Caloriferi

Stavo osservando che i caloriferi hanno quattro attacchi, due sopra e due sotto.
La mandata e il ritorno sono collegati talvolta sopra e talvolta sotto.
Perché?

Che differenza c’è? Su cosa viene basata la scelta di collegare i tubi sopra o sotto?
C’è qualcuno in sala che se ne intende di impianti di riscaldamento e caloriferi che me lo sa spiegare?

17 Comments

  1. ff said:

    una foto dei TUOI caloriferi (termosifoni) sarebbe d’aiuto.

    normalmente ci sono solo 2 tubi, 1 ingresso (con valvola) e 1 uscita

    l’uscita è buona cosa che sia in basso 😉

    19 Novembre 2015
    • mattia said:

      Allora, il problema è questo: devo installare un termosifone.
      Il quale ha quattro fori ai quattro “angoli”.

      I due fori sopra sono chiusi, quelli sotto sono aperti (oppure l’opposto, se giri il termosifone).

      Io non ho la più pallida idea di come orientare il termosifone e di quali ingressi usare.

      20 Novembre 2015
  2. Claiudio said:

    La butto lì: perché i caloriferi sono modulari e piuttosto che fare dei moduli “particolari” di estremità, tanto vale metterci dei tappi.

    19 Novembre 2015
  3. ff said:

    dai che è semplice… l’acqua calda sta in alto, la fredda in basso..
    lo scopo è trasferire il caldo dall’acqua alla ghisa/acciaio/alluminio..

    non vorrai mica scaricare l’acqua calda dal calorifero prima che svolga il suo lavoro no?
    Quindi, in compatibilità con i tuoi attacchi a muro la regola è: attacchi sempre dal basso, soprattutto l’uscita.
    Ma li hai gli attacchi al muro o devi fare pure quelli??
    Se poi i tuoi tubi sono sfigati/già murati ecc, sei obbligato a seguirli.
    Dove hai la valvola sarà di solito l’ingresso.

    Tutto questo è la teoria, se poi in cechia o a lecco (non hai specificato) gli idraulici/muratori sono cani, non possiamo farci nulla.
    Mettici la foto che capiamo meglio.

    20 Novembre 2015
    • mattia said:

      Ma li hai gli attacchi al muro o devi fare pure quelli??

      Devo fare anche quelli.
      E posso farli dove voglio.

      20 Novembre 2015
  4. Paolo Ghezzi said:

    Solitamente i termosifoni non hanno un senso particolare, quindi comunque lo si giri va sempre bene.
    Per gli attacchi solitamente si mette la mandata (calda) in alto e il ritorno (fredda) sullo stesso lato in basso.
    Se hai già i due attacchi inferiori aperti, va bene anche così, anche se di solito si usa per radiatori molto lunghi. Volendo si può anche attaccare la mandata sopra e il ritorno all’angolo opposto in basso.
    Tutto questo se si tratta di un calorifero normale (ghisa, allumino, acciaio) mentre se per esempio è uno scaldasalviette, cioè un radiatore formato da due tubi grandi in verticale e una serie di tubi più piccoli in orizzontale va obbligatoriamente attaccato in basso. Una foto senz’altro aiuterebbe.

    20 Novembre 2015
  5. Antonio Tini said:

    Gent. dott. Butta,
    rispondo al suo quesito da progettista termotecnico, quindi con qualche competenza in materia, diversamente da quanti, in questo come in altri blog, si peritano in discorsi da Bar dello Sport.
    I radiatori, in massima parte costruiti per assemblaggio di più elementi radianti, hanno una faccia rifinita in modo da presentarsi esteticamente gradevole ed è quella che normalmente si vede; dovendo ogni radiatore essere collegato ad una tubazione di ingresso ed una di uscita dell’acqua calda, a seconda della posizione di questi due tubi può essere allacciato sia a destra che sinistra o da ambo i lati.
    Il tipo di allaccio con il miglior rendimento (a norma UNI in Italia) è quello con ingresso in alto ed uscita in basso sul lato opposto (scambio in controcorrente); per necessità vengono utilizzati anche gli altri tipi di allaccio; in ogni caso sono sempre impegnati due dei quattro fori presenti. A volte uno dei due fori in alto è utilizzato per il posizionamento di una valvola di sfogo dell’aria che può accumularsi all’interno del radiatore impedendone il regolare funzionamento.
    Mi rendo conto di essere stato abbastanza prolisso ma, data la premessa, non poteva essere diversamente.
    Con stima.

    Antonio Tini

    20 Novembre 2015
    • mattia said:

      Il tipo di allaccio con il miglior rendimento (a norma UNI in Italia) è quello con ingresso in alto ed uscita in basso sul lato opposto (scambio in controcorrente);

      Perfetto. È tutto quello che mi serviva sapere.
      Ora però mi chiedo perché quelli che me l’hanno venduto l’hanno confezionato tenendo i due fori in basso aperti e i due fori in alto chiusi se la configurazione migliore è con l’ingresso in alto e uscita in basso dal lato opposto.
      Perché non me l’hanno venduto coi due fori già così se è la soluzione migliore?

      20 Novembre 2015
  6. Paolo said:

    L’idea è che il radiatore abbia in alto la parte calda, l’acqua che scende raffreddandosi viene prelevata in basso e rimandata alla caldaia.
    Normalmente quindi l’acqua calda entra direttamente dall’alto ed esce dal basso.
    Nel tuo caso potresti avere un diaframma tra il primo e il secondo stadio dal lato dell’ingresso. Questo diaframma porta l’acqua in alto lungo il primo stadio, poi gli altri stadi raffreddano e l’acqua esce sempre dal basso. Se hai il termosifone smontato dovresti vedere il diaframma, da lì capisci da che parte entra l’acqua e da che parte esce.
    In generale però per termosifoni non particolarmente alti (diciamo sotto al metro) il diaframma non è necessario perché l’acqua calda sale fino alla sommità per convezione naturale.

