Come si diceva una volta?

Ricapitolando.
Nella vasta schiera di complottisti ci sono anche i birthers, quelli che hanno chiesto di invalidare l’elezione di Obama asserendo che non fosse un natural born citizen, requisito necessario per essere eletti alla Presidenza degli Stati Uniti Americani.
Il tutto si basava sul fatto che alla nascita di Obama (1961) le Hawaii – dove è nato – non fossero ancora uno stato degli U.S. of A.
Se così fosse sarebbe nato all’estero.
Ma se è nato all’estero bisogna guardare la cittadinanza dei genitori: se sono entrambi cittadini statunitensi, ok.
Ma Obama aveva solo la mamma statunitense.
E allora, dicono, non è cittadino statunitense in quanto il figlio di un solo cittadino statunitense, se nato all’estero, acquisisce la cittadinanza statunitense per ius sanguinis solo se il genitore ha vissuto 10 anni negli Stati Uniti e di questi 10 almeno 5 dopo il compimento dei 14 anni. Nel caso di Obama, la madre è nata il 29 Novembre del 1942, perciò avrebbe compiuto i 19 anni (necessari per dire di aver vissuto 5 anni in U.S. of A. dopo i 14 anni d’età) il 29 Novembre 1961 ; tuttavia un filo prima (4 Agosto 1961) nasce il figlio.  In realtà i birthers dicono che i 5 anni partono dal 16 compleanno e non dal quattordicesimo. Ma non è ho trovato fonti su questo.
In realtà la cosa conta poco perché poi tutto il castello di supposizioni viene a cadere in quanto in realtà le Hawaii erano già uno stato degli U.S. of A. e quindi Obama non è nato all’estero, ha la cittadinanza statunitense dalla nascita e buona notte al secchio.

Lo scorso anno Obama ha tirato fuori il certificato di nascita accontentando questi complottisti (in realtà anche no, perché continuano a menarla, ma vabbe’).
Qualcuno l’ha anche criticado, dicendo che lo staff presidenziale mica deve correre dietro a ogni mentecatto che si inventa bufale. Li si ignora e via (e non riesco a trovarci molto torto).
Ad ogni modo, il certificato è diventato famoso e lo staff di Obama ha avuto l’idea di farci delle tazze con l’immagine del certificato di nascita, per raggranellare qualche soldo utile alla campagna elettorale e per ridersela dei complottisti.

Bene, tutta questa introduzione perché stamattina mi alzo e vedo questo post di Civati. Lo riporto qui sotto, perché temo che possa sparire alla svelta.

C’è la tazza col certificato di nascita di Obama e sotto questa frase sibillina:

Una domanda: fosse nato in Italia, sarebbe cittadino italiano?

Civati è infatti uno dei sostenitori della stupidaggine che passa sotto il nome di ius soli. Come negli U.S. of A., lì sì che sono bravi che hanno lo ius soli e dànno la cittadinanza al figlio negretto di immigrati perché è nato sul territorio alle Hawaii.

Alla domanda di Civati rispondo io: sì, sarebbe italiano, perché figlio di un genitore italiano.

Se negli U.S. of A. fosse in vigore la stessa legge sulla cittadinanza italiana Obama sarebbe cittadino statunitense dalla nascita perché figlio di madre statunitense. E non importerebbe dove è nato, non importerebbe se il genitore statunitense è uno solo, non importerebbe se i genitori sono spostati, non importerebbe da quanto vivono negli U.S. of A. o quanti anni hanno.
Come figlio di cittadina statunitense sarebbe cittadino statunitense dalla nascita, e i birthers non avrebbero neanche avuto modo di aprire bocca dal principio. Non esisterebbero nemmeno i birthers.
Lo ius soli per Obama entra in gioco solo come trucchetto per scavallare quell’accroccio demenziale della fu legge sulla cittadinanza statunitense per cui il figlio di un cittadino  U.S. of A, nato negli U.S. of A., che ha vissuto sempre negli U.S. of A., non era cittadino U.S. of A. se per sbaglio nasceva all’estero e il genitore non aveva ancora compiuto i 19 anni. Quindi se il genitore aveva meno di 19 anni dovevi dire alla madre gravida di non fare la gita domenicale in Canada perché altrimenti se il figlio fosse nato per sbaglio in Canada non sarebbe stato cittadino statunitense.
Obama non è figlio di immigrati, è figlio di una cittadina americana. Quindi il suo ius soli c’entra con la questione dei figli di immigrati come la 味噌汁 ad 朝ごはん (cioè, sì te la servono ma una persona con un briciolo di buon senso non la mangerebbe mai alle 7 del mattino).

