Rivoluzionari col portafoglio degli altri

Io però vorrei capire una cosa: tutti questi qua che fanno il tifo affinché la Grecia non ripaghi il suo debito, questi che grida Trojka cattiva, viva la volontà popolare, il popolo è sovrano...
Ecco, tutti questi qua: quanti di loro hanno nel proprio portafogli titoli delle quote di debito greco? Magari sotto forme diverse, ché magari se lo sono comprati senza nemmeno saperlo, all’interno di altri prodotti.

Me lo domando perché è facile dire spalleggiare la non restituzione del debito se non si è creditore. Cosa ti costa? Nulla, mica ci perdi niente.

Non vuoi considerare il prestito privato? Va bene, parliamo del debito che la Grecia ha con gli Stati, in particolare l’italia. Tra i 40 e i 65 miliardi. Consideriamo pure il limite inferiore. Se la Grecia fa patatrac e non restituisce più questi soldini essi devono rientrare da qualche parte nel bilancio dello Stato italiano. O meglio, diventano debito, quanto meno i 10 miliardi che sono andati direttamente alla Grecia e che ora sono conteggiati come credito in bilancio, e su questo debito l’italia dovrà pagare gli interessi, sempre trovi qualcuno che glielo compri quel debito.

Facciamo un po’ di conti? 40 miliardi diviso 60 milioni di persone fanno 667 euro a cranio. Per ogni persona. Tipo, avete una famiglia composta da madre, padre e due figli? Fanno 2.667 euro da sborsare.
Oppure, l’italia questo debito lo vende a qualcuno che gli chiede degli interessi, a un tasso che chissà quanto sarà e tu dovrai pagare questi interessi ogni anno.

In entrambi i casi, sei disposto a tirare fuori questi soldini? Ok, puoi fare il tifo affinché la Grecia non paghi il debito.
Altrimenti no.

Ché sono tutti rivoluzionari anti troica col portafoglio degli altri.

10 Comments

  1. Diego said:

    Lasciamo perdere.
    Solito discorso, c’è gente per cui Europa=male e quindi qualunque altra cosa=bene.
    Anche se manda in merda le finanze del tuo paese (salvo poi lamentarsi e manifestare per le tasse che sono sempre più alte e via discorrendo).

    3 Luglio 2015
  2. AQ said:

    Personalmente non darei un cent per il debito pubblico greco. Al massimo degli euro ai greci bisognosi (da selezionare, ok). Su questi mld di euro cmq ho qualche dubbio, non perchè ne sappia di più del sole ma perchè son argomenti complessi assai e il sole stesso viene criticato dagli esperti. La parte che andava all’ESFS è un conto, i prestiti diretti sarebbero sui 10-11 mld e sono contabilizzati diversamente, in qualche modo verrebbero annacquati (ci saranno poi forse delle assicurazioni contro il default, in ogni caso ci rimetteremmo, anche se siamo già malmessi). Il punto è che questo debito è gia impagabile (come quello italiano). Non ce la faranno mai ai ritmi attuali a ripagarlo. A questo punto, sebbene ripugni, un default potrebbe (dico potrebbe) anche essere una considerazione da valutare attentamente: falliscono le aziende, muiono gli organismi biologici e così pure gli stati, in seguito a troppi errori, possono trovarsi alla fine. Nessuno è tenuto a fare cose impossibili, dice un brocardo. D’altra parte il rischio del default era già implicitamente accettato da parte dei creditori (nel caso del fondo ESFS è cosa diversa) ed espresso dal tasso di interesse. Quindi, sebbene una singolarità da evitare, non è neanche una possibilità del tutto aliena. Che succede però fatto un default ? Succede che nessuno si fiderà più finchè non diventano economicamente validi, e che devono fare affidamento solo su di sè. Ciò significa lacrime e sangue, ma almeno con dignità (ora invece ci sono lacrime e sangue, più qualche milione di nullafacenti, più nessun risultato tangibile, una agonia senza fine). Lacrime e sangue ci sarebbero anche in caso di un non default, con la grande accortezza di aver a che fare con un creditore incattivito. Non mi pare, anyway, che ciò sia nel programma di Syriza… in alcun modo. Proprio per nulla. Vogliono altra spesa (pagata da chi ? ), .. redditi di cittadinanza (a momenti), etc. . Il creditore d’altra parte ha pure le sue colpe. Ma temo che entrambi calceranno il barattolo in avanti senza risolvere nulla: i greci perchè non hanno liquidi in cassa e i creditori non perchè commisurati agli altri debiti quello greco sia vitale ma perchè altrimenti si squaglia tutta una costruzione imprudente.

    3 Luglio 2015
  3. Alessandro said:

    assunto che: Se io ti devo 1000 euro il problema è mio, se te ne devo 1000000 il problema è tuo.

    Comunque, la Grecia quei soldi non li ha, non che non li voglia dare, semplicemente si è sempre rimandato il problema, voi tagliate un po’ noi vi diamo un po’ di soldi per pagare in parte quello che vi abbiamo prestato poi alla scadenza della rata, tu tagli ancora un po’ e i di presto altri soldi, il giochino era sbagliato dall’inizio e prima o poi finirà, con due sole alternative, tutti i greci fanno seppuko oppure fanno un gioioso fallimento.

