Sono incazzato

Oggi mi scrive un mio studente per dirmi che non può venire a lezione e in laboratorio perché è bloccato al suo paese. È un extracomunitario e gli è scaduto il visto prima che il ministero ceco gli approvasse quello nuovo, quindi è dovuto tornare a casa e aspettare lì che si risolva la situazione. Nel frattempo non può frequentare.

Per oggi siamo riusciti a tamponare la situazione in emergenza per la lezione. Ho recuperato un altro calcolatore, l’ho messo sulla prima fila di banchi e ci siamo connessi via skype, così mentre facevo lezione agli altri studenti lui seguiva da casa. Per aver predisposto tutto al volo è andato anche fin troppo bene (poi sarebbe bello se la facoltà predisponesse una stanza attrezzata per le videoconferenze da usare in questi casi di emergenza).
Per il laboratorio invece nisba, se non è qui fisicamente non può partecipare, skype in questo caso non ci può aiutare. Dovrò parlare con i miei capi per capire se posso abbuonarglielo per cause di forza maggiore (il laboratorio è obbligatorio per accedere all’esame).

Quello che mi ha fatto incazzare è che tutto questo casino, compreso il fatto che mi sono dovuto arrabattare per mettere in piedi una videoconferenza e non fargli perdere la lezione è dovuto al fatto che le autorità ceche non si svegliano a fare i visti.
Si tratta di un visto di studio: se vuoi essere sicuro che sia davvero uno studente e non un imbroglione che si spaccia per studente fai una chiamata in facoltà. La segreteria ti mette in contatto con gli insegnanti dei corsi che segue e noi possiamo confermare se viene davvero a lezione, se è davvero uno studente. Una email, una telefonata, cinque o dieci minuti e sei a posto, sai che è un vero studente e gli rinnovi il visto il giorno dopo.
Ci vuole tanto?
Se poi non ti fidi della parola di chi insegna nelle tue università allora attaccati al tram.

Questo, capitemi bene, non è un immigrato che vuole essere ceco, è qui solo per studiare. Non vuole la cittadinanza ceca, non ne ha alcun bisogno. Gli serve solo una burocrazia efficiente che gli rinnovi il visto in tempi ragionevoli in modo che non sia costretto a tornare a casa e perdere le lezioni.

Lo racconto nella speranza che qualcuno lo capisca una buona volta: agli stranieri non dobbiamo regalare la cittadinanza per risolvergli i problemi burocratici, perché se la soluzione è quella rimarrà sempre lo straniero che non vuole la cittadinanza – come questo studente – o che non potrebbe averla perché è arrivato da poco che continuerà ad avere problemi. Problemi che influenzano seriamente la vita di queste persone.
Se tu invece di regalare passaporti fai funzionare meglio gli uffici di immigrazione il problema è risolto per tutti gli stranieri perché essere straniero non sarà più un problema. Porti le carte, fai il tuo visto ed essere straniero si riduce a una incombenza poco più noiosa che andare a pagare l’IMU in posta.

Possibile che non la capiscano?

2 Comments

  1. Mauro said:

    Possibile.
    Soprattutto perché non vogliono capirla.

    9 Novembre 2016
  2. Paolo said:

    Ma è un complotto mondiale delle burocrazie per rendere impossibile la vita a chi vuole rinnovare un visto regolare? Perché la stessa cosa che è capitata a questo tuo studente l’ho sentita anche da altre parti.

    10 Novembre 2016

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