L’errore più grosso che possiamo fare

La vicenda di Caterina, ragazza ammalata insultata pesantemente dagli animalisti su internet, ormai l’avete sentita tutti.

Il tutto parte con l’iscrizione del registro degli indagati della senatrice Elena Cattaneo per diffamazione, dopo aver espresso giudizi sostanziosi su chi si oppone alla sperimentazione animale.
Dichiarazioni che si chiudono con un “minacciano pesantemente il futuro della nostra salute“. Ecco.

Così alcuni organizzano una sorta di galleria di immagini in cui la gente si fa fotografare con un cartello in difesa della ricerca basata su sperimentazione animale e in difesa della senatrice Cattaneo.
Tra questi una ragazza che lo fa ricordando che se ha 25 anni è grazie alla ricerca. Ricerca che include la sperimentazione animale. Se lei è viva è grazie anche alla sperimentazione animale.

A quel punto gli animalisti la ricoprono di insulti e di auguri di morte.
È un riflesso condizionato: medici e ricercatori possono dire quello che vogliono, possono portarti dati e argomenti inattaccabili, ma rimangono parole. Con un po’ di bla bla bla ci giri attorno.
In questo caso invece non avevi parole, avevi una vita di una ragazza. Una ragazza che senza la ricerca basata su sperimentazione animale sarebbe morta. È un pugno nello stomaco degli animalisti, un colpo da k.o.
Perché è la dimostrazione vivente che chi fa ricerca, basata anche su sperimentazione animale, salva vite umane, mentre loro passano la vita a farsi seghe mentali e a scendere in piazza coi cartelli.
Gente che salva vite umane contro gente che passa la vita a fare il bla bla bla: 10 a 0.

È ovvio che non possono tollerarlo, perché è la dimostrazione pratica del loro torto.
Per questo vanno su tutte le furie e la ricoprono di insulti. Non possono accettare che qualcuno dimostri con la propria vita che la sperimentazione animale è utile.
Si innervosiscono, si lasciano andare a insulti pesantissimi.

Ma tutto questo si rivolta loro contro, e ci rimediano una figura barbina.
Ora, dopo questo episodio, il messaggio che è passato alla collettività è: ricerca con sperimentazione animale = bene, animalisti contro sperimentazione animale = nazisti.
Per chi è a favore della scienza come me dovrebbe essere manna dal cielo.
Abituati a combattere contro l’ignoranza antiscientifica, non sembra vero che la gente passi così facilmente dalla parte della scienza.
Ma proprio per questo dobbiamo stare attenti.

L’errore più grande che possiamo fare a questo punto è sfruttare questo episodio come argomento per avere ragione.
La tentazione di molti ora sarà dire che gli animalisti contro la sperimentazione animale hanno torto “perché guardali, sono dei nazistelli che insultano una malata e le augurano la morte“.
Così facendo trovi facilmente consenso, è vero, ma è la strada sbagliata.
Che la sperimentazione animale è necessaria e che gli argomenti degli animalisti che ad essa si oppongono non stanno in piedi lo dobbiamo dimostrare con fatti scientifici, fatti che prescindono da chi ci troviamo dall’altra parte e dalle scivolate che fa (come questa).

Perché un giorno potrà capitare che qualcuno “dalla nostra parte” faccia lo stesso e auguri la morte agli animalisti, per fare un esempio. Usando lo stesso metodo gli animalisti potrebbero cercare di portare su di sé la ragione dicendo che i pro-sperimentazione animale sono dei nazistelli che augurano la morte agli animalisti.
A quel punto hai voglia a dimostrare che tu hai ragione perché la sperimentazione è necessaria dal punto di vista scientifico.

Non dobbiamo cadere in questo meccanismo perché altrimenti ci immettiamo in una spirale in cui si arriva al “ho ragione io perché tu hai le mutande sporche, cica cica bum“.
Non abbiamo bisogno di fregarci le mani e sfruttare la scorciatoia dei nazi-animalisti per convincere la gente che chi si oppone alla sperimentazione animale sbaglia. Ci basta la scienza.

