Lascia stare Kafka, va’ là

Avete tutto il diritto di dirmi che sono maniacale e monotematico, ma l’ultima sullo ius soli ve la devo segnalare, perché questa notizia sta facendo il giro dei giornali accumulando dettagli assurdi ad ogni passaggio.

La notizia originale, a quanto ho capito, parte da questo articolo della Gazzetta di Modena.

Dice che due ragazzi di origine bosniaca, Andrea e Senad S., di 23 e 24 anni, sono rinchiusi in un CIE perché dopo un controllo è stato scoperto che erano in italia da irregolari.
Cosa c’è di strano direte voi? E’ che essi sono nati e cresciuti in italia. Ed erano in regola fino a quando i genitori hanno perso il lavoro e quindi il permesso di soggiorno. A quel punto sono diventati irregolari, dipendendo dai loro genitori.
Ora però che sono al CIE non possono essere espulsi… perché non sono nemmeno cittadini bosniaci. I loro genitori infatti non li hanno registrati all’ambasciata bosniaca e quindi oltre a non avere la cittadinanza italiana non hanno nemmeno quella bosianca. Perciò sono in attesa di espulsione ma non si sa verso dove, visto che non hanno un paese. Quindi… boh.

Situazione paradossale, che viene definita kafkiana. In realtà non ha niente a che vedere col processo di Kafka in cui il protagonista veniva accusato di cose che non sapeva nemmeno che fossero.
Qui le colpe sono chiarissime.

La Gazzetta di Modena scrive

È come se non esistessero. E il loro assurdo status giuridico che li priva di qualsiasi elementare diritto civile .- che non si nega neppure all’ultimo dei reietti – è dovuto al mancato riconoscimento del cosiddetto “ius soli”.

Balle.
Qui lo ius soli non c’entra nulla.
Hanno 23 e 24 anni, hanno quindi superato da tempo i 18 anni. Dicono che sono nati e cresciuti in italia.
Ma allora potevano chiedere la cittadinanza italiana al compimento dei 18 anni d’età.

art. 4 comma 2 della legge 91/1992

Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data.

In questo articolo c’è scritto che i genitori hanno perso il permesso di soggiorno nel 2007, cinque anni fa, quando i ragazzi avevano 18 e 19 anni. Quindi hanno vissuto legalmente in italia fino ai 18 anni e avrebbero potuto chiedere la cittadinanza italiana. Ora sarebbero italiani e non starebbero al CIE.
Perché allora non l’hanno chiesta. Se ne sono dimenticati? Colpa loro.
La legge ha dato loro l’opportunità di ottenere la cittadinanza italiana, se non l’hanno sfruttata è colpa loro, mica è colpa dello stato.

Adesso non si sa dove espellerli perché non hanno un paese. Bravi, e di chi è la colpa se i genitori non li hanno registrati all’ambasciata bosniaca?
E’ colpa del mio salumiere? E’ colpa di Ginu dela Bazuna? E’ Colpa dei Gesuiti?
O forse è colpa dei loro genitori?
Ecco, se sono finiti in quella situazione è colpa dei loro genitori. Punto.
Se non ti attieni a quello che prevede la legge poi non puoi lamentarti perché ti trovi in giro senza un passaporto.
Bravi, non rispettano i doveri che le leggi impongono loro e poi si sentono anche in diritto di lamentarsi.

Qui non c’è niente di kafkiano. Gli errori sono chiari e i responsabili pure.
E in nessuno dei casi la colpa è della legge italiana.

Piesse: la cosa però fa riflettere. Questi hanno vissuto quasi un quarto di secolo in italia senza avere una cittadinanza.
Tanto per far capire quanto sia difficile vivere in italia da straniero.
Quando dovevano iscriversi a scuola cosa facevano? Non hanno mai chiesto loro un passaporto? Cosa gli davano?
Questi devono segnarsi con un gomito: io all’estero senza un passaporto non potrei svolgere mezza pratica, dal comprare una scheda SIM a firmare un contratto d’affitto.
E questi hanno vissuto 23 e 24 anni senza passaporto.

