Rito romano sucks

Dico, che senso ha leggere il vangelo della passione alla domenica delle palme? Che senso ha?!?

19 Comments

  1. ZioPippo said:

    Sinceramente, il rito ambrosiano è molto più demenziale come scelta di letture, tempi e persino formulazioni letterarie. Io son d’accordo al 100% con il cardinale Biffi http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1341968 nella sua tagliente analisi 😀

    1 Aprile 2012
  2. alessio said:

    E’ evidente che tu hai grosse lacune sul significato della Settimana Santa! :-/

    1 Aprile 2012
  3. Diego said:

    Ambrosiano rulez 🙂

    1 Aprile 2012
  4. Paolo said:

    Me lo sono sempre chiesto anch’io. 🙂

    1 Aprile 2012
  5. mattia said:

    Sinceramente, il rito ambrosiano è molto più demenziale come scelta di letture

    Non hai risposto alla domanda: che senso ha leggere il vangelo della passione alla domenica delle palme?

    nella sua tagliente analisi

    Forse bisognerebbe spiegare ai vescovi che la Chiesa rischiede le dimissioni per sopraggiunti limiti d’età mica per sfizio. E ai cardinali che la Chiesa non li fa più votare per il Papa dopo gli ottant’anni mica per dispetto. Ecco, bisognerebbe spiegare loro che a una certa età possono anche ritirarsi a dire il rosario con i vecchi dell’ospizio.

    2 Aprile 2012
  6. Ziopippo said:

    Te lo spiegherò quando tu mi spiegherai che senso ha la frase “In quel tempo.” con il punto finale, e PERCHE’ è importante usare quell’incipit rispetto a quanto si fa nel rito romano :D:D:D

    2 Aprile 2012
  7. mattia said:

    Te lo spiegherò quando tu mi spiegherai

    Classico atteggiamento da fuffaro.
    Dovrebbe essere addirittura nel credo del fuffaro, se non ricordo male.

    2 Aprile 2012
  8. Ziopippo said:

    Si chiama “Domenica delle palme E passione del Signore”, ed è “da sempre” (dal medioevo? da prima? comunque da parecchio tempo) così, la lettura della passione viene fatta in due occasioni, la domenica e il venerdì santo perchè è un testo estremamente importante (e pure lungo) per un cristiano. Il concetto della resurrezione senza la passione non avrebbe ovviamente lo stesso significato, leggerla nella stessa domenica delle palme serve a dare alla settimana la giusta chiave di lettura, una chiave di sofferenza che magari dalla parte “delle palme” traspare meno.

    2 Aprile 2012
  9. mattia said:

    è “da sempre” (dal medioevo? da prima? comunque da parecchio tempo) così

    Ricapitolando: il rito ambrosiano secondo Biffi (e secondo te che lo appoggi al 100%) non va bene perché va a ripescare arcaismi.
    Poi però mi dici che la domenica delle palme è un mesedozzo della domenica delle palme e della passione perché “è così da parecchio tempo”.
    Quindi gli arcaismi nel rito ambrosiano non vanno bene, mentre nel rito romano sì, anzi servono proprio come giustificazione per quello che si fa.
    Bizzarro.
    Oppure no, il problema è che il rito ambrosiano va a ripescare vecchie tradizioni e le riporta in vita, mentre il rito romano non le ha mai interrotte. Quindi il problema è non interrompere mai le tradizioni, tipo che se cambi idea per un trentennio va tutto a balengo e quella tradizione non va più bene, anzi è un’aberrazione andare a ripescarla.
    Quindi mi raccomando, mai interrompere una tradizione, nemmeno per qualche lustro, altrimenti non puoi più dire “è così perché si fa così dal medioevo o comunque da molto tempo”.

