Era una cosa seria

Non mi ricordo quando successe. Sarà stato circa una decina di anni fa.
Comunque.
Al mio paese c’era un marocchino che girava la domenica. Cioè, non un marocchino inteso come un tizio del Marocco (mi sa che era troppo scuro per essere di quelle parti lì), dicevo marocchino nel senso di professione.
Ché non so da voi ma da noi si dice marocchino per quei tizi che passano sulla spiaggia con una carico sovraumano di mercanzia sulla spalla da vendere ai tripponi seduti sotto l’ombrellone. Da altre parti si dice vu cumprà, da noi si dice marocchino.

Ad ogni modo, benché non abitassimo al mare (e tanto meno in spiaggia) ogni tanto la domenica passava casa per casa questo marocchino a vendere mercanzia tipo mutande, lenzuola, asciugamani…
Quindi la tipica scena della domenica a mezzogiorno era che si era lì a guardare la trasmissione con quello dai capelli grigi anche se non è vecchio, mia mamma controllava la polenta e suonava il marocchino col suo carico di mercanzia sulla spalla (tra l’altro, qualcuno ha mai capito come facessero a tirare su e giù la roba con così tanta agilità senza perderla? e come facevano a non cappottarsi con un carico simile?).
E vabbe’, una volta gli compri i fazzoletti, una volta le mutande per il vecchio… e poi capita che non hai bisogno di niente.
Una volta era capitato proprio quello, che davvero non avevamo bisogno di niente. Ma stavamo eravamo già a tavola a pranzare. Così mia mamma glielo ha detto: “senti, non abbiamo bisogno di niente, ma se vuoi puoi sederti a tavola con noi”.
E così abbiamo continuato il pranzo con un perfetto sconosciuto che ha bussato alla porta.

Ecco, la vera colletta alimentare per me è questa.
E’ condividere quello che hai sulla tavola con chi ti bussa alla porta.
Senza metterti la pettorina davanti al supermercato, senza tirartela su twitter perché “sono arrivato a casa stanco morto da 12 ore di #collettaalimentare ma sono contento di aver fatto del bene“. Senza politici che si danno appuntamento col fotografo del giornale per fare la foto con la pettorina al banco alimentare.
[per chi è di Lecco propongo un esperimento: cercate sui giornali locali nei prossimi giorni la fotonotizia della colletta alimentare. Al 98% ci sarà la foto di un noto politico ciellino lecchese dalle iniziali GB e dalle finali OI con pettorina d’ordinanza a fare la colletta alimentare. C’è ogni anno.]
Senza sentirsi “più buoni”. Anzi, sentendosi peggio, perché hai dovuto dare qualcosa che ti pesava dare.

Una volta, mi diceva mia mamma, la colletta alimentare si faceva così. Non c’erano le pettorine gialle davanti ai supermercati una volta all’anno (non c’erano nemmeno i supermercati in effetti).
C’erano i poveri che giravano e bussavano alla porta. “Oh bella, anche noi eravamo poveri in canna, ma c’erano persino quelli più poveri”. Bussavano alla porta e li si faceva sedere a tavola. Gli si dava quello che si aveva: un piatto di minestraccia e una fetta di polenta. Perché una volta il Vangelo era una cosa seria, mica un brand per gestire una lobby. Non si scriveva sul calendario la data in cui bisognava essere buoni. E non serviva nemmeno che quel giorno ci venisse organizzato da una mafia dal volto umano.

Quanti di noi, o meglio, quanti di quelli che ieri si sono sentiti più buoni facendo la colletta alimentare se un povero bussa domani alla porta lo fanno accomodare al tavolo per mangiare assieme?

Riflessioni aggiuntive

Dopodiché lasciatemi dire che la colletta alimentare è una puttanata galattica. Per vari motivi.

1) Compri della merce a 10 euro e la doni ai tizi con la pettorina. Bravo. E lasci, che ne so, 3 di quei 10 euro al negozio. Che si lecca le dita.
Non sarebbe più sensato donare 10 euro di denaro e poi comprare la merce in stock all’ingrosso? Quanto percento di cibo in più compreresti?

2) Senza contare la logistica. Che senso ha raggranellare cibi diversi in posti diversi, doverli classificare, separare, riunire per tipologia e poi fare i pacchi?
Compri in stock e semplifichi enormemente la logistica.
Ti dicono: sì, ma ci sono i volontari che lo fanno. Be’, continua a essere un modo molti inefficienti di gestire la cosa. I volontari invece di passare un’ora a fare cose inutili tipo separare i pacchi di pasta dalle scatole di fagioli donati alla rinfusa possono andare a fare un’ora di lavoro vero, per cui vieni pagato e donare il corrispettivo per comprare altro cibo.

3) E’ che così non ti senti figo.
Perché tutta la faccenda è una questione di apparenza.
Se chiedi dieci euro a una persona fuori dal supermercato per dare da mangiare ai poveri non te li danno. Se chiedi cibo per un valore di 10 euro te li danno. Salcazzo perché.
Dal punto di vista del marketing la colletta alimentare è azzeccatissima. Alla fine della giornata hai lì un carico di roba. La gente passa, vede gli scatoloni, vede qualcosa di grande che si accumula, e pensa che sì, stanno facendo qualcosa di grande, di tangibile. Lo vedi, è lì sotto i tuoi occhi: la montagna di cibo e i ragazzi che spostano i pacchi. E allora sei portato anche tu a partecipare. Se ci fossero due persone con un misero banchetto a raccogliere il corrispettivo in denaro di quella merce non farebbe lo stesso effetto. Non vedi niente, non è tangibile.
Per un razionalista come me è un atto demenziale.

