Il diritto costituzionale di possedere una motosega

Ogni volta che succede un fatto del genere si riapre la questione. E ogni volta la faccenda viene presa con sempre meno razionalità.
Succede così che un bambino di due anni al centro commerciale americano spara per sbaglio e uccide la madre prendendole la pistola dalla borsetta e la gente tira fuori la solita storia che ciò succede perché in America hanno leggi sulle armi troppo blande.
Perché è quella la colpa, non è mica la stupidità di una donna che lascia la borsetta con dentro la pistola “unattended for a moment“.
Una persona che lascia una pistola unattended for a moment al supermercato è – si direbbe dalle mie parti – un pistola. Se proprio devo ricercare una ragione a queste stragi io la trovo più facilmente nella stupidità umana, che non nelle leggi che ti consentono di avere un’arma da fuoco. Anche perché la stupidità umana non può essere abolita per legge e può provocare molti danni anche senza armi da fuoco.
È che la gente vuole trovare una causa semplice a cui addossare la colpa: la legge. Perché la legge si può cambiare con un voto in Parlamento, una cosa tutto sommato facile e non impegnativa. E allora ti dicono che è colpa della legge sulle armi.
Temo il momento quando scopriranno quanta gente muore accidentalmente usando attrezzi agricoli maldestramente e si scatenerà il movimento contro il diritto costituzionale ad avere una motosega.

In realtà la situazione è diversa e, come al solito, la razionalità ci aiuta ad analizzarla meglio.
Partiamo dai numeri, come è ovvio che sia, ma analizziamoli con un po’ di sale in zucca. Non come si fa, ad esempio, in questo articolo.
Sì, negli U.S. of A. ci sono 88,8 armi per 100 abitanti, in Giappone sono solo 0,6. La conclusione che tira una persona sbadata è che la politica americana di consentire le armi a tutti è la causa di queste stragi. La logica però è applicata male: se le armi non ci sono, come nel caso del Giappone, è infatti impossibile che la gente uccida con armi da fuoco al cinema o a scuola, e fin qui ci siamo. Ma ciò non implica che se invece le armi circolano liberamente allora ci devono per forza essere queste stragi. Puoi anche avere tante armi in giro senza che capitino stragi.

L’errore di fondo è sempre quello di guardare esclusivamente agli U.S. of A., che è sì il paese al mondo con più armi da fuoco, ma non è l’unico dove circolano molte armi.
Al terzo posto, dopo U.S. of A. e Yemen c’è la Svizzera (ops!) con 45,7 armi per 100 abitanti. Sì, non sono 88,8 come in U.S.A. ma sono comunque tante. Non sono le 0,6 del Giappone, per capirci.
Non molto distante dalla Svizzera ci sono la Germania con 30,3 armi da fuoco per 100 abitanti, la Norvegia con 31,3, la Francia con 31,2.
Eppure questi casi non creano dibattito. Siamo tutti preoccupati dalle leggi sulle armi da fuoco negli U.S. of A., mentre nessuno fa il sapiente sulle leggi che consentono alla Svizzera di avere 45,7 armi da fuoco per 100 abitanti (a quanto ho capito ti dànno un’arma come simpatico souvenir al congedo dal servizio militare, chissà mai che poi arriva lo straniero a invadere la confederazione e bisogna essere pronti a bloccarlo). Nessuno si scandalizza per le numerosissime armi in altri paesi europei come Francia o Germania.
Perché?

Forse perché la gente in questi paesi non entra a fare stragi in cinema, supermercati, scuole? O forse a Lugano è pieni di adolescenti che entrano a scuola e sparano all’impazzata ma i giornali non lo dicono?
Ancora una volta, guardiamo il numeri degli omicidi per arma da fuoco. Gli U.S. of A. hanno 2,83 omicidi con armi da fuoco all’anno per 100 mila abitanti (oafapcma).
La Svizzera con più della metà delle sue armi ha solo 0,52 oafapcma. Ma guardiamo anche altri stati. La Finlandia segue la Svizzera nella classifica dei paesi con più armi da fuoco avendo 45,3 armi per 100 mila abitanti. Eppure quando si tratta di omicidi hanno un tasso di solo 0,26 oafapcma. Meno dell’italia, che ha 11,9 armi per 100 abitanti (un quarto della Finalandia) ma 0,36 oafapcma.
La Germania? Solo 0,2 oafapcma benché abbia 30,3 armi per 100 abitanti. La Francia? 0,22 oafapcma.
La terribile Norvegia? 0,04 oafapcma cone 31,3 armi per 100 abitanti.
Nessuno che arriva nemmeno ad avvicinarsi ai 2,83 oafapcma degli U.S. of A.

