Regola numero uno

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Ho fatto la maturità quasi tre lustri fa, ma ricordo ancora molto bene il suggerimento dell’insegnante di sistemi (insieme all’ordine per il sottoscritto di rasarsi completamente la barba, ché la mia scelta di radermi solo la parte destra del volto non era molto apprezzata).

Ci disse: mi raccomando preparatevi la domanda a piacere per ogni materia. Perché no, non ve la chiederanno, ma nell’improbabile caso vi dovessero chiedere una domanda a piacere la cosa peggiore che potete fare è rispondere “mah, non so, veda lei”. È il miglior modo per dimostrare che non siete preparati.
Almeno un argomento dovete saperlo spiegare a menadito.

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Torniamo ad oggi. Esco dal lavoro e mi trovo nella grande rotonda di Dejvicka. Oggi è l’ultimo giorno di campagna elettorale e tutti i partiti sono in piazza a fare propaganda. Ci sono i partiti grossi che hanno allestito delle festicciole con palco, musica e cibo. Talvolta gratis talvolta a prezzi irrisori (ho visto birra a 10 corone! salsicce a 20 corone!).
Poi c’erano i partiti con un misero banchetto e nulla più.
Ciò nonostante io mi sono fermato da tutti, davvero da tutti. Non ho preso cibo, ma ho fatto domande. Già, perché ormai ho deciso cosa votare, però c’è sempre la possibilità di cambiare idea. Un buon cittadino si informa da tutti i candidati.

A tutti i candidati sindaco ho chiesto 3 motivi per cui avrei dovuto votarli. Non una domanda molto difficile.
Ma i risultati…

Il primo è il candidato che mi ha fatto il terzo grado per capire se avevo il diritto di voto.
Ovviamente gli ho spiegato che come cittadino europeo con residenza a Praga voto per le elezioni comunali di Praga.
Allora mi ha risposto.
E già iniziamo male, perché se ti candidi per il consiglio comunale almeno dovresti sapere chi ha il diritto di voto per il consiglio comunale. Ma se anche non lo sai, se anche pensi che io sia lì a farti perdere tempo perché non ho il diritto di voto, non mi fai il terzo grado. Mi rispondi comunque, magari sbrigativamente, ma senza mostrarti scocciato perché uno straniero ti chiede perché votarti.
Far sentire non benaccetto il potenziale elettore non è una tecnica molto intelligente.
Ma tant’è.

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In generale le risposte non sono state molto soddisfacenti.
Normalmente improvvisavano qualcosa del tipo: perché ho esperienza in quanto ho fatto per X anni il consigliere comunale; oppure perché voglio più verde, più panchine, più figa per tutti (no, quello l’ho aggiunto io, era per dare l’idea di una cosa banale)

Uno si è incartato:

– Perché devo votarla?
– Perché ho esperienza.
– Ok, primo motivo. Il secondo?
– Perché ho un tim giovane.
– Ma quindi i vecchi non vanno bene per il consiglio comunale?
– No, giovane nel senso che non sono da anni inchiodati alla sedia del consiglio comunale.
– Ma quindi non hanno esperienza.
– No vabbe’, un po’ ce l’hanno.
– Ma allora non sono giovani…

Uno solo è stato capace di dirmi due cose concrete e non banali che facevano percepire una conoscenza nel dettaglio della città e dei suoi problemi. L’unico che non mi citava le panchine, il verde, le scuole al primo posto, lo sport…. ma problemi specifici e la storia che li ha generati.
Mi stava quasi convincendo a votarlo quando poi al terzo motivo ha detto la cazzata. Peccato.

Ma la regina è stata lei, Patricie Pražáková, candidata sindaco per ANO.
Già riconoscerla nell’area di ANO è stata un’impresa. Sui manifesti affissi ovunque nell’ultimo mese avevano lavorato talmente tanto di fotosciop che dal vivo sembrava un’altra persona. Me la sono fatta indicare dai sostenitori, e ancora non credevo fosse davvero quella del manifesto. Ma vabbe’.

Anche a lei ho chiesto 3 motivi per cui votarla.
Questa mi ha guardato imbarazzata. Aveva una faccia con un sorriso tirato che sembrava dire “oh cazzo, e adesso cosa gli rispondo?“.
Si gira verso marito e figlia in cerca dell’aiuto da casa.
Poi mi guarda e nel panico più totale mi dice:

– primo perché… mmm… amo Praga 6. [e sticazzi]

– secondo… vediamo… perché ho sempre vissuto a Praga 6 [e sti gran cazzi]

Poi guarda di nuovo il marito e gli chiede “cosa possiamo dire?”

– terzo perché voglio che i miei figli siano orgogliosi di essere di Praga 6.

Sono metaforicamente caduto a tappeto. KO tecnico.
Il vuoto condito col niente. Neanche le banalità sul verde e le panchine è riuscita a dirmi, nemmeno quelle!

A quella candidata sarebbe servita una persona come la mia insegnante di sistemi che prima della campagna elettorale le avesse dato lo stesso consiglio: se un elettore ti domanda un argomento a piacere devi essere in grado di rispondere.
Preparati una decina di argomenti e studiali a menadito.
Perché la cosa peggiore che puoi fare è non saper rispondere se l’elettore ti chiede un argomento a piacere.

Perché no, non ti sta chiedendo qual è il senso della vita, non è una domanda così difficile. Ti sta solo chiedendo tre motivi per cui meriti il suo voto. Se tu ti candidi a sindaco non dico tanto ma almeno spiegare perché la gente deve votarti devi saperlo fare.
Se non sai perché la gente dovrebbe votarti ti fai scrivere un discorsino dal gostraiter.
Ma porco diaz, se io ti chiedo perché votarti tu non mi puoi dire “ma, non so, vediamo… cosa posso dire“.
Non ti voto mica se non mi sai dire perché dovrei farlo.

Ovviamente ogni voto che riceverà questa signora sarà un voto di troppo.
Ma per cortesia, davvero, se esiste da qualche parte un manuale del candidato scrivete a pagina 1 in grossi caratteri: SE TI UN ELETTORE TI CHIEDE TRE MOTIVI PER CUI VOTARTI DEVI SAPER RISPONDERE.

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4 Comments

  1. andrea 1 said:

    1) birra
    2) salsicce
    3) zucchero filato

    (come fanno tutti,con salsicce e birre si comprano i voti..)

    10 Ottobre 2014
  2. La_pan said:

    peccato che nessuno sia mai così ironico da rispondere 42!

    10 Ottobre 2014
  3. fgpx78 said:

    Comunque se qualcuno ti avesse risposto
    – 42
    – 42
    – 42
    magari lo avresti votato no?

    Dalle foto pare fra l’altro che non ci fosser granche’ candidati per il popolo vegetanveganfruttariano…

    10 Ottobre 2014
  4. mattia said:

    Comunque se qualcuno ti avesse risposto
    – 42
    – 42
    – 42
    magari lo avresti votato no?

    Una volta in laboratorio ho dato un voto positivo a uno studente perché alla mia ripetuta sollecitazione “allora! qual è la risposta?” mi ha detto “42”.

    10 Ottobre 2014

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