4) Ma poi a chi vanno i pacchi?
Perché doni, ok. Li organizzano bene, ok. Non ci sono sprechi, ok.
Ma poi c’è un’organizzazione che decide a chi dare questi cibi. E nessuno tra chi ha donato può mettere becco su queste decisioni.
Siamo proprio sicuri che facciano le cose equamente? Oh, stiamo parlando di una banda di ciellini. Siete davvero sicuri che aiuteranno allo stesso modo la famiglia di pii cristiani che passano la giornata a spaterare in chiesa e la famiglia di atei mangiapreti? Eppure potrebbero essere nella stessa situazione di bisogno…
Ecco perché tutte le storie sulla sussidiarietà sono stronzate galattiche. Ok, i cittadini si organizzano per arrivare dove lo stato non arriva. Ma non lo fanno allo stesso modo. Perché lo stato dovrà aiutare secondo criteri scelti pubblicamente, secondo delle regole di legge (per cui ad esempio non puoi fare discriminazioni – e Dio volesse nemmeno discriminazioni positive). Una congrega dà gli aiuti a chi vuole lei. Non è la stessa cosa.
Davanti allo stato siamo (dovremmo essere) tutti uguali. Davanti alla congrega no.

5) Ho sentito volontari della colletta alimentare parlare su twitter di gente che usa “scuse” per non donare.
Come se fosse obbligatorio. Oh gran pirla di un ciellino mentecatto. Primo impara a rispettare le libertà altrui. Secondo non sai cosa uno può fare di beneficienza, in altre forme e in altre quantità. Probabilmente molto più di te. Quindi zitto e impara il rispetto.

6) Se poi non si fosse capito lo ripeto. La colletta alimentare è una meravigliosa vetrina per tanti politici, ciellini in testa seguiti poi dagli altri che rincorrono per non sfigurare, al fine di farsi belli davanti agli elettori. Poi il giorno dopo continuano a lavorare al fianco di chi la gente la riduce alla fame.
Ah, provate a chiedere a un insegnante di una scuola ciellina quanto bene lo trattano col salario.
Per 364 giorni all’anno sfruttano i lavoratori e l’ultimo sabato di novembre gli fanno la carità per sentirsi buoni.
Per 364 giorni all’anno si leccano i barbis con i lauti stipendi della politica (ah, il tizio di cui sopra ha passato una vita intera a mantenere i figli stipendiato dalla politica. Una lavoro vero l’ha fatto per pochissimo tempo e non fatemi dire come). Poi un giorno all’anno donano le briciole – senza dimenticarsi però di farsi fotografare dal giornale.
Ma andate a cagare ciellini di merda.

25 Comments

  1. Bea said:

    D’accordissimo. Anche se per me è troppo facile, essendo un’atea mangiapreti 😀
    Comunque è vero, una volta semplicemente si dava da mangiare a chi non ne aveva, anche se anche tu eri tra quelli che ne avevano poco. Anche mia nonna lo faceva, di aiutare i vicini che erano più poveri di lei (e lei non se la passava bene), tipo invitava i figli a fare merenda da lei e cose così.
    Ma la religione c’entra molto poco secondo me. C’entrano le persone.
    C’è da dire che una volta era anche diversa la struttura sociale…il povero sapevi chi era, lo conoscevi.
    Come tutto sommato voi conoscevate un po’ il marocchino di cui parli (da me si chiamano in entrambi i modi), non era la prima volta che lo vedevate.
    Ovviamente ciò non toglie che non tutti l’avrebbero fatto, comunque.

    27 Novembre 2011
  2. arisio said:

    Ci hanno provato a darmi il sacchetto ieri, li ho evitati come la peste. Faccio mie tutte le tue considerazioni, possono tranquillamente andare a cagare, sentire poi tutta la pubblicita’ che gli fanno in radio e TV mi manda in ira…

    A.

    27 Novembre 2011
  3. Bosk said:

    Ieri son andato a far la spesa… Tre gruppetti sparsi nel supermercato… Ad ogni tentativo di abbordaggio ho risposto “Ho gia’ fatto”.

    27 Novembre 2011
  4. Nicola said:

    Ammetto che anche io ieri ho donato due lattine di alimenti da primo prezzo alla Colletta, però quello che non capisco io qual è il senso di tutto questo giro di mani. Cioè devo passare io una cosa che restituisco dopo 2 metri?

    Ha molto più senso ed è più diretto (e qualche catena di supermercati lo fa da anni) è donare alle associazioni di beneficienza i prodotti alimentari invenduti in scadenza o con difetti di impacchettamento.