Poi sì, capita che in Svizzera uno entri armato in un parlamento cantonale e faccia una strage. Capita anche in Norvegia un pazzo faccia una carneficina di ragazzi, o che in una scuola finlandese entri un pazzo faccia una strage con regolare porto d’armi.

Ma basare i nostri ragionamenti su questo sarebbe aneddotico e quindi fuorviante (perché a quel punto, dovremmo vietare le armi ai poliziotti). Guardiamo i dati nudi e crudi delle statistiche. È quello che fanno anche quelli che ti dicono “ehy, in Giappone non ci sono armi in giro e quindi non ci sono omicidi! Vedi!“. Quello che non ti dicono è che ci sono pure paesi con molte armi dove però non ci si avvicina neanche alle statistiche di omicidi degli U.S. of A.

Che significa tutto questo?
Significa che sì, se non ci sono le armi non puoi usarle, va da sé. Ma se ci sono non è detto che vengano necessariamente usate per commettere omicidi.
Ci sono paesi dove la gran quantità di armi provoca molte morti, ma ci sono anche paesi dove questo non accade.

Avere molte armi in giro è condizione necessaria ma non sufficiente a creare queste tragedie.
Ci vogliono altre motivazioni.
L’addestramento? Certo, il fatto che in Svizzera uno si porti a casa un’arma da fuoco dopo aver fatto il servizio militare, quindi dopo essere stato addestrarti a usare le armi, può aiutare. Ma se a uno parte il cervello e decide di fare una strage l’addestramento è servito a poco. Anzi, se vuole far fuori l’amante della moglie o gli studenti della scuola dove andava e che gli provoca brutti ricordi perché veniva bullizzato magari riesce meglio nell’intento proprio perché addestrato. Se la causa della strage è che l’arma è lasciata “unattended for a moment” hai voglia a dire che c’è stato un addestramento, ché tu puoi anche essere il più bravo esperto d’armi, ma se sei un pistola e lasci la pistola sul banco del salumiere poi è un attimo che succede il disastro.
Così come tutti i controlli su precedenti penali per il rilascio del porto d’armi. Un ragazzo di vent’anni, anche solo statisticamente parlando, mi aspetto non abbia precedenti penali. Questo gli consente di avere un porto d’armi e poi entrare nella sua ex scuola e fare una strage.

