U.E.M.

Per costringere il fronte dell’Est ad accettare la solidarietà tra partner, spunta l’ipotesi di far pagare alle capitali egoiste 6500 euro per ogni richiedente asilo scaricato alle cure degli altri paesi dell’Unione.

Scontato che questa volta, dopo il flop della scorsa settimana, si andrà al voto per mettere in minoranza i ribelli, ma per limitare i danni politici si cerca di tenere a bordo almeno Varsavia, la capitale dal peso specifico maggiore.

via lo sapete vero (evidenziazioni mie)

La prima cosa che noti è il linguaggio di questo “articolo”.
Dove i gufi e i rosiconi di renzian stile sono diventate le capitali egoiste che non accettano la solidarietà (a cui saranno costrette). Non capitali che hanno diverse opinioni su come gestire l’immigrazione (opinioni con cui ci si confronta). No, se non sono della tua opinione di accettare tutti allora sono egoisti.

“Articolo”, dove si mettono in minoranza i ribelli. Capito? Non dei paesi con legittima dignità all’interno dell’UE, ma dei ribelli.

ribelli

Dopodiché veniamo al sodo della faccenda.
Io, in Rep. Ceca, non ho il diritto assoluto di soggiornare. La gente pensa che nell’Unione Europea ogni cittadino abbia diritto di vivere in qualsiasi paese dell’Unione. Ebbene, non è così.
In Rep. Ceca ho diritto di soggiornare 90 giorni. Se voglio restare di più devo andare alla polizia per immigrati e registrarmi. Il che comporta che devo mostrare alle autorità ceche che:
– ho un posto dove abitare (e non vivo sotto i ponti);
– ho un lavoro e quindi una fonte di reddito con cui mantenermi;
– ho un’assicurazione sanitaria.

Quando mi sono registrato alla polizia ceca ho dovuto fornire tutte queste informazioni, e quelli mi hanno dato l’ok.
A quel punto sì che posso stare in Rep. Ceca senza termine. Ma questo non significa che io abbia il diritto di stare qui.

Ad esempio, se vengo condannato per un reato che comporta oltre a un certo numero di giorni di galera (raggiungibili anche con reati “minori”, tipo la guida in stato di ebrezza) le autorità ceche hanno tutto il diritto di disporre la mia espulsione dal territorio dello Stato.
Se mi trovo senza casa e vado a dormire sotto ai ponti e la polizia facendo un controllo lo scopre possono sempre disporre il mio allontanamento dallo Stato perché non soddisfo i criteri minimi per soggiornare nello Stato.

Questa opportunità è prevista per evitare che uno Stato dell’Unione si debba sobbarcare l’onere dello stato sociale di un altro paese dell’unione senza poter dire una parola.
Cosa che effettivamente avviene fino a certi livelli. L’altro giorno parlavo con un amico italiano di stanza in Germania che mi raccontava tutti i barbatrucchi usati dagli italiani per attaccarsi alla mammella dello stato sociale tedesco, roba da vergognarsi.
Perché la libertà di movimento nell’U.E. non può sfociare in disequilibri tali per cui uno stato si deve sobbarcare  lo stato sociale di un altro stato. La libertà di movimento è stata introdotta nell’U.E. per consentire ai cittadini di lavorare, studiare o passare la vecchiaia in un qualsiasi paese dell’Unione. La libertà di movimento non è libertà di farsi mantenere da altri. Per questo, contestualmente all’introduzione della libertà di movimento, è stato introdotto il principio per cui uno Stato può sempre imporre dei paletti, ad esempio sull’autosufficienza.

Che poi sia un principio spesso non applicato lo sappiamo tutti. Gran parte degli italiani che conosco a Praga non sono registrati alla polizia per stranieri e vivono qua da molto più di 90 giorni (anche anni e anni).
Nessuno gli farà mai storie, finché non succede niente. Ma in linea teorica la Rep. Ceca ha tutto il diritto di espellerli qualora non mostrano che hanno i requisiti per restare.

I clandestini invece no. Se l’U.E. vuole ti impone di prenderteli, e se non lo fai paghi la multa.
Non so se ci capiamo: l’Unione Europea non ha il potere di importi l’accoglienza di un cittadino europeo. L’U.E. non può imporre alla Rep. Ceca di accogliere il cittadino europeo Mattia Butta, perché la Rep. Ceca può sempre espellerlo se non soddisfa requisiti minimi.
Ma la stessa U.E. ha il potere di imporre alla Rep. Ceca di accogliere Mohamed Salcazzim, e guai se fiata.

Abbiamo, noi cittadini europei, persino meno diritti dei cittadini non europei.
È un’unione di masochisti, questa.

3 Comments

  1. Gan'dol said:

    A me pare che i “paesi dell’est” siano in una situazione particolare; mi spiego meglio: in Europa, di solito a livello di opinione pubblica, c’è questo modo razzista di considerarli si dentro l’Europa (che ci si riferisca all’unione monetaria, alle decisioni politiche o all’area di libero scambio poco importa) ma non a pieno titolo; insomma, quasi come se il posto non se lo fossero meritato ma stessero li per gentile concessione di noi “occidentali”; in una posizione subordinata di fatto, anche se per quanto concerne il diritto gli diciamo che siamo uguali. E, quindi, “non devono rompere troppo i coglioni”.
    Questa volta è preoccupante perché, salito un gradino, è diventata una politica governativa.
    L’unico precedente che ricordi di portata simile fu, e probabilmente lo rammenterai anche meglio di me, visto dove vivi, quando Vaclav Klaus rifiutò a lungo di firmare il Trattato di Lisbona. Ma li si risolse e nessuno passò alle vie di fatto punendo il “recalcitrante”.

    21 Settembre 2015
  2. camicius said:

    Il punto è che, se il punto di arrivo di questa Unione Europea sono gli “Stati Uniti d’Europa”, questo è un modo per cominciare.
    Il punto è proprio superare gli accordi di Dublino (delirantemente firmati dai paesi di accesso) che impongono che la registrazione e la valutazione del diritto di asilo avvenga nei paesi di ingresso. Caricando questi paesi (principalmente Italia, Spagna e Grecia, più recentemente anche Ungheria e Bulgaria), che già non godono di ottima salute economica, di un processo che poi interessa tutta l’Europa.
    Non potrebbe essere l’occasione per accelerare su questa unione e quindi far gestire il processo di asilo direttamente all’Europa? Anche i rimpatri potrebbero essere più efficaci: un solo interlocutore grosso come 300 milioni di abitanti può fare una “voce” ben più grossa di 26 stati, e basta un accordo (e non ne servono 26) per concordare i rimpatri…

    23 Settembre 2015
  3. AQ said:

    Per conto mio sono nel loro pieno diritto e ragione. Le cose illogiche cascano da sole, come diceva Tommaso.

    23 Settembre 2015

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