Come lo chiamiamo?

Ogni tanto mi viene da riflettere su quanto sia discriminatorio il mondo dei domini internet.

Per paesi come l’italia non c’è problema, è .it e amen. Per paesi come la Finlandia però è .fi; ma Finlandia in finlandese si dice Suomi. Perché allora non hanno fatto il dominio .su? Forse perché è il dominio dell’ex Unione Sovietica (.su= soviet union). Ma siamo sempre lì, se invece di darle un dominio dal nome inglese le avessere dato il dominio .ss (da SSSR) .su sarebbe stato disponibile per la Finlandia.
Lo stesso per la Grecia che è .gr e non .el, o per l’Ungheria che è .hu anziché .ma o .mg. Ungheria la chiamiamo noi, ma loro si chiamano magiari.

Non è per tutti così, non sempre si prende il nome inglese. La Germania non ha il dominio .ge, ma .de. Perché loro sì e i finlandesi, i greci e i magiari no? Solo perché la Germania è più forte? Mica vero, anche la Crozia ha il dominio .hr (dal nome locale Hrvatska) e non .cr (dall’inglese Croatia). Anche la Svizzera ha il dominio secondo il nome locale .ch e non .sw dall’inglese.
Ma il giappone no, benché sia un paese un po’ più grande della Croazia ha il dominio .jp e non il dominio .ni o .nh (dal nome locale nihon).
E sta bene, .ni è già stato dato al Nicaragua, ma allora perché non dare al giappone .nh?

Spiegatemi, uno è tenuto a sapere che in tedesco Germania si dice Deutschland ma non che giappone in giapponese si dice nihon?

Ho provato a chiedere a qualche contatto giapponese se questa cosa li disturbasse ma sembra che non ci badino. Almeno, quelli a cui ho chiesto.
Ho però scoperto che il nome nihon sarà (molto probabilmente) usato per qualcosa di più importante.

Nel 2004 un gruppo di ricerca del RIKEN (istituto di ricerca giapponese) ha scoperto l’elemento chimico dal numero atomico 113. Per un po’ la scoperta è stata contesa con un gruppo di ricerca russo che diceva di averlo scoperto per primo ma alla fine l’Unione internazionale di chimica pura e applicata (IUPAC) lo scorso dicembre ha deciso di dare la priorità della scoperta ai giapponesi che hanno dato prove più concrete di averlo scoperto sperimentalmente.
Per adesso l’hanno chiamato Ununtrium, però i giapponesi hanno voluto mettere il loro nome all’elemento e hanno chiesto che venga chiamato nihonium, da nihon ossia giappone in giapponese, a cui hanno aggiunto il classico suffisso -ium degli elementi chimici.
Più o meno come il Francio (Francium) è stato chiamato così dalla Francia, il Dubnio (Dubnium) dalla città di Dubna o il Californio (Californium) dalla California. Ma anche il Germanium, il Gallium, il Polonium, lo Scandium…

La decisione sul nome verrà presa il prossimo novembre; a quel punto sapremo se si chiamerà davvero Nihonium.
Se così fosse si aprirà una nuova domanda: come lo chiameremo in italiano? Nihonio (come abbiamo fatto per il Francium diventato Francio) oppure Giapponio?

A naso Giapponio mi suona meglio di Nihonio. Ma se loro vogliono che prenda il nome da nihon
Ad ogni buon conto, il simbolo sarebbe Nh.
Senza il punto davanti però.

Voi cosa preferite?

Ma non preoccupatevi, difficilmente comprerete un chilo di Nihonio (o Giapponio) dal droghiere. È più probabile che vi troviate a scrivere .ni in un url del Nicaragua.

 

 

13 Comments

  1. mamoru said:

    con i miliardi che cagano in ricerca diamogliela questa misera soddisfazione, almeno per far ricordare tra 50 anni che una volta quella provincia cinese con un clima demmerda era una nazione.

    ps vediamo come finira il dibattito sul nome, sai che qua sono finti modesti e la maschera non se la leverannoml mai, anche se la tentazione è forte stavolta.

    21 luglio 2016
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  2. andreaber said:

    >>se invece di darle un dominio dal nome inglese le avessere dato il >>dominio .ss (da SSSR)

    Avrebbero protestato dicendo che loro erano quelli buoni. 🙂

    21 luglio 2016
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  3. Zeno said:

    Speriamo che i giustizieri sociali non si accorgano di questa discussione.
    Altrimenti vai coi piagnistei che agli elementi danno solo nomi di paesi dell’emisfero nord.

    21 luglio 2016
    Reply
  4. Paolo said:

    Se così fosse si aprirà una nuova domanda: come lo chiameremo in italiano? Nihonio (come abbiamo fatto per il Francium diventato Francio) oppure Giapponio?

    Vista l’analogia con gli altri elementi, in italiano dovrebbe chiamarsi Nihonio.

    Mi ha sempre molto affascinato la storia della nomenclatura degli elementi chimici, visto che a volte ci sono sottili giochi politici per cercare di ottenere un dato nome per un dato elemento chimico, in particolare il regime fascista, dopo l’erronea scoperta di Fermi, voleva chiamare l’elemento 93 “Littorio” (chissà come mai. 🙂 ). Immagino sai anche che il Nettunio, prima di essere scoperto ufficialmente, aveva ricevuto il nome di Ausonio, Boemio e Sequanio, mentre per il Plutonio era stato proposto il nome Esperio, ma queste nomenclature non vennero ufficializzate perché quelle scoperte furono in seguito smentite (fonte fonte).