    27 Novembre 2011
  5. Paolo said:

    Premetto il più brevemente possibile – per non risultare stucchevole – che se il mondo fosse diviso tra preti e mangiapreti il mio posto naturale sarebbe con i secondi, e non vorrei davvero aggiungere altre “credenziali”. Seguendo altrove la polemica ho però notato alcuni refrain che mi sembra il caso di sottolineare: spesso si leggono interventi ironici sul canovaccio “buoni un solo giorno l’anno”, denunciandone l’ipocrisia. E poi “solo operazione di marketing”. Tutto vero, ma la società non è spartita tra chi dona un solo giorno l’anno e chi aiuta il prossimo ogni momento; c’è, ed è probabilmente maggioritaria, una fetta di società che NON da nulla tutto l’anno e NON darebbe nulla neppure quel dato giorno. Che sia un’operazione con gli stilemi del marketing non è una verità rivelata, è chiaro come il sole, il punto è che non viene rivolta alla tua adorabile nonna, a me, agli utenti che mi hanno preceduto. Viene rivolta alla massa che passerebbe distratta tra gli scaffali oggi come tutto il resto dell’anno. Come le gardenie o le arance o le stelle di natale nelle piazze, come le giornate contro la violenza sulla donna o della memoria. Tutta roba da un solo giorno e tutta roba strumentalizzabile da politucoli o celebrità in declino in cerca di ribalta. Si tratta di strappare un consenso in più, una firma in più, un barattolo di fagioli in più oltre quelli che si raccolgono ogni giorno nel silenzio generale. Per questo non mi sento coinvolto ma neppure offeso. Davvero non è la forma che mi interessa in questo caso, vorrei sapere se quel barattolo di fagioli finisce davvero sul tavolo di qualcuno che ne ha bisogno, e non è un dubbio retorico, in questo caso come altri me lo domando davvero. E se la risposta è si, sapere che è stato recapitato da un’associazione che detesto mi interessa relativamente. Sono andato a fare la spesa al mio solito minimarket, non c’erano i volontari e senza strapparmi le vesti non sono andato a cercarmene un altro che aderisse. Ma se ci fosse stata la possibilità qualche latta dentro quello scatolone l’avrei buttata, dimenticandomi un minuto dopo di averlo fatto, senza chiamare in causa la coscienza civile ma unicamente confidando che quelle latte vadano a chi ne ha bisogno, fossero anche dei pii cattolici. Ps. Se proprio si hanno delle riserve ideologiche, permettimi, a quel punto preferirei mettere in mano a certa gente un tubetto di latte condensato che dei contanti. Con il primo non ci finanzi nulla.

    27 Novembre 2011
  6. mattia said:

    Se hai dei dubbi sull’onestà dell’organizzazione non dovresti dare loro niente. Né contanti né cibo. A un disonesto non si dà nulla.
    Se invece ti fidi dai i soldi senza problemi (per inciso, questo è il metodo che uso io, dopo essermi informato dettagliatamente sulla serietà della ONG che sostengo).
    Comunque sì, io ritengo tutte quelle raccolte di fondi per ricerca e simili dei grandi errori. Ne parlavo due anni fa:
    https://www.butta.org/?p=1828

    27 Novembre 2011
  7. fgpx78 said:

    Che tenerezza, m’è venuto in mente il marocchino che venne a suonare alla porta negli anni ’80 nel mio paesino, e siccome non avevamo bisogno di niente anche mia madre lo invitò a mangiare da noi. Da lì, venne fuori che era saldatore e puta-caso dovevamo costruire un cancello…ne nacque un buon rapporto di collaborazione e di amicizia, spesso dormiva anche da noi e per anni quando passava dalla zona veniva a farci visita portandoci regali.
    L’ultimo regalo era una bella ferita all’addome…pare fose stato investito da un auto mentre era in motorino, ma a giudicare dalla ferita sembrava più arma da taglio…chissà che fine ha fatto, Abdellatif 🙂
    Purtroppo la solidarietà fatta in questo modo ha un solo limite: la potenza di fuoco.
    Una famiglia non riesce ad accollarsi nemmeno una persona da mantenere per lunghi periodi…mentre una organizzazione si (pensiamo alle adozioni a distanza ad esempio). E infatti per quanto volessimo e cercassimo di aiutarlo (gli avevamo anche trovato un lavoro vicino a Lecco), probabilmente in questo momento si trova in fondo al mare con i piedi nel cemento…

    Poi sottoscrivo in pieno l’ultima frase… 😛

    27 Novembre 2011
  8. disma said:

    figurati che io ieri quando ero al super, non sapevo niente di questa cosa alimentare, mi hanno avvicinato farfugliando cose di cibo e di poveri e mi ero convinto che volessero regalarmi delle robe da mangiare perché pensavo pensassero che io fossi un barbone, poi dopo ho realizzato, non sapendo nulla di loro e non avendo idea di cosa fosse quella roba lì non ho dato niente e loro non mi hanno dato niente

    27 Novembre 2011
  9. Bea said:

    Io comunque avrei la mia teoria anche sul semplice “donare in beneficenza”, che purtroppo mi rendo conto essere utopica. Perchè secondo me è sbagliato il principio. Ma ovviamente le mie belle teorie si scontrano con la realtà, e quindi vabè.

    27 Novembre 2011
  10. Emanuele said:

    Ciao Mattia,
    faccio parte di quel piccolo gruppo di “clini di merda” ingegneri che segue il tuo blog oramai da qualche mese, sempre interessato ai giudizi [comici o meno] che dai sui fatti del mondo..
    Volevo solamente proporti la mia esperienza di questo gesto che tu giudichi solamente su messaggi di twitter e prime pagine online dei quotidiani..
    Ho lavorato personalmente come volontario, e lo faccio tutt’ora, nella distribuzione di questi beni donati durante tutto l’anno [perchè appunto, la colletta alimentare è sì esaltata e pubblicizzata durante un giorno all’anno, ma d’altra parte è un’opera portata avanti durante tutto l’anno grazie al lavoro di centinaia di volontari che raccolgono cibo nei vari supermercati e lo redistribuisce. Perchè si sa: la fame colpisce tutto l’anno, mica l’ultimo sabato di novembre!].
    Ti posso assicurare che l’80% delle persone che vengono in parrocchia a ritirare il loro “sacchetto” con il cibo sono islamici, di cui buona parte musulmana.. Il banco alimentare non si dedica alla ricerca col lanternino di quelle famiglie pie e caste che si vedono in chiesa alla domenica, ma accoglie qualsiasi famiglia richieda aiuto, da quella musulmana a quella azteca passando anche per quella atea..
    Uno strumento politico dici? Bè, cosa non lo è? Di qualsiasi colore o bandiera sia, ogni politico riesce a strumentalizzare qualsiasi cosa per ottenere consensi [e la cosa triste è che pensano che questo sia il loro lavoro]: dal banco alimentare [se vai sul sito ufficiale c’è la lista delle persone famose e politici che sostengono il banco] alla prima pagina del corriere di Milano di settimana scorsa con Pisapia a giocare a bandiera coi bambini..
    Per quanto riguarda il discorso soldi, l’hai spiegato tu stesso: è una fantastica operazione di marketing. Mettersi lì col banchetto con tanto di striscione “banco alimentare” e un paio di bimbi a chiedere soldi alla gente distribuendo qualche volantino, tirerai su qualche migliaio di euro scarso in tutta italia. Nella giornata di oggi invece, comprando direttamente, sono stati raccolti 9600 tonnellate di alimenti. 9600! [Senza poi contare i soldi che i vari supermercati, chi più chi meno, donano i soldi guadagnati proprio da questo surplus di acquisti] Puoi criticare, più o meno giustamente, questo sistema di fare, ma devi ammettere che porta i suoi risultati!
    Ma infine, ben più importante, è il capire il perchè viene fatta un’operazione del genere: perchè migliaia [120mila] di “clini” scendono in piazza a chiedere alla gente di donare del cibo? Non di sicuro per “sentirsi più buoni”, o per lo meno ti posso assicurare che per me non è così! Ti invito a leggere questo articolo, che benchè a tuo giudizio risulterà di parte, esprime al meglio il motivo: http://www.bancoalimentare.it/it/colletta-alimentare-2011-la-ragione-profonda-della-carita

