli incompetenti (phd youtube però) per par condicio hanno il diritto di dire la loro

    PPS
    non ho trascritto il turpiloquio che mi è venuto in mente alla lettura del tuo post, per motivi di brevità della risposta.

    28 Novembre 2016
    Reply
  2. Shuren said:

    Curioso, mi hai fatto ricordare un corso sui fondi europei di qualche anno fa. La docente ci ha suggerì di tenere conto delle quote rosa quando si costituisce il gruppo di persone impegnate in un progetto. Questo al fine di favorire la valutazione positiva del progetto da parte della commissione europea.

    Ok, ma che te ne frega del sesso dei componenti del gruppo? Ti interessa solo la bontà del progetto (che poi è il motivo dichiarato per cui sganci i fondi) oppure se nel gruppo ci sono peni e vagine? Perché – a parità di competenze – dovrei inserire un po’ uomini e un po’ donne?

    Perchè?

    28 Novembre 2016
    Reply
  3. Anonimo said:

    Il tuo amico dovrebbe ripassare i teoremi di incompletezza di Gödel.
    E intervistare solo esperti uomini rifletterebbe il pregiudizio (inconscio, e questo sì del tutto illogico) che gli uomini abbiano di per sé maggiore autorevolezza delle donne. Pregiudizio il quale spiega, fra l’altro, come la presenza di uomini (spesso incompetenti) nei posti di potere sia (in Italia, meno ad esempio nei paesi scandinavi, più moderni e democratici) ben più elevata di quella delle donne.

    30 Novembre 2016
    Reply
    • mattia said:

      E intervistare solo esperti uomini rifletterebbe il pregiudizio (inconscio, e questo sì del tutto illogico) che gli uomini abbiano di per sé maggiore autorevolezza delle donne.

      ma neanche per idea.
      Intervistare solo esperti uomini è solo una delle diverse legittime combinazioni che ti possono capitare quando intervisti persone fregandotene del loro apparato genitale.

      30 Novembre 2016
  4. freccia said:

    @Sono poche perché non si interessano di quelle materie.

    Secondo lei esistono delle ragioni sociologiche/antropologiche/culturali che possano spiegare perché così poche donne intraprendono percorsi di questo tipo?

    30 Novembre 2016
    Reply
    • mattia said:

      Secondo lei esistono delle ragioni sociologiche/antropologiche/culturali che possano spiegare perché così poche donne intraprendono percorsi di questo tipo?

      Non lo so, e sinceramente non mi interessa.
      Qualsiasi sia la ragione io faccio una banale constatazione: in molti campi è così.
      Quello che posso dire per certo è che spesso non si tratta di blocchi esterni. Nel mi campo una donna che vuole fare la sua carriera può farla benissimo. Non c’è nessun pregiudizio nei confronti di una donna. Fanno la loro ricerca, presentano i loro risultati alle conferenze senza che siano mai discriminate. Non esiste che una donna sia discriminata ad una conferenza perché donna: vengono selezionate per le loro presentazioni esattamente come tutti gli altri, servono come “chair” alle sessioni come gli uomini, fanno domande e intervengono come gli uomini…
      Se ci sono diverse mani alzate per fare domande mai un “chair” esclude le donne. Ma neanche per idea. Chi dice una roba del genere ha fumato roba tagliata male.
      Poi è vero che ce ne sono poche. Sono stato a conferenze in cui non toccavano il 10%. Dico spesso che le conferenze scientifiche a cui partecipo sono l’unico posto al mondo dove trovo coda al cesso degli uomini anziché al cesso delle donne.
      Ma se ci sono poche donne non è certo perché c’è un muro da parte degli uomini, ma solo perché non hanno voglia loro di interessarsi di quegli argomenti.
      Quale che sia il motivo chiedilo a loro.

      30 Novembre 2016

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