Ciao ciao, Amazon

Piccola comunicazione di servizio.
Ho rimosso 101 motivi per non vivere in Giappone da Amazon.
Ora può essere acquistato solo da questo blog pagando con paypal o carta di credito.

Il motivo per cui l’ho rimosso da Amazon è che nel corso del tempo le politiche commerciali di Amazon sono peggiorate sempre più fino al punto che non aveva più senso continuare.

Vi faccio un esempio: all’inizio Amazon pagava al raggiungimento di 100 euro. Il che potrebbe sembrare uno svantaggio, visto che devi aspettare del tempo per vedere i tuoi soldi. La cosa ha indotto Amazon a pagare ogni mese i diritti d’autore.
Il problema è che così mi trovavo dei pagamenti molto piccoli ogni mese. Visto che su ogni bonifico dall’estero che mi arriva pago 20 corone, ogni mese mi toccava pagare un obolo alla banca solo per i fatto di ricevere il bonifico da Amazon.
Ho provato a contattarli per chiedergli di ristabilire la quota di 100 euro (ma anche 200). Non ho alcun problema a ricevere i soldi dopo quattro mesi. Preferisco aspettare e pagare 20 corone una volta sola alla banca che pagare quelle 20 corone quattro volte.
Come risposta mi hanno detto che devono bloccare i pagamenti manualmente. Cioè, io devo scrivere all’assistenza di Amazon, quelli bloccano i pagamenti, poi quando voglio essere pagato devo riscrivere loro dicendo di sbloccarli e una volta ricevuto il bonifico devo scrivere per una terza volta bloccando ancora i pagamenti.
Un metodo più macchinoso non esiste?

Ho chiesto chiaramente di mettere un’opzione per fare tutto automaticamente nel sito. Tipo che puoi scegliere di essere pagato mensilmente o al raggiungimento di una cifra che puoi scegliere te.
Niente, sembra che sia troppo difficile da implementare.
Ma andate a cagare.

Non solo, siccome i marketplace sono diversi per paese, i pagamenti avvenivano con bonifici diversi per diversi marketplace, anche se nella stessa valuta. Tipo, che se io vendo trenta copie su amazon.it ricevo un bonifico per quelle trenta copie di tot euro; se in aggiunta vendo una copia su amazon.de ricevo un bonifico separato per quella singola copia venduta sul marketplace tedesco. Ma sono sempre euro, cazzo! Costa così tanto fare un bonifico unico per tutti i marketplace in euro?
Se avete problemi contabili sono cazzi vostri. Fate uscire i soldi dall’amazon tedesca e fateli entrare nell’amazon italiana, perché saranno anche aziende indipendenti tra di loro, ma alla fine sono tutte figlie dell’unica amazon, usano tutte la stessa valuta (quindi non perdi niente neanche di valuta) cosa ti costa fare un bonifico solo?
Qualsiasi soluzione ha sempre più senso di ricevere un bonifico da 20,1 corone per una copia venduta per sbaglio sul marketplace tedesco e vedere alla riga successiva dell’estratto conto – 20 corone per il costo del bonifico. Tra la stecca di Amazon e la stecca della banca a me per quella copia rimane in tasca 0,1 corone. Niente. Che senso ha continuare a commerciare se in tasca ti rimane niente?
Per non parlare dell’ultima genialità dei pagamenti in base alle pagine lette.
Innanzitutto: il sistema non funziona. Nei miei report ho ancora pagine lette pari a zero. Puoi normalizzarle quanto vuoi ma zero rimane zero. Non credo che tutti quelli che hanno comprato il mio libro nelle ultime settimane non l’abbiano mai sfogliato.

Dopodiché, funzionasse anche il sistema, per quale perverso motivo un autore dovrebbe ricevere un pagamento in funzione delle pagine lette? Quando tu compri un libro (digitale) compri il diritto di leggerlo: se poi non ne sfogli nemmeno una pagina sono cazzi tuoi. Se compro dieci decagrammi di prosciutto al salumiere i soldi devo darli ugualmente anche se poi non lo mangio e lo lascio marcire in frigorifero.
Ma funziona così anche con quello che “affitto”, esempio più simile al libro elettronico che in realtà è affittato: se prendo una macchina a noleggio e poi la lascio ferma, non faccio nemmeno 1 km non è che quando la restituisco non la pago perché non l’ho usata. Lo stesso se affitto un’abitazione e poi non vado ad abitarci: il proprietario la pigione la incassa ugualmente.
Che senso ha ricevere un corrispettivo in funzione delle pagine lette?

Infine: le recensioni. Alcune al limite della diffamazione. Scrivo ad Amazon, ma se ne sbattono le balle. Velocissimi a interagire quando si tratta di soldi, ma quando si parla di tutto il resto l’assistenza clienti (o meglio, autori) non esiste. Sarebbe stato bello avere un sistema per consentire all’autore di rispondere alle recensioni, un po’ come succede su ebay dove di fronte a un commento negativo il venditore può replicare, poi chi legge decide a chi credere. Così sarebbe stato utile anche su Amazon, in modo da consentire un dialogo tra autore e lettore. Ma niente, il lettore è libero di scrivere le più grandi stronzate e non c’è modo di replicare.

Per tutta questa serie di motivi ho deciso di sganciarmi da Amazon. Se qualcuno vuole comprare 101 motivi per non vivere in Giappone lo fa qui e amen.