    PS: i twitter, sempre numerosi e simpatici, non possono essere certo considerati specchio dell’anima, non credi?

    27 Novembre 2011
  11. mattia said:

    Sempre con questa storia dei musulmani. Io parlavo di mangiapreti. Quelli che bestemmiano, che scendono per strada coi cartelli contro il Vaticano.
    Poi vabbe’, ci sarebbe il concetto di garanzia sulla neutralità delle scelte: l’ho spiegato, le scelte non devono essere demandate al tuo umore della giornata ma basate su regole di legge basate su concetti come l’uguaglianza. Perché io capisco che magari quello che bestemmia e insulta il Papa possa non starti simpatico. Capisco che quindi farai fatica a dargli qualcosa. Ma proprio per questo esiste la legge e la nostra uguaglianza davanti ad essa. Per fare in modo che uno non debba prostituire le sue idee per evitare di perdere l’aiuto quando ha bisogno.

    Uno strumento politico dici? Bè, cosa non lo è?

    Ah be’, certo la politica è impegnarsi, la politica e pensare il bene comune…
    Aggiungi anche tu qualche altra frasettina a cazzo?
    Guardati attorno, CL ha un potere politico ed economico enorme: quando hai questo potere lo usi per fare in modo che i poveri siano meno poveri. Non puoi dare la colpa agli altri: comendi tu, e tu hai il potere di contribuire a risolvere il problema.
    Le raccolte di cibarie le fai quando sei in minoranza, per tamponare gli effetti. Ma se comandi no, non ha senso farle.
    Poi c’è l’ipocrisia. L’ipocrisia di una banda che da una parte fa affari d’oro con un’associazione di imprenditori che mette alla fame la gente, e dall’altra organizza le collette alimentari. Un po’ come una banda di pedofili che poi la domenica scende in piazza per l’Unicef. Assurdo.
    Senza contare l’ipocrisia di un ricco (un ricco coi soldi pubblici) che si fa vedere a fare donare una scatoletta di cibo a un povero. Gente che guadagna 10 mila euro al mese dovrebbe avere il buon gusto di non vantarsi se dà una scatola di fagioli a uno che ha fame.
    Mi ricorda quel tizio che stava in prima fila al tempio battendosi il petto dicendo che era bravo perché donava la decima. Stessa cosa. Come fai a non vederlo?

    28 Novembre 2011
  12. elena said:

    io non sono di cl, ma ho partecipato attivamente al banco alimentare, faccio la caritas e sono convinta che assieme alla raccolta di indumenti che facciamo, la raccolta di cibo sia quella più utile, al di là dei problemi di magazzino o altro queste due raccolte (vestiti e cibo) sono quelle che vanno alla radice del bisogno di una famiglia povera.
    Tua mamma stessa, Mattia, ha invitato il marocchino a pranzo, non gli ha dato 5 euro. è questo il senso.Personalmente piuttosto che donare 2 euro con un sms a una associazione qualsiasi preferisco donare due latte di lenticchine.

    28 Novembre 2011
  13. mattia said:

    Tua mamma stessa, Mattia, ha invitato il marocchino a pranzo, non gli ha dato 5 euro. è questo il senso

    Mia mamma non gli ha neanche dato una scatola di piselli. Lo ha invitato al nostro tavolo a mangiare insieme a noi. Mi sembra che la differenza sia chiara.

    28 Novembre 2011
  14. camicius said:

    Mi capitava regolarmente di trovare delle persone che fuori dal panettiere mi chiedevano denaro perché avevano fame.
    Regolarmente proponevo di entrare dal panettiere per prendere qualcosa.
    Solo un paio di volte, mi hanno seguito, hanno preso due pezzi di focaccia o un po’ di pane e ho pagato io. Almeno so che hanno fame davvero (se hai fame non rinunci per partito preso a un pezzo di focaccia o di pane) e che non sono sfruttati (il pane o la focaccia se la mangiano, l’eventuale sfruttatore non se ne fa nulla).