E dirò di più, al mio caro Civati:  fosse anche stato figlio di immigrati arrivati in italia Obama avrebbe avuto il diritto di essere eletto presidente della Repubblica italiana anche ricevendo la cittadinanza per naturalizzazione e non alla nascita. Negli Stati Uniti Americani no. Per capirci, il mio ex-studente statunitense nato in Russia e figlio di cittadini russi che si trasferirono a New York quando egli aveva 3 anni, non potrà mai essere eletto presidente degli U.S. of A., perché la cittadinanza statunitense l’ha ottenuta per naturalizzazione. Non vede la Russia da vent’anni, si dichiara madrelingua inglese e il russo lo parla a stento (con la morosa anch’ella figlia di immigrati russi) parla inglese anziché russo), è cittadino statunitense ma non potrà mai essere eletto presidente del suo stato. In italia questo non sarebbe possibile. Se i genitori si fossero traferiti a Modena e quel ragazzo fosse ora naturalizzato italiano anziché statunitense potrebbe essere eletto al Quirinale senza alcun problema. In italia può succedere che un cittadino romeno, per esempio, riceva la cittadinanza italiana dopo 4 anni di residenza e il giorno successivo venga eletto al Quirinale.
Tu pensa che legge cattiva con gli stranieri.

In definitiva:

1. lo ius soli di Obama non c’entra una discreta mazza con lo ius soli che vogliono approvare in italia perché Obama è figlio di un genitore statunitense e non figlio di stranieri;
2. la risposta alla domanda di Civati è “sì, perché la legge italiana sulla cittadinanza non è così demenziale come quella statunitense“;
3. la legge italiana è così accogliente verso gli stranieri che – a differenza che negli U.S. of A. – in italia anche un naturalizzato può diventare presidente della Repubblica.

Sommando i tre punti esce un discreto Epic Fail del volto nuovo del PD (e se questo è il volto nuovo figuriamoci quello vecchio…).

Piesse: però Epic Fail non mi piace, dovremmo usare un altro termine… anche gaffe stona…. preferisco qualcosa di più autarchico… vediamo, come si diceva una volta in queste situazioni, prima dell’internet… ah, ecco,  figura di m…

18 Comments

  1. arisio said:

    Allora, visto che Modena e’ stata tirata in ballo entro a gamba tesa: sono di Modena, mia moglie e’ giapponese, mia figlia e’ cittadina dalla nascita di entrambi gli stati almeno fino ai 21 anni; gira con due passaporti che le evitano le foto e impronte digitali a Narita e la eventuale richiesta del permesso di soggiorno al rientro in Italia e si’, un giorno sara’ Presidente della Repubblica…….^_^

    A.

    3 Marzo 2012
  2. mattia said:

    almeno fino ai 21 anni

    ma anche dopo…
    … basta usare il trucchetto (che usano TUTTI) di dire alle autorità giapponesi che opta per la cittadinanza giapponese senza rinunciare a quella italiana (all’italia non devi dire niente, perché fosse per l’italia potrebbe tenere entrambe).
    Visto che non devi fornire una prova che hai rinunciato alla cittadinanza italiana basta far finta di rinunciare a quella italiana ma poi non farlo davvero.
    Sempre che entro i suoi 21 anni non cambino la legge e chiedano un qualche modulo che certifichi la sua non-cittadinanza italiana.

    3 Marzo 2012
  3. Luca said:

    Io talvolta mi chiedo perchè non si inventino delle motivazioni migliori ad avvalorare lo ius soli. Che ne so, il tema del lavoro. Qualche giro di parole sul fatto che uno straniero trova più difficilmente lavoro per la sua condizione,sui curriculum in regola con la privacy come gli USA, qualche altra ciancia e siamo apposto.
    E’ una stronzata come le altre, e mi scuso per l’esempio: a scrivere idiozie non ci riesco.
    Però è meglio di molte altre che ho letto sui giornali.