    Si chiama “Domenica delle palme E passione del Signore”,

    E non hai detto niente. Hai solo spostato il problema al nome della domenica.
    Sì, è un mesedozzo. Ma non è che puoi dire “è giusto così perché si chiama Domenica del mesedozzo”. Stai solo dicendo che il nome certifica che la sostanza. Ma il mesedozzo è ancora lì.

    la lettura della passione viene fatta in due occasioni, la domenica e il venerdì santo perchè è un testo estremamente importante (e pure lungo)

    Quindi, essendo lungo lo facciamo due volte?
    Al massimo dovrebbe essere il contrario.

    Il concetto della resurrezione senza la passione non avrebbe ovviamente lo stesso significato

    CdF, 30.
    Nessuno qui ha detto che che il concetto di resurrezione non debba essere accompagnato dalla passione.
    O mi hai forse sentito dire che si dovrebbe fare solo Pasqua senza Venerdì santo?
    Io chiedo soo di fare le cose in ordine invece di fare mesedozzi senza senso.
    Uno si fa tutta la settimana santa e fa tutto, fidati, fa proprio tutto, passo passo.

    O forse stai dicendo: “eh, siccome poi uno durante la settimana santa non c’ha la voglia di andare in chiesa il giovedì e il venerdì sera passa direttamente dalla domenica delle palme alla domenica di pasqua senza passare dalla passione, quindi gli ricordiamo la passione la domenica prima mica che poi si dimentica che il Signore è anche morto mentre lui il venerdì sera era a casa a guardare il bellissimi di rete 4”.
    Perché se è così mi arrendo: felici voi di fare i mesedozzi per accontentare quelli che non c’hanno la voglia di fare i riti della settimana santa come si deve, cosa vi devo dire?

    2 Aprile 2012
  10. Ziopippo said:

    Facciamo così, tu per una domenica all’anno ti ascolti un vangelo che non c’entra con la cronologia liturgica che ti piace, e io per tutte le domeniche dell’anno faccio finta di non sentire quel “.” dopo “in quel tempo”

    2 Aprile 2012
  11. mattia said:

    Non riesci proprio a uscirne senza ricorrere a quella fallacia?

