Rabbrividire

Ieri sono andato al consolato a ritirare un certificato e mentre aspettavo ò dato un’occhiata a un memo che c’era all’interno dell’ufficio.
Era la tabella coi costi in corone delle tariffe consolari per i diversi certificati.
Così ò (ri)scoperto che si può richiedere un “certificato di esistenza in vita“.
Per carità avrà anche un suo senso, ché se esiste un certificato per dimostrare che sei morto ci può anche stare un certificato che dimostri il suo contrario.
Però, ecco, l’idea che un tizio debba andare in un ufficio, dire “ehy, sono vivo“, farselo scrivere su un pezzo di carta, e poi portarlo a un altro ufficio per dimostrare che è vivo mi fa rabbrividire.

15 Comments

  1. Turz said:

    Per fortuna c’è la possibilità dell’autocertificazione.

    Il sottoscritto bla bla bla, nato a ecc. ecc.
    consapevole delle sanzioni penali cui può andare incontro in caso di dichiarazioni mendaci,

    DICHIARA

    la propria esistenza in vita.

    😀

    9 Novembre 2012
  2. disma said:

    Pensa quando non c’erano le foto e uno doveva dimostrare ad ogni occasione di essere lui ed essere vivo, tipo che appena andavi nella città a 5 km della tua erano già cazzi se ti fermava la guardia cittadina

    9 Novembre 2012
  3. Serve eccome… soprattutto per evitare che i nipotini in Italia percepiscano la pensione del nonno morto in Repubblica Ceca….

    9 Novembre 2012
  4. mattia said:

    consapevole delle sanzioni penali cui può andare incontro in caso di dichiarazioni mendaci,

    ROTFL!!!!!!!

    Pensa quando non c’erano le foto e uno doveva dimostrare ad ogni occasione di essere lui ed essere vivo, tipo che appena andavi nella città a 5 km della tua erano già cazzi se ti fermava la guardia cittadina

    In effetti i passaporti, quando non c’erano le foto, avevano una sommaria descrizione della persona.
    Alla faccia dei passaporti biometrici di sto cazzo.

    9 Novembre 2012
  5. shevathas said:

    Generalmente il certificato di esistenza in vita viene chiesto dagli enti previdenziali per l’accredito della pensione quando il conto di appoggio è all’estero e non hanno la possibilità di sapere se e quando il beneficiario è passato a miglior vita. La prassi è che il beneficiario richieda il certificato e lo spedisca all’inps se vuole continuare a ricevere la pensione.

    9 Novembre 2012
  6. mattia said:

    Serve eccome… soprattutto per evitare che i nipotini in Italia percepiscano la pensione del nonno morto in Repubblica Ceca….

    ma sì, lo so. E l’ò scritto nel post che à un suo senso.
    Però, voglio dire, in un paese normale nel momento in cui muori e l’impiegato dell’anagrafe pigia il pulsante “CREPATO” io mi aspetto che si aggiornino tutti i database di tutta la PA e la pensione si fermi da sola.
    Al massimo ti può servire fuori la PA, per un’assicurazione, che ne so. Ma a quel punto puoi andare direttamente dall’assicuratore (o lui da te) e si vede se uno è vivo o no.

    9 Novembre 2012
  7. mattia said:

    consapevole delle sanzioni penali cui può andare incontro in caso di dichiarazioni mendaci,

    sto ancora ridendo….

    9 Novembre 2012
  8. kiakim said:

    ahahah..se tutte le dipendenti dell’anagrafe lavorano come ho beccato io oggi..beh, manco il tasto “deceduto” vanno a premere!!!!!

    (Pensa che dopo 20 minuti che ero li per chiedere una informazione per LAVORO mi hanno chiesto di tornare un altro giorno perchè stavo occupando uno sportello per troppo tempo! e da notare il fatto che vi erano ben altri 5 sportelli e non ci stava nessun altro utente al di fuori di me!!).
    Ahh..ovviamente poi chiedevano a me la password per accedere al loro portale per i rilevatori istat (cioè il mio lavoro).

    Le avrei fucilate oggi, tutte quante…

    ps: grazie per lo sfogo..sono incavolata nera…

    9 Novembre 2012
  9. Mattia wrote
    Però, voglio dire, in un paese normale nel momento in cui muori e l’impiegato dell’anagrafe pigia il pulsante “CREPATO” io mi aspetto che si aggiornino tutti i database di tutta la PA e la pensione si fermi da sola.

    In Italia infatti funziona così: il segretario comunale trasmette il dato alle altre PA e gli enti cancellano le pensioni (dal 2002 l’omessa comunicazione da parte del segretario comporta un reato penale).
    Il problema si pone quando la persona muore all’estero, o, al contrario, muore in Italia e per qualche motivo la pensione è erogata ad un ente estero o riscossa fuori dai confini.