Aggiungo: non bisogna nemmeno avere tabù e paura delle opinioni.
Alcuni di quei nazi-animalisti basavano gli insulti a quella ragazza sull’idea per cui una persona che si salva grazie al sacrificio di animali è una egoista. Ché gli animali non si toccano, anche se ciò serve a salvare una vita umana. Meglio che crepi lei che i topi di laboratorio.

Io non mi scandalizzo. Se uno ritiene che la vita umana sia messa sullo stesso piano della vita animale è libero di pensarlo. Può anche pensare che la vita animale valga di più della vita umana.
Nessuno è obbligato a pensare necessariamente che la vita umana valga di più di quella animale. È un concetto che ci sembra ovvio perché sedimentato nei secoli di un pensiero comune. Ma ce lo siamo detti mille volte, i tabù non esistono, io non posso imporre a nessuno il mio pensiero perché lo ritengo ovvio.
Qui non parliamo di scienza, non parliamo di evidenze scientifiche incontestabili. Parliamo di opinioni, e ognuno è titolato a pensare quello che vuole quando si esce dalla scienza.
Che una vita animale valga più o meno di una vita umana non è un fatto che puoi dimostrare scientificamente, è una tua ideologia.
Essi ritengono che la vita animale valga più di quella umana. Liberissimi di pensarlo.

Però sia chiaro che la questione è questa. Per salvare vite umane serve la ricerca basata anche su sperimentazione animale. L’unico argomento che ti rimane per opporti alla sperimentazione animale è sostenere che non puoi sacrificare un ratto per un umano, ché hanno la stessa dignità.
Quello ti consento di dirlo, perché non è un fatto scientifico, è una tua legittima opinione.

Poi starà a te convincere la gente che la vita di un animale ha la stessa dignità di un umano.
Auguri.

21 Comments

  1. Andrea Ochci said:

    Secondo me invece è stato un cambio epocale.
    Fino ad ora, gli insulti erano gli stessi, ma nessuno si scandalizzava.
    E i “vips”¹ parteggiavano per i poveri animali pelosetti, salvo poi vestire di pelle, mangiare carne senza problemi, e al primo dolorino, riempirsi di farmaci. La tinta della stessa Brambilla è stata testata sugli animali.
    Mentre ora, molti “vips”¹ hanno cominciato a prendere la parte dei ricercatori. Cosa che fino a 20 giorni fa nessuno avrebbe mai pensato di fare.

    Se uno ritiene che la vita umana sia messa sullo stesso piano della vita animale è libero di pensarlo.
    È vero. Ma per l’istinto di conservazione della specie è naturale che un rappresentante della mia stessa specie valga di più della vita di un’altra specie.

    Perché un giorno potrà capitare che qualcuno “dalla nostra parte” faccia lo stesso e auguri la morte agli animalisti, per fare un esempio.
    avendo seguito un po’ la vicenda (quella di Green Hill prima, per vicinanza geografica, che l’irruzione al laboratorio a Milano, perché un’amica ci lavora) ti posso garantire che la cosa è MOLTO più remota. Ho sempre trovato molta più pacatezza e molta più tranquillità da parte dei pro-sperimentazione rispetto agli animalari. E soprattutto la sicurezza di chi può portare anni e anni di successi (l’eradicazione del vaiolo, la riduzione di poliomielite, ecc. il funzionamento di una marea di farmaci ecc.) di contro a qualche opinione isolata (un sondaggio di Science dà una percentuale di ricercatori che ritengono indispensabile o molto utile la sperimentazione animale è di circa il 97%) e poco supportata dai fatti.

    ¹ come vips intendo i vari personaggi più o meno famosi che parlano, di solito a sproposito, di cose di cui non sanno una fava. Penso per esempio a Celentano, Lollobrigida, Selvaggia Lucarelli, ecc. ecc.

    29 Dicembre 2013
  2. Scusa ma non posso trattenermi dall’invocare una ovazione con 75 minuti di applausi. Sarà che siam nati vicino e in anni vicini, con la stessa formazione culturale scientifica e – ossignùr – perfino religiosa, ma non ho ancora trovato una tua trattazione che mi ha fatto dire “beh no”… a parte forse la questione del software libero. Ma tu parli di opensourse, che non è proprio la stessa cosa.

    29 Dicembre 2013
  3. Claiudio said:

    Scusa, ma forse il finale è sbagliato:
    Poi starà a te convincere la gente che la vita di un umano ha la stessa dignità di un umano.