    … Ehi, potrei fare il giornalista anche io!

    3 Marzo 2012
  4. Ormazad said:

    Ti intigni
    facciamo due esempi a caso.
    Mario Balotelli:sempre vissuto in Italia parla bresciano stretto e fa il bullo come uno di Bari vecchia .L’11 Agosto 2008 NON è italiano
    La figlia di Arisio : (invento of course) mai stata in giappone , non parla una parola di giapponese , odia sushi e sakè . A 20 anni è giapponese .

    Secondo me sono due situazioni sbagliate .

    3 Marzo 2012
  5. mattia said:

    Ancora con ‘sta storia. E che due palle!
    Non ci arrivi proprio, vero?

    3 Marzo 2012
  6. Mauriziosat said:

    SI CERTO ……immaginate un po cosa succede all’Italia se da domani diamo la cittadinanza a tutti i nati sul suolo patrio da cittadini stranieri ….
    .
    l’Italia sarebbe letteralmente invasa da partorienti di ogni paese sottosviluppato .
    .
    Negli USA …..la legge dello jus soli è abbinata ad una politica dell’immigrazione estremamente restrittiva .
    e malgrado sparino sui messicani che tentano di attraversare il confine sono comunque nei guai …
    provate un po a cercare lavoro nella terra di OBAMA con un visto turistico .
    vi ritroverete tempo zero in un bel carcere …..in attesa di una espulsione a calci nel popò

    3 Marzo 2012
  7. camicius said:

    L’11 Agosto 2008 NON è italiano
    E allora?
    Lo ha potuto chiedere dal 12 agosto 2008 al 12 agosto 2009, se si sentiva italiano. Altrimenti no.
    Qual è il problema?
    La soluzione è l’integrazione, l’eliminazione del razzismo e dell’intolleranza, e il miglioramento della burocrazia, oggi di una lentezza intollerabile.

    A Brescia c’è il Freccia Rossa, un centro commerciale frequentato da molti adolescenti “alla Balotelli”, ovvero neri come il carbone e con un accento bresciano da far invidia a un manovale valtrumplino.
    Commento sotto la venue foursquare “che schifo: non sembra di essere in Italia”. Cambierebbe qualcosa se questi avessero il passaporto italiano? No.

    Quindi lo ius soli non risolve i problemi dei migranti né quelli della seconda generazione.

    3 Marzo 2012
  8. Giorgio Carzaniga said:

    Guarda che Obama rischiava di non diventare presidente perché non era nato sul suolo americano. E quindi l’analogia è molto vaga, ma tu sbagli a contestare civati su questo. Mi sa che è il tuo un epic fail…

    3 Marzo 2012
  9. Giorgio Carzaniga said:

    Ah,le Hawaii sono stato americano dal 1959, due anni prima che vi nascesse Obama. Quindi secondo epic fail del Butta. Saluti.

    3 Marzo 2012
  10. Mauro said:

    Comunque… hai commesso un paio di imprecisioni 🙂

    Cito:
    “Il tutto si basava sul fatto che alla nascita di Obama (1961) le Hawaii – dove è nato – non fossero ancora uno stato degli U.S. of A.
    Se così fosse sarebbe nato all’estero.”

    Allora le Hawaii sono diventate il 50° stato degli USA nel 1959, quindi 2 anni prima della nascita di Obama.
    E oltretutto le Hawaii sono territorio degli USA dal 1896, quindi tutti coloro ivi nati a partire dal 1896 sono nati negli USA e non all’estero.

    Saluti,

    Mauro.