Le cause sono piuttosto altre. Prendiamo pure i casi estremi U.S. of A. e Giappone. È vero, in Giappone praticamente non si commettono omicidi, ma se avessero le armi li commetterebbero? Secondo me no.
I giapponesi generalmente sono dei fichi molli. È quasi impossibile litigarci insieme, sono remissivi di carattere. Se provi anche ad alzare la voce si mettono a tremare come foglie.
Il fattore più importante è l’impostazione mentale. I giapponesi vengono tirati su con l’idea per cui usare violenza è una cosa negativa, per cui capita che due giapponesi vanno alle mani in un ristorante e poi, finita la rissa, facciano il giro dei clienti per scusarsi di aver fatto una rissa (capitato a un amico). A Scampia ti tirano grande dicendoti che se devi andare in giro tronfio a spaccare la faccia a qualcuno per far capire chi comanda se vuoi dimostrare di essere un uomo. In Giappone ti tirano su dicendoti che usare violenza è roba da gente brutta.
Ma soprattutto ti tirano grande con un’educazione di tipo paramilitare. Credere, obbedire e (se necessario) combattere. Ma soprattutto credere e obbedire.
Fin dalla più tenera età ti viene fatto il lavaggio del cervello, per cui tu fai solo quello che ti viene detto di fare. Non c’è spazio per l’autonoma iniziativa. E in questa impostazione c’è già una risposta a tutto: vai male a scuola? È colpa tua. Dacci dentro! Impegnati di più. Non ce la fai? Suicidati.
Hai un diagramma di flusso completo che puoi seguire in ogni evenienza. Uno studente con problemi a scuola non entra a scuola con la carabina a fare una strage perché non pensa neanche a questa possibilità. Nessuno gli ha detto che c’è questa opzione, e da sé non è abituato a fare cose che non è stato istruito a fare. Il diagramma di flusso contempla il suicidio, vada per quello.
Il capo ti maltratta? È giusto così! Cazzo vuoi? È normale che il capo tratti male i suoi sottoposti. Devi subire e basta. E loro subiscono. Al massimo si licenziano, perché così dicono le regole: se il capo ti maltratta e tu non ce la fai non è che chiami i sindacati e fai una causa per mobbing. Sei tu che ti devi licenziare, colpa tua se non sei abbastanza forte da subite un po’ di maltrattamento sul lavoro.
Le donne non te la danno? In California vai in paranoia e fai una strage, in Giappone un po’ puoi “insistere” senza che sia considerato troppo uno stupro. Ma soprattutto ci sono le sopurando per sfogare i propri impulsi o i locali con le hostess che ti dicono che sei fantastico e carino per 5 mila yen all’ora. E queste sono attività socialmente accettate.
Non è che ti va di volta il cervello e ti metti a sparare all’impazzata per sfogare la rabbia. Non perché non ci sono le armi, ma perché da una parte ti hanno educato a obbedire, quindi non pensi nemmeno che la tua frustrazione sia colpa degli altri, non ti viene in mente, pensi in automatico sia colpa tua. Dall’altra hai delle valvole di sfogo sociale fatte apposta per quello.
Negli U.S. of A. invece illudono la gente di avere questa enorme libertà senza però dire loro che si può anche fallire. Così poi quando uno fallisce si sfoga sulla società che l’ha illuso di poter aver successo e se è un attimino più sfasato del normale si sfoga con le armi.

Ma nei paesi europei? Perché invece non c’è questa moria per armi da fuoco, benché la società non sia così ingessata come in Giappone?
La mia interpretazione è che a differenza degli U.S. of A. nei paesi europei ci sono meno disparità sociali, c’è più uniformità nella società. Cosa vuol dire questo?
Prendete una società in cui tutti più o meno hanno un lavoro, una casa dignitosa dove vivere, la possibilità di studiare quindi un’istruzione di qualità. Se questi criteri minimi sono diffusi a larghissime fette di popolazione è evidente che ci saranno pochissime sacche di emarginazione sociale dove poi maturano le condizioni per la violenza. Se uno ha un lavoro, un posto dove vivere, dei servizi – che può permettersi – per quello che gli serve perché dovrebbe usare violenza? Sì, ok, magari perché la moglie gli fa le corna. Ma spesso la violenza – anche per la moglie che fa le corna – è la valvola di sfogo per altri problemi covati in sottofondo. Se scopri che la moglie ti fa le corna ma tu per il resto hai un’ottima vita di cui sei contento, se hai un buon lavoro e una bella abitazione, puoi anche mandare al diavolo la moglie e rifarti una vita.
Gli U.S. of A. sono un paese enorme con molte disparità sociali; per quanto non dica tutto da solo si può guardare il coefficiente di Gini degli U.S.A. e paragonarlo con quello della Norvegia per capire la differenza.
Davvero non pensate sia questo uno dei motivi della differenza nel numero di omicidi?
In un paese con forti differenze sociali è normale che, statisticamente, si creino aree di emarginazione dove la povertà e la bassa istruzione fa crescere un disagio sociale che poi finisce per sfogarsi con la violenza. E con la paura della violenza, quindi con la corsa alle armi di persone non capaci di maneggiarle.

Ecco allora che, secondo la mia interpretazione, il problema dei troppi morti per arma da fuoco non è un problema di leggi troppo permissive, è un problema di società.
Se vuoi combattere le morti per arma da fuoco (e la violenza, aggiungerei) non devi cambiare le leggi sul porto di armi, devi cambiare la società.
Devi educarla alla non violenza (magari non come fa il Giappone che lo fa insegnando alla sottomissione all’autorità), devi fare in modo che ognuno abbia le risorse per vivere decentemente e sia felice della sua vita, così che non abbia motivo di ricorrere alla violenza o che altri abbiano paura della violenza.
Devi dare un’istruzione di qualità, che significa che non devi inseguire le statistiche sui diplomati/laureati in quanto tali, ché se tu dai diplomi a cani e porci senza istruirli bene non serve a un fico secco. Devi dare un’istruzione di qualità e diffusa in modo che questo renda davvero la gente meno idiota (nella speranza che questa minore idiozia non la induca a lasciare la pistola unattended for a moment).
Tanto più ti avvicini all’utopica società ideale tanto meno si sentirà l’effetto delle armi da fuoco, anche se le lasci a disposizione della gente.
Certamente è impegnativo lavorare per un obiettivo del genere.
Molto più facile convocare il parlamento e cancellare la legge con un’alzata di mano.
Illudendosi di cancellare il problema della violenza con un voto in parlamento.