    29 Dicembre 2013
  4. mattia said:

    Refuso corretto, grazie.

    29 Dicembre 2013
  5. Giacomo said:

    Sono a favore della sperimentazione animale. Le alternative al momento non sono sufficienti e le mie seppur basilari conoscenze tecnico-scientifiche mi impediscono di credere a Babbo Natale (e anche a Vannoni, per esempio). Per me la vita umana vale di più di quella animale.

    Non solo ritengo che questo episodio non vada sfruttato da “noi favorevoli” per dire che abbiamo ragione, ma credo che l’uscita della ragazza sia stata un errore al principio. Questo non si può affermare pubblicamente per ovvie ragioni di “political correctness”. In quell’immagine che esordiva con un bonario “grazie ai ricercatori” io ho letto soltanto “vaffanculo brutti stronzi animalisti”. Ti sbatto in faccia l’immagine di una persona malata (che non può essere contraddetta a prescindere) e il messaggio che segue è in realtà ricolmo di sentimenti negativi, a dispetto degli smiley disseminati qua e la: “Brutte merde, io sto male, stronzi maledetti, io soffro, e voi luridi bastardi parlate di difendere i diritti dei ratti”.

    Un brutto messaggio.

    Queste uscite scomposte, anche se portano qualche decina di migliaia di persone TEMPORANEAMENTE dalla nostra parte, non rispondono alle più ovvie (e stupide) obiezioni degli animalisti, come per esempio “chi dice che la ragazza sia stata curata grazie alla sperimentazione animale?”, e ancora “gli stessi risultati potevano essere ottenuti con metodi alternativi”.

    29 Dicembre 2013
  6. mattia said:

    avendo seguito un po’ la vicenda […] ti posso garantire che la cosa è MOLTO più remota. Ho sempre trovato molta più pacatezza e molta più tranquillità da parte dei pro-sperimentazione rispetto agli animalari.

    ci sono voluti giusto un paio di giorni per avere una risposta col dito medio.
    Puntualmente.

    30 Dicembre 2013
  7. Giacomo said:

    Diventerà un nuovo format? La foto con la scritta, il respiratore, e un messaggio di sfida.

    Vagli a dire qualcosa, diranno che sei insensibile alla sofferenza.

    30 Dicembre 2013
  8. Ugo said:

    io sono a favore della ricerca.
    anche di quella sugli animali.
    anche se ritengo che la vita di un animale in molte occasioni vale molto più di quella di un essere umano.
    e lo ritengo tra l’altro anche perchè 99 volte su 100 i medicinali veterinari sono derivati (se non identici) a quelli umani.
    quindi alla fine la sperimentazione animale torna a beneficio anche degli animali.
    sarei felicissimo se ci fosse modo di fare sperimentazione farmaceutica in modo efficace senza usare cavie animali, ma a tutt’oggi pare non si riesca.
    ovviamente a questo non vanno aggiunti esperimenti per cosmetici e balle varie, gradirei venissero risparmiati ai poveri mammiferini.

    in ogni caso, quello che mi viene da pensare, a volte, è che vorrei davvero tanto che si evitasse di finire dentro un’onda di selfie con la mascherina per sostenere, più che la ricerca, il solito grasso ego di qualcuno…

    30 Dicembre 2013
  9. Andrea Occhi said:

    ci sono voluti giusto un paio di giorni per avere una risposta col dito medio.
    Puntualmente.

    vuoi mettere un dito medio rispetto a “la tua vita non vale quella di un topo”, oppure “meriteresti di morire domani mattina”? E lo “sfogo” di una malata, rispetto agli insulti e alle minacce di centinaia di animalari ai ricercatori, agli allevatori, gli incendi agli allevamenti, i furti a Green Hill (e gli animali morti o sofferenti a causa dell’irruzione), il casino fatto al laboratorio di Milano.
    Diciamo che le cose non sono propriamente paragonabili, e resta che la gente pro-sa sia MOLTO più pacata.
    Anche con un dito medio alzato.

    30 Dicembre 2013
  10. robinet said:

    dito medio o meno sempre più pacati e tranquilli restano.