    3 Aprile 2012
  12. Alessio said:

    Te lo spiego io Mattia, ma mettiti comodo! 😉
    La domenica delle Palme avviene qualcosa di insolito che non è simile alle altre, appunto perché intervengono tantissime persone, anche fra quelle che normalmente disertano la Messa domenicale e tutte sono animate da un insolito entusiasmo che rende l’idea della gioia e della serenità di spirito.
    Celebriamo infatti l’esultanza per l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, condividendo quella che era la sua gloria di Signore, accreditato per mezzo di segni e di miracoli.
    Questo ingesso trionfale non segna tuttavia l’arrivo ma la partenza. E non prevede la sola esultanza e la gioia, ma anche il martirio e la passione. Prima di entrare a Gerusalemme, Gesù aveva predetto quale sarebbe stato il suo destino e aveva accentuato la consapevolezza che esso doveva riguardare soprattutto la morte di croce. Il suo è un destino di esultanza e di gloria, seguito dall’amara esperienza del dolore, dell’umiliazione e della morte di croce. E così momenti di gioia e di esaltazione si trasformano presto in frustrazioni, angoscia, pianto, paura e solitudine per poi assumere l’aspetto infame del flagello, della corona di spine, degli scherni e degli spintoni sotto il peso della croce sorretta sulle spalle fino al Golgota, e finalmente dei chiodi lancinanti della croce.
    Celebrare il passaggio dall’esultanza, alla passione fino alla morte di Gesù è quindi per noi cristiani un appuntamento liturgico irrinunciabile, ma accompagnare Gesù in questo penoso percorso è indispensabile nell’itinerario della nostra vita, nella quale rleviamo tutti i giorni che il male e il bene sgomiteranno come antagonisti a ritmo altalenante fino alla fine dei tempi e il dolore si alterna alla gioia anche a proposito delle continue vicende del vissuto di casa nostra. Sono comune esperienza per tutti sia le sconfitte che le vittorie, sia il dolore che la gioia, l’esultanza e il trionfo come l’umiliazione e la demoralizzazione e del resto ciascuna di queste tappe va considerata nella sua importanza e legittimità. Della nostra vita va valorizzato sia il bello che il cattivo tempo, occorre assumere la prova e il dolore fino in fondo e se dovessimo ottenere sempre, comunqque e in ogni caso successo e benessere ciò sarebbe lo stesso che soffrire in eterno.
    La vittoria si gusta solo dopo la fatica, il successo è conseguenza di lotte e di fallimenti anche inaspettati, il trionfo è conseguente alle ferite e solo dopo aver rimarginato queste è possibile cantar vittoria in pieno gaudio. Analogamente, ogni traguardo conseguito non può non esserci di sprone a guardare retrospettivamente quanto si è sofferto per conseguirlo, affinché possiamo concepire che la gloria non piove dal cielo e non viene data a nessuno se non dopo ostili tappe necessarie.
    L’ingresso di Gesù a Gerusalemme ci invita perciò a considerare sia la croce che la resurrezione nel loro insieme e se siamo orientati alla gloria definitiva e alla Risurrezione, ciò non toglie che la speranza e la perseveranza si fondano sullo stesso patibolo vissuto dal Cristo. Siamo quindi spronati alla fiducia, alla perseveranza e alla costanza nella prova e alla fuga da ogni tentazione a desistere.
    Il senso del vangelo è quello di fare una richiesta a noi fedeli di accompagnare con fede e devozione il nostro Salvatore nel suo ingresso nella città santa, e chiedere la grazia di seguirlo fino alla croce, per essere partecipi della sua risurrezione e ci aiuta ad entrare più responsabilmente nel mistero della redenzione del genere umano.
    E’ proprio infatti con l’inizio della Settimana Santa, che anche noi siamo chiamati a metterci al seguito del Cristo, in questi suoi giorni di passione, morte e risurrezione. Non dobbiamo essere tra coloro che attendono solo la risurrezione, ma che sanno vivere anche la passione, con dignità e responsabilità.
    Insomma,il cristiano (ma non solo) che segue Gesù nel racconto, nel contesto della celebrazione liturgica, è condotto a percorrere lo stesso itinerario dalla morte alla vita, dalla passione alla gloria. I due aspetti insieme della morte e della vita, della passione e della gloria, formano la Pasqua di Gesù, ma formano anche la nostra Pasqua, la Pasqua di tutti noi credenti. E’ per questo che si legge tutta la passione,per farci entrare nel Mistero di tutti noi, fatto di gioia e festa prima,di sofferenze poi e, infine, di gloria eterna! Altrimenti la Settimana Santa non avrebbe senso di esitere

    3 Aprile 2012
  13. mattia said:

    Alessio, cosa hai aggiunto?

    Riporto quello che ho già scritto:

    Nessuno qui ha detto che che il concetto di resurrezione non debba essere accompagnato dalla passione.
    O mi hai forse sentito dire che si dovrebbe fare solo Pasqua senza Venerdì santo?
    Io chiedo soo di fare le cose in ordine invece di fare mesedozzi senza senso.
    Uno si fa tutta la settimana santa e fa tutto, fidati, fa proprio tutto, passo passo.

    Lo ripeto ancora: la necessità di fare tutti i passaggi della settimana santa, passione compresa, è OVVIA.
    Quello che contesto è il mesedozzo che si fa mischiando la domenica delle palme con la passione.

    Anche perché altrimenti io ti faccio un trattato teologico spiegandoti che il natale non ha senso senza la pasqua e ti dico che devi leggere il vangelo della resurrezione alla messa di mezzanotte.
    Oppure ti spiego che l’immacolata non avrebbe senzo senza natale che non avrebbe senzo senza pasqua che però va vissuta insieme alla passione e quindi ti dico di legge il vangelo della passione all’immacolata.

