I te ciulen i danee

Tanti anni fa, circa cinque, ero lì al computer. Dico a mio papà che controllo una cosa sull’home banking.
E lui mi viene lì alle spalle come una furia e mi dice “oh, varda se gh’è sö ul lüchet se de no i te ciulen i danee” (guarda se c’è il lucchetto, altrimenti ti rubano i soldi).
Era il 2006, e quella cosa lì della connessione protetta con lucchetto e https mio papà già la sapeva. E preciso, mi papà non ha fatto l’hacker di professione: è un ex panettiere con la quinta elementare.
Però quando si è comprato il computer (a 55 anni) e si è messo ad usare l’home banking ha fatto la cosa più ovvia del mondo: ha letto le istruzioni (un libricino di sicurezza informatica che gli avevo regalato io).
Adesso, cinque anni più tardi (un’era per l’informatica) Milena Gabanelli se ne esce con questa perla:

L’uso dell’https mi sembra di aver capito sono in pochi a saperlo.

Forse più che anzianotti paranoici quelli di Report dovevano intervistare i pensionati con un po’ di sale in zucca come mio papà.

17 Comments

  1. Valeria said:

    Anche io non mi capacito di questa puntata di Report che fra l’altro è stata criticatissima. Sul discorso https io uso home banking da anni, ne ho due con due sistemi diversi (uno con il certificato da installare e uno con la tastiera virtuale da pigiare) e non mi hanno mai fregato niente (tranne le banche quando si inventano le spese pazze) e del resto ho comprato con carta di credito su internet e anche li mai nessun imbroglio. E’ ovvio che se mi arriva una email da poste.ru che mi dice in italiano stentato di cliccare un link col cavolo che lo clicco, anche prima di sapere che si chiama phishing. L’utilizzo del cervello non è mai abbastanza sottovalutato.

    13 Aprile 2011
  2. Cosa c’è che non va in quella frase della Gabanelli ?
    Anche a me pare che siano in pochi a conoscere l’importanza dell’https.

    13 Aprile 2011
  3. Tyreal said:

    Io credo che tuo padre sia un po’ una maosca bianca. Anche noi usiamo l’home banking da anni, ma credo che la media nazionale sia di minor competenza in materia di quanto possa esserlo la tua famiglia… così, a naso. Magari mi sbaglio, eh…

    13 Aprile 2011
  4. mattia said:

    Cosa c’è che non va in quella frase della Gabanelli ?

    C’è scritto nel post.
    Ed è proprio il topic.

    13 Aprile 2011
  5. Diego said:

    Tuo papà non è un campione rappresentativo.
    E purtroppo la Gabanelli in questo non credo abbia sbagliato più di tanto. L’https è perfetto sconosciuto, anche tra molti dei ragazzini che si ttaccano a feisbuc ogni 5 minuti per dar da mangiare al maialino.

    13 Aprile 2011
  6. mattia said:

    forse è meglio scrivere a Report e dire loro che la prossima volta devono dire che sull’internet ti prendi quelle cose brutte in gergo tecnico e criptico chiamate virus.
    Magari potrebbero anche raccontare dei dialer.

    13 Aprile 2011
  7. um said:

    La puntata di report è stata pessima per contenuti e opinioni espresse, ma imho hanno dimostrato di far parte della massa di gente che sottovaluta l’importanza dell’https e che ha idee molto vaghe su tutto il resto.
    L’utente tipico, che ha comprato il portatile per usare facebook, non solo non controlla se il sito ha https (la banca online più nota in italia per come sono strutturate le pagine non visualizza nessun “lucchetto” su metà delle pagine) ma non ha nemmeno un antivirus sul pc (stesso discorso per il firewall) a meno che non ci fosse qualcosa di preinstallato (e.g. il classico norton che scade dopo un po’).
    Concordo con altri, tuo padre è l’eccezione (anche considerando gente vent’anni più giovane)

    13 Aprile 2011
  8. Nicola said:

    Purtroppo devo dirti pure io che tuo padre è una (grande) eccezione. Oh, proprio ieri su Fb è dilagata un’applicazione spam che tagga foto a manetta di tutti gli amici; io per fortuna e per esperienza l’ho bloccata, ma fidati che moltissimi utonti, pure 20ennni manco si rendono conto che stanno regalando i loro dati personali a un cracker.

    13 Aprile 2011
  9. mattia said:

    tristezza, ragazzi, tristezza..
    Come è possibile che uno nato negli anno quaranta, con la quinta elementare (non me ne volere papà, lo so che leggi, lo dico come complimento, neh) sia più sveglio di un nativo digitale.
    Ma cazzo insegnano ai ragazzi a scuola? Via, licenziare tutti e rifondare la scuola da zero.

    13 Aprile 2011
  10. credimi, l’informatica che insegnano nei licei fa davvero ridere: dopo cinque anni sapranno usare word e power point. su facebook si impara di più.

    13 Aprile 2011
  11. mattia said:

    ma io non voglio neanche che imparino a usare word, o un software in particolare (a parte quando ti servono per quella materia specificatamente).
    Voglio che imparino i concetti generali, che poi devi applicare a qualsiasi cosa fai.

    13 Aprile 2011
  12. Nicola said:

    Kermitilrospo, ah allora io sono fortunato: in terza superiore mi hanno insegnato pure 2 concetti di una distro Linux che manco non ricordo più ed infatti oggi non riuscirei a capirci poco pure se fosse Ubuntu. 😀

    Si appunto basta che l’Istruzione insegni agli studenti attenti che se ti imbatti in questa sitauzione è sicuramente un raggiro, devi vedere se c’è il “lucchetto” alla connessione ecc…. Invece -come ho detto- vedo schiere di utonti che se ne fregano della sicurezza in rete e poi come degli allocchi si lamentano di essere stati raggirati. Chi è causa del suo mal….

    13 Aprile 2011
  13. davide said:

    Io ho “tenuto” corsi di sicurezza informatica in aziende e il famoso https (o lucchettino) non solo era sconosciuto ma ho dovuto sudare per far comprendere un semplice concetto: se non conosci prima o poi ti fottono.
    Sai le risate a parlare di phishing dialer e tanto poi son cose che si vedono solo in tv.
    confermo, tuo padre mