… potrei già essere giapponese.

L’appetito vien studiando. Appetito d’apprendere, ovvio.

L’apprendimento del giapponese procede speditamente. Nonostante il poco tempo a disposizione riesco a studiare regolarmente.
L’ultima volta che ne avevo parlato fu lo scorso Novembre, quando mi esaltai per essere riusci a mantenere una conversazione da party per 25 minuti.

Da allora è passato metà anno e il mio giapponese è sensibilmente migliorato. Lo scorso sabato abbiamo fatto un barbechiù nel mio gruppo di ricerca. E sono stato tutta sera a parlare in giapponese (la birra aiuta). Facendo anche dell’ironia. Sì, ecco, ora sono arrivato al livello ironia. Sono capace di fare le battutine, tipo che se uno studente se ne va dal laboratorio già alle 18 sono capace di dirgli ecco, gli studenti del giorno d’oggi che non fanno niente!

Durante la riunione settimanale non capisco la parte giapponese (ci provo, ma mi arrendo dopo tre frasi). Però il commentino pungente, nel caso, ogni tanto mi esce.
Insomma, non sono più al livello in cui so dire: ciao, mi chiamo Mattia, faccio questo di mestiere, ho studiato in questa università, i miei hobby sono questi, mi piace questo cibo…
Riesco già a fare discorsi più complessi, che vanno oltre le frasi di circostanza. So esprimere quello che penso.
[e sono capace di andare dalla polizia a fare la denuncia di furto della mia bicicletta parlando tutto il tempo in giapponese]
Provo ad autovalutarmi, basandomi sul quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue.

Penso di aver abbandonato il livello A2 da un bel pezzo

A2

Riesco ad usare una serie di espressioni e frasi per descrivere con parole semplici la mia famiglia ed altre persone, le mie condizioni di vita, la carriera scolastica e il mio lavoro attuale o il più recente.

Dovrei essere in pieno nel B1

B1

Riesco a descrivere, collegando semplici espressioni, esperienze ed avvenimenti, i miei sogni, le mie speranze e le mie ambizioni. Riesco a motivare e spiegare brevemente opinioni e progetti. Riesco a narrare una storia e la trama di un libro o di un film e a descrivere le mie impressioni.

Poi ovviamente voi avete letto il titolo e avete pensato che sono un esaltato. Sì, ok, sei capace di parlicchiare giapponese, ma da qui a dire che potresti essere giapponese devi ancora mangiarne di polenta. Hai voglia a impararlo bene  il giapponese.

Avete perfettamente ragione.
Sono solo alla fine del primo volume di みんあの日本語, devo ancora così studiare (tra l’altro, qui parlate tutti giapponese benissimo che potete spandermi addosso quintali di vola basso, cicco).

Ma non sono io a dire che potrei avere il passaporto giapponese. Sì, il passaporto giapponese.
Cosa ridete?

Andate a leggervi la proposta di legge di Sarubbi sullo cittadinanza.

L’acquisizione della cittadinanza italiana […] è condizionata alla verifica della reale integrazione linguistica e sociale dello straniero nel territorio della Repubblica, riscontrata:

a) da una conoscenza della lingua italiana parlata equivalente al livello A2, di cui al quadro comune europeo di riferimento delle lingue, approvato dal Consiglio d’Europa;

Secondo Sarubbi per diventare italiani basta un A2. Io ho già il B1, mi merito il passaporto giapponese di diritto.
Anzi, sono già offeso che zio Akihito non mi abbia ancora invitato al suo castello per darmi un cinque alto e conferirmi la cittadinanza giapponese.
Oh, lo dice Sarubbi che basta un A2.

Ah, già che ci siamo, faccio un’ulteriore domanda a Sarubbi. Diventando cittadino italiano una persona può candidarsi al parlamento. Basta essere cittadini italiani, nulla di più.
Ora, un tizio che parla italiano a livello A2 secondo lei è capace di capire un dibattito parlamentare? È capace di leggere e capire gli atti che vota?
E no, non mi può dire che tanto non si candida. Una volta che è cittadino italiano può candidarsi, e può essere eletto. È disposto a far entrare in parlamento una persona che parla italiano a livello A2?

Ma ovviamente non risponderà neanche questa volta.

16 Comments

  1. mamoru said:

    Ma va la che sei bravissimo in jp 🙂

    2 Giugno 2012
  2. mattia said:

    Be’, ma noi non ci siamo mai incontrati. Per quello che leggi qua potrei anche essere un millantatore

    2 Giugno 2012
  3. disma said:

    chissà perché usano tutti tutti tutti minna no nihongo (ok forse proprio perchè si chiama così…). Credo siano miliardari gli autori di quel libro.

    2 Giugno 2012
  4. Bea said:

    Sì, tutti tranne a Cà Foscari (ai miei tempi). E non si capisce perchè, visto che non è male. O almeno, è di sicuro meglio dei testi che ho usato io all’inizio.

    Comunque secondo me Sarubbi si è sbagliato e pensava che A1 fosse il livello massimo. Dai ci sta, leggi A, poi leggi 1, penseresti mai che è il livello più basso? XD

    2 Giugno 2012
  5. jed said:

    Ma perchè siete tutti così fissati con la cittadinanza?
    Dopo decenni in terra straniera mi sento ancora uno straniero e nessuna intenzione di prendere la cittadinanza, e credo che sarà così anche per i miei figli: saranno sempre considerati italiani.

    2 Giugno 2012
  6. mattia said:

    jed,

    per chiarezza, sei italiano in [paese estero dell’email], corretto?

    2 Giugno 2012
  7. mattia said:

    Ma perchè siete tutti così fissati con la cittadinanza?

    Comunque, io sono “fissato” perché non voglio che vengano approvate leggi demenziali, ma leggi sensate. Penso sia un mio diritto di cittadino.

    2 Giugno 2012
  8. mattia said:

    Comunque secondo me Sarubbi si è sbagliato e pensava che A1 fosse il livello massimo. Dai ci sta, leggi A, poi leggi 1, penseresti mai che è il livello più basso? XD

    Sai che chi ho pensato anch’io. Ma poi no, non possono aver fatto una vaccata del genere.

    2 Giugno 2012
  9. mattia said:

    chissà perché usano tutti tutti tutti minna no nihongo (ok forse proprio perchè si chiama così…). Credo siano miliardari gli autori di quel libro.

    A me non piace. Anzi, mi fa proprio cagare. Grazie al cielo il mio insegnante è uno in gamba che si adatta alle mi esigenze e ha capito che non mi piace. Lo seguiamo sì, ma solo come riferimento. In realtà l’insegnamente avviene principalmente da lui. Il libro è solo un pretesto, una traccia. E l’ho citato solo per spiegare a che punto sono.

    Dicevo, il libro è fatto male, e secondo me riflette le pecce del metodo didattico giapponese. O meglio, è fatto probabilmente bene per il modo d’imparare che hanno i giapponesi, ma non per la forma mentale europea.
    Il tutto IMHO.

    2 Giugno 2012
  10. clessidravuota said:

    “È disposto a far entrare in parlamento una persona che parla italiano a livello A2?”

    Un certo Antonio…

    2 Giugno 2012
  11. Bau said:

    Colgo l’ occasione per farle una domanda che mi perseguita da secoli. Ma i giapponesi dicono le parolaccie? Gli americani, gli europei praticamente ne inseriscono una a ogni frase. E i giappi? Le dicono? Come le vedono? Ti secca rispondere a questa piccola curiosità?

    3 Giugno 2012
  12. mattia said:

    Un certo Antonio…

    Per quanto sia analfabeta è sempre un tocco sopra l’A2.

    Ma i giapponesi dicono le parolaccie? Gli americani, gli europei praticamente ne inseriscono una a ogni frase. E i giappi? Le dicono? Come le vedono?

    Le dicono. Solo che lo fanno in contesti molto, molto, informali (tipo all’izakaya). Difficilmente li sentirai dire parolacce al lavoro, per esempio.

    3 Giugno 2012
  13. mamoru said:

    I giapponesi che io sappia non hanno mica un minimo livello della lingua giapponese per la naturalizzazione, va tutto a discrezione loro caso per caso.

    C’era questo sito (nato come un blog di naturalizzati che spiegavano come fare) che ne parlava:

    http://www.turning-japanese.info/2010/07/faq-do-you-have-to-speak-perfect.html

    E francamente la cosa mi pare abbastanza strampalata, nel senso che potrebbe essere piu’ facile naturalizzarsi che prendere la residenza permanente nel caso non si sia sposati con un cittadino giapponese…
    ha una sua logica, ma a quel punto non capisco cosa la mettano a fare la residenza permanente per i non sposati.

    3 Giugno 2012
  14. Turz said:

    Una persona che si impegna come Mattia in un anno e mezzo dovrebbe esserci arrivata tranquillamente al B1 (anche di una lingua “diversa” come il giapponese).

    Che si possa diventare cittadini di un paese senza conoscerne una delle lingue ufficiali almeno a livello C1 per me è una stronzata.
    Non per capire i dibattiti parlamentari, di quelli se ne può anche fare a meno.
    Però per poter capire tutte le pratiche burocratiche (cosa che spesso è richiesta anche ai non-cittadini, tra l’altro), per poter testimoniare a un processo, per poter capire le indicazioni della protezione civile in caso di emergenza, per poter fare qualunque tipo di lavoro in cui si parla o si scrive ad altri “connazionali”, insomma per vivere in un posto in modo uguale identico a chi in quel posto c’è sempre vissuto, beh per quello bisogna sapere la lingua. E saperla bene.

    P.S.: In Svezia puoi anche non sapere nulla di svedese per diventare cittadino.

    4 Giugno 2012
  15. mattia said:

    Non per capire i dibattiti parlamentari, di quelli se ne può anche fare a meno.

    Non se, in qualità di cittadino, viene eletto in Parlamento.

    4 Giugno 2012
  16. Turz said:

    Non se, in qualità di cittadino, viene eletto in Parlamento.

    Per dormire o per giocare non serve capire i dibattiti parlamentari 🙂

    4 Giugno 2012

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