    Diffido molto delle raccolte fondi molto grandi. Tipicamente c’è tutta una rete (sacrosanta e necessaria) che si mangia buona parte di quanto donato, lasciando delle sacche giganti dove gente senza scrupoli può intascarsi parecchio denaro.
    Fortunatamente conosco personalmente qualche missionario, che so che non è un bastardo, e quindi affido soldi a lui, sapendo bene che non ci mangia e che i soldi arrivano a destinazione.

    28 Novembre 2011
  15. elena said:

    mattia non sono daccordo, quello che io ho raccolto lo distribuirò a famiglie che hanno problemi e che sono entrate in contatto con la rete del banco alimentare, io fisicamente ogni settimana preparo un pacco di alimenti da portare nelle case, non c’è differenza tra quello che faccio io e quello che ha fatto tua mamma, io non posso far venire a casa mia 5 persone a cena tutti i giorni, e come fa camicius, non ho mai negato un pezzo di pane o un frutto a nessuno.

    28 Novembre 2011
  16. Turz said:

    Bravo Mattia!

    Il problema, anzi uno dei problemi, cari Paolo, Emanuele ed Elena, è che la stragrande maggioranza di quelli che hanno donato il cibo quel giorno hanno fatto esattamente come gli inoltratori di catene di santantonio: hanno dato un’inutile briciola (lasciamo perdere a chi) e per quest’anno si sono sciacquati la coscienza, e ora per un sacco di tempo si sentiranno più buoni. “Sai, io partecipo tutti gli anni alla colletta alimentare, e poi lo scrivo pure su Twitter dal mio nuovo aifon quattroesse”.

    28 Novembre 2011
  17. Turz said:

    @mattia:
    Se ti può interessare, anche Wu Ming ha detto la sua.

    Peraltro anche il tuo amico della cittadinanza non sarubbe d’accordo con te.

    28 Novembre 2011
  18. Kronox89 said:

    Ciao Mattia, ho aperto il tuo blog da qualche giorno e ho letto prima di questo post quello sulle cazzate di report (che tralaltro mi era stato twittato da un ciellino, uno del nutrito gruppo di ciellini che legge questo blog e, fidati, sono tanti). Questo per dire che avendo apprezzato l impostazione e il metodo del primo post mi dispiace non averli ritrovati in quest’altro. Io capisco, rispetto e non condivido le tue posizioni su CL, anche se ammetto la presenza di numerosi punti dubbi e fastidiosi, ma penso siano sistemi in un movimento che ha raggiunto una tale massa. Per quanto riguarda la colletta alimentare, però, se si vuole restare su posizioni razionali, non si può giungere alle stesse conclusioni. In primo luogo per la questione dell’ operazione di marketing: la colletta è presentata in questo modo non perchè il marketing è figo, ma perché contrariamente a quello che può pensare un ingegnere, il marketing funziona e in questo caso particolare genera 9000 e passa tonnellate di cibo. Malcontati, mezzo euro al kilo sono circa 4mln di euro in un giorno, a costo prossimo allo 0 grazie ai volontari. Se per un secondo ammettiamo che il cibo arriva veramente a chi ne ha bisogno, bisogna ammettere che il giochino nel suo piccolo funziona. Se il giochino funziona, e per lo meno non danneggia nessuno, allora un persona razionale dice che è cosa buona e se ne ha voglia in tutta libertà aderisce (se invece non partecipa, cosa legittima, ma mi liquida dicendomi che ha già partecipato la settimana prima o inventa altri insulti alla mia intelligenza, allora io lo prendo per il culo su twitter). Che poi CL merda e la mafia dal volto umano possiamo discuterne, che il resto dell anno si è tutti lobbisti assassini giuda traditori possiamo discutere anche di questo, ma non puoi criticarmi per l unico giorno dell anno in cui faccio finta di essere buono! È come dire che preso un pedofilo che ha stuprato 30 bambini, ci indignamo tutti perchè con il 31 esimo è stato gentile e gli ha regalato le caramelle senza neanche fargli un buffetto. Chiudo con la storia dei mangiapreti che, non sazi del prete da cui il nome, e, coerenti con se stessi, si presentano bestemiandomi in faccia per ricevere il loro bel pacco di cibo incautamente donato da un ignaro signore a cui sta a cuore solo l equitá con cui verrá redistibuito (non è un caso limite, succede spesse volte). I pacchi li ricevono. Il Banco Alimentare funziona tutto l anno e lavora principalmente reccogliendo eccedenze, la colletta in tonnellate ha una valenza relativa rispetto a tutto il cibo raccolto. Tanti ciellini (e non solo ciellini suppongo) ogni settimana per essere un po meno bestie portano un pacco di cibo comprato da loro a un altra famiglia, sempre la stessa, che magari non è così povera da stare in mezzo a una strada ma di certo non se la passa troppo bene. Ora, l’ ultima parte non è argomentata, un discorso razionale pretenderebbe che lo fosse, ma penso che anche senza foto e filmini sia abbastanza plausibile da poterci credere. Come la storia del Marocchino e della Mamma, daltronde.

    29 Novembre 2011
  19. Andrea said:

    io li ho trovati davanti al supermercato: cappello degli alpini, un paio di tavoli e un po’ di sacchetti . Ho preso 4 scatole di tonno, le ho infilate nel sacchetto e le ho consegnate ai tizi in questione (alpini ? ciellini ? non mi importa). Perchè l’ho fatto ? io diffido di queste iniziative ‘per i poveri’ e non do mai soldi a nessuno (sono cattivo ? andrò all’inferno ? pazienza): però me la vedo un po’ ‘complicata’ come operazione per marciarci sopra. Che fanno : raccolgono le scatolette di tonno e le vendono su ebay ? penso sia uno dei motivi per cui la ‘colletta alimentare’ funziona.

    my 2 cents

    29 Novembre 2011
  20. mattia said:

    uno del nutrito gruppo di ciellini che legge questo blog e, fidati, sono tanti

    Così come mi seguono anche tanti atei mangiapreti bestemmiatori, gente di destra, di sinistra, vegetariani e carnivori.
    Dico quello che penso indipendentemente da chi mi legge.

