Donare il sangue in Giappone

Si avvicina la fine dell’anno e finisce il sangue. Sembra proprio che da queste parti alla fine dell’anno ci sia carenza di sangue, un po’ come da noi d’estate quando la gente va in ferie.
Perciò è stato lanciato un appello per trovare nuovi donatori.
E mi sa che sono davvero a corto di sangue perché ieri la Croce Rossa ha mandato uno di questi pullman attrezzati per raccogliere le donazioni di sangue qui al campus dell’Università.

L’appello per trovare donatori di sangue è stato rimbalzato anche nei network frequentati da stranieri in Giappone.

Sì, anche gli stranieri sono ben accetti come donatori di sangue!
Già, come no.

Sono andato a vedere le regole che applicano per selezionare i donatori. Sostanzialmente, se sei europeo non puoi donare. Punto.
A causa della mucca pazza infatti hanno praticamente bannato l’intera Europa.
Dal sito della Croce Rossa giapponese, non può donare chi è stato (evidenziazioni mie):

– nel Regno Unito per un totale di 30 giorni dal 1980 al 1996 o 6 mesi dal 1997 al 2004;

– in Irlanda, italia, Olanda, Arabia Saudita, Spagna, Germania, Francia, Svizzera, Belgio e Portogallo per 6 mesi tra il 1980 e il 2004;

-in Svizzera per 6 mesi dal 1980 al 2004;

– in Austria, Grecia, Svezia, Danimarca, Finlandia, Lussemburgo per 5 anni tra il 1980 e il 2004.

– in Albania, Andorra, Croazia, San Marino, Slovacchia, Slovenia, Serbia, Rep. Ceca, Vaticano, Ungheria, Bulgaria, Polonia, Bosna Erzegovina, Macedonia, Malta, Monaco, Montenegro, Norvegia, Lichtenstein e Romania per 5 anni dal 1980 a oggi;

Praticamente per nostri amici giapponesi gli europei sono tutti portatori di sangue infetto.
Da quanto mi ricordo io, in italia la limitazione dovuta alla mucca pazza riguarda solo chi ha soggiornato nel Regno Unito per più di sei mesi in quel periodo.
Gli altri paesi Europei, per quanto affetti dalla malattia non sono interessati dalla restrizione. Anche perché, guardando un po’ di numeri, scopri che i casi di mucca pazza in Gran Bretagna sono stati 183.841, in Irlanda 1.353 ma poi nel resto d’Europa i casi sono stati davvero sporadici. In italia 138, in Germania 312, in Belgio 133, senza contare paesi come la Grecia con un solo caso.
E per quel singolo caso un Greco (che ha vissuto molto probabilmente più di 5 anni in Grecia) non può donare sangue.
Che senso ha?

E poi, anche il Giappone ha avuto i suoi bei casi: non molti, 26, ma li ha avuti.
Ovviamente anche in questo caso si cerca la limitazione del danno. Non possono permettersi di scartare tutto il sangue giapponese, altrimenti non ne avrebbero quasi per nulla.
Così come in Inghilterra non possono scartare tutti quelli che hanno vissuto più di sei mesi … in Inghilterra (si limitano a scartare chi ha avuto un caso della malattia in famiglia).
A quel punto il rischio di accettare un donatore infetto è minore rispetto alla certezza di far crepare persone perché non c’è sangue per le trasfusione.
Quindi posso anche capire che possano applicare misure meno restrittive sul sangue interno e più dure sul sangue estero.

Però c’è paese e paese. Così come l’italia non scarta il sangue di chi ha vissuto in Germania, in Francia o in Grecia non vedo perché il Giappone dovrebbe farlo.
Così come non capisco la classificazione in stati. Ad esempio, l’Austria è considerata meno a rischio (probabilmente perché ha avuto solo 5 casi) mentre paesi che la circondano come l’italia, la Germania e la Svizzera sono considerati più a rischio. Ma davvero tutta la carne austriaca è prodotta in Austria? Non è che su numeri così bassi capita che in una regione non si verificano casi semplicemente per un fattore di distribuzione di probabilità non uniforme? Voglio dire, l’Austria è un piccolo stato di 8 milioni di abitanti. E’ come dire che in Veneto non ci sono stati casi di mucca pazza e allora chi ha vissuto in Veneto è più sicuro.
Oppure, non può donare che ha vissuto 5 anni in Vaticano o San Marino dal 1980 fino ad oggi. Ma dal punto della circolazione di cibi e malattie, che senso ha fare differenza tra Vaticano o San Marino e l’italia? Mangiano pur sempre le stesse cose che mangiano gli italiani.

