Una città non necessaria

Alla fine ci siamo arrivati, al gran chenion. Giusto per il tramonto. Nel mezzo qualche centinaio di km di deserto.
Già, perché per andare da Los Angeles al gran chenion bisogna passare dal deserto.
Mica per modo di dire, è proprio un deserto vero.
L’ho scoperto a colazione quando ho visto un collega presentarsi con valigia, cappellino, e tanica di 10 litri di acqua: sai, in caso di necessità.

Così mi è capitato di guidare per km e km (anzi, miglia e miglia) su un’autostrada circondata dal niente. Ma proprio niente: ovunque ti giravi trovavi vedevi solo un’estesa distesa di terra arida con cespugli qui e là, e colline sullo sfondo.
Ogni tanto le colline si avvicinavano, ci passavi sopra o in mezzo. Erano le tipiche colline rossastre che ti facevano sembrare in un film western.
Talmente affascinante quanto pauroso: e se ti si ferma la macchina lì? Non a caso ho visto almeno una decina di macchine in panne che venivano trainate.
Non che sia una strada dove non passa nessuno. No, no, passa molta gente. Ma trovi una forma di civilizzazione ogni 70 km. Nel mezzo il nulla.
Neanche un benzinaio o un autogrill.

A mezzodì siamo arrivati a una città dove abbiamo fatto rifornimento e pranzato. Needles, si chiamava il borgo.
E allora ho iniziato a pensare a che vita potesse fare una persona che vive Needless.
Voglio dire, vivi in un paesello che dista decine di km da ogni altra forma di urbanizzazione. Cosa fai quando vuoi andare a teatro? Deve per forza farlo qualcuno del paese. Che gente conosci? Sempre le solite quattro facce.
Con chi ti metti a limonare? Hai a disposizione una scelta molto ristretta.
Che poi è anche la stessa vita di chi sta su un’isola. Però almeno su un’isola hai il mare, le spiagge… è un bel posto. Lì invece sei nel deserto, non c’è niente di bello. E allora mi sono chiesto perché uno decide di vivere a Needles. Magari la gente è intelligente e anche se sono le quattro facce si trovano bene tra loro.
O magari la gente impazzisce. Vai in giro per le strade e vedi la gente che urla, si strappa i capelli, fa la ruota sul marciapiede.
La maestra, poi, mi sono chiesto chi fosse la maestra. Chi è che viene mandato qua a fare scuola, e tutti i risvolti psicologici. Tipo se è una che poi sclera, o se usano Needles come punizione per i maestri.
La scuola guida poi: ci sarà una scuola guida a Needles? E se non c’è che fa la gente?

No, ecco, pensavo a tutte le implicazioni dovute al fatto di vivere in un paesello nel deserto.
Secondo me è roba da passarci un lungo periodo a studiare i comportamenti sociali.

7 Comments

  1. Turz said:

    Anch’io ho pranzato a Needles! E al ritorno ci ho pure cenato e dormito 🙂

    Secondo me c’è un’altra spiegazione: quando vogliono divertirsi prendono la macchina e vanno a Bullhead City, che dista “solo” 22 miglia (37 minuti di auto, che per l’americano medio è come uscire per buttare la spazzatura).

    Non peggio di chi abita a Tirano, per esempio, che tra l’altro quei 37 minuti per andare a Sondrio non li fa su una comoda highway ma su una perfida statale alpina.

    31 Ottobre 2011
  2. mattia said:

    a parte che tra Tirano e Sondrio c’è molta altra roba, ma poi Tirano mica è nel deserto! Tirano è in un posto bello, con le montagne.

    31 Ottobre 2011
  3. camicius said:

    Quest’inverno in Australia, abbiamo fatto 125 km incontrando una sola auto, e passando un paese (che non abbiamo manco visto) che non aveva neanche il distributore di benzina. E un cartello spiegava di fare il pieno, perché per 125 km non c’era nulla!

    31 Ottobre 2011
  4. Ariakas81 said:

    Il concetto di bello e brutto secondo me e’ relativo. Noi che siamo abituati al nord Italia consideriamo Tirano meglio del deserto, magari per loro e’ l’opposto che ne sai?

    31 Ottobre 2011
  5. Turz said:

    Beh, questione di gusti. D’inverno stare in mezzo alle montagne può essere più triste che stare nel deserto.
    Comunque se preferisci puoi pensare a Perdasdefogu.

    Ipotesi alternativa: con tutto il passaggio di auto e camion (sei sulla Chicago-Los Angeles e non ci sono molte alternative per rifornire motore e stomaco) guadagnano un sacco di soldi, a tal punto che la maggior parte sta lì sei mesi (facendo i turni) e negli altri sei si gode la vita in qualche posto figo.

    Di certo in un posto così non ci starei mai.

    31 Ottobre 2011
  6. mattia said:

    Non so… Ho mangiato dei tacos in un fast food e i prezzi mo’ sembravano normali. La benzina piuttosto è carissima (ovviamente, non hai scelta…).
    Però mi sa che i lavoratori mica guadagnino un botto, al massimo i proprietari. A meno che non debbano pagarli tanto per convincerli a lavorare lì.

    31 Ottobre 2011
  7. Turz said:

    I prezzi sono normali, anzi forse anche un po’ più bassi. Anche la benzina era normale, due anni fa (considera che sei in California e in California la benzina è cara).

    Solo che ci passa tanta gente tutto il giorno. Un po’ come IKEA: non fa i soldi perché costa tanto, ma perché ha tanti clienti.

    2 Novembre 2011

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