Il giuramento e la cittadinanza

Qualche giorno fa è uscita sui giornali la storia di un ragazzo nato a Roma da una cittadina straniera che non può ricevere la cittadinanza italiana perché affetto da trisomia 21.
Il problema è che lo si considera non capace di intendere e volere e quindi non può giurare (passaggio fondamentale per rendere effettivo il decreto di cittadinanza).

Le Iene ànno fatto un servizio la scorsa settimana, nel quale è ovviamente stata riproposta la classica bulafa del “solo a 18 anni“.

La madre colombiana del ragazzo dice:

Andavo sempre all’anagrafe e l’anagrafe me rispondeva sempre “Signora, guardi che i ragazzi nati in italia di stranieri solo a 18 anni se ànno tutta una serie de requisiti che lo dice la legge potrà chiedere all’epoca la cittadinanza per suo figlio”.

In realtà non è così. Il ragazzo poteva ottenere la cittadinanza italiana ben prima dei 18 anni. Bastava che la madre facesse richiesta ella stessa di cittadinanza per naturalizzazione, dopo 10 anni di residenza in italia (e se il bambino è nato in italia significa che aveva ben 8 anni di tempo per richiederla).
Quando la madre diventava italiana la madre anche il figlio diventava italiano in quanto minore convivente.

Soluzione pratica e indolore che tagliava la testa al toro sull’esigenza di far giurare una persona supposta incapace di intendere e volere (visto che il giuramento lo fa la madre, non il bambino di 12 anni, e trasmette la sua cittadinanza italiana al figlio).

Mi si potrebbe obiettare che la signora vuole la cittadinanza italiana per il figlio e non per sé, quindi non voleva prendere la cittadinanza italiana per trasmetterla al figlio.
Ora, a parte al fatto che se monti un rebelotto su giornali e TV magari dovresti spiegare tutta la storia, dicendo perché non ài chiesto tu la cittadinanza italiana prima che il figlio diventasse maggiorenne, e non raccontare la bufala del “solo a 18 anni“.
Ma per quanto possa schifarti l’idea di prendere la cittadinanza italiana per trasmetterla al figlio, non ài mai pensato a fare questo enorme sacrificio per il “bene” del figlio?

Di sottofondo rimane l’ignoranza (voluta o meno) di chi continua a proporre queste storie sui giornali ripetendo sonore bufale, presentando situazioni senza via d’uscita e assurdi della burocrazia quando invece la via d’uscita c’è (ma chissà perché non viene mai raccontata).

 

 

4 Comments

  1. Emanuele said:

    Pensavo giusto a te mentre mandavano in onda questo servizio. Grazie al tuo testo sullo ius soli mi ero fatto una cultura e pensavo che, quantomeno, la signora fosse stata mal consigliata e avrebbe potuto ottenere la naturalizzazione per tempo.

    13 Febbraio 2013
  2. mattia said:

    pensavo che, quantomeno, la signora fosse stata mal consigliata

    Che poi è quello che ò pensato anch’io. Ora, è vero che uno non può scaricare sugli altri tutta la colpa se non conosce la legge, però se va all’anagrafe a chiedere informazioni ci si può legittimamente aspettare che te le diano correttamente.
    Il problema dunque, più che cambiare la legge, è fare in modo che ci sia informazione corretta. Già quello risolverebbe molti problemi.

    13 Febbraio 2013
  3. Ieri durante sanremo ho pensato a te. Perchè?
    semplicemente perchè quando è arrivato Ogbonna (giocatore di colore del torino, se non erro) gli è stato chiesto della cittadinanza italiana.

    Sicuramente era una provocazione e sicuramente volevano che rispondesse la solita tiritera che va “di moda” adesso: Datemi la cittadinanza alla nascita!

    E che va a rispondere? Che ci sono famiglie che NON vogliono dare la cittadinanza italiana ai propri figli ed altre si. Ma che deve rimanere una scelta opzionabile della famiglia stessa e non imposta dallo stato.

    Beh, io son scoppiata a ridere di gusto.

    (e col mio lavoro so che molte famiglie non italiane non vogliono avere la cittadinanza italiana!!)

    13 Febbraio 2013
  4. mamoru said:

    Che ci sono famiglie che NON vogliono dare la cittadinanza italiana ai propri figli ed altre si. Ma che deve rimanere una scelta opzionabile della famiglia stessa e non imposta dallo stato.

    Hai capito il negretto?
    parole come un manico di scopa su per il culo ai buonisti di professione.

    🙂

    13 Febbraio 2013

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