Lo dicono solo se è straniero

Da un po’ di tempo sento questa tiritera.
Alcuni dicono che i giornalisti italiani sono razzisti, perché se scrivono di un fatto di cronaca nera (tipo un furto, una rapina, una violenza sessuale, un’aggressione…) quando il presunto colpevole è straniero scrivono la nazionalità o la cittadinanza, mentre se è italiano non dicono che è italiano.
Per cui, secondo loro, anche solo dire “l’aggressore, un tunisino di 25 anni, è stato arrestato dalla Polizia” è cosa da razzisti.

Qualche tempo fa avevo visto persino un film autoprodotto da un sedicente film macher straniero in italia sulla questione della cittadinanza e per enfatizzare il concetto proponeva due lanci di notizia del telegiornale, riguardanti due fatti di cronaca in cui il presunto colpevole erano uno straniero e un italiano.
E diceva: vedete, quando il colpevole è uno straniero specificano che è straniero, ma quando il colpevole è un italiano non dicono che è italiano. Lo fanno apposta per far passare l’idea che solo gli stranieri sono cattivi.

Questa mattina apro tuitter e leggo il tuit di una notizia secondo cui un indiano avrebbe preso a botte la moglie perché non gli dava un figlio maschio (?!?).
Subito sotto il tuit di risposta di un tizio che si lamentava per il fatto che avessero specificato “indiano”. Un aggettivo di troppo, diceva, perché anche gli italiani picchiano le mogli.

Oh, uno può pensarla come vuole sul fatto che si debba o no specificare la nazionalità o la cittadinanza di presunti colpevoli negli articoli.
Quello che però non si può dire è che i giornalisti specificano che cittadinanza o nazionalità solo se il presunto colpevole è straniero.
Perché è una balla.

Anche quando è italiano lo dicono chiaramente: un italiano di x anni
Qui sotto ò riportato alcune ANSA trovate velocemente con google, in cui il presunto colpevole è un italiano. E lo dicono senza problemi.
Si badi che ò scelto notizie in cui non sono coinvolti stranieri, né come complici né come vittime, giusto perché non si possa dire che ànno scritto che era italiano per differenziarlo dagli altri protagonisti della notizia.
Ci sono solo italiani, e dicono che il presunto complevole è italiano.

Perché allora si sono inventati questa balla secondo cui specificano la cittadinanza o la nazionalità solo se il presunto colpevole è straniero?
Facile, è lo stesso meccanismo della premonizione: tu pensi alla zia Ermenegilda, dopo due minuti ti suona il telefono e tu guarda, è la zia Ermenegilda! Che coincidenza! Magari glielo dici anche “ti stavo proprio pensando”. In realtà non c’è nessuna premonizione: magari pensi cinquanta volte alla zia Ermenegilda, ma visto che non succede niente te ne dimentichi. Poi una volta capita che ti telefona mentre la pensi e quell’unico caso te lo ricordi.
È un meccanismo della mente umana che tende a ricordare i casi che fanno comodo. In questo caso a sostenere la tesi di telepatia con la zia Ermenegilda. Nel caso di cui sopra si tende a ricordare le notizie in cui si specifica l’origine del presunto colpevole quando è straniero mentre non ci si ricorda di quando viene dette che è un italiano, perché la mente tende a immagazzinare solo i dati a sostengno della propria tesi.
Non è malafede, è la mente che è fatta così (succede anche nella scienza, quando fai esperimenti istintivamente tendi a ricordarti quelli che ti dànno ragione e a dimenticarti quelli che ti dànno torto, così che devi sempre prendere nota di tutto e analizzare con freddezza e onestà intellettuale tutti i dati).

Se non ci credete fate la prova partendo da oggi: quando leggerete le notizie fate caso a tutte le volte in cui viene specificato se il presunto colpevole è un italiano o uno straniero, e vedrete che lo dicono in entrambi i casi.
Così capirete che la storia del lo dicono solo se è straniero è una balla.

 

 

E’ stato scoperto e messo in fuga dal parroco, mentre tentava di rubare le offerte in chiesa, un uomo che, rintracciato poco dopo dai carabinieri, e’ stato arrestato per tentativo di furto aggravato.

Si tratta di un italiano di 45 anni.

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Si tratta di un italiano sui trent’anni, in carcere per furto da alcuni mesi

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Un maresciallo della Guardia di Finanza di 29 anni e’ morto a Milano dopo una lite avvenuta in una discoteca.
La polizia ha fermato il presunto assassino, un italiano di 27 anni.