    3 Marzo 2012
  11. mattia said:

    @Mauriziosat
    l’italia sarebbe letteralmente invasa da partorienti di ogni paese sottosviluppato

    a onor del vero no, propongono di dare la cittadinanza ai figli di chi è residente in italia, non di chi ci passa “per caso al nono mese di gravidanza”.
    Solo che hanno un concetto un po’ bizzarro dell’essere residente “stanziale”.
    A seconda della proposta di legge il requisito è la residenza in italia da 1 o 5 anni.
    Che uno sia stanziale se risiede in un paese da 1 anno è una barzelletta di suo.
    Sui 5 anni la cosa diventa poi interessante perché contemporaneamente voglio abbassare a 5 anni anche il requisito per diventare cittadini.
    Ma se dopo 5 anni puoi diventare cittadino italiano non ti serve più lo ius soli per i tuoi figli, perché da cittadino puoi passargli la cittadinanza per ius sanguinis.
    Quindi serve solo a coloro che nonostante siano in italia da 5 anni non possono ottenere la cittadinanza italiana da passare ai figli, come… vediamo… ah ecco, coloro a cui la cittadinanza viene negata per precedenti penali.
    Evviva.

    4 Marzo 2012
  12. mattia said:

    @Giorgio

    l’analogia non è molto vaga, non c’entra proprio niente.
    In italia il problema non si sarebbe nemmeno posto perché tutti i cittadini, anche i naturalizzati, possono essere eletti presidente della repubblica.
    E ipotizzando anche che in italia ci fosse un tale criterio, Obama non avrebbe avuto qual problema perché figlio di una cittadina quindi anch’egli cittadino per ius sanguinis.
    Una persona per diventare presidente U.S. of A. non deve essere nato sul territorio americano (come spesso si dice), deve essere “natural born citizen”, che secondo l’interpretazione comunemente accettata significa “cittadino alla nascita” o perché figlio di cittadini americani o perché nato sul territorio americano.
    Se anche Obama fosse nato all’estero avrebbe potuto fare il presidente ugualmente se avesse ricevuto la cittadinanza dalla madre per ius sanguinis.
    Quindi non è che “rischiava di non diventare presidente perché non era nato sul suolo americano”. Rischiava di non diventare presidente perché sua madre era troppo giovane per passargli la cittadinanza per ius sanguinis.
    Allora hanno aggirato l’ostacolo con lo ius soli.
    Dimmi tu cosa c’entra con lo ius soli dei figli degli immigrati.
    Prendo in prestito da civato il risponditore automatico: nulla.

    Dici tu stesso che l’analogia è molto vaga, poi però aggiungi che sbaglio a contestare civati.
    Perché sbaglio? C’è una lista di argomenti in cui spiego perché è l’analogia non c’entra niente. Se ritieni che sbaglio devi spiegare il perché.

    4 Marzo 2012
  13. mattia said:

    @Giorgio

    L’epic fail è dei birthers.
    Se avessi letto il post senza saltare le righe dispari ti saresti accorto che stavo riassumendo la bizzarra teoria di questi complottisti.
    Non era difficile.
    Scrivo:

    Il tutto si basava sul fatto che alla nascita di Obama (1961) le Hawaii – dove è nato – non fossero ancora uno stato degli U.S. of A.
    Se così fosse sarebbe nato all’estero.

    Hai notato quel “se così fosse”?
    Non ti suggerisce niente?
    Va bene, andiamo avanti.
    Descrivo tutte le seghe mentali dei birthers e poi scrivo.

    tutto il castello di supposizioni viene a cadere in quanto in realtà le Hawaii erano già uno stato degli U.S. of A. e quindi Obama non è nato all’estero ha la cittadinanza statunitense dalla nascita e buona notte al secchio.

    Chiaro adesso? Devo sottolinearlo con un altro colore o va bene così?
    Prima descrivo la teoria dei complottisti e poi la sbufalo dicendo che le Hawaii era già uno stato degli U.S. of A.
    Sto quindi descrivendo l’epic fail dei birthers, non il mio.
    La prossima volta cercherò di usare uno stile testuale più semplice, promesso.

    4 Marzo 2012
  14. Turz said:

    Lo ha potuto chiedere dal 12 agosto 2008 al 12 agosto 2009, se si sentiva italiano. Altrimenti no.

    Cioè Balotelli non avrebbe potuto chiedere la cittadinanza per naturalizzazione dopo il 12 agosto 2009? Mi sembra strano.

