Accostare, prego

Ormai ho imparato come fermarmi al semaforo con lo scuter.
E che c’è di difficile? direte voi. Ti fermi e amen.
Sì, però rischi di essere travolto da chi ti segue. Perché qui mica si fermano al giallo, e neanche al rosso.
All’inizio guardavo nello specchietto: se arrivava qualcuno sparato procedevo anche se c’era un giallo, mentre se non c’era nessuno dietro mi fermavo. La logica era minimizzare il rischio.
Ora non guardo nemmeno nello specchietto: se vedo giallo accosto a sinistra e mi fermo, lasciando lo spazio per chi segue di sfrecciare passandomi sulla destra senza venirmi addosso.
Ed è una costante. Io accosto e puntualmente c’è qualcuno che arriva sparato e passa, spesso persino col rosso.
Non so se sono i Kyushiani che guidano come matti, ma posso assicurarvi che non ho mai visto un comportamento del genere. Neanche a Praga, dove rischi di essere tirato sotto anche sulle strisce pedonali. Persino lì se c’è rosso si fermano.
Niente, era solo una cosa che volevo dire a quelli secondo cui in Giappone si rispettano le regole sempre e comunque. Sì, ciao. Le rispettano se sanno che c’è qualcuno che controlla.

16 Comments

  1. SirDiC said:

    Perché, a Kyushu si fermano per farti passare sulle strisce pedonali? A Tokyo no.

    28 Novembre 2011
  2. mattia said:

    No, non si fermano. Ma se li guardo male e insisto inchidano. Vedi nei loro occhi il film del loro futuro che si immaginano: mi investono, finisco all’ospedale, li denuncio, strappo un risarcimento, vanno in bancarotta, perdono il lavoro, finiscono per strada a fare i barboni e la famiglia li rinnega. Quindi si terrorizzano (mica perché hanno paura di farmi male, s’impauriscono per il loro futuro) e inchiodano.
    Ok, magari forse esagero, ma secondo me è così.
    A Praga invece non si fermano per niente, neanche se insisti 😀

    28 Novembre 2011
  3. mamoru said:

    Se ti investono e’ vero che vedono il futuro, ma nel verso sbagliato:

    caso 1 ti travolgono si spaventano e scappano

    caso 2 ti travolgono, si spaventano, ma rimanendo impigliato ti trascinano per un chilometro sotto la macchina e l’ospedale lo vedi dal lato dell’obitorio

    E sulle cronache capita di leggerne spesso di storie cosi’.

    28 Novembre 2011
  4. Mauro said:

    E ti stupisci? Beata ingenuità 🙂

    In tutto il mondo il rispetto delle regole dipende dalla quantità e qualità dei controlli e non dalla disciplina dei singoli.

    Saluti,

    Mauro.

    28 Novembre 2011
  5. mattia said:

    Io no di certo.
    Però c’è gente davvero convinta che questo sia un paradiso in terra dove tutti rispettano le regole con amore e letizia.
    Magari sarebbe utile aprire un po’ gli occhi a questa gente.

    28 Novembre 2011
  6. Matteo said:

    e il livello degli incidenti??

    28 Novembre 2011
  7. mattia said:

    qualcuno mi diceva molti, ma non ho mai controllato le statistiche.
    Però tieni presente che il livello delle automobili è molto basso qui. Ci sono tantissime scatolette di latta sulle strade, che evidentemente sono meno sicure a proteggerti in caso di incidente.
    Se lo compari con in parco auto dell’italia non c’è paragone.

    28 Novembre 2011
  8. Stefano. said:

    Leggendo te e mamoru si impara a conoscere un Giappone differente da quello che immaginiamo qui.
    Qualche certezza si incrina.
    Ad esempio: navi da crociera.
    Princess Cruises costruiva qualche nave in Giappone e molte in Italia, nella fattispecie fuori dalla finestra di casa mia, privilegiando queste ultime.
    Non riuscivo a comprendere come fosse possibile, conoscendo i metodi di lavoro del cantiere tricolore.
    “mi rifiuto di credere che in Giappone possano lavorare peggio che qua.” chiosavo.
    Per fortuna poi ho attivato internet.
    Anche se sono soddisfattissimo di Honda e non comprerò mai più una FIAT in vita mia.

    28 Novembre 2011
  9. camicius said:

    In tutto il mondo il rispetto delle regole dipende dalla quantità e qualità dei controlli e non dalla disciplina dei singoli.