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Si e’ imbucato alla festa di laurea di una studentessa in un noto locale di Trieste e ha fatto razzia di cappotti e borsette. Il ladro, un italiano di 27 anni, e’ stato arrestato dalla Squadra Volante della Questura di Trieste

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Il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato è stato aggredito nel pomeriggio da un ambulante, un italiano, mentre era all’interno di un bar del centro.

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Dopo un rapido scambio verbale, dall’auto è sceso l’automobilista, un italiano, che lo ha colpito al volto con un pugno.

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Un italiano di 47 anni e’ stato malmenato da tre ragazzi sui 25 anni, tutti italiani, vestiti di scuro, all’interno di un Mac Donald’s.

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Un italiano di 23 anni è stato denunciato per maltrattamento e uccisione di animali: rischia fino a tre anni di carcere.

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I due, italiani di 20 e 25 anni, hanno iniziato a litigare a distanza rinfacciandosi la scarsa qualita’ del lavoro svolto poi, si sono picchiati sotto gli occhi dei clienti

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L’ha costretta a un rapporto sessuale con violenza e minacce  […] un italiano ventunenne drogato e ubriaco

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Un italiano di 45 anni e’ stato denunciato dai carabinieri della stazione di Collegno (Torino) per violenza sessuale.

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8 Comments

  1. robinet said:

    mah, a me sembra assolutamente normale, dato che siamo in italia, non specificare la nazionalità se il presunto colpevole è italiano. lo si dà per scontato no? non scrivo la nazionalità quindi parliamo di un italiano, mentre la specifico quando parliamo di un uno straniero.

    21 Agosto 2012
  2. massi said:

    scusate, ma solo a me sembra ovvio che il fatto non riguardi le Ansa, i quotidiani o internet ma si riferisca semplicemente al mezzo piu’ invasivo: la Tv. Adesso venitemi pure a dire che i Tg Rai e Mediaset sistematicamente non focalizzano l’attenzione sulla provenienza. Da anni, per avallare una determinata scelta politica hanno, fin dalla selezione delle notizie, cercato di evidenziare come lo straniero, o meglio, l’extracomunitario fosse la categoria a delinquere maggiormente. Il problema e’ il giornalismo televisivo (salvo rare eccezioni) e nopn il giornalismo in se.

    23 Agosto 2012
  3. Ariakas81 said:

    Massi…. boh probabilmente hai ragione, il fatto che non guardo un TG Italiano dal 2005 siccome mi informo sul web o sul cartaceo (E probabilmente anche Mattia fara’ cosi’) non mi mette nella posizione migliore per parlare della TV 😉

    23 Agosto 2012
  4. un invidioso said:

    A me non sembra affatto ovvio che il fatto non riguardi internet.
    E mi viene tristezza (chiamiamola così) quando sento dire che la tv, in quanto strumento in mano ai politici, è malvagia e menzognera, mentre su internet l’informazione è libera e veritiera.

    Concordo invece sull’importanza di prendere in esame più fonti/canali/mezzi d’informazione diversi, se si vuole analizzare la questione. Certo, va da sé che quest’operazione sarebbe lunga e complessa.

    Sulla vicenda dell’indiano, io non frequento twitter, ma al tizio che diceva “un aggettivo di troppo” mi sarebbe piaciuto rispondere che a volte anche le donne italiane picchiano i mariti, eppure questo non è un buon motivo per pretendere che i giornalisti scrivano “coniuge picchia coniuge”.

    Saluti a tutti.

    23 Agosto 2012
  5. massi said:

    mi riferivo in particolare agli esempi presenti nel post. Nel documentario ci si riferisce alla Tv, poi lo si paragona con titoli tratti da quotidiani e dal web. La differenza che c’e’ tra i vari canali informativi e’ evidente e fare un confronto senza tenerne conto e’ banale e da miopi. Con questo non dico che internet sia la verita’ (anzi) ma l’informazione televisiva non credo si possa negare che il piu’ delle volte e’ semplificata, spettacolarizzata e strumentalizzata.

    24 Agosto 2012
  6. mattia said:

    Nel documentario ci si riferisce alla Tv, poi lo si paragona con titoli tratti da quotidiani e dal web.

    In realtà la riflessione (e di conseguenza il post) è nata da un tweet che avevo letto quella mattina.
    L’esempio del documentario (che invece sono andato a pescare nella memoria) potevo anche non farlo e il post veniva fuori ugualmente.
    Perché i NSDLCDS* boys si lamentano della TV tanto quanto degli articoli di giornale, trovati anche su internet.

    Tanto è vero che quel tweet da cui è partito tutto era un tweet de “La Repubblica”.
    Ripeto, de La Repubblica, non de La Padania.