    30 Dicembre 2013
    • mattia said:

      No, ma senza dubbio da questa parte si è più pacati. Quello che voglio dire è che però adesso i nazi animalisti si attaccheranno a questo pretesto, al pari di quanto si è fatto dalla nostra parte in merito agli insulti a quella ragazza.
      E tu cosa dici? Gli animalisti che insultano male perché ci vanno pesanti, i pro-ricerca “meno-male” perché è solo un dito?
      Lo so io è lo sapete voi che un dito non è come augurare la morte, ma agli effetti esterni ti hanno spuntato la lancia.
      Per quello dico che bisogna stare attenti a non approfittare degli insulti a Caterina per sostenere la ricerca, perché quando gli insulti arrivano “da qualcuno dei nostri” siamo fregati.
      Non abbiamo bisogno di questi trucchi, ci basta la scienza.

      30 Dicembre 2013
  11. shevathas said:

    ***Non abbiamo bisogno di questi trucchi, ci basta la scienza.***

    Vorrei darti ragione Mattia ma, senza offesa, in certi casi ho l’impressione che si voglia salire su un ring per sfidare Tyson convinti che Tyson invece di tirare pugni prenda un gioco degli scacchi. Il ragionamento scientifico va benissimo per chi accetta le regole della scienza, contro chi alle evidenze scientifiche risponde con supercazzole, tanto per fare un esempio attuale la cura stamina, o rispondi allo stesso modo usando anche l’emotività insieme al ragionamento oppure soccomberai perché a qualsiasi ragionamento risponderanno che sei un gomblottaro prezzolato da NWO etc. etc. oltre a tirar fuori qualche storia pietosa…
    Se leggi i messaggi e i “ragionamenti” (fra virgolette) che fanno vedrai solo pochi slogan ripetuti alla nausea: la storia del 96% di farmaci che non passano la SA, il non siamo topi di 80 Kg, i cuccioli pucciosi…

    30 Dicembre 2013
  12. camicius said:

    Non abbiamo bisogno di questi trucchi, ci basta la scienza.
    In un mondo ideale. O meglio nel mio mondo, nel tuo mondo, e in quello di molte persone cervello-dotate.

    Nel resto del mondo (che purtroppo è la stragrande maggioranza), la gente ragiona con la pancia. Vede la scena di “Una lucertola con la pelle di donna” e pensa ai laboratori. Sente qualcosa alla televisione, e lo dà per scontato. Vede le immagini toccanti (anche se false, decontestualizzate, ritoccate, vecchie, provenienti dall’estero) e non capisce che sono palle.
    Tuttora oggi c’è gente che pensa che a Green Hill ci fosse un laboratorio, mentre era solo un allevamento. Tuttora oggi c’è gente che pensa che a Green Hill si taglino le corde vocali ai cani, mentre durante il sequestro non è stato trovato un solo cane con le corde vocali tagliate, anzi, sono stati trovati 2700 cani uno più bello dell’altro. E non è stato trovato nulla con cui si potesse fare (dubito si possa fare con un normale bisturi…).

    Quello che è Caterina per la ricerca è la “chiave di volta mediatica” che ha permesso di spazzare via anni e anni di palle raccontate, una su tutte che la sperimentazione sia inutile. Perché se Caterina è viva lo deve alla sperimentazione animale, quindi non è inutile. E finché il malato è anonimo, puoi dirgli crepa senza problemi (mediatici), mentre se il malato è davanti agli occhi di tutti, è molto più complicato.
    E a far muovere il culo a un po’ di gente che magari la pensava così ma non aveva il coraggio di dirlo per non diventare impopolare (parlo dei “vips” di cui sopra, che però sono punto di riferimento di molti altri non-vips….)

    ovviamente a questo non vanno aggiunti esperimenti per cosmetici e balle varie, gradirei venissero risparmiati ai poveri mammiferini.
    La sperimentazione cosmetica, e i cosmetici nuovi testati su animali è vietata in europa dal marzo di quest’anno.

    30 Dicembre 2013
  13. mattia said:

    Quello che è Caterina per la ricerca è la “chiave di volta mediatica” che ha permesso di spazzare via anni e anni di palle raccontate, una su tutte che la sperimentazione sia inutile. Perché se Caterina è viva lo deve alla sperimentazione animale, quindi non è inutile. E finché il malato è anonimo, puoi dirgli crepa senza problemi (mediatici), mentre se il malato è davanti agli occhi di tutti, è molto più complicato.