    Malcontati, mezzo euro al kilo sono circa 4mln di euro in un giorno

    E sì, mi sembrano pochi. Per una banda che gestisce come fosse cosa proprio la regione più ricca d’italia e ha una falange di imprenditori associati 4 milioni di euro sono bruscolini. Basterebbe che si comportassero eticamente quando esercitano il potere e gli effetti sarebbero di gran lunga maggiori.
    Sì, è un’operazione di marketing perfetta, ma per i politici in cerca di visibilità.

    Che poi CL merda e la mafia dal volto umano possiamo discuterne, che il resto dell anno si è tutti lobbisti assassini giuda traditori possiamo discutere anche di questo, ma non puoi criticarmi per l unico giorno dell anno in cui faccio finta di essere buono!

    Perfetto. Allora ti invito a elogiare pubblicamente la camorra per i pacchi di cibarie che consegna alle povere famiglie dei carcerati.
    Che grande organizzazione umanitaria.
    E non permetterti di criticarli per tutto il resto che fanno. Lodali per quello.

    30 Novembre 2011
  21. Kronox89 said:

    Il camorrista paga il pacco coi soldi del pizzo, di cui trattiene un lauta parte che impiega a suo vantaggio. Se il camorrista aiuta una vecchietta ad attraversare la strada non ho nessuna difficoltá a dirgli bravo, poi però se posso lo arresto e lo metto in galera per tutto il resto. Che CL sia una mafia non lo condivido, ma ripeto, non sono qui a difender CL. Che i politici usino il banco come vetrina non mi interessa, non sono io che tengo il conto dei loro bollini paradiso e se qualcuno li vota perchè passano 20 minuti un sabato pomeriggio con tre sacchetti gialli in mano è un asino, ma anche su questo io non posso far niente. Fact: oggi qualcuno in italia si è mangiato una frazione di 4 milioni di euro di roba che non era in condizioni di comprare e che qualcuno, al 90% non di CL, gli ha comprato. CL ha guadagnato in visibilità pagata in oneste ore/lavoro, anche se per lo più si è presa la solita vagonata di insulti, a torto o ragione. La personale opinione chene derivo è bene: tutto legale, qualche poveraccio mangia, nessuno si è fatto male o è stato costretto contro la sua volontà. E nulla vieta a me o altri di criticare CL per tutto il resto, ma mancano argomentazioni per criticare il banco. Se poi si è raccolto poco, niente paura, si migliora ogni anno. Se in altro modo si poteva fare di più, sono daccordo, si può sempre avere effetti pari a N più i 4 mln della colletta. Perchè il punto è se è piu difficile dir bravo a un camorrista o spiegare a un tizio che si sta scofanando una lattina di tonno che il sistema (legale) per cui oggi puo mangiare è una puttanata galattica.

    P.S. La questione dei ciellini che passano di qui non era l’ equivalente di una testa di cavallo, era per dire che leggere CL merda non scandalizza nessuno, men che meno scritto da uno che pubblica il 90% di articoli con pareri più che condivisi. Solo un dato di fatto.

    30 Novembre 2011
  22. mattia said:

    Che i politici usino il banco come vetrina non mi interessa

    A me invece interessa. Perché sono gli stessi politici che sono al potere e che usano quel potere per affamare la gente con la loro politica.
    Non sono due cose distinte, proprio come nell’esempio della camorra. Fanno parte entrambe dello stesso disegno di gestione del potere.

    Se poi tu ritieni normale che uno affami la gente 364 giorni all’anno e 1 giorno all’anno raccolga il cibo per sfamarla prova a controllare sul dizionario alla voce ipocrisia.
    (per inciso, è una delle cose che più faceva incazzare Gesù).

    Fact: oggi qualcuno in italia si è mangiato una frazione di 4 milioni di euro di roba che non era in condizioni di comprare e che qualcuno, al 90% non di CL, gli ha comprato.

    Quello è un fatto. Il vero razionalista non guarda solo UN fatto (quello è il politico). Il vero razionalista guarda TUTTI i fatti, e li mette sulla bilancia.
    Su di un piatto qualche briciola caduta dal piatto, dall’altra succulente portate che si magnano a scapito di coloro a cui danno le briciole e due calci negli stinchi per non farli avvicinare troppo alla tavola.
    Se hai un minimo di obiettività guardi entrambi i fatti, non solo quelli che ti fanno comodo.

    1 Dicembre 2011
  23. Maria (o.O) Grega said:

    Caro Mattia,
    ti porto la mia esperienza personale in questo campo.
    Frequento da 12 anni un’associazione di laici – anche se di ispirazione cattolica – che opera a diversi livelli.

    Parliamo della colletta alimentare e simili.
    Io abito a Messina e capita di rado che da noi, in inverno, ci siano persone che muoiono di freddo per strada.
    nel 2003 ci fu il primo caso, ed alcuni miei amici iniziarono a muoversi – una volta a settimana – per vedere se ci fossero persone per strada e dare loro coperte ed una ciotola di minestra calda.
    Da allora, con l’aiuto di altri referenti dell’associazione (di altre città d’Italia), di operatori di altre associazioni, di gente che ci conosce e sceglie di darci una mano come può, siamo cresciuti (in molti sensi).
    Adesso:
    – ogni mercoledì distribuiamo una porzione di pasta ed un panino a testa (grazie alla collaborazione dell’Istituto alberghiero della città, di un panificio, e degli anziani che vivono in istituto);
    – ogni settimana distribuiamo un pacco spesa a coloro che vengono (l’unica “indagine” che svolgiamo è quella di non dare il pacco a coloro che vivono sotto lo stesso tetto, perché diamo un pacco a famiglia), grazie alle collette ed a fondi della Regione Sicilia;
    – assistenza medica gratuita (grazie ad alcuni medici volontari);
    – assistenza per il disbrigo di pratiche burocratiche (grazie alla disponibilità di alcuni avvocati).