11 Comments

  1. Io purtroppo ho vissuto indirettamente quello che rientra nella categoria “Cronaca nera”. Un caso molto particolare, va detto, perché le due persone coinvolte non rientrano nei canoni classici della “Cronaca di Roma”.
    E’stato un fatto che se una delle due persone non avesse avuto un regolare porto d’armi con armi regolarmente detenute in casa avrebbe sicuramente avuto un esito diverso (motosega, coltello da cucina, coltello da caccia non avrebbero funzionato in quel caso).
    Uno di quelli in cui ci si rende conto che verificare periodicamente l’idoneità psico fisica dei detentori di porto d’armi non sarebbe una cattiva idea.

    5 Gennaio 2015
    Reply
  2. fgpx78 said:

    Che poi… la sicura??? Tieni in borsetta una pistola senza sicura? O un bumbo di 2 anni “in un momento” è in grado di aprire QUELLA tasca, togliere la sicura, prendere bene la pistola (da chi l’aveva visto fare prima?) e premere il grilletto?

    Credo che una legge che permette l’uso delle armi solo da chi ha il porto d’armi sia giusta, ma in generale se a uno scatta l’embolo e decide di fare una strage le armi se le trova…che sia un machete (Milano vi ricorda niente?), un esplosivo fatto in casa o simili.

    5 Gennaio 2015
    Reply
  3. shevathas said:

    Ottimo articolo, molto condivisibile. Imho si da anche la colpa alle armi perché, soprattutto in italia, si è molto restii a dire che un idiota c’è rimasto a causa della sua idiozia.
    Spiego con un esempio: Tizio si mette alla guida durante un fortunale andando molto oltre i limiti di velocità con una macchina con le gomme lisce e i freni malfunzionanti. Nel caso succeda un incidente la colpa sarà inequivocabilmente del servizio meteo che non aveva previsto taaanta pioggia e taaanto vento. Nom del tipo che si mette a correre con una macchina in quelle condizioni…

    5 Gennaio 2015
    Reply
  4. Andrea said:

    si il problema è culturale, ma le leggi forgiate in alcuni stati usa dalla cultura da frontiera hanno un ruolo importante. Se la legge ti permette di portare sempre con te un arma carica è probabile che la rissa per un parcheggio finisce col morto che con un occhio nero. In questo caso non sei partito con l’intento di uccidere ma avere la pistola in borsa invece che a casa fa la differenza. Ok se il capo ha deciso di licenziarlo, l’assicurazione sanitaria gli è stata tolta pur avendo figli malati e la moglie tossica, la brocca parte a molti ( più statunitensi che giapponesi ). Dipende il fine, evitare i morti o migliorare la società ? nel primo caso o elimini il mezzo più mortale e più facile da usare ( ok ti posso pure investire con la macchina ma i casi con dolo sono pochi come con la motosega ) o invento come in minority reporter la precrimine. nei casi di studenti che entrano a scuola uccidendo tutti ricordo che commentatori USA proponevano di dare ai prof dei fucili per difendere gli alunni. Secondo me così lo studente killer non avrebbe neanche la difficoltà di nascondere l’arma all’ingresso di scuola o che gli si scarichi mentre uccide chiunque per le scale prima di arrivare in classe, aspetta il prof distratto e uccide tutti. Ad un pazzo non sarebbe dato un porto d’armi, l’avrebbe comprato l’arma di contrabbando magari facendosi beccare dalla polizia. O risolvi così o togli la patria podestà ai genitori che regalano per il nono compleanno una gita al poligono, in un paio di generazioni i numeri sarebbero dei morti sarebbero sempre più alto dell’europa ma non così tanto. La stupidita non è contro la legge, la legge al più si occupa di impedire che questa stupidita faccia dei danni.