    21 luglio 2016
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  5. ZioPippo said:

    Personalmente Giapponio mi sembra un nome un po’ ridicolo da personaggio delle storie di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno, ma a parte questo la discriminazione “D” contro “J” sembra essere radicata: ci sono gli standard DIN (Deutsches Institut für Normung) in tedesco e ci sono gli standard JIS (Japan Industrial Standards) in inglese :O Forse sono i giappi ad auto-anglicizzarsi, boh

    21 luglio 2016
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  6. Bosk said:

    Chiamiamolo “Japanium”, come il super metallo della lega Z di Mazinger Z 🙂
    Scherzi a parte, direi che “Nihonio” o “Nipponio” sono le due traduzioni piu’ papabili.

    21 luglio 2016
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  7. mamoru said:

    poi perche IL?

    qua sento puzza di sessismo…

    22 luglio 2016
    Reply
  8. fgpx78 said:

    Credo che per i domini sia stato fatto semplicemente a casaccio.
    Di registri non ne esiste solo uno, e sono gestiti da aziende diverse. Ad esempio i domini .eu sono gestiti da EurID, che ha le sue regole per nome ed estensioni, che cambiano nel tempo.

    Ad esempio qualche anno fa hanno dato la possiblità di registrare i domini . eu in cirillico, tipo ебать.eu ad esempio.
    Poi però si sono resi conto che era una cazzata, o magari semplicemente il mercato è cambiato e… dal 1.6 di quest’anno non puoi più registrare ебать.eu ma devi registrare ебать.ею (.eu in cirillico). Fra tre anni i domini “misti” non esisteranno nemmeno più.

    Il punto è quindi che ogni registro ha deciso quale stringa in caratteri latini (non parliamo poi dei diacritici, supportati un po’ alla cazzo ovunque) doveva identificare un dominio e quale un altro, nel tempo (aggiungendoli uno dopo l’altro), sulla base probabilmente di decisione di marketing (devono vendere, perché i guadagnano).

    Che poi il risultato faccia cagare, verissimo.

    22 luglio 2016
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  9. Mauro said:

    Io credo che le differenze tra, per esempio, Giappone e Germania citate sia da Mattia che nei commenti (.de vs .jp, DIN vs JIS e si potrebbe proseguire) siano dovute all’alfabeto usato.
    In Germania si usa l’alfabeto latino, che di fatto è lo standard mondiale, il Giappone ha un alfabeto proprio. E, dato che una traslitterazione da un alfabeto all’altro non può mai essere precisa al 100%, i giapponesi quando devono usare l’alfabeto latino in sigle o simili usano direttamente l’inglese (così non devono traslitterare), in quanto lingua internazionale di fatto.
    Per quanto riguarda la Finlandia, oltre al discorso Unione Sovietica, va anche detto che in Finlandia esistono due lingue ufficiali: finlandese e svedese. E in svedese Finlandia si dice Finland. Quindi probabilmente, non potendo usare .su, si sono rivolti allo svedese (che in questo caso è casualmente uguale all’inglese).
    Per l’Ungheria… beh, .ma è Marocco, .mg Madagascar, .my Malaysia.

    22 luglio 2016
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  10. Zeno said:

    Oggi mentre lavoravo sulla collezione del museo, mi è capitato un esemplare di Nihonia ed ho subito pensato a questo post. Insomma qualcuno aveva già pensato di usare Nihon anziché Japan per assegnare un nome scientifico.
    Per curiositá sono andato a vedere quando siano frequenti nihon* e japan* in nomi scientifici di specie marine.
    Se a qualcuno può interessare: ci sono 30 specie di *japan* (japanica, Japanoplana, ecc.) di cui 8 descritte da giapponesi. E 6 specie die *nihon* di cui 5 descritte da giapponesi.

    22 luglio 2016
    Reply
  11. Giacomo said:

    L’errore sta nel supporre che ogni cosa legata all’informatica abbia una qualche forma di disegno intelligente, coerente e cogente. In realtà questo mondo è per lo più un ammasso di molteplici contributi incoerenti affastellati alla bell’e meglio nel corso degli anni. La risposta a “quale ragione…?” probabilmente è “nessuna in particolare, qualcuno ha fatto così”.

    22 luglio 2016
    Reply
  12. Turz said:

    Secondo me hanno inventato le sigle dei domini negli USA e quindi hanno usato nomi inglesi a meno che il tizio che li ha inventati non sapesse il nome del paese nella lingua locale.
    Cosa molto probabile per .es, .de e .ch, molto meno probabile per .fi e .hu.

    27 luglio 2016
    Reply
  13. airone76 said:

    Per i domini nazionali quasi tutti derivano dallo standard ISO 3166-1 (1974) che definisce le sigle dei paesi con due (alpha 2) o tre lettere. Anche lì p.e. la Germania è DE e il Giappone JP. Bisogna solo spostare di qualche decennio indietro la domanda…

    28 luglio 2016
    Reply

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