    Così difficile capire che il problema è il “fare le cose al momento opportuno”?

    Alla fine l’unica cosa che la giustifica è, ancora una volta, che la gente salta la settimana santa e va in chiesa solo la domenica delle palme e a pasqua.
    Lo dici anche tu:

    La domenica delle Palme avviene qualcosa di insolito che non è simile alle altre, appunto perché intervengono tantissime persone, anche fra quelle che normalmente disertano la Messa domenicale

    Quindi cerchi di rifilare loro qualcosa di importante anche se è al momento sbagliato, perché altrimenti non lo riceverebbero.
    Tutta qui la logica?

    3 Aprile 2012
  14. Alessio said:

    Mattia, sinceramente stavolta non capisco come fai a non comprendere!Ti ripeto quello che ho scritto nel mio primo commento: hai grosse lacune sul significato della Settimana Santa!Possibile che nessun parroco ti abbia mai spiegato l’importanza di tale settimana? :-/
    La Settimana Santa per un cristiano deve essere un memoriale di quello che ha sofferto Gesù in quei giorni! la Domenica delle palme introduce noi fedeli a vivere in questa settimana in “MODO PIENO” il Mistero pasquale e nel Mistero pasquale convivono, tutti insieme, i 3 sentimenti: della GIOIA,della PASSIONE e della GLORIA! Serve un disegnino? 😉

    3 Aprile 2012
  15. Alessio said:

    Errata corrige: di quello che ha vissuto Gesù, non solo di quello che ha sofferto!

    3 Aprile 2012
  16. mattia said:

    nessun parroco ti abbia mai spiegato l’importanza di tale settimana? :-/

    Ti ho mai detto che ho respirato anche l’aria del seminario? E secondo te non so qual è il significato della settimana santa? Suvvia.

    Continui a contestarmi qualcosa che non ho mai sostenuto.
    Te lo ripeto ancora: non sto dicendo che la passione non debba essere celebrata nella settimana santa. Ripeto: non sto dicendo che la passione non debba essere celebrata nella settimana santa.
    Te lo devo dire ancora una volta: non sto dicendo che la passione non debba essere celebrata nella settimana santa.
    Ora, dimmi dove avrei detto che non si deve celebrare la passione nella settimana santa. Prego.

    Io sto dicendo che va celebrata al punto giusto, senza fare miscugli insensati. Ogni cosa al suo posto e tutte le cose in ordine. Altrimenti faremmo tutto insieme in un giorno unico anziché usare una settimana intera per celebrare tutti gli elementi.

    4 Aprile 2012
  17. Alessio said:

    ci rinuncio! Vado a zappare la neve col forcone…. 🙁 alla prossima Mattia. P.S. Comunque sempre Presidente del Consiglio ti vorrei! 🙂

    4 Aprile 2012
  18. mattia said:

    Perbacco! Non pensare di cavartela così!
    Ripeto la richiesta

    Ora, dimmi dove avrei detto che non si deve celebrare la passione nella settimana santa. Prego.

    4 Aprile 2012
  19. Ziopippo said:

    Probabilmente il “senso” di leggerla anche alla domenica delle palme è per fare si che durante TUTTA la settimana uno si porti dietro questo pensiero della passione, del resto siamo ancora in quaresima anche dopo la domenica della palme.

    Detto questo, anche se fosse messa li solo perchè “poi il venerdì santo non tutti ci vanno a messa”, beh non ci vedo nietne di male, la Chiesa deve sforzarsi di mandare il suo messaggio a più persone possibile, anche a quelli che vanno a messa solo la domenica, anche a quelli che vanno solo a pasqua e a natale. Non c’è niente di male, e sinceramente ha un po’ scocciato l’atteggiamento “fondamentalista” di chi dice “se non vai il venerdì sono cacchi tuoi”, voglio dire, il messaggio di Gesù era un tantinello diverso, del tipo amore e perdono e vado a cena coi publicani ecc 😀

    4 Aprile 2012

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