ぴちゃーぴちゃ

Sicché, oggi ero sul tram e andavo agli allenamenti.
Davanti a me una signora giapponese con la figlia che evidentemente era mista giappo-caucasica, ma con la quale parlava giapponese. Bambina piccolina, forse 4 o 5 anni.

A un certo punto la bimba si mette a ripetere píča! píča!
La mamma prova a fermarla ma non ci riesce: più viene ammonita e più la bambina birichina ripete píča! píča!

Sui due piedi ho sospettato fosse un’onomatopea, una delle tantissime del giapponese. Arrivato a casa ho fatto una breve ricerca e ho scoperto che ぴちゃーぴちゃ dovrebbe essere l’onomatopea del suono dell’acqua quando viene spruzzata (mi correggano i giapponofoni, nel caso).
Forse perché aveva piovuto tutto il giorno e la bambina aveva in mente questa idea (magari da qualche pozzanghera calpestata?)

Be’, per i passeggeri del tram cechi suonava diversamente.

Piesse: per quelli meno svegli, guglare píča nella sezione immagini.

3 Comments

  1. Faber said:

    Un po’ come il preside toscano che chiamò la madre di una bambina bresciana che a scuola diceva pota.

    5 ottobre 2016
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  2. camicius said:

    per quelli meno svegli, guglare píča nella sezione immagini.
    Se uno non è sveglio, anche cercando su google immagini (da un google in italiano) non è che lo capisca molto…

    5 ottobre 2016
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  3. Faber said:

    camicius,
    io sono tontolone, ma ti assicuro che l’ho capito prima ancora di aprire Google 🙂

    8 ottobre 2016
    Reply

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