    È vero che questo servizio non si svolge tutti i giorni, però si affianca ad altre realtà, come la Caritas, la CRI, parrocchie, mense dei poveri, patronati, etc.
    La cosa utile è che si svolge continuativamente durante tutto l’anno, ed è indirizzata a CHIUNQUE si rivolga a noi (pensa che io mi son presa una “sputazzata” in faccia la prima volta che partecipai, ed un mio amico un paio di pugni nel corso degli anni), senza contare gente che insulta noi, i preti tanto altro.
    La soddisfazione più grande è che di fronte al nostro silenzio sono soprattutto le persone che aiutiamo che di solito contribuiscono a sedare gli animi più riottosi (parlando, senza menare le mani) spiegandogli quello che facciamo.

    Per crescere, oltre che fondi, cerchiamo soprattutto operatori, perché, dato che siamo volontari, non possiamo trascurare gli impegni di studio e di lavoro.

    Nel corso degli anni ho visto tanta gente venire e poi andarsene, per i motivi più svariati, anche persone che volevano sfruttare la sera di distribuzione della cena per fare propaganda politica.
    C’è chi dice di non pensare a questo e di concentrarsi sull’aiuto fornito; io non condivido, di questo passo potremmo direttamente chiedere aiuto alla mafia, e chi se ne importa potere e denaro provengono da attività illecite. Da parte mia, finché faccio qualcosa che mi fa star bene, proseguo, quando non è più così, smetto.

    Volevo semplicemente darti un punto di vista in più da parte di chi è impegnato in prima persona in questo tipo di attività, e partecipa sia alla prima parte dell'”operazione” (colletta), che alla seconda (distribuzione).

    2 Dicembre 2011
  24. paix said:

    Questa polemica francamente mi ha colpita molto. Anche io quel sabato di novembre mi sono fatta un pomeriggio intero a inscatolare fuori da un supermercato. E durante l’anno porto regolarmente “il pacco” in due case. In una delle quali il destinatario del pacco bestemmia regolarmente quando arriva alla porta ad aprirmi, perchè ha capito che sono cattolica e trova “divertente” cercare di scandalizzarmi. Il pacco però lo prende.
    Ora, la cosa assurda di questa discussione è che si basa in gran parte su cose totalmente immaginate o inventate. Mi hanno sempre irritata i “non dare il pesce ma insegna a pescare”, e nel frattempo chissenefrega. Ma non è questo il punto. In questa polemica sul banco si sono accusati in sequenza i partecipanti di
    1- lavarsi la coscienza una volta l’anno e basta. Il che è una bella generalizzazione davvero. E se, rivolta ai donatori, per qualcuno sarà sicuramente vero (anche se non è sufficiente a far capire come mai, visto che uno se ne sbatte tutto l’anno degli altri, se un giorno qualcuno è così in gamba da svegliargli la coscienza dormiente e fargli donare una scatoletta la cosa è tanto grave), rivolta ai volontari è un’accusa profondamente ingiusta. Naturalmente su certe iniziative si parla così, un po’ per sentito dire, e quindi non ci si prende la briga di informarsi su cosa sia il Banco, come funzioni tutto l’anno, cosa faccia oltre alla Colletta, come raccolga regolarmente le eccedenze di cibo dei supermercati, perchè siamo tutti bravi a gridare allo spreco di questa nostra società dei consumi, ma poi in genere quelli che si rimboccano le maniche e vanno a cercare di limitarlo, questo spreco, sono i cattolici, di vario ordine e grado. Varie sere la settimana. Tutti i mesi dell’anno.
    2- coprire con la colletta chissà che loschi traffici: “dove va a finire tutto quel cibo?”. Eh, sì. Un racket di fagioli che non ti dico. Scherzi a parte, si hanno dati o informazioni per dire una cosa del genere? E se no, con che diritto lo si fa? Non voglio essere polemica, ma qui ci sono esperienze dirette contro supposizioni. Non molto razionale.
    3- il cibo viene sicuramente dato solo ai cattolici pii. “Sì, sussidiarietà, ma in realtà non è vero nulla”. Si risponde che tantissimi beneficiati del banco sono musulmani. Al che viene replicato che si intendeva parlare di atei. Insomma, non si vuole ammettere che la si è fatta fuori dal vaso. Perchè il punto non è che moltissimi atei, agnostici, mangiapreti, anticlericali e compagnia vengono a chiedere il pacco e lo ottengono senza una parola (anche perchè, se dovessero aspettarlo dai loro amichetti senzadio… campa cavallo!). Il punto è che si spara alla cieca, senza sapere nulla di come funziona questo tipo di realtà. Calunniate, calunniate, qualcosa resterà. Beh, mi spiace, ma questo modo di fare non lo condivido.
    Non entro neanche nel merito della polemica “cl merda”, visto che oltretutto non faccio parte del movimento. Noto solo che viene utilizzata come ultima spiaggia, quando tutte le altre obiezioni possibili cadono. Oltretutto con una visione un tantino distorta della realtà, come se cl non fosse composta di migliaia di persone del tutto normali, dal medioborghese in giù, che lavorano nei più disparati ambienti e percepiscono i più diversi livelli di reddito. Sempre bello spersonalizzare qualcosa quando la si vuole attaccare. Tra l’altro, il Banco non è che una delle iniziative di sostegno sociale legate a questo movimento. Lo ripeto, io non ne faccio neanche parte, ma conosco molti aderenti ed ho visto tante cose da vicino. Una pratica che consiglio a tutti, prima di giudicare.
    Mi rendo conto di essere prolissa, ma vorrei aggiungere un’ultima cosa. Invitare a pranzo il marocchino che bussa alla porta è un bel gesto. Vedere il volto umano di chi ci chiede aiuto è sempre bene. Ma sta di fatto che snobbare chi si smazza a portare la spesa a gente che ne ha bisogno tutto l’anno (e magari aiutarlo con il curriculum, cercare appaigli sociali per lui, informarlo, creare contatti), solo perchè è un po meno beau geste ed un po’ più efficace, è snobismo. Puro e semplice.

