Banconote giapponesi contraffatte

E’ una delle cose a cui ormai sono abituato ma che all’inizio mi avevano stupito molto. E probabilmente al mio ritorno in Europa subirò lo scioc inverso.
Quando sono arrivato in Giappone mi stupii che nessuno alla cassa dei negozi controllava i soldi. Li contano, ma non verificano se sono autentici o falsi.
Non mi è mai (mai!) successo che in un negozio il cassiere passasse le banconote sotto quei fantasiosi congegni che identificano le banconote contraffatte.
E parlo di banconote da 10 mila yen (circa 100 euro), che qui è la banconota standard, anche perché in giapponese si raggruppano i numeri a blocchi da 10 mila, che si dice man. Quindi 200 mila si dice 20 man, per esempio. La banconota da 10 mila yen la percepisci come simbolica: è il man. E al bancomat ti escono banconote da 10 mila, perché è la banconota base.
A parte questo, 10 mila yen sono 100 euro, mica roba da poco. Eppure non li controllano mai.

Dopo un po’ ho assorbito i modi di fare dei giapponesi e tutti i loro mille riguardi. E ho capito che probabilmente se un cassiere si mettesse a controllare le banconote il cliente si offenderebbe: ma come? mi sta considerando un malfattore che spaccia banconote false? Ma come si permette!

E a questo punto i casi sono due.
La prima possibilità è che i negozi accettino il rischio di ricevere banconote false come un costo d’impresa, e lo spalmino sui prezzi dei prodotti facendo così pagare a tutti i clienti, anche a quelli onesti, la perdita dovuta alle banconote false. Loro salvano la faccia col cliente senza fare quelli che non si fidano e controllano le banconote, e intanto fanno pagare questo costo alla clientela. Che a quel punto sarebbe molto più furba se fosse meno snob e accettasse di farsi controllare i soldi in cambio di prezzi più bassi.

Oppure le banconote false in circolazione sono poche. La cosa però mi suona strana: in un paese dove usano tutti il contante è mai possibile che nessuno abbia fiutato l’idea di smerciare banconote false?
L’altro giorno ero lì che giocavo con una lampada UV e per curiosità mi sono messo a guardare le banconote giapponesi per vedere come reagivano.
Questi sono il fronte e il retro di una banconota da 10 mila yen (sì, le foto fanno cagare, lo so)

Così a occhio a uno verrebbe da dire che non c’è proprio niente di UV.
Almeno, a me viene da dire così perché sono abituato alle banconote ceche. Queste ad esempio sono le banconote da 1000 e 500 corone ceche all’UV.
Notate che le parti UV le noterebbe anche un cieco.
E oltre a quello ci sono quei simpatici pelucchi UV random nella banconota.

Poi vabbe’, nel portafogli avevo poc’altro, giusto un 20 euro che ha i ponti in UV ma le foto sono venute male.

E quindi all’inizio pensavo che le banconote giapponesi non usassero l’UV come misura contro la contraffazione.
Poi ho guardato meglio e mi sono accorto che le parti in UV c’erano, ma molto deboli, in alcuni dettagli (confermati qui)

Tolto il simbolino rotondo che in effetti si nota abbastanza bene, tutti gli altri dettagli UV sono molto deboli. Devi starci proprio molto attento per notarli. Per capirci, un barista di una discoteca farà molta fatica a vederli mentre prende i soldi al volo e nel frattempo prepara due bevande.
Tuttavia, benché siano molto deboli, sono estremamente precisi. Non sono le spataffiate di UV delle banconote ceche; nel biglietto da 10 mila yen i dettagli UV sono disegnati seguendo le righe finissime del disegno. Non so se dalle foto di nota, ma guardate per esempio la terza foto dall’alto: è impressionante come le linee UV siano meticolosamente disegnate sulla banconota.

