Ah, comunque…

Ieri mi è stato chiesto perché, se tolgo la password al wifi cosa succede di male?

 

Palmo di mano in faccia.

Piesse: mi piacerebbe fare un bel giretto dalle parti di Modena e Bologna per vedere, anche tra qualche mese, quante reti wifi saranno ancora sprotette.
Un salto indietro nel tempo, a quel periodo prima che…. no, non prima che la gente capisse che la rete wifi andava protetta, prima che gli access point venissero forniti con una procedura d’installazione che ti faceva mettere la password.

 

13 Comments

  1. kiakim said:

    cosa succede di male!!?!?!?!??!?!?

    ussignur……

    ps: il controllo tra un mesetto vengo a farlo pure io!!!!!! ^_^

    30 Maggio 2012
  2. camicius said:

    La mia rete a Vezza è aperta per scelta.

    Non ho vicini sufficientemente vicini per sniffarmi stabile la connessione, vuoi che la volta che ho provato a mettere la cifratura in qualche angolo remoto della casa il segnale non prendeva più bene, la cosa è rimasta così.

    Le password dei pc sono ragionevolmente forti, tutto è protetto da autenticazione.

    Certo che se la cosa non è voluta, ma dimenticata, un po’ diverso…

    30 Maggio 2012
  3. mattia said:

    Be’, certo, se sei un latifondista con ettari di terreno che circondano la propria magione… 🙂

    E se fai anche il sistemista di mestiere, magari te lo puoi permettere.

    30 Maggio 2012
  4. gian said:

    Mi domando come fanno all’estero quando lasciano la rete libera, oppure mettono delle credenziali generiche e note pubblicamente…
    Saranno tutti pazzi?
    Eppure dovresti saperlo visto che sei sempre in giro per il mondo e quasi sicuramente ti sarà capitato…

    30 Maggio 2012
  5. mattia said:

    Saranno tutti pazzi?

    Deboluccia come difesa.
    Siccome lo fanno tutti allora non può essere sbagliato.
    Come se fosse impossibile che una massa enorme di persone faccia stupidaggini.

    Se vuoi dimostrarmi che non c’è niente di male a lasciare una rete wifi libera spiegami il perché, non aggrapparti a queste fallaci argomentazioni.
    [e magari metti la tua rete wifi libera e pubblica il tuo indirizzo, tanto cosa vuoi che sia…]

    Dopodiché, proprio perché vivo all’estero e viaggio molto ti posso dire che nei posti dove vivo, dove ho vissuto e che ho visitato, ormai non si trova una rete senza protezione a pagarla oro.

    A Fukuoka non c’è modo di trovare una connessione wifi aperta.

    Le uniche reti wifi aperte che ho trovato sono state quelle di cortesia di aeroporti, ristoranti o bar. Rischio d’impresa.

    La storiella secondo cui all’estero* lasciano la rete libera è, appunto, una storiella.

    *Tra l’altro, dire “all’estero” non vuol dire nulla. Come se il mondo fosse completamente uniforme fuori dall’italia (e speculare all’italia). Tipico di chi parla per sentito dire…

    30 Maggio 2012
  6. shevathas said:

    Saranno tutti pazzi?

    in realtà la rete non è mai libera.
    O ti chiedono di autenticarti in qualche modo; ad esempio la prima volta che accedi devi inserire un numero di cellulare al quale verrà inviata la password per accedere. E dal numero di cellulare sei identificabile.
    Oppure vieni chiuso in un walled garden. In un comune della mia zona la rete e libera ma se non chiedi le credenziali di accesso puoi solamente navigare all’interno del sito del comune.

    30 Maggio 2012
  7. gian said:

    Io non so dove hai girato tu, ma nel mio ultimo giro statunitense ho potuto collegarmi tranquillamente senza dover fornire alcuna autenticazione. Parlo di 6 mesi fa….
    non dappertutto certo, ma in molti posti.
    Idem non ho avuto problemi a Parigi 2 mesi prima.
    io i rischi li conosco, ma conosco anche come vengono fatte le indagini: il basare il tutto solo attraverso l’AP utilizzato per una eventuale frode è un po’ pochino.
    In ogni caso mi sapresti dire dove ho detto che tutti all’estero fanno così?