10 Comments

  1. wcg said:

    no mi dispiace ma non è colpa loro: perché tra le richeste per la cittadinanza richiedono di avere in reddito minimo ai genitori ( se hanno in permesso di soggiorno x ricongiungimento familiare) o a loro se lavorano.
    x il discorso dell’iscrizione invece per scuole medie e superiori non chiedono documenti..ma solo all’universita

    9 Marzo 2012
  2. kiakim said:

    @wcg..
    quindi loro sapevano di essere irregolari fin dalla loro maggiore età ed hanno vissuto per tutti questi anni in un tranquillo e sereno limbo???
    E poi ora fanno gli arrabbiati e colpevolizzano lo stato???

    9 Marzo 2012
  3. mattia said:

    no mi dispiace ma non è colpa loro: perché tra le richeste per la cittadinanza richiedono di avere in reddito minimo ai genitori ( se hanno in permesso di soggiorno x ricongiungimento familiare) o a loro se lavorano.

    Il reddito è richiesto solo se si chiede la cittadinanza per art. 9, ossia per residenza in italia da 10 anni.
    Ma questi ragazzi sono nati in italia e ci hanno vissuto fino 18 anni, e allora ricadono nell’art. 4 non nell’art. 9.
    Situazione completamente diversa. E basta leggere gli articoli: l’art. 9 dice che la cittadinanza “può essere concessa” a chi vive da 10 anni in italia. Significa che il Ministero può non concederla anche se ci sono tutti i requisiti, a suo piacimento.
    Mentre uno nato in italia che vive in italia fino ai 18 anni rientra nell’art. 4 secondo cui “diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana”. Quindi fa tutto da solo, è un suo diritto diventare italiano. Deve solo alzare il ditino dai 18 ai 19 anni e dire “voglio diventare italiano”. E diventa italiano automaticamente. Infatti non fa un’istanza per ottenere la cittadinanza, ma una “dichiarazione di volontà” in cui dice di avvalersi del diritto di diventare italiano. Il ministero non deve valutare quanto si è integrato in italia, ma si deve limitare a prendere atto del fatto che egli vuole diventare italiano.
    Perciò l’unica cosa che egli deve provare, e che il Ministero deve verificare, è che ci siano gli unici due requisiti richiesti: essere nati in italia e avere vissuto in italia continuativamente. E infatti l’art. 3 del DPR 572/1993 dice che in questo caso bisogna presentare solo l’atto di nascita e la documentazione relativa alla residenza.

    9 Marzo 2012
  4. mattia said:

    quindi loro sapevano di essere irregolari fin dalla loro maggiore età

    Secondo me pensavano di essere cittadini bosniaci e magari giravano anche con la carta d’identità italiana con scritto sopra “cittadinanza bosniaca”, e solo quando sono finiti al CIE hanno scoperto di non avere la cittadinanza bosniaca perché i genitori non li hanno registrati all’ambascciata.
    Però la cosa fa riflettere: se non avevano un passaporto bosniaco (e visto che la CI italiana per stranieri non vale per l’espatrio) significa che non hanno mai lasciato l’italia in 23 e 24 anni di vita. Mah…

    9 Marzo 2012
  5. Lorenzo said:

    Forse la faccio troppo facile, ma se non sono cittadini bosniaci, né sono cittadini italiani, non possono semplicemente fare richiesta al ministero per essere dichiarati apolidi?
    Intanto sospendono la procedura di espulsione per qualche anno (che ad arrivare a sentenza figurati quanto ci mettono).

    9 Marzo 2012
  6. mamoru said:

    Tecnicamente apolidi qualora in Bosnia i Hercegovina non riconosca i due?

    son curioso e, nel contempo, affascinato dalla cosa.

    9 Marzo 2012
  7. mattia said:

    Magari stanno semplicemente cercando di sollevare il polverone a livello mediatico affinché qualche politico faccia pressioni e gli diano la cittadinanza italiana.

    10 Marzo 2012
  8. S said:

    su questo fatto, in effetti, ti do ragione. avevano tutto il tempo di richiedere la nazionalità italiana.

    10 Marzo 2012
  9. mamoru said:

    Si certo, ma torna sempre il dubbio sul perche’ siano arrivati a trovarsi illegali quando c’era modo e tempo e per regolarizzarsi al 100%…

    11 Marzo 2012
  10. Turz said:

    Fermo restando che non è per il fatto di essere nati in Italia, ma di esserci cresciuti, c’è qualche motivo valido per cui ora non possano più chiedere la cittadinanza italiana?

    12 Marzo 2012

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