E allora mi viene il sospetto che lo scopo della misura anti contraffazione non sia quello di consentire al negoziante di identificare la banconota falsa al volo. Penso sia più che altro finalizzata a consentire alla banca centrale di fare perizie accurate su banconote sospette visto che in un laboratorio attrezzato diventa facile notare questi dettagli molto precisi.

Ah, poi ho scoperto a quel link su sopra che esiste la banconota da 2000 yen: l’ha mai vista qualcuno?

Per finire, ho anche scoperto che a Tokyo c’è il museo della valuta. Se fossi a Tokyo ci andrei (anche perché l’ingresso è gratuito). Qualcuno c’è mai stato?

8 Comments

  1. mamoru said:

    Interessante il passaggio sulle vending machines:

    Behind the decision to create new notes was growing concern over counterfeiting. Due to the proliferation of home-use scanners, high-precision printers, and other such technologies, forging money is now easier than ever before. Between January and August 2004, authorities in Japan reportedly discovered more than 15,000 counterfeit notes. What is more, many of the bogus notes were not even that well crafted, and they could be determined as fakes by the untrained human eye. More importantly to their forgers, however, this counterfeit money was capable of fooling machines that sort and identify cash.

    The new notes contain holograms that reveal patterns of cherry blossoms, the denomination amounts, and the Bank of Japan’s insignia, depending what angle the holograms are viewed at. Another feature is the “latent pearl pattern,” which appears to make the colors of numerals and writing on the notes change when the notes are tilted in different directions. The third innovation is a watermark bar pattern.

    The use of the latent pearl pattern is unique to the new Japanese notes. American dollar notes use none of these technologies, while Euro notes incorporate holograms and watermark bar patterns. Thanks to the use of all three of these technologies, vending and other machines that handle cash can identify and verify the new notes with much greater accuracy than before.

    10 Marzo 2012
  2. disma said:

    la banconota da 2k non l’ho davvero mai vista, forse è caduta in disuso piano piano? Tipo in Italia se non ricordo male stava succedendo con i 200 euro… che volevano ritirarli, ma forse era un altro taglio… boh.
    Pensa che roprio 10 min fa prima di rientrare ho comprato una roba da 100 yen con una banconota da 10k e la soddisfazione che non me lacontrollino, seppur straniero è enorme. Mi immagino il cassiere in Italia che vende una roba da un euro a uno straniero e questi gliela paga con 100 euro. I casi sono due 1) la controlla 2) incula sul resto 😀

    10 Marzo 2012
  3. Bea said:

    Io! Io! 😀
    Le banconote da 2000 yen le ho viste più di una volta. Un paio di volte quando lavoravo al ristorante e una volta ce le avevo proprio io nel portafogli.
    Sono gialle e si dice che portino sfortuna. In ogni caso appena uno ce le ha non vede l’ora di disfarsene…ma non mi ricordo il motivo.

    10 Marzo 2012
  4. mattia said:

    Le voglio io le banconote da 2000! Chi se ne frega della sfiga!

    @Disma
    Va’ al museo della valuta e facci un report!

    11 Marzo 2012
  5. Paolo (広島人) said:

    ne ho una sola…Mattia, ne avessi due te ne darei una volentieri.

    11 Marzo 2012
  6. Una mia amica aveva un negozio di famiglia con licenza di tabaccheria: a loro non serviva lo scanner, erano allenati a riconoscere le banconote false con il tatto.

    11 Marzo 2012
  7. Turz said:

    E al bancomat ti escono banconote da 10 mila, perché è la banconota base.

    Invece in Cina (dove sono stato di recente) al bancomat è possibile avere solo banconote da 100 yuan, ovvero circa 12 euro. Né più grosse, né più piccole.

    E i tassisti spesso protestano quando gli dai una banconota da 100, perché non hanno il resto.

    12 Marzo 2012
  8. Turz said:

    E i tassisti spesso protestano quando gli dai una banconota da 100, perché non hanno il resto.

    O perché non sono sicuri di potersi fidare che non sia falsa. 12 euro sono troppi per potersi permettere il rischio di accettare banconote false.

    12 Marzo 2012

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