La cosa che poi non capisco davvero è il motivo per cui certi stati tra cui la Rep. Ceca e altri dell’Est Europa sono ancora considerati a rischio.

Non so, al di là della mucca pazza in sé mi guardo in giro e osservo il livello di igiene nei luoghi pubblici in Rep. Ceca e Giappone. Basta guardare in che stato sono le cucine dei ristoranti in Giappone per mettersi le mani nei capelli. Padelle incrostate, unto ovunque, attrezzi da cucina appoggiati dove capita. Provate a osservare quei contenitori dove tengono la salsa per il riso al curry al caldo, e ammirate i bordi con la salsa incrostata (ma la puliscono mai?). Senza contare il fatto che toccano il cibo con le mani nude, senza nemmeno preoccuparsi di essere visti (probabilmente è normale per loro). E non parlo degli yatai, perché lì è come sparare sulla croce rossa (mi stupisco non vi circolino ratti intorno).
In Rep. Ceca (ma penso in qualsiasi altro stato europeo) una cucina del genere verrebbe sigillata dalle autorità di igiene. In Giappone no.
Se devo scegliere mi fido di più di sangue ceco che di sangue giapponese.

E allora davvero non capisco perché sono così schizzinosi verso il sangue di certi paesi.
Ah, forse non è puro sangue nipponico.
E poi si sa, sono sempre questi sporchi stranieri che portano le malattie. I Giapponesi sono tutti puliti, puri e immacolati.

5 Comments

  1. fgpx78 said:

    Scusa il semi-ot, ma non posso credere che questi che rifiutano il sangue Europeo poi siano gli stessi che inventano, comprano e credono pure funzioni questo affare: http://item.rakuten.co.jp/f-road/f-p15/
    Enlarge your Jappos!

    15 Dicembre 2011
  2. arisio said:

    Ma come, non lo sai che straniero e’ indice di AIDS sicuro? I giapponesi puri e duri che bazzicano Cambogia, Vietnam, Birmania, Thailandia etc. etc. per lavoro e non sono esenti dal rivelarsi portatori di infezioni.

    A.

    15 Dicembre 2011
  3. mamoru said:

    – in Albania, Andorra, Croazia, San Marino, Slovacchia, Slovenia, Serbia, Rep. Ceca, Vaticano …

    Vabbe’ il vaticano e’ logico: quella gente li’ non usa nemmeno il preservativo figuriamoci quante malattie si e’ presa dalle mucche… =P

    sta guardare in che stato sono le cucine dei ristoranti in Giappone per mettersi le mani nei capelli. Padelle incrostate, unto ovunque, attrezzi da cucina appoggiati dove capita.

    Il lerciume di yamato e’ lerciume pulito. Deal with it.
    Pero’ si lavano 3 volte al giorno, valli a capire.

    E poi si sa, sono sempre questi sporchi stranieri che portano le malattie. I Giapponesi sono tutti puliti, puri e immacolati

    Con l’AIDS era andata proprio cosi’… 😀

    PS Ma perche’ se noialtri facciamo certe affermazioni da flamebait su giappopazzie ci troviamo gli zeloti di mezza internet a cazziarci nei commenti? Neanche avessimo un gazzilione di visite/giorno…tutti da noi vengono?

    15 Dicembre 2011
  4. mattia said:

    PS Ma perche’ se noialtri facciamo certe affermazioni da flamebait su giappopazzie ci troviamo gli zeloti di mezza internet a cazziarci nei commenti? Neanche avessimo un gazzilione di visite/giorno…tutti da noi vengono?

    A sentire Luca io ho meno accessi di voi. E poi io sono più generalista, non parlo solo di Giappone, quindi non attraggo molta utenza su questo tema (quello che vuole leggere solo qualcosa sul giappone non mi legge perché lo intaso con articoli che non c’entrano nulla).
    Comunque tra tutti i mentecatti che hanno provato a trollare da queste parti ti assicuro che non c’è stato nessun estremista giappofan.

    15 Dicembre 2011
  5. Yes_Not said:

    Lo stesso negli stati uniti, e per lo stesso motivo!

    15 Dicembre 2011

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