    5 Gennaio 2015
    Reply
  5. mattia said:

    In questo caso non sei partito con l’intento di uccidere ma avere la pistola in borsa invece che a casa fa la differenza.

    qualche tempo raccontavo il disservizio che un CAF fece a una mia conoscenza. Il discorso che mi venne fatto era stato il medesimo “per fortuna che non avevo con me un’arma perché dopo quella presa in giro giuro che gli avrei sparato”, mi è stato detto.
    E va bene.
    Il problema è che io voglio una società in cui un CAF non si comporta da deficienti e che quando tu gli fai notare un errore si scusano per il disagio anziché fare i supponenti.
    Voglio che non ci sia motivo di usare la violenza, ancora prima che si arrivi alla scelta pistola o cazzotti.

    5 Gennaio 2015
    Reply
  6. Claiudio said:

    Una domanda sui tuoi numeri di possessori di armi: si riesce a sapere se si trattano di pistole o di fucili, per esempio da caccia?

    Tornando sugli Stati Uniti, mi è venuta l’impressione che chi legifera parta dal presupposto che i cittadini abbiano la sua stessa visione e, soprattutto, autocontrollo; non solo per gestire un’arma da fuoco, ma anche in altri campi (mi viene in mente l’uso di strumenti informatici e la consequenziale gestione della propria privacy). Insomma, chi scrive la legge prevede di avere a che fare con un adulto di certe caratteristiche e qualità mentali, mica con degli adulti capricciosi e, in questo caso, “teste calde”.
    Un po’ come in italia, in cui le leggi sono fatte da avvocati e commercialisti PER avvocati e commercialisti: il comune cittadino se vuole vedere se la legge è dalla sua parte o meno, deve necessariamente pagare “l’esperto”.

    Ecco, se la legge parte da questo presupposto, forse sarebbe veramente il caso di cambiare la legge ed accettarne i motivi, per quanto deprimenti possano essere.

    Voglio che non ci sia motivo di usare la violenza, ancora prima che si arrivi alla scelta pistola o cazzotti.
    Benissimo nel lungo periodo, ma nel medio periodo? O lasciamo che la piccola maggioranza rimanga “indifesa” dalla grossa minoranza di “teste calde”?
    Ad un bambino che usa pala e secchielo per picchiare i compagni dell’asilo, gli fai solo la ramanzina o gle li togli anche?

    5 Gennaio 2015
    Reply
  7. mattia said:

    Ad un bambino che usa pala e secchielo per picchiare i compagni dell’asilo, gli fai solo la ramanzina o gle li togli anche?

    Al bambino faccio la ramanzina, gli tolgo pala e secchiello e lo metto anche in castigo.
    Lo scopo del post era però far capire che – appunto – non basta togliergli la paletta, ma bisogna fare anche la ramanzina.
    Perché il problema è che la gente pensa che basti togliere la paletta e si dimentica che c’è anche da educare il bambino, non capisce che se il bambino vuole picchiare i compagni c’è un problema di fondo che va capito e corretto.

    5 Gennaio 2015
    Reply
  8. Giacomo said:

    È ovvio che è un problema di società, ma in attesa di una società perfetta togliamo la possibilità a qualcuno di esplodere 12 colpi facendo una strage nel giro di pochi secondi. Quelle leggi permissive sull’uso delle armi furono concepite in un periodo storico in cui la densità di popolazione era di poche unità per chilometro quadro e bisognava difendersi dai banditi, con un fucile che poteva esplodere massimo 2 colpi e poi richiedeva un tempo che oggi considereremmo quasi infinito per essere ricaricato. Ragiona un po’, oltre a cavalcare ogni potenziale argomento di polemica.

    6 Gennaio 2015
    Reply
  9. mattia said:

    ma in attesa di una società perfetta

    non voglio una società perfetta, mi basta anche solo una società norvegese o svizzera 😉

    6 Gennaio 2015
    Reply
  10. Francesco (NA) said:

    Da appassionato e collezionista di armi, incensurato e sano di mente, condivido appieno la tua teoria.
    p.s. per l’amico fgpx78, esistono anche pistole che non hanno sicura(revolver e alcune semiauto)

    8 Gennaio 2015
    Reply
  11. johndoe said:

    spara per sbaglio e uccide la madre
    Siamo sicuri che sia per sbaglio?

    19 Gennaio 2015
    Reply

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