Operazione cosmetica

Normalmente in un dibattito dovrebbero esserci ragioni contro e a favore, e tu ti senti più vicino alle une o alle altre.
Molto spesso invece mi sembra che dicano tutti stronzate.

Prendete la polemica sul ddl che vuole introdurre il reato di tortura. Chi si oppone dice che c’è il terrorismo e non si possono mettere i bastoni tra le ruote alle forze dell’ordine.
Ma santiddio, come si fa a dire una puttanata del genere?
C’è il terrorismo e allora si possono torturare gli arrestati? Ma che cazzo dite?

Quel ddl è sbagliato, ma non perché la tortura è buona in casi estremi.
Quel ddl è sbagliato perché è illogico.

Basta leggerne il testo per capirlo (evidenziazioni mie):

Art. 613-bis. – (Tortura). – Chiunque, con violenza o minaccia ovvero con violazione dei propri obblighi di protezione, di cura o di assistenza, intenzionalmente cagiona ad una persona a lui affidata, o comunque sottoposta alla sua autorità, vigilanza o custodia, acute sofferenze fisiche o psichiche al fine di ottenere, da essa o da un terzo, informazioni o dichiarazioni o di infliggere una punizione o di vincere una resistenza, ovvero in ragione dell’appartenenza etnica, dell’orientamento sessuale o delle opinioni politiche o religiose, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni.

La violenza e la minaccia sono già reati.
A cosa serve questo nuovo articolo? Qual è la differenza? Che le percosse sono date per ottenere informazioni?
Quindi se un poliziotto arresta il ragazzino con qualche grammo di fumo e lo carica di botte perché ritene suo dovere divino educare la popolazione allora si becca solo qualche mese per “percosse semplici”. Se invece lo carica di botte per farsi dire il nome di chi gli ha venduto il fumo allora si becca da quattro a dieci anni?
Ma siete idioti?

Un poliziotto non deve mai torcere un capello a un arrestato. Che sia per ottenere informazioni o per divertimento non cambia un fottutissimo niente.

Esiste già l’art. 610 del codice penale

Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni.

Fare, tollerare od omettere qualche cosa. QUALCHE COSA, cazzo! Cosa si può chiedere di più generico?
Ci metti dentro di tutto in questo articolo.

C’è in effetti il problema del “costringe” in cui con molta fantasia puoi trovare la scappatoia: se il tizio non parla il poliziotto non lo ha costretto a fare niente.
Ma a quel punto cambiamo il “costringe” e mettiamoci “istigare”, “incitare”, o molto più banalmente si aggiunge “anche se la costrizione non va a buon fine” alla fine del testo.
E morta lì.

Il reato di tortura non serve perché è già condannata dal codice penale. Un giudice può già condannare oggi un poliziotto che tortura un arrestato (e in effetti in rari casi accade pure): se non lo fa è perché non ne ha voglia, non perché manca un articolo nel codice penale.

Certo, non c’è scritto “tortura” ma chi se ne fotte. È quello che vuoi? Che ci sia l’etichetta “tortura” scritta da qualche parte così poi puoi andare ai convegni di mezzo mondo a dire “abbiamo fatto un salto di civiltà”?
Davvero serve impegnare il parlamento su di una operazione meramente cosmetica?

Andate a fanculo e iniziate a occuparvi di cose sostanziali.

 

Piesse: si noti che il ddl è cavallo di troia per questo articolino…

«1. In nessun caso può disporsi l’espulsione o il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali o oggetto di tortura, ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione o dalla tortura ovvero da violazioni sistematiche e gravi dei diritti umani».

Traduzione: se passasse questo ddl nessun africano potrebbe più essere espulso.
Auguri.

4 Comments

  1. Mauro said:

    Che anche come cavallo di Troia per l’articolino che citi è inutile, visto che esistono la legge 722 del 24 giugno 1995 che dice che non è consentita l’espulsione o il respingimento di un rifugiato verso le frontiere e luoghi ove la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a causa della sua razza, religione, nazionalità, appartenenza ad una determinata categoria sociale o delle sue opinioni politiche e l’articolo 19 della Carta europea dei diritti del 2000 che dice che è vietato allontanare, espellere o estradare uno straniero verso uno Stato in cui esista un rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti”.

    20 Luglio 2016
  2. ZioPippo said:

    Ho appena visto un articolo che si può riassumere così: “sono passati tanti anni dai fatti della Diaz ma ancora non riusciamo ad avere il reato di tortura”. A me questa particolarizzazione eccessiva del codice non piace affatto, già è un casino così, figurati se ogni fattispecie di reato avesse un trattamento diverso, sarebbe assurdo e si creerebbero situazioni paradossali come quelle che tu stesso citi. Invece una legge “generica” con aggravanti messe in modo “intelligente” è la cosa migliore. Altrimenti qualcuno chiederà il “reato di un poliziotto che pesta un manifestante il giorno dopo la manifestazione”

    20 Luglio 2016
  3. shevathas said:

    il solito problema delle “grida manzoniane”; si pensa che per risolvere un problema basti creare una nuova grida e, patapum, il problema è risolto.
    Ragionamento errato per due motivi: il primo è quello che dici tu, esistono già le leggi che puniscono violenze et altro e invece di pensare “perché non le applicano?” si pensa a pasticciare con nuove leggi.
    E il secondo motivo è: anche se serve, creare una nuova legge è inutile se poi non riesci ad applicarla, è solo una colossale perdita di tempo.

    21 Luglio 2016
  4. aq said:

    Incompetenza e malafede da parte dei sostenitori di questi ddl.

    23 Luglio 2016

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