Diario di guerra

Andrea à trovato i diari di guerra di suo nonno, li à trascritti e da domani li pubblica.
Non tutti assieme, ma giorno per giorno: è stato scritto come diario e viene ripubblicato come diario, settant’anni dopo la sua scrittura.

L’idea mi sembra azzeccata, un blog che ripercorre un periodo storico dal di dentro, giorno per giorno, in modo da rivivere la contemporaneità di quel periodo. Penso che sarà interessante leggerlo, anche se le pagine probabilmente saranno dure da mandare giù visto che i diari parlano della ritirata dalla Russia e delle prigionia seguita all’8 settembre. Quei racconti che i reduci tendevano a tenersi dentro per paura di non essere creduti. Col vantaggio di essere racconti raccolti sul momento, senza il filtro che inconsapevolmente si applica quando si scrive un ricordo ormai metabolizzato.

Mi era venuta la tentazione di chiedergli il diario completo per leggermelo insieme, ma poi ò preferito leggerlo giorno per giorno. Non so quindi cosa contiene di preciso il diario, non l’ò letto. Però mi sa che vale la pena fare questo viaggio.
Da domani si comincia, e il luogo è questo. Io ci sono.

 

13 Comments

  1. Valeria said:

    Mattia, tu sei simpatico e periodicamente torno a leggere quello che scrivi. Però questa insistenza ad usare à al posto di ha (et similia) mi ha fatto ricordare che avevo avuto lo stesso delirio in 4^ liceo dopo che la mia prof. di italiano aveva detto che si poteva anche scrivere così. Ecco, andava bene per un paio di mesi a 18 anni. A 30 circa fa un po’ sorridere. Se poi decidi di smettere ti dico che cosa mi disse la mia prof. per farmi smettere. Effetto quasi istantaneo.

    15 Dicembre 2012
  2. mattia said:

    et similia

    Io uso una forma in disuso da qualche decennio e tu te ne lamenti usando una lingua morta da secoli?

    Senza considerare che usare il latino per convincermi non è proprio la strada maestra.

    15 Dicembre 2012
  3. Mostro34 said:

    se posso permettermi, direi che scrivere à per ha è come voler andare in giro con la carrozza al posto che in auto

    15 Dicembre 2012
  4. Luca said:

    “Se poi decidi di smettere ti dico che cosa mi disse la mia prof. per farmi smettere. Effetto quasi istantaneo.”

    Però io sono curioso. Mi piace molto l’uso grammaticale senza l’uso dell’h, e questo suona invece come sfida. E siccome per di più dubito a priori dell’efficacia del tentativo, (non volermene) mi piacerebbe esserne partecipe.

    15 Dicembre 2012
  5. Inti said:

    Se posso permettermi, direi che più insistete con questi argomenti, più Mattia ci prova gusto a scrivere come un redattore di Critica Fascista!

    16 Dicembre 2012
  6. Anchise said:

    Anche io ci sarò.
    Mio nonno era reduce di Cefalonia, da piccolo mi portava ai raduni dei reduci ma non mi parlò mai di quel periodo.

    Ah, sull’acca: a me non dà nessun fastidio.

    16 Dicembre 2012
  7. Bosk said:

    Avevo sentito l’itervista per radio e mi ero gia’ ripromesso di seguirlo. 😉

    16 Dicembre 2012
  8. Fiordicactus said:

    Sulla questione della “à” al posto della “Ha”, a me non da fastidio, ricordo le lettere di una prozia, scriveva così anche lei . . . 😉
    Per il diario di guerra, ti ringrazio della “dritta”, prevedo di essere una tra le affezionate lettrici. 🙂

    Ciao, Fior

    16 Dicembre 2012
  9. Mc said:

    A me crea abbastanza fastidio la à perché mi rallenta la lettura, ma condivido la lotta per le forme desuete.

    16 Dicembre 2012
  10. Mauro said:

    A me – come persona – leggere à al posto di ha non dà nessun fastidio, superato lo stupore iniziale (stupore docuto solo al fatto della rarità dell’uso).

    A me – come internauta – invece un po’ sì… visto che i caratteri speciali (come appunto le lettere accentate) richiedono più bits dei caratteri normali (ok, la connessione che ho io è sufficientemente buona, ma non tutti la hanno).

    Saluti,

    Mauro.

    16 Dicembre 2012
  11. camicius said:

    A me – come internauta – invece un po’ sì… visto che i caratteri speciali (come appunto le lettere accentate) richiedono più bits dei caratteri normali (ok, la connessione che ho io è sufficientemente buona, ma non tutti la hanno).

    Mmmmm, tieni conto che in ogni caso à = ha, per cui, anche se porti le accentate con 16 bit, e quelle non accentate con 8 bit, di non accentate ne hai due.
    E dubito che esista ancora gente per cui fa differenza sensibile una differenza di 8 bit su una manciata di caratteri…
    Magari puoi avere problemi di codifica, ma fatta una volta è fatta per sempre.

    Grazie per la condivisione e per i complimenti. Ho avuto un po’ di remore in questi lunghi anni di gestazione (un amico ricordava che ne parlavo già più di 10 anni fa…) ma l’accoglienza che ho avuto (qui, su Caterpillar, sul mio blog, su facebook, dal vivo) conferma che la scelta è azzeccata.

    Grazie davvero.

    18 Dicembre 2012
  12. AlesSab said:

    Il ritmo così è troppo lento.
    Consiglio “Un anno sull’altipiano” di Lussu. I GM.
    Manuale di come si scrive un racconto di guerra.
    Anzi, manuale di come si scrive.

    18 Dicembre 2012
  13. camicius said:

    @AlexSab
    Può darsi. Ma con che ritmo leggi i diari (blog) di oggi?

    E poi, qui non sto scrivendo io, ma mio nonno. Non serve un manuale per come si scrive, è già tutto scritto. Io faccio solo da tramite…

    18 Dicembre 2012

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