    La dimostrazione palese sono le auto targate Germania o Svizzera che fanno i 180km/h in autostrada.
    Se ne sbattono perché sanno che qui non ci sono i controlli e dove ci sono (tutor) sono tarati sulle targhe italiane e quindi non vengono riconosciute.

    28 Novembre 2011
  10. Nasso said:

    Chiedi al tuo collega egiziano come funziona il traffico in Egitto, controlli presenti o meno!

    28 Novembre 2011
  11. mamoru said:

    Sugli incidenti trovo’ qualche dato luca e considerando il basso utilizzo dell’auto e la popolazione doppia (forse non quella di automobilisti) sono cifre notevoli.

    http://giappopazzie.blogspot.com/2010/05/rinnovo-patente-incidenti-e-affini.html

    Aggiungo che il disincentivo all’uso della macchina anche nei grandi spostamenti sono le tariffe autostradali (che il dpj aveva abolito).
    Pagai 10 euro per fare 20km di strada quando luca ci accompagno’ in albergo dal ristorante dopo una cena.
    Tra benzina e autostrada ti costa meno il Nozomi con posto prenotato. E son 100 euro di treno tra Osaka e Tokyo…

    Per chi vuol avere una idea generale trova qui qualche dato:

    http://www.japan-guide.com/e/e2354.html

    Per chi vuole vedersi un bestiario stradale giapponese c’e’ la serie di questo utente di Youtube (nel filmato si vede appunto un incrocio con quello che diceva Mattia)

    http://www.youtube.com/watch?v=Ts72crAEMTo

    A proposito Mattia, il tipo censura le targhe, ma ho il dubbio che alcuni filmati siano fatti a Fukuoka (citta’ in cui non sono mai stato), non e’ che percaso riconosci degli scorci?

    28 Novembre 2011
  12. mamoru said:

    PS l’incidente che “preferisco” e’ quello in cui il guidatore giapponese di turno (di solito anziano) dice di aver sbagliato pedale (acceleratore al posto del freno su macchine a cambio automatico) e sfonda la vetrina del negozio/ristorante di turno.

    Mai prendere posto vicino alla vetrina lato strada…

    28 Novembre 2011
  13. mattia said:

    Chiedi al tuo collega egiziano come funziona il traffico in Egitto, controlli presenti o meno!

    Sì, vabbe’, ma di cose sull’Egitto ne me racconta di pazzesche. Mica solo sul traffico.
    Che non le scrivo un po’ perché non si scrivono sul blog le cose di lavoro e un po’ perché magri tu ti offendi.

    non e’ che percaso riconosci degli scorci?

    mmm…. no.

    28 Novembre 2011
  14. Turz said:

    @Mauro:
    In tutto il mondo il rispetto delle regole dipende dalla quantità e qualità dei controlli e non dalla disciplina dei singoli.

    Quindi evidentemente in Germania la qualità e la quantità dei controlli è migliore, perché oltre a fermarsi (quasi) sempre sulle strisce pedonali rispettano il rosso in maniera categorica. O almeno così pare a me che ho imparato a guidare in una città dove i semafori hanno una funzione puramente decorativa.

    Vivendo senz’auto (punto #2 dei Consigli dell’Economo), posso solo dire che qui la quantità di controlli sui mezzi pubblici rende impraticabile il portoghesismo permanente (al contrario che a Milano).

    @mattia:
    Non so se sono i Kyushiani che guidano come matti, ma posso assicurarvi che non ho mai visto un comportamento del genere. Neanche a Praga, dove rischi di essere tirato sotto anche sulle strisce pedonali. Persino lì se c’è rosso si fermano.

    Magari è come in Italia, a sud le regole sono più “opzionali”.

    Comunque non puoi fare un paragone con Praga, in un posto dove “non osano sedersi in tram”™ c’è la stessa mentalità nordica che li porta a non passare col rosso.

    28 Novembre 2011
  15. Nasso said:

    “Sì, vabbe’, ma di cose sull’Egitto ne me racconta di pazzesche. Mica solo sul traffico.
    Che non le scrivo un po’ perché non si scrivono sul blog le cose di lavoro e un po’ perché magri tu ti offendi.”

    Per me non ti devi preoccupare; l’unica cosa che mi rimane di egiziano è il passaporto, scaduto.

    28 Novembre 2011
  16. mattia said:

    Solo il passaporto? Dai, ti sarà rimasto un nonno, una zia, un cugino in seconda. E poi non contar su balle, ché parli ancora arabo quindi non è vero che ti è rimasto solo il passaporto!

    28 Novembre 2011

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