Sia chiaro, Amazon dà una visibilità che non da solo non potresti mai avere. Le copie vendute su Amazon sono oltre a un ordine di grandezza in più di quelle vendute direttamente. Stare su Amazon dunque ha un suo senso se vendi molto, come nel primo periodo di vendita di questo libro. Quando poi le vendite fisiologicamente calano allora tollerare queste pecche di Amazon non paga più e per quelle poche copie che vendi tanto vale vendersele da solo (tra l’altro senza dover pagare la stecca ad Amazon).

Se domani dovessi lanciare un nuovo libro probabilmente ripasserei ancora da Amazon per qualche periodo, ma per i 101 motivi ora non vale più la pena.

Tant’è, questo post era solo per avvisarvi della cosa, così se lo vedete scomparso da amazon sapete che non è stato tolto d’imperio dai servizi segreti nipponici infiltrati in Amazon, ma l’ho tolto io.

8 Comments

  1. Andrea said:

    ma ibookstore di Apple non ci hai mai fatto un pensierino ?

    10 Luglio 2015
    • mattia said:

      Non ho mai studiato come funziona.
      Hai esperienza?

      10 Luglio 2015
  2. Theodore said:

    I silos (i servizi internet grooooossi) sono come il trasporto urbano: viverci sopra è un’assurdità, prendete il tram e scendete alla fermata.

    10 Luglio 2015
  3. Gan'dol said:

    Avendo acquistato il tuo libro praticamente al lancio (e avendolo apprezzato molto) mi spiace leggere dei problemi che ti ha creato. Anche se, mi pare di capire, alcuni sono “sistemici” e sono principalmente quelli ad averti convinto a ritirare il libro.

    Una cosa mi incuriosisce, però, e ti sarei davvero grato se potessi spendere due minuti per approfondire una questione e togliermi una piccola curiosità: quali recensioni hai trovato più fastidiose? E a quali avresti risposto? Cioè, immagino quelle “ai limiti della diffamazione”, ma mi chiedevo cosa dicessero, a grandi linee quelle che ti hanno dato fastidio.

    Alla fine immagino che un tot di recensioni negative, se si raggiungono buone vendite, siano inevitabili, ma vedo (sullo store è ancora disponibile la versione cartacea) che comunque il libro ha una media dignitosa. E la cosa mi fa piacere. Prima di tutto per te.

    Grazie per l’attenzione.

    11 Luglio 2015
    • mattia said:

      @Gan’dol

      le recensioni sono il male minore. Fino a un certo punto le si tollera, e non sono neanche tutta colpa di Amazon, mentre le politiche commerciali idiote come i microbonifici che finiscono tutti in spese bancarie sì, quelle sono colpa solo di Amazon e sono quelle che mi hanno fatto girare le palle a livello da mollarlo.
      Per quanto riguarda le recensioni, tralasciando quelle al limite della diffamazione perché non c’è molto da commentare, mi danno fastidio due categorie: quelle che non argomentano e quelle che dicono falsità.
      Mi spiego: fare una recensione che dice “questo libro fa schifo” non ha alcun senso se non spieghi perché. Che contributo dà a un potenziale acquirente? Ci fosse stato il diritto di replica da parte dell’autore io avrei potuto scrivere “caro lettore, può spiegarmi perché il libro farebbe schifo? Ne nascerebbe un dialogo tra scrittore e lettore che aiuterebbe un potenziale acquirente a capire.
      L’altra categoria, dicevo, era quella dei commenti che dicevano falsità. Tipo la masnada di idioti che scriveva che il libro conteneva un mucchio di errori grammaticali (quando è stato revisionato da almeno 3 persone oltre a me). Semplicemente scambiavano scelte stilistiche per errori grammaticali, e neanche a dirglielo lo capiscono.
      Anche qui, col diritto di replica avrei potuto scrivere sotto “guardi che sono scelte stilistiche”.
      Per non parlare di quelli che non capiscono quello che ho scritto e commentano robe che non ho scritto.

      11 Luglio 2015
  4. francesco/NA) said:

    Sono un buon cliente di Amazon e mi dispiace molto per quello che ti è successo. Effettivamente le tue riflessioni sono giuste, il gruppo non segue molto gli interessi dell’autore ed anche negare il diritto di replica alle recensioni(spesso ambigue) dei lettori è grave.Non ero a conoscenza della cosa delle pagine lette: semplicemente ridicolo. E’ comunque grazie ad Amazon che (come molti tuoi lettori) ho conosciuto il tuo interessantissimo blog.Se mi fossi “affacciato” sul loro sito oggi, alla ricerca di libri sul giappone…..

    11 Luglio 2015
  5. Andrea said:

    Esperienza no, tempo fa avevo fatto alcune ricerche. Come burocrazia dovrebbe essere peggiore, almeno per gli ebook a pagamento richiedendo il codice EIN, da poco non è più obbligatorio avere un codice ISBN. Il resto è identico, commenti, gli estratti. Niente programmi d’esclusiva, libreria , unlimited e niente doppia royalty 75 o 35. Il problema dei micropagamenti dovrebbe non esistere, purtroppo anche se è l’argomento principale del post su questo non ho la certezza.

    11 Luglio 2015
  6. fgpx78 said:

    mmm… ma i commenti di Amazon come li leggiamo ora che sono curioso?

    12 Luglio 2015

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