    Ma se ci si limita a testimonianze come quelle di Caterina ben venga.
    Mostrare con un esempio concreto l’utilità della SA mi sta bene.

    L’errore a cui mi riferivo non è quello. Per me l’errore è sfruttare la reazione scomposta dei nazi-animalisti. L’errore è dire “abbiamo ragione noi perché – guardate – quelli contro la sperimentazione animale sono degli stronzi che augurano la morte a una ragazza”.
    Quello non che non possiamo farlo.

    Quando dico “ci basta la scienza” dico: ci basta portare fatti scientifici, anche con esempi concreti come le testimonianze dei malati vivi grazie alla ricerca.
    In opposizione a strumentalizzare gli insulti ricevuti dai nazi-animalisti.

    30 Dicembre 2013
  14. In effetti il dito medio e’inelegante. Alla mia età, che spero fortemente Caterina almeno raddoppi, in questi casi si preferisce il pernacchio Eduardiano.

    30 Dicembre 2013
  15. Giacomo said:

    Concordo con Mattia e aggiungo che non condivido la necessità di convincere persone sciocche o ignoranti della nostra posizione riguardo a un certo tema usando argomenti shock.

    Non c’è bisogno di trasformare qualunque cosa in un “tema caldo” da colonna di destra di Repubblica, dandogli un’anima pop e adattandolo al pubblico dei rotocalchi che si leggono dal parrucchiere. Il selfie con il respiratore è pattume esattamente come le stock photos dei gattini con sotto la scritta “contro la sperimentazione animale!!1!1”.

    Secondo me non è necessaria (e anzi è controproducente) una declinazione mediatica del tema della SA. La mia “proposta” è che gli sciocchi e gli ignoranti restino a sbraitare in background, e nel frattempo chi prende decisioni rilevanti per la comunità non ne sia influenzato.

    Il mio non è elitarismo (tra l’altro non faccio parte di nessuna élite culturale, sono una persona normale), è spirito di conservazione: credo che a lungo andare questa riduzione ai minimi termini della qualità del dibattito pubblico porti svantaggi anche a noi che riteniamo di essere nel giusto. Con la scusa di doversi abbassare al livello delle persone con cui si discute per “farsi capire” (cit. Renzi), si arriva a discutere a rutti e scoregge o giù di lì.

    30 Dicembre 2013
  16. Andrea Occhi said:

    Secondo me non è necessaria (e anzi è controproducente) una declinazione mediatica del tema della SA. La mia “proposta” è che gli sciocchi e gli ignoranti restino a sbraitare in background, e nel frattempo chi prende decisioni rilevanti per la comunità non ne sia influenzato.
    Il problema è che questo non è possibile, o meglio, è possibile (ancora una volta) solo in un mondo ideale, o forse è così solo fuori dall’Italia.
    In Italia, che prende le decisioni sono i politici, e lo scopo dei politici è essere rieletti, e chi li elegge è la comunità. Che quindi influenza eccome chi prende decisioni rilevanti.
    Il rischio è che succeda quello che è successo nel 1986 con il nucleare, che ci siamo trovati con una legge delirante che ci ha fatto smantellare le nostre centrali molto prima di aver raggiunto il break-even point.
    Visto il populismo dilagante, potrebbe essere approvata in Italia una legge che vieta la sperimentazione animale, assestando un colpo piuttosto pesante alla ricerca biomedica. Già, se fosse approvato definitivamente, il testo di recepimento della direttiva europea sulla SA, farebbe lievitare i costi, e peggiorerebbe le condizioni degli animali.
    Quindi sì: serve un movimento di opinione che sia a favore della SA, e purtroppo questo movimento di opinione non si crea pubblicando roba su Science o su Nature¹, ma puntando dritto alla pancia della gente, ed è quello che ha fatto Caterina.

    L’errore a cui mi riferivo non è quello. Per me l’errore è sfruttare la reazione scomposta dei nazi-animalisti. L’errore è dire “abbiamo ragione noi perché – guardate – quelli contro la sperimentazione animale sono degli stronzi che augurano la morte a una ragazza”.
    Quello non che non possiamo farlo.