    12 Dicembre 2011
  25. mattia said:

    trova “divertente” cercare di scandalizzarmi

    è una cosa diversa da quello che dicevo io

    Mi hanno sempre irritata i “non dare il pesce ma insegna a pescare”, e nel frattempo chissenefrega.

    Ti irritano perché ti fano capire l’errore che fai.

    Io posso dire che la soluzione giusta è dare la canna da pesca. Perché so che quella è la soluzione giusta e te lo dimostro. Con ciò non ho il dovere di dare la canna da pesca per poter dire che è la soluzione giusta. Lo è a prescindere che poi io faccia qualcosa o meno in quella direzione.
    E questo perché io non ho il potere di dare la canna da pesca.
    Quel potere spetta ai politici e a chi gestisce il sistema economico.
    Gente che però preferisce dare il pesce.

    perchè siamo tutti bravi a gridare allo spreco di questa nostra società dei consumi

    Io grido allo spreco e di mio non spreco. Punto.
    La soluzione non è portare gli sprechi ai poveri, ma sprecare meno e rendere la società più giusta.

    coprire con la colletta chissà che loschi traffici:

    dove hai letto questa accusa? Io contesto solo che la scelta dei destinatari sia demandata alla libera scelta di alcune persone a caso.
    Io, e mi sembra nessun altro qui, ha detto che serve a colpire chissà quali traffici loschi.
    Evidenziamo per cortesia dove avrei lanciato questa accusa.

    3- il cibo viene sicuramente dato solo ai cattolici pii. “Sì, sussidiarietà, ma in realtà non è vero nulla”. Si risponde che tantissimi beneficiati del banco sono musulmani.

    Io ho parlato di atei mangiapreti. E sicuramente un musulmato e tutto fuorché ateo.
    Contesta quello che ho scritto, non inventarti accuse che non ho mosso.

    Al che viene replicato che si intendeva parlare di atei. Insomma, non si vuole ammettere che la si è fatta fuori dal vaso.

    No, sei tu ed altri che non siete capaci di leggere. Perché leggere ateo e capire musulmano significa avere problemi belli forti di comprensione testuale.

    (anche perchè, se dovessero aspettarlo dai loro amichetti senzadio… campa cavallo!).

    Vedi che ancora non hai capito una mazza del problema.
    Non c’è nessun campa cavallo qui.
    La contrapposizione non è su chi porta il pacco. La contrapposizione è tra chi porta il pacco e chi invece propone un modello di società più giusta in cui la gente NON HA BISOGNO DEL PACCO, né portato dai ciellini, né dai mangiapreti.
    Dai, non è un concetto difficile da capire. Se hai superato le elementari e rileggi il periodo tre volte forse lo capisci.

    Il punto è che si spara alla cieca, senza sapere nulla di come funziona questo tipo di realtà.

    E invece conosco molto bene quella merda di gente che fa il banco alimentare per sentirsi buona e poi sfrutta la povera gente.
    La conosco fin troppo bene e parlo per questo.

    Noto solo che viene utilizzata come ultima spiaggia, quando tutte le altre obiezioni possibili cadono.

    Guarda che qui non è caduto proprio niente.
    Il CL MERDA è il core della discussione.
    La raccolta viveri la fai se sei minoranza, e cerchi di tappare i buchi di una società ingiusta.
    Se sei maggioranza, detieni il potere politico ed economico non puoi fare la raccolta viveri. Devi usare il potere per migliorare la società.
    Quando poi vedi che non solo non lo fanno ma al contrario usano il potere per opprimere i deboli allora non ci sto.
    Questa si chiama ipocrisia. Se opprimi i deboli poi non puoi fare la raccolta viveri. Perché sei una merda.

    Sempre bello spersonalizzare qualcosa quando la si vuole attaccare.

    No no, se non fosse per una questione legale ti farei nomi e cognomi di tutta quella gentaglia. Personalizzoli dal primo all’ultimo.

    Un ciellino non è un cristiano. CL è la rovina della Chiesa, e una delle principali cause della crisi della Chiesa in italia.
    Se non la si ferma subito porterà una catastrofe nella Chiesa.

    Mi rendo conto di essere prolissa,

    Essere prolissi non è un problema. Dire stupidaggini lo è.

    Ma sta di fatto che snobbare chi si smazza a portare la spesa a gente che ne ha bisogno tutto l’anno

    Va bene, ti dico che sei brava. Ma tu guarda che brava figliola, che si smazza la spesa per i poveri.
    Dai, tutti assieme, facciamole un applauso.
    Eh, contenta adesso?
    Dai raccontaci di come è bello vedere il volto di qualcuno che ringrazia.
    Dicci quelle cose lì tipo “è un piccolo gesto ma ha un grosso significato…”
    Soddisfatta? Perfetto.

    13 Dicembre 2011

Comments are closed.