Cibo per zabette

Era un tipo riservato, non parlava mai con nessuno, aveva i capelli rossi.

Puoi anche evitare di avere un profilo fesibuc o tuitter, ma se ammazzi una dozzina di persone al cinema i giornali e le TV racconteranno tutto di te. Ci metteranno solo un po’ più di tempo: se sei su feisbuc tempo cinque minuti e la foto in cui ti metti le dita nel naso compare su tutti i giornali. Se invece non sei su feisbuc ci metteranno un paio di giorni, ma alla fine il risultato è lo stesso.

Per dire, sono andati a pescare il video di una presentazione che l’attentatore di Aurora à fatto sei anni fa. Ci hanno impiegato uno o due giorni ma è statato fuori. Il tempo di fare in modo che la persona che deteneva quel fimato se ne ricordasse. Poi lo porta a una TV e cerca di venderlo a buon prezzo (almeno, io lo venderei, mica lo darei gratis).
Passa qualche ora, invece dell’immediatezza che si à con i redattori che scandagliano i soscial netuorc. Ma i cazzi tuoi li racconteranno comunque tutti i mezzi di comunicazione.

Piccolo promemoria per i soloni dei niu midia che hanno riempito pagine di editoriali sul fatto che il tizio non avesse un profilo feisbuc. Solo una questione di tempo (e di redattori che devono alzare il culo dalla sedia e sentire un po’ di gente sul posto anziché fare tutto dalla scrivania).

La cosa che invece merita una riflessione è la rilevanza di questi contenuti.
Era un tipo riservato, e allora? Ne conosco un sacco di gente riservata, ma non per questo sono assassini.
Un mio amico è uno che saluta a malapena, e lo fa guardandosi la punta delle scarpe. Detiene anche il porto d’armi, ma non per questo è un potenziale stragista.
C’è gente estroversa e gente introversa, siamo tutti fatti in modi diversi.
Potete portarmi una perizia psichiatrica all’assassino in cui si evidenzia la propensione a gesti del genere. Quello avrebbe una rilevanza, direbbe qualcosa di fondato.
Le spettegolate delle comari secondo cui non parlava mai con nessuno non hanno alcun fondamento, è solo l’opinione di gente comune, senza competenze psichiatriche, convinte che se uno non saluta la gente deve per forza avere qualche problema (mai che si pongono il dubbio opposto: non è che se non mi saluta significa che gli sto – a ragione – sulle palle?).

Aveva i capelli rossi. Urca. Quindi è uguale al giocher.
Una volta mi si presentò in classe uno studente americano coi capelli a strisce blu e gialle. Un paio di settimane dopo li aveva tutti rossi (tra l’altro assomigliava molto al tizio della strage). Un assassino anche lui?
Mi sembra di stare nel paesino di pettegole dove è uno scandalo se uno si tinge i capelli.

Sono arrivati a trovare il video in cui faceva una presentazione di quando faceva le superiori. Era timido e nervoso. E poffarbacco! Prendi un diciottenne, dagli un microfono e fallo parlare davanti a un auditorio: il più delle volte si comporterà nella medesima – impacciata – maniera.
Mi è capitato di vedere gente adulta, ricercatori e professori, impacciati come lui quando devono fare una presentazione. Tutti assassini?

Allora uno si domanda: a cosa serve pubblicare quel video? Una volta capito che quel ragazzo è impacciato come un normale diciottenne (e che quindi la cosa è del tutto irrilevante rispetto alla strage che à fatto) cosa rimane del video? Che informazioni ci porta? Informazioni attinenti alla notizia della strage, intendo.
Nulla. Della notizia (ossia della strage) so le stesse cose che sapevo prima. Dello stragista so le stesse cose (attinenti alla strage) che so prima.
Sapere che a diciotto anni à fatto una presentazione impacciato è come sapere che aveva la mania di depilarsi le ascelle o che preferiva Martinů a Dvořák. Ci metti sopra un gigantesco embe’? e ne sai quanto prima.

Quindi ti chiedi, legittimamente, perché i giornali ci raccontano questi dettagli della sua vita? Perché dovrebbero interessarci?
Forse c’è questo atteggiamento da comari di paesino, per cui appena uno è un po’ diverso dagli altri (non saluta, se ne sta sulle sue, si pittura i capelli!!!) allora è per forza uno strano, uno con qualche problema. Mica che uno à la libertà di essere quello che vuole, deve per forza essere come comandano le comari, deve per forza essere simpatico con tutti ed estroverso.
Tuttavia, penso che il meccanismo principale sia la voglia di creare un personaggio. I mass midia ci dànno queste informazioni non perché rilevanti ai fini della notizia, ma perché vogliamo conoscere il personaggio. Lo stesso meccanismo per cui la gente si interessa a cosa fanno nella vita privata attori e cantanti. Uno dice, sono attori e cantanti, interessati dei loro film e dei loro concerti. Che te ne frega della loro vita privata? Che c’entra con i film e la musica per cui sono famosti?
E invece no, la gente è assetata di vita privata. È divetata essa stessa un prodotto a sé stante.
Quindi capisci che i giornali ci raccontano i dettagli della vita privata di questo tizio perché la gente ha voglia di vita privata, vuole farsi i cazzi degli altri, specialmente se noti.
È cibo per zabette, insomma.

9 Comments

  1. camicius said:

    che cosa sono le zabette?

    Comunque il Joker di Batman l’hanno visto con i capelli rossi solo i giornalai. Joker ha i capelli verdi, magari gialli, ma rossi no.

