Le urgenze

Ci stavo pensando l’altro giorno: avete fatto al caso che non si parla più dello ius sóla?

Due anni e mezzo fa sembrava la priorità delle priorità, tanto che quando intervistarono Bersani a ballarò prima delle elezioni e gli chiesero cosa avrebbe fatto come primo atto da primo ministro quello rispose

La prima cosa è dire a una ragazza, a un ragazzo, colorati, che studiano nelle nostre scuole, che parlano l’italiano, che sono figli di immigrati, voglio dirgli: “sai cosa c’è? sei un italiano

E pensa la sfiga se invece è un ucraino bianco come il latte: a lui Bersani mica glielo avrebbe detto “sei un italiano“, mica è colorato lui.

Ma per dire, sembrava essere una cosa urgentissima da fare, un problema imminente da risolvere. Raccolte di firme, proposte di legge di iniziativa popolare, can can in televisione e su internet… tanto che i politici di certi schieramenti consideravano questo argomento come tema “caldo” dell’attualità politica.
E adesso? Niente, non se ne parla più.

Adesso la priorità sono i matrimoni dei diversamente orientati sessualmente. Sono diventati quelli la priorità delle priorità, il tema “caldo” della politica (e qui la battuta per chi parla ceco verrebbe spontanea), quella cosa che della gente si straccia i vestiti come se non ci fosse un domani.
Dei figli degli immigrati non gliene frega più niente a nessuno. Evidentemente sono tutti troppo occupati a fare la battaglia per i diversamente orientati sessualmente. E si sa, mica puoi condurre due battaglie assieme: o salvi i bambini che muoiono di fame in Africa o salvi il mondo dal riscaldamento globale.

Che dire? Tanto di cappello agli strateghi della lobbi ghei che sono riusciti a concentrare verso di sé l’attenzione lasciando scoperte le altre cause.
Ma questo ci fa capire che le “urgenze”, i temi politici che “non si possono più rimandare!” sono delle sonore balle. Le urgenze sono solo quelle che un gruppo ben organizzato di persone riesce a imporre nel dibattito pubblico facendole diventare così urgenze solo perché se ne parla.
Si smette di parlarne e smettono di essere un’urgenza, come è successo allo ius sóla.
È tutta commedia.

 

Piesse: a proposito di commedie, lo sciopero della fame di scalfarotto a che punto è? Perché se fosse davvero uno sciopero della fame a questo punto starebbe per andare all’ospedale o quasi.

2 Comments

  1. Lugh said:

    Beh, a dire il vero quando si parlava dello ius soli si parlava anche dei matrimoni ghei, è un’ossessione che dura da anni, anche se nell’ultimo anno abbiamo avuto la parentesi femminista. Comunque fa piacere pensare di essere governati da gente che ha bene in mente le priorità del paese.

    16 Luglio 2015
  2. DG said:

    Quando facevo le scuole superiori, ad “Educazione Civica”, ci spiegarono che l’appartenenza di un partito ad una delle correnti di pensiero (semplificate come “la destra” o “la sinistra”) serviva per indicare che, qualora si fossero trovati a governare la nazione, avrebbero seguito certe linee guida (nei limiti del possibile: la politica è SEMPRE un compromesso — certo, bisognerebbe spiegarlo ai beppegrulli) caratteristiche appunto di quella corrente di pensiero. Ultimamente la politica è diventata tifo da stadio e la propaganda è diventata semplice pubblicità. L’unica corrente di pensiero da seguire è quella di cui si parla di più in un dato momento.

    18 Luglio 2015

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