Ditemi pure che sono tirchio

All’inizio pensavo fosse una caratteristica dei posti dove vivevo io. Poi ho osservato anche le case degli altri e ho avuto la conferma: i doppi vetri qui sembrano non esistere. Vetro singolo e via. Con tutto quello che comporta in termini di spreco energetico.

Lo scorso inverno l’ho passato coi vetri gelidi, il riscaldamento a manetta e la temperatura che precipitava poco dopo averlo spento. E non vi dico la bolletta.
Quest’anno mi sono preparato per tempo. Sono andato in un negozio di fai da te e ho comprato un pannello di polistirolo alla modica cifra di 5 euro circa. L’ho tagliato e ho coperto la parte bassa della porta-finestra che ho in camera da letto e che è tutta a vetri monostrato (la parte alta la lascio trasparente, almeno per evitare di sentirmi in un loculo senza luce).

Dal punto di vista estetico fa estremamente cagare, roba da barboni spilorci. Dal punto di vista energetico spero contribuisca in modo sostanziale a ridurmi la bolletta. Vedremo.

(certo che se anche loro usassero i doppi vetri, santoiddio…)

 

20 Comments

  1. Bea said:

    Ho detto la stessa identica cosa al mio ragazzo non piu` di 2 giorni fa (“anche in Giappone si dovrebbero usare i doppi vetri!”) e lui mi ha chiesto prima che cosa fossero (!!!) e dopo “E perche`?”. Io gliel`ho anche spiegato eh, ma ha distolto l`interesse dopo aver sentito le prime sillabe di risposta.
    Mi arrendo.
    Comunque non sei il solo. E io sono anche piu` pulciosa: il pannello di nonsochemisembrapolistirolo l`ho comprato al 100yen shop, e`giallo, e` un po` rotto perche` lo uso da 2 anni ed e` sottilissimo.
    Pero` il freddo un po` lo blocca 😀

    14 Novembre 2011
  2. andrea said:

    I doppi vetri esistono in Giappone, io ce li ho ad esempio. Sono forse meno diffusi rispetto all’Europa, ma nelle case più recenti sono ormai lo standard.

    14 Novembre 2011
  3. mattia said:

    In che zona sei?
    Mi era venuto il dubbio che qui non fossero frequenti perché siamo al Sud, mentre al Nord invece ci fossero.

    14 Novembre 2011
  4. fgpx78 said:

    Io ‘sta cosa l’ho notata solo al sud Italia e in case molto vecchie qui in Slovacchia, per il resto ho sempre visto e avuto doppi vetri…Anche perché altrimenti li avrei fatti mettere 😀 Invece ho notato di bello che da queste parti stanno pian piano rivestendo tutti i palazzi (prefabbricati in pannelli di cemento armato ai tempi comunisti) di materiali isolanti. Si spera in bollette meno salate, meno in quinamento, meno riscaldamento e meno aria secca in casa…

    14 Novembre 2011
  5. mattia said:

    Be’, anche in Rep. Ceca l’isolamento termico va molto di moda ultimamente: complice il fatto che il governo ha stanziato incentivi molto generosi praticamente l’hanno fatto quasi tutti, anche gli edifici di mattoni, non solo i panelaky.
    Nella mia via appena terminava un palazzo incominciava quello a fianco.
    E sì, si risparmia molto. A casa mia la spesa del riscaldamento dopo l’isolamento termico è scesa di circa il 60%.

    14 Novembre 2011
  6. SirDiC said:

    ultimamente vendono anche i fogli adesivi di “bubble wrap” da attaccare alle finestre, così almeno ti entra luce. Se non ricordo male li vendono per insonorizzare, ma forse vanno bene anche al tuo scopo.

    14 Novembre 2011
  7. Luca said:

    Per curiosità, rimanendo nell’argomento: e i caloriferi dove li mettono? Sotto le finestre come qui?

    14 Novembre 2011
  8. camicius said:

    A casa avevano messo la doppia finestra, legno dentro e alluminio fuori.
    Ho tolto tutto e ho fatto mettere dei serramenti in legno e alluminio, (legno dentro e alluminio fuori) con vetro a bassa emissività. In più ho fatto fare un cappotto interno di 7 cm.
    I consumi sono nettamente calati, anche se prevedo di rientrare dell’investimento tra parecchi anni, nonostantei vari contributi statali…

    14 Novembre 2011
  9. S said:

    eh si sono veramente gelide le case giapponesi 🙁
    non sanno proprio che cosa voglia dire ridurre lo spreco energetico. è una battaglia persa in partenza. io ci ho rinunciato a fare i miei predicozzi. da quell’orecchio non ci sentono.

    14 Novembre 2011
  10. mamoru said:

    What’s caloriferi?

    Stufe a gasolio e pedalare, o riscaldamento elettrico per quelli piu’ fichi.

    Poi ci rimasi male quando anche a sapporo niente doppi vetri, al massimo doppia finestra a vetro singolo senza taglio termico…. e con la neve fino ad aprile non mi pare una gran pensata. Un freddo cosi’ in casa non l’avevo mai patito, solo la zona giorno riscaldata con camere e bagno a morire di freddo o soffocati dalla stufa a kerosene (perche’ dormire a livello del pavimento aiuta la respirazione degli incombusti).

    14 Novembre 2011
  11. andrea said:

    Sono a Tokyo, forse in altre zone meno urbane il doppio vetro è ancora un miraggio. Da queste parti, ma non ho fatto comunque un’indagine approfondita, le case nuove che ho visto sono dotate di doppi vetri.