    L’atteggiamento da “comari del paese” secondo me è una cosa insita nel genere umano e che le grandi città tendono ad annullare, quindi si riflette in un ambiente più grande. E quindi via di youtube a manetta, di dettagli scabrosi quanto inutili della vita privata dei personaggi pubblici (tutti gli anni le stesse inutili foto dei politici in barca, al mare, o in montagna).
    Questa cosa mi è diventata noiosa.
    Forse perché io, le comari del paese le ho davvero in paese. Che sanno se esco, con chi esco e a che ora esco. E soprattutto sanno a che ora rientro, anche quando io, magari, non ne sono così sicuro…

    23 Luglio 2012
  2. Mostro34 (Pietro) said:

    no, midia nooooo
    non è inglese, è latino! (plurale di medium)

    23 Luglio 2012
  3. mattia said:

    midia è un termine latino che ci arriva dall’inglese.
    Quindi è un termine che per noi è inglese, e io lo scrivo come si pronuncia in inglese.

    Così come l'”Alumni association” di un ateneo americano è inglese anche se il termine “alumni” viene dal latino.
    Ti va solo di culo che “Alumni” in inglese lo pronunciano come lo pronunci tu e non noti la differenza.

    23 Luglio 2012
  4. fgpx78 said:

    Certo, se salta fuori che veramente preferiva Martinů a Dvořák allora qualche problema lo aveva di sicuro.

    23 Luglio 2012
  5. mattia said:

    Certo, se salta fuori che veramente preferiva Martinů a Dvořák allora qualche problema lo aveva di sicuro.

    Pensa che conosco un tizio che va matto per Martinů.

    23 Luglio 2012
  6. Lorenzo said:

    Quindi ti chiedi, legittimamente, perché i giornali ci raccontano questi dettagli della sua vita? Perché dovrebbero interessarci?

    Purtroppo è andata male che il tizio non fosse un cultore di musica metal e che non avesse videogiochi in casa. Altrimenti avrebbero dato la colpa a quello e avrebbero chiuso la questione^^

    23 Luglio 2012
  7. mattia said:

    In realtà l’articolo fa un discorso più articolato.
    Prima dice che il termine, come scrivevo sopra, arriva all’italiano dall’inglese. Quindi è un termi inglese, non latino.

    Dopodiché illustra la pronuncia secondo alcuni dizionari:
    – Sabatini Coletti, inglese
    – GRADIT, entrambe
    – GDLI, non specificato
    – DOP (che viene definito strumento principe per la pronuncia), inglese

    Poi pone la questione principale:

    Quale pronuncia è, dunque, la più corretta? I termini arrivano in italiano, sì, dal latino, ma attraverso la mediazione di altre lingue. La pronuncia “all’inglese” è quindi più aderente alla lingua dalla quale i termini, con questi particolari significati, provengono in italiano

    Quindi propendono per l’inglese.
    Anche perché dei dizionati citati solo il GRADIT riporta la pronuncia latina.

    Solo che poi scrivono:

    d’altro canto, la matrice latina di entrambe le espressioni è innegabile.

    E quindi? Perché riprendono il discorso dell’origine latina?
    Abbiamo già visto che sì è di origine latina ma è il termine è importato dall’inglese, quindi si pronuncia all’inglese. Perché ritornare sui proprio passi?

    E continuano.

    Nessuna delle due pronunce, quindi, è definibile errata:

    “quindi” rispetto a cosa? Rispetto al fatto che l’origine è latina?
    Ma se prima aveva già detto che I termini arrivano in italiano, sì, dal latino, ma attraverso la mediazione di altre lingue. La pronuncia “all’inglese” è quindi più aderente alla lingua dalla quale i termini, con questi particolari significati, provengono in italiano.
    Perché quella motivazione che prima era stata “smontata” spiegando che i termini provengono dall’inglese adesso torna buona per rifilarci anche la pronuncia latina?

    La risposta si trova nelle righe successive:

    del resto, se la pronuncia “alla latina” è già registrata nel GRADIT (che, come si è già accennato in precedenza, è un dizionario non normativo ma descrittivo, ed mira quindi a documentare, nella maniera più aggiornata possibile, la lingua dell’uso reale), vuol dire che essa è stabilmente usata da un gran numero di parlanti.

    Tradotto in lingua corrente: l’italia è un paese pieno di cagacazzi latinisti che vedono il latino ovunque, anche dietro l’inglese. Non rassegnati all’idea che “media” è inglese e non latino si sono intestarditi nel belare che è latino (che nella loro zucca vuota per qualche strano motivo è più nobile dell’inglese).
    Così, a furia di ripetere questa stupidaggine della pronuncia latina di un termine inglese sono persino riusciti a far inserire la pronuncia latina in un dizionario; quello che, volendo “documentare la lingua reale”, probabilmente uscirebbe con una versione scritta con le “k” al posto di “ch” (dopotutto se danno retta a bimbiminkia latinisti perché non dar retta a bimbiminkia modello base?).
    Finendo nel dizionario questa boiata viene nobilitata fino al punto da consentire all’accademia della crusca di fare un articolo cerchiobottista.

    L’unico motivo per cui la lettura latina viene considerata accettabile è perché “è stabilmente usata da un gran numero di parlanti”. E fanculo alle motivazioni linguistiche.

    Poi mi piacerebbe sapere, da coloro che propendono per la pronuncia latina, come pronunciano “mass” quando dicono “mass media”.
    C’è di che divertirsi.

    24 Luglio 2012

Comments are closed.