    Ma se tu fossi membro della BCE, avresti prestato soldi ad uno che non riesce ad onorare i suoi debiti? e se si, perché?

    4 Luglio 2015
  4. zurota said:

    Grazie!
    anch’io cerco di discutere, ma poi ti rispondono “è colpa delle banke!!1!! la Troika criminale!!!11 vogliamo la sovranità monetaria!!!1!!”.
    Tutti a pensare che i debiti scompiano come per magilla.
    Andrà male per la Grecia in entrambi i casi. A questo punto cinicamente vorrei vedere l’uscita dall’Euro come esempio e monito (anche all’Europa per modificare i meccanismi di aggiustamento degli squilibri interni).

    4 Luglio 2015
  5. AQ said:

    Non è che l’ue manda in merda etc. O perlomeno non per la parte principale (forse per un o piccolo, e neanche, hahah 😉 io credo che la Germania sia avvantaggiata ma non in misura tale da rovinare altri ). Sono i greci, santiddio, che hanno spento e spanto troppo, troppo, troppo per quello che producono ed esportano (il danaro poi farà da facilitatore di scambio, unità di misura, riserva di valore ma prima viene la c.d. economia reale, anche se è intrecciata di questioni finanziarie). L’euro in tutto ciò è stato uno strumento ben più potente della misera dracma, che non serviva a nulla fuori di grecia e per i cui titoli nessuno avrebbe pagato tassi di interessi tanto bassi. Con l’euro, che dava ben più solide garanzie, i governi greci hanno potuto accedere a credito in modo molto più largo e con tassi bassissimi. Droga: come noi (anzi peggio) si sono comprati la Porsche in 750 rate e non hanno fatto cose serie. A un certo punto i nodi sono venuti al pettine. Con episodi anche discutibili anche da parte UE ma questa è l’ossatura. Quanto più seri i paesi baltici o dell’Est con un debito contenuto, o per esempio la Lituania che ha recentemente ristrutturato, al prezzo di seri sacrifici, tutto quanto, per entrare nell’euro.

    Comunque mi preme notare l’ambiguità estrema di Varoufakis. Vince il NO. Ok. Potrebbe essere un default (lacrime e sangue, come dicevo sopra, dignità, se va bene, tanta fatica): con un default dici picche ai creditori (che ora sono principalmente l’FMI, la Germania, la Francia)) e ne sopporti le conseguenze. Se ritorni a fare qualcosa di appetibile e redditizio, dopo anni (poniamo per es. a produrre .. supercircuiti elettronici. O supermagneti, che so io;) ), certamente vorranno comprare da te. Qui invece si dice picche al creditore ma nello stesso tempo si vorrebbe che questi dia ancora soldi, perdipiù senza garanzia reale alcuna. Infatti le banche greche hanno al netto dei prelievi circa 1 mld, che per 11 mln di greci fa 10 eur a testa o poco meno. .. Dire spudorato il modo di fare è poco. Ho pena dei Greci singoli, che rischiano seri problemi di fame, ma nessuna per la politica greca e men che meno per Syriza. Poi ovviamente la politica esprime la gente, con vari passaggi. Ne consegue che è stato un errore mettere insieme in una unione monetaria i diligenti e scaltri tedeschi con tutti questi altri paesi. Ma ora uscirne è 5 volte più problematico che starci dentro e tentare di ragionare, penso.

    6 Luglio 2015
  6. AQ said:

    A favore della Grecia, invece: la gestione da parte Ue del problema non è propriamente limpida. Mi riferisco al bailout delle banche td e francesi (anche italiane, meno) che avevano i titoli greci. Detti titoli sono stati comprati appunto dai rispettivi governi, “pubblicizzando” le perdite e lasciando intatti i bilanci delle banche. Ora far fallire una banca, ancora, come un altra entità sarebbe la cosa giusta: chi ha sbagliato paga e finisce là, in teoria, anche se in pratica se la banca è grande ciò porterebbe una serie di conseguenze sgradevoli a catena. Altrettanto sgradevole è la levata di responsabilità che viene regalata ai banchieri, i quali in tal modo possono correre ogni tipo di rischio, tenendosi le vincite se va bene e scaricando le perdite se va male. Credo, ma non ne so abbastanza, che si siano fatte abbastanza eccezioni legali da parte td per i bailout: proprio perchè le banche erano tedesche e non altrui. In seguito a ciò i crediti sono divenuti privilegiati e si è spinto moltissimo sull’austerity, al limite del paradossale (non è certo facendo fallire e spremendo come limoni aziende e persone che si incentiva la crescita). Per quanto riguarda le spese militari, poi, non sono del tutto convinto che gli ordinativi di sommergibili siano stati proprio liberi. Insomma: vasi di coccio e vasi di ferro non stanno bene insieme senza gommapiuma.