    Il punto è che “abbiamo ragione noi perché ci sono svariate tonnellate di documenti che lo provano, e chi dice il contrario non ha nessun altro argomento che insultare e augurare la morte a una ragazza malata”.
    Questo forse sì. Nel senso che viene dopo le tonnellate di documenti e di successi, ma comunque può avere il suo peso.

    ¹ Vannoni non ha pubblicato un’ostrega, viene deriso da tutta la comunità scientifica, eppure con n video alle Iene ha montato un movimento di opinione.

    31 Dicembre 2013
  17. shevathas said:

    @Giacomo
    purtroppo anche gli sciocchi e gli ignoranti votano, e, numericamente sono di più. Molte azioni demenziali, come lo stanziamento dei soldi per sperimentare stamina, sono state fatte per soddisfare la piazza che urlava. Purtroppo in democrazia una testa un voto, 10 teste pensanti sono 10 voti e 100 sciocchi sono 100 voti.

    31 Dicembre 2013
  18. marco said:

    A volte il dito medio è sacrosanto, o in maniera equivalente, un gesto vale mille parole.

    31 Dicembre 2013
  19. Giacomo said:

    Sì lo ammetto, avete ragione tutti e due: sono un idealista. Però continuo a pensare che la tendenza a semplificare (in realtà a volgarizzare brutalmente) per essere capiti contribuisca ad abbassare l’asticella sempre più in basso (e in questo frangente ne abbiamo avuta una dimostrazione). Ripeto che oramai siamo molto vicini ad esprimerci con rumori intestinali, e l’immagine della ragazza con la mascherina e il dito medio alzato è la traduzione in pixel di un peto.
    Quando questo tema, grazie a questo contrattacco dei pro-SA con metodi “suini”, approderà da Barbara D’Urso, quella strega orchestrerà un incontro di wrestling tra un imbecille nazi-animalista analfabeta e uno/una con 12 malattie genetiche che deambula con 80 kg di apparecchiatura medica al seguito. E darà la pubblicità mentre il primo invita il secondo a “lasciar fare alla natura il suo corso” e smettere di sacrificare topi innocenti, e il secondo gli replica, in realtà solo per sfogare la frustrazione di condurre un’esistenza ai limiti dell’impossibile, che lui/lei sono 24 anni che soffre e “gli augura di soffrire altrettanto”. Pubblico in delirio. A quel punto non vi lamentate se vince quello sbagliato.

    1 Gennaio 2014
  20. camicius said:

    grazie a questo contrattacco dei pro-SA con metodi “suini”

    L’alternativa è lasciare che si considerino normali gli assalti ai laboratori in cui si sminchiano miliardi di donazioni e fondi pubblici, le liberazioni di cani alla Green Hill, e le azioni di ALF nei confronti di allevamenti di visoni e di caseifici¹.
    Finché rispondi a immagini come queste con pacchi di studi, perfettamente legittimi, corretti e inappuntabili, ma che nessuno ha tempo/voglia/capacità di leggere, hai già perso.
    Perché la massa della gente (che poi è quella che vota e alla quale guarda chi vuole essere eletto) gli studi non li legge e ricorda di quelle immagini che gli hanno colpito lo stomaco, e vota la Brambilla, assalta Green Hill e laboratori, e fa donazioni alle associazioni animaliste, che ogni anno chiudono i bilanci con qualche milione di euro.

    Secondo me, la “colpa” della ricerca biomedica (se di colpa si può parlare) è che ha sempre pensato “bastano i fatti e i risultati a difendermi”. Purtroppo non è così. È necessario comunicare, spiegare cosa si fa, come si fa, e perché si fa, pubblicare video, testimonianze, eccetera dei risultati, raccontare dei controlli effettuati, di come vengono trattati gli animali all’interno dei laboratori, e spiegare alla gente in maniera semplice che il mondo Disney, in cui il leone si accompagna al facocero è una bella fantasia, ma che nella realtà il leone se lo mangia, il facocero.

    ¹ che non sono propriamente ricerca, ma comunque attività autorizzate, legali e pesantemente controllate dalle autorità.

    2 Gennaio 2014

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