    30 Maggio 2012
  8. mattia said:

    in realtà la rete non è mai libera.

    Delle volte capita che sia proprio libera.
    A Narita devi registrarti ma puoi anche scrivere che ti chiamo Donald Duck.
    In alcuni bar mi è capitato fosse proprio libera, senza nemmeno registrarsi.
    Ma sono casi molto rari.

    Io non so dove hai girato tu

    Vediamo… New York, Boston, Philadelphia, Washington DC, Colorado Springs, San Francisco, Los Angeles, Sacramento, Scottsdale…
    Solo per restare agli Stati Uniti e alle città maggiori.
    Reti wifi libere rarissime.

    io i rischi li conosco, ma conosco anche come vengono fatte le indagini: il basare il tutto solo attraverso l’AP utilizzato per una eventuale frode è un po’ pochino.

    Già, ma intanto vengono a casa tua all’alba a fare la perquisizione, è tuo il computer che sequestrano, sei tu che dovrai pagare spese legali…
    Poi magari dopo qualche anno, con l’aiuto di un buon avvocato, sarai anche capace di dimostrare che non sei stato tu a mettere in circolo delle foto pedopornografiche, ma il vicino di casa o un tizio che passava di lì in macchina. Nel frattempo però te la gratti tu.
    Te lo ripeto, togli ogni protezione alla tua rete wifi subito.
    L’hai fatto?

    30 Maggio 2012
  9. max said:

    Che poi metti che uno é un´ignorantazzo come me in fatto di protezione pc, ma nonostante ció lo usa per spistolare con l´internet banking e robe cosí, e lascia aperte tutte quelle robe misteriosissime sul condividere file con altri computer on-line…giusto per aiutare le persone in caso di emergenza.
    Se proprio si pensa ad una rete wifi emergenziale allora fate mettere -dal comune- un ruter bello grosso sulla Ghirlandina. Poi dopo un mese andiamo a vedere quanti hanno usato la connessione per chiamate d´emergenza.

    30 Maggio 2012
  10. Turz said:

    Palmo di mano in faccia.

    Come sei autarchico 🙂
    Io avrei risparmiato caratteri dicendo facepalm.

    se tolgo la password al wifi

    La passuord al uaifai, vorrai dire 😀

    Ecco, poi le tue battaglie si infrangono su una parola come access point. Che fai, scrivi acses point o lasci che la gente pronunci àcciess point?

    P.S.: Sul contenuto del post hai ovviamente ragione.

    30 Maggio 2012
  11. mattia said:

    Ecco, poi le tue battaglie si infrangono su una parola come access point.

    Pensa, sono talmente autarchico che di solito in famiglia uso la traduzione adottata da mio papà “il cornuto”.

    Sempre meglio che quei cechi che lo chiamano “antena”

    30 Maggio 2012
  12. camicius said:

    Be’, certo, se sei un latifondista con ettari di terreno che circondano la propria magione…
    Beh, latifondista e magione sono parole un po’ grosse, ma quando hai una casa vecchiotta con muri spessi, e un giardino, grandicello ma non enorme è sufficiente.

    E se fai anche il sistemista di mestiere, magari te lo puoi permettere.
    Infatti.

    31 Maggio 2012
  13. camicius said:

    il basare il tutto solo attraverso l’AP utilizzato per una eventuale frode è un po’ pochino.
    Per avere la vita rovinata basta essere curato della parrocchia sbagliata la momento sbagliato.
    Anche se poi la giustizia ti assolve (e con formula piena, e con i 3 gradi di giudizio), sei marchiato per sempre.
    Perché all’avviso di garanzia vai sulle prime pagine di tutti i giornali e magari ci fanno anche una puntata di Porta a Porta, ma quando ti assolvono è già buono un trafiletto in 13esima pagina del giornale locale…

    31 Maggio 2012

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