    Perché non è una questione di “scelta politica” che fanno i Telegiornali nel voler dipingere lo straniero come delinquente. Anche perché se così fosse lo stesso ragionamento lo potresti fare con i giornali, su carta e su web, che ànno la stessa impostazione ideologica. Che differenza corre?
    In realtà il fatto che i NSDLCDS* boys rompano i maroni anche a Repubblica sta a dimostrare che è qualcosa che supera l’ideologia.
    È solo che degli sciroppati si sono fissati col fatto che NSDLCDS, e continuano a belare NSDLCDS. Così come una decina d’anni fa belavano che non si dice disabile e vent’anni fa che non si dice handicappato.

    Con questo non dico che internet sia la verita’ (anzi) ma l’informazione televisiva non credo si possa negare che il piu’ delle volte e’ semplificata, spettacolarizzata e strumentalizzata.

    No, scusa, stiamo parlando di giornali come Repubblica e Corriere.”semplificata, spettacolarizzata, strumentalizzata”…
    Stai parlando di quotidiani che semplificano a tal punto da non capirci niente neanche loro di quello che scrivono (vuoi l’elenco delle panzane pubblicate?).
    Stai parlando di quotidiani che alternano la galleria fotografica “Eleonora Brigliadori, topless senza età” al video del gorilla che si lecca i testicoli. Se questa non è spettacolarizzazione.
    Strumentalizzata… be’, vuoi dirmi che i giornali non ànno un’impostazione ideologica (né più né meno dei TG)? Suvvia, gli editori in italia non sono quasi mai editori puri (quindi con altri interessi da tutelare) e quelle poche cooperative editoriali che ci sono (quelle vere) sono quasi sempre ideologiche. Nelle redazioni dei giornali ci sono libroni con i marchi degli investitori di cui non si può parlare male.

    La differenza tra l’informazione TV e quella dei giornali ce la vedi solo tu.

    *(Non Si Dice La Cittadinanza Del Sospettato)

    24 Agosto 2012
  7. massi said:

    Io faccio parte dei NSDLCDS anche se a corrente alternata. Per diritto di cronaca andrebbe specificato sempre e comunque. Purtroppo, spesso l’impostazione ideologica, come giustamente detto, ha fatto si che una determinata provenienza venisse portata alla luce a scapito di tutto il resto. Vi siete gia’ dimenticati quando Roma, stando ai vari tg (giornali etc), era sotto assedio di Rom e Rumeni in genere?E ora? Gia’ scomparsi tutti?? La differenza fondamentale Tv/giornali e varie (ne accennavo nel mio primo commento) sta nella invasivita’. In un paese demograficamente anziano, con tassi di lettura da terzo mondo e una digitalizzazione ancora agli inizi, la Tv ha ancora un potere dirompente, entrando in tutte le case praticamente senza filtro e con una scelta nulla (e non mi tirate fuori la porcata del dtt!). I giornali uno se li sceglie e buona norma sarebbe il confronto tra piu’ voci.Le notizie non si limitano a un titolo strillato e a poche righe di commento. Almeno normalmente, c’e’ un approfondimento anche su piu’ fronti. Certo, vaccate ne possono dire tante anche loro. Il web non credo serva ripetere ancora liberta’,confronto,rumore,tutti dicono di tutto, immediatezza, partecipazione e via discorrendo. Per concludere ripeto il problema non e’ il giornalismo in se e i NSDLCDS (anche se in una epoca sempre piu’ interculturale non vedo proprio la necessita’ di specificare la provenienza di una persona) e’ la rilevanza che viene data a quell’elemento e la Tv con la cronaca nera (le classiche notizie da pancia) ne ha fatto sempre un elemento di vera e propria selezione delle notizie.

    24 Agosto 2012
  8. mattia said:

    I giornali uno se li sceglie

    Anche la TV uno se la sceglie: può vedere il Papa la domenica mattina su Rai 1 o le Iene, che di andare contro la Chiesa ànno fatto una religione.
    Può guardare i talk show di destra e di sinistra.
    Può guardare il TG3 o il TG4.

    C’è di tutto in TV, per qualsiasi impostazione ideologica.
    È solo che quando uno à la sindrome di accerchiamento vede solo quello che va in onda opposto alla sua visione e non si accorge del resto.
    Un esempio semplice: l’anticlericale si incazza perché vede il Papa in TV ogni domenica e si immagina che la TV italiana sia monopolizzata del Vaticano. Perché è quello che gli piace credere.
    Poi non vede che il resto della TV racconda dalla mattina alla sera che i preti sono tutti pedofili.

    E non ò nemmeno tirato qua i dtt (che non ò poi capito perché sarebbe una porcata)

    27 Agosto 2012

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