    14 Novembre 2011
  12. arisio said:

    Mio suocero quando viene a trovarmi si attacca ai caloriferi e cinguetta felice su che bella invenzione siano, altrettanto fa mia moglie che apprezza queste “robbe itagliane” pur essendo critica su tante altre. Ecco poi perche’ hanno inventato le tavolette riscaldate, se ti ci appoggi sopra al mattino presto in inverno ci lasci la pelle…..

    A.

    PS
    ODIO le stufette a cherosene, l’odore stile “..e le stelle stanno a guardare”, mi ricordano sempre l’alluvione del 1966.

    14 Novembre 2011
  13. mattia said:

    Sì, il riscaldamento elettrico sarà anche più fico… ma quanto costa?
    Lo scorso Dicembre ho speso 150 euro circa di bolletta elettrica (d’estate è 30 euro). 120 euro per il riscaldamento a Dicembre… e riscaldavo solo la stanza dove stavo, e a livello da non sentire freddo (mica che sprecavo).

    Capisco che non non ne vogliano sentire sul fronte del risparmio energetico… ma santo cielo, è una questione di soldi.
    Siamo a livelli per cui la spesa del riscaldamento è così alta che non ci metti poi molto a rientrare dall’investimento.

    15 Novembre 2011
  14. mamoru said:

    Con le pompe di calore, entro certi range di temperatura esterna, penso si possa scaldare in economia grazie a un cop decente.

    Almeno rispetto all’equivalente resistivo di pari potenza elettrica.

    La tavoletta riscaldata, pero’ e’ uno spreco molto allettante una volta provata.

    15 Novembre 2011
  15. Qui al nord il doppio vetro è ovunque, in provincia di Roma è ancora una rarità (e sì che in quanto a freddo…).
    Una curiosità: stufe a pellet e/o legna ce ne sono in giro?

    15 Novembre 2011
  16. flyby said:

    Da un punto di vista puramente energetico-exergetico, il riscaldamento elettrico (inteso come produzione calore per solo effetto Joule) è quanto di più antirazione esita, indipendentemente dai costi dell’energia elettrica: ci si fa un mazzo tanto per massimizzare l’efficienza di conversione dalla fonte primaria per produrre energia elettrica per poi sprecare tutto per produrre calore a bassa temperatura. In compenso, rispetto al riscaldamento per combustione, il riscaldamento elettrico ha il vantaggio di non avere emissioni localizzate e minori rischi quali incendi ed esplosioni. Per quanto ho potuto vedere è diffuso in Paesi con energia elettrica a basso costo come Austria e Francia. Diverso discorso è l’impiego di pompe di calore elettriche. Se la temperatura esterna scende raramente sotto 0 °C e si prevede anche il raffrescamento estivo, le attuali pompe di calore sono un’ottima soluzione sia energetica che economica. Ancora meglio potrebbero essere le pompe di calore a “geoscambio” ma richiedono investimenti importanti e disponibilità di terreno. Se poi potessimo diporre di sorgenti termali anche a bassa temperatura (a partire dai 25-30 °C), ci si potrebbe scaldare quasi gratis. Confesso di essere sorpreso che in Giappone, per la sua situazione geologica e per il fatto che i principali produttori di pompe di calore sono giapponesi, questa soluzione non sia diffusa.
    Un modesto consiglio: per completare l’opera di isolamento dei vetri potresti mettere anche un foglio di alluminio (quello da cucina!) sul lato esterno del pannello in modo da ridurre gli scambi termici per irraggiamento. Ultima nota: esistono ormai i serramenti a triplo vetro con una trasmittanza di 0,9 – 0,8 , in pratica inferiore a quella di una tipica parete in muratura di 20-30 anni fa. Scusate la lunghezza ma credo di aver dato informazioni interessanti.

    16 Novembre 2011
  17. mattia said:

    Preciso, per riscaldamento elettrico intendo che ho il condizionatore che che d’estate rinfresca e d’inverno riscalda.
    Sui costi, posso dire che qui vendono molte stufette a gasolio (non so se è proprio gasolio, probabilmente è una miscela particolare per quelle stufette) che consentono di riscaldare ad un costo inferiore.
    Ero stato anche tentato dal comprarla… però ho troppa paura di malfunzionamenti, incendi, mancanza di ossigeno in casa… e siccome sono fin troppo paranoico ho preferito tenermi il condizionatore.
    Oltre al fatto che non avevo voglia di fare avanti e indietro dal negozio a comprare le taniche di carburante.

    16 Novembre 2011
  18. flyby said:

    Una possibilità potrebbe essere verificare se esistono tariffe dell’energia elettrica differenziate per utilizzo (pompa di calore) o per fascia di impiego. Forse qualcosa si riesce a risparmiare.
    Per 0,8 – 0,9 intendevo W / m2 K.

    16 Novembre 2011
  19. Valeria said:

    I doppi vetri in sè e per sè non danno un contributo essenziale se non è isolato tutto l’insieme infisso, quindi aggiungere doppi vetri a infissi vecchi, considerati i costi, non è molto conveniente. Gli infissi moderni sono progettati per avere un valore complessivo di trasmittanza quasi pari a quello del doppio vetro (che ne so, 1,3 W/m2K l’infisso completo e 1,1 W/m2K il doppio vetro). In Giappone come in altri paesi di area pacifico-asiatica (per esempio in Nuova Zelanda) a quanto pare non hanno dato anche in anni recenti una grande importanza all’isolamento dell’involucro degli edifici che, unito all’uso abbastanza comune di riscaldamento elettrico, non garantisce un buon comfort abitativo.

    20 Novembre 2011

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