    Per la cronaca: grazie alla decertificazione nessuna PA può richiedere certificati amministrativi riguardanti fatti avvenuti in Italia.

    9 Novembre 2012
  10. mattia said:

    il segretario comunale trasmette il dato alle altre PA e gli enti cancellano le pensioni (dal 2002 l’omessa comunicazione da parte del segretario comporta un reato penale).

    No, no, io non intendevo questo. Niente Certificati da trasmettere, niente omissioni o reati.
    Quando dico database universale della gente intendo un database vero. L’impiegato dal suo computer modifica il valore di un campo in un database e l’istituto previdenziale ogni mese si connette allo stesso database e prima di emettere la pensione controlla che il campo “vivo” della persona sia “true”.
    Lo stesso per la motorizzazione, l’agenzia delle entrate, le università…
    Appena nasci, l’anagrafe aggiunge una nuova riga al database, con un ID che ti identifica univocamente, e poi ogni volta che succede qualcosa nella tua vita ogni ufficio cambia un capo di quella riga. Tipo, fai la patente, e la motorizzazione fa una connessione al database e cambia il campo “patente” in “B”.
    Ti diplomi? La scuola cambia il campo “diplomato” in “true” con connessione alla tabella della scuola.
    Così quando poi vai all’università mica devi fare autocertificazioni di essere diplomato. Quando cercano di inserire il tuo nome in segreteria per iscriverti il sistema automaticamente fa una query al database universale delle persone e verifica se il tuo campo “diplomato” è “true”.
    Lo stesso per i consolati: quando muori all’estero, lo Stato dove muori lo dice al consolato e il consolato accede al database per cambiare il tuo campo “vivo” in “false”, così come farebbe il Comune.

    10 Novembre 2012
  11. ormazad said:

    Quindi ti piacerebbe un database mondiale con dentro dati anagrafici , fiscali e altro di tutti gli abitanti del pianeta .
    Non sono sicurissimo che sia una prospettiva attraente .

    11 Novembre 2012
  12. Fiordicactus said:

    È una questione che mi sono posta anch’io, dopo l’ennesima truffa scoperta ai danni dell’Inps da parte di parenti di pensionati morti e defunti da più anni.
    mi chiedevo se il Comune (o, in questo caso i Consolati) non potesse risolvere il problema alla fonte mandando una comunicazione automatica all’Imps ( chi per esso). Mi è stato spiegato che ci vorrebbe una legge apposita (come è stata fatta per arrivare al traguardo che quando cambi residenza pensano a tutto loro per patente e libretto). 😉
    Ciao, Fior

    11 Novembre 2012
  13. Turz said:

    @ormazad:
    Quindi ti piacerebbe un database mondiale con dentro dati anagrafici , fiscali e altro di tutti gli abitanti del pianeta

    Mattia ha (anzi à) scritto:
    quando muori all’estero, lo Stato dove muori lo dice al consolato e il consolato accede al database

    Non un database mondiale. Il consolato (italiano) accede al database (italiano).

    Ah, peraltro esiste già un database mondiale con tutti i dati anagrafici e lavorativi delle persone, e persino indicazioni piuttosto accurate sui loro gusti e preferenze. Si chiama Facebook.

    12 Novembre 2012
  14. mattia said:

    Non un database mondiale. Il consolato (italiano) accede al database (italiano).

    in realtà il mio sogno è proprio un database mondiale in cui ogni stato gestisce la sua tabella che però è relazionata con le tabelle degli altri stati.
    Quindi se io faccio il viso per andare a Pechino il governo della Repubblica Popolare Cinese inserisce una riga nella sua tabella dandomi un ID loro e nel campo “visto” mi scrive “true”. Poi fanno un collegamento tra il mio ID italiano e l’ID nella tabella cinese. Quando mi presento alla frontiera io do il mio passaporto, loro leggono l’ID italiano, risalgono all’ID cinese, e vedono che ò il visto. Così mi lasciano entrare.
    Il tutto senza assurdi libricini cartacei che ci portiamo ancora in giro, senza dovere lasciare il librino al consolato, senza che ci mettano adesivi -visto con sistemi anticontraffazione, senza che alla frontiera ti mettano timbri che portano via tutta una pagina… Come passaporto ti rimane solo una tesserina da cui ricavano il tuo ID

    12 Novembre 2012
  15. camicius said:

    In merito vi racconto una cosa divertentissima, nella sua idiozia…

    Richiesta di cessazione di una ditta individuale per decesso del titolare. Pratica respinta da uno degli enti, che chiedeva una firma del titolare per autorizzare la pratica. In alternativa la firma del delegato, con delega firmata dal titolare.
    Sono stato al cimitero a chiedergli di firmarmi la delega, ma non ho avuto successo…

    12 Novembre 2012

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