    5 Marzo 2012
  15. mattia said:

    Ad ogni modo, chi se ne frega della cittadinanza di balotelli…
    Non aveva la cittadinanza italiana? Embe’? Questo non gli ha impedito di tirare calci a un pallone e farsi addirittura pagare per farlo nell’inter.
    Qual è il problema? che ha dovuto aspettare qualche mese per giocare in nazionale? Come se il mondo crollasse se non entra in nazionale a 17 anni.
    E anche se non potesse giocare in nazionale, ci mettiamo un bel chissenefrega comunque. Le leggi non si cambiano per far vincere la nazionale di pallone.
    Altrimenti facciamo scrivere le leggi da Aldo Biscardi e Bruno Pizzul e buona notte al secchio.

    5 Marzo 2012
  16. Ormazad said:

    Evidentemente ci sono tanti modi per non arrivarci 🙂
    Balotelli è ovviamente un esempio scelto perché è famoso .
    Suo cuggino che non gioca nell’Inter a 17 anni non può prendere un ryanair per Londra o Parigi perché sulla carta d’identità c’è scritto “non valida per l’espatrio” . Corre qualche rischio di espulsione se ha problemi con la giustizia . Sei tu che vivi all’estero da una vita . Mai nessun problema a Praga che con un cestovni pas avresti risolto più facilmente ??

    6 Marzo 2012
  17. mattia said:

    Balotelli è ovviamente un esempio scelto perché è famoso.

    E quindi? Chi se ne frega se è famoso.

    Suo cuggino che non gioca nell’Inter a 17 anni non può prendere un ryanair per Londra o Parigi perché sulla carta d’identità c’è scritto “non valida per l’espatrio”

    Questa è bella.
    Guarda che quando vai in un paese lo fai sempre con un documento d’identità del paese di cui sei cittadino.
    Guarda che l’italia fa già tanto a darti la carta d’identità italiana per gli usi in italia. In Repubblica Ceca non esiste proprio che a uno straniero, UE o non EU, diano la carta d’identità ceca. La carta d’identità la danno solo ai cittadini cechi.
    Agli stranieri danno un fogliettino di carta da allegare al passaporto o un libricino stile passaporto se hai la residenza permanente. E in ogni caso non sono documenti con cui espatriare (anzi, il libricino dei residenti permanenti non puoi neanche portarlo fuori dalla Repubblica a dire il vero).
    Lo stesso per il Giappone, dove allo straniero residente danno l’ “alien registration card”.
    In italia invece danno la carta d’identità a tutti, anche agli stranieri non U.E., come quella per gli italiani. Tu pensa, l’italia discrimina così tanto gli stranieri che dà loro la stessa carta d’identità che dà ai suoi cittadini per gli usi interni.
    E tu riesci a trovare un motivo per lamentarti anche di quello. Sei un troll fantastico.

    Sei tu che vivi all’estero da una vita . Mai nessun problema a Praga che con un cestovni pas avresti risolto più facilmente ??

    L’ho scritto più di una volta, ma lo ripeto ancora. Dopo passo in modalità DNFTT.
    Sì, come straniero ho avuto dei problemi. Dal rodne cislo che ci hanno messo mesi e mesi a darmi, alle code fatte davanti all’ufficio immigrati della poliza facendo a botte per un posto.
    Ma in nessun caso ho chiesto la cittadinanza per risolvere questi problemi. Se l’ufficio immigrazione era inefficiente ho chiesto che venisse migliorato, se il rodne cislo mi arrivava dopo sei mesi chiedevo che mi arrivasse dopo due settimane.
    Magari un giorno farò domanda di cittadinanza ceca, ma solo nel momento in cui mi sentirò ceco, non certo per risparmiarmi una cosa all’ufficio immigrazione.

    Nel contempo, mi sono trovato agenzie immobiliari che in Giappone non mi hanno affittato casa “perché straniero”.
    Tu pensi che con un passaporto giapponese in tasca mi avrebbero affittato la casa? No, per loro rimarrò sempre un “muso bianco” anche con la cittadinanza giapponese.
    E per gli stranieri in italia idem con patate.

    7 Marzo 2012

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