    6 Luglio 2015
  7. brain_use said:

    Trovo anch’io profondamente ridicola, nonché espressione del solito qulunquismo, la gioia di tanti di fronte alla bell’idea di Tsipras per pararsi il cadreghino (non trovo altra giustificazione per il referendum).

    “altrimenti si squaglia tutta una costruzione imprudente.”

    Questa è un’affermazione interessante. Perché al di là del solito qualunquismo già citato, la sola colpa dell’Euro è quella di essere stato adottato come moneta non da una constituenda confederazione ma da un’accozzaglia di stati diversi per struttura sociale, economica, politica e culturale e che si fanno ognuno i beep suoi in termini di politica economica, estera e interna, spesso alla faccia gli uni degli altri.
    Ai bei tempi dell’adozione della moneta unica fui tra quelli che plaudirono all’iniziativa, convinto com’ero che ci saremmo trovati con una politica estera e di difesa comune entro un paio d’anni e una più lenta uniformazione delle norme giuridiche tale da arrivare, entro un paio di lustri, ai veri Stati Uniti d’Europa.
    Invece, sappiamo com’è andata. E’ QUESTA la vera colpa dell’Europa.

    “se tu fossi membro della BCE, avresti prestato soldi ad uno che non riesce ad onorare i suoi debiti?”

    Anche questa è un’affermazione interessante.
    Ed è una spia proprio di quei meccanismi malsani per cui le scelte dell’Unione sono troppe volte dettate dagli interessi di singoli stati.

    7 Luglio 2015
  8. AQ said:

    dico la mia, anche in risposta a Mauro ed a Brainuse, e poi lascio il post.

    1)la Grecia è grande quanto Vicenza + Verona. Non produce essenzialmente nulla di interessante (almeno in quantità ragionevoli) per l’economia odierna, ha dei prodotti agricoli, delle bellissime isole, degli armatori che si fanno i fatti loro e questo è quanto. Però l’accaduto mostra le debolezze di una architettura istituzionale e dell’esperimento che è stato condotto finora; e le falle che si aprono sono piccole ma significative, perchè domani potrebbe capitare lo stesso a noi (se continua così è matematico; l’italia però è un pò più grande e avrebbe conseguenze).

    2) Non si può non essere spiaciuti per la loro rovina economica: a parte i 500 euri che un domani pagheremo noi con una riduzione delle detrazioni Irpef o simili, anche perchè non credo sia tutta colpa loro (un 70% almeno sì )

    3) Più uno stato è un superstato e più tende ad essere dirigistico ed oppressivo. Io proprio per questi motivi (e molti altri, tipo la PAC ) non credo molto negli stati uniti d’europa nè li auspico. La libera circolazione e gli stretti rapporti sono un’ottima cosa. Tutto il resto mi paiono costruzioni azzardate e disfunzionali di cui si poteva fare a meno, ed era meglio. Ben hanno fatto Cechia e paesi estici a tenersene defilati, pur accettando l’ingresso in UE. Benissimo ha fatto la Norvegia ad accettare rapporti economici ma senza entrare e l’Islanda a rifiutare tout court l’ingresso. Questo perchè nessuno è in grado di cambiare la storia dall’alto ed è meglio un federalismo molto lasco che una specie di soviet che legifera su stupidate come i cookie o il copyright dei monumenti e pretende di imporre le medesime, seriali, discutibili ricette (la c.d. “austerity”) in situazioni diversissime (..non è una scusante per i greci); un soviet dove il più forte o chi è capace di fare lobby riesce a trarre vantaggi enormi senza parere. E con questo sia chiaro che amo profondamente il fatto di poter vivere, lavorare,aver fatto l’Erasmus, viaggiare in tutta Europa – ciò non è messo in discussione -.

    4) negli Usa (che hanno avuto una evoluzione storica diversa e una guerra civile, ma sono molto più omogenei di noi) se lo stato della california è spendaccione e gli va male fallisce, a quanto ne so, senza intervento o salvataggi di altri (è capitato qualche anno fa). Non gliene frega niente a nessuno dello spread fra il bond texano e quello della california. Eppure il dollaro federale esiste lo stesso. Qui sarebbe stato molto più opportuno pensarla così. Con tutto il rispetto per i Greci, noi non si può andare impunemente da loro e pretendere di insegnargli a vivere: ognuno vive come può e come sa e ne trae ciò che si merita… (by the way la Grecia ha fatto ben 5 default in 180 anni di indipendenza, ma ancora non sta a me nè a nessun altro sentirmi superiore). I patti sono da mantenere ma devono anche essere pensati opportunamente. Benissimo hanno fatto perciò tutti gli Estici a tenersi lontani da un euro siffatto a suo tempo.

    9 Luglio 2015
  9. AQ said:

    5) ..invece ora si è in condizioni di farsi ricattare (cosa che levantinamente Tsipras sta facendo: gli ripugnano gli eurocrati ma i loro euro no, e intanto il tempo passa anche a discapito dei suoi elettori) da questo paese. La nuova Calabria o Sicilia, su scala europea.

    9 Luglio 2015

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