    Non sono un esperto del settore, ti sto rigirando le indicazioni dell’idraulico che mi ha rifatto l’impianto qualche anno fa.
    L’unica costante quindi è l’uscita in basso.

    20 Novembre 2015
  7. ff said:

    anche qui in italia tempo fa si metteva anche l’ingresso in basso per estetica/simmetria. infatti l’acqua calda in ingresso si scontrerà sì con quella fredda ma poi salirà inevitabilmente, scaldando tutti gli elementi.

    Ad oggi invece in italia a suon di UNI e valvole termostatiche è “anche” utile avere la valvola in alto per non abbassarsi ogni volta per regolore la valvola.
    Se non sai di cosa parlo, la valvola termostatica si apre e si chiude in base alla temperatura ambiente, tramite dilatazione termica di un bulbo all’interno. Ma è regolabile sulla temperatura alla quale si aziona. (è un mini termostato applicato ad ogni termosifone, per favorire confort variabili in base agli ambienti). In italia è d’obbligo per impianti nuovi e comunque sempre consigliata, in cechia non saprei, quindi andranno alla vecchia maniera, valvola in basso così nn rompe le palle e non si nota…

    noto che ti accingi ad un bel fai da te. bravo! ma lì come sono fatti i tubi? li giunti filettandoli come nel medioevo o come da noi ci sono giunzioni “a pressare”?

    20 Novembre 2015
    • mattia said:

      Preciso: sto applicando un piccolo termosifone in cantina.
      In pratica ho un camino al piano di sotto in cui ho installato una serpentina con dei tubi che vanno al piano di sopra (dove dormo) in modo che il camino scaldi l’acqua che poi sale e porta il calore al piano di sopra.
      L’ambiente sopra è piccolo, ed è vero che lo riscaldo anche con un calorifero elettrico senza spendere troppo (un paio di euro a notte), ma questo sistema mi consentirebbe, quanto meno, di pre-riscaldarlo.
      Il pomeriggio/sera faccio andare il camino e riscaldo la camera sopra con questo sistema, poi durante la notte userò comunque il calorifero elettrico visto che il camino poi la sera si spegne.

      20 Novembre 2015
  8. ff said:

    😛 altro che fai da te, mi sembra esattamente quello che avevo in mente io anni fa per una baita. (solo per camino piano terra/camera 1 piano)

    Ad oggi quindi hai dei tubi già installati fino al 1 piano?
    hai la serpentina nel focolare che porta acqua al 1 piano? hai quindi valvola di sfogo per sovrapressione al 1 piano? manometro sicurezza? polmone compensante? che serbatoio usi per l’acqua? come la fai circolare? con madre natura/circolazione naturale o con pompa elettrica?

    esempio che a suo tempo mi ispirò:
    http://www.energialternativa.info/Public/NewForum/ForumEA/4/0/6/0/2/5/6/1256461748.jpg

    20 Novembre 2015
  9. astaroth said:

    Caspita, per una volta che potevo aiutarti (ho lavorato come caldaista) sono stato anticipato dall’ottima risposta di Antonio.
    Comunque normalmente l’acqua dei radiatori è riscaldata a 80° e pompata attraverso le tubature con una pompa idraulica per poter riscaldare un ambiente.
    Mettere una serpentina sul caminetto e portarla semplicemente al piano superiore non credo ti porterebbe vantaggi, anzi, credo che il poco calore trasportato verrebbe disperso prima di arrivare al radiatore.
    Più efficace sarebbe modificare la canna fumaria: in pratica far passare i tubi del caminetto attraverso la stanza, questo sì che la riscalderebbe.

    21 Novembre 2015
    • mattia said:

      Mettere una serpentina sul caminetto e portarla semplicemente al piano superiore non credo ti porterebbe vantaggi, anzi, credo che il poco calore trasportato verrebbe disperso prima di arrivare al radiatore.

      Precisazione: la “strada” dal camino al radiatore è pochissima, visto che il radiatore è posto esattamente sopra il camino (nella stanza di sopra). Quindi saranno circa 2,5 m di tubi.

      Più efficace sarebbe modificare la canna fumaria: in pratica far passare i tubi del caminetto attraverso la stanza, questo sì che la riscalderebbe.

      A parte al fatto che la canna fumaria è di muratura e non posso modificarla.
      Comunque, leggevo che è bene non intervenire sulla canna fumaria perché se le porto via calore raffreddo i fumi che così poi non escono più.
      O sbaglio?

      21 Novembre 2015
  10. Antonio Tini said:

    Dalla descrizione ho paura che lei stia per costruire una piccola bomba; se l’acqua dovesse andare in ebollizione, cosa per altro molto probabile nel suo “impianto”, ci sarebbe una bella esplosione.
    Nel suo impianto, anche se elementare, andrebbero installati dei dispositivi di sicurezza, al minimo un vaso d’espansione aperto.
    Come faccio a mandarle uno schemino per come realizzare una cosa almeno sicura?

    21 Novembre 2015
    • mattia said:

      Nel suo impianto, anche se elementare, andrebbero installati dei dispositivi di sicurezza, al minimo un vaso d’espansione aperto.

      ovviamente c’è un vaso aperto.

      Già che ci siamo: mi consiglia di installare una pompa per forzare la circolazione oppure la circolazione naturale è sufficiente?

      Come faccio a mandarle uno schemino per come realizzare una cosa almeno sicura?

      email a mattia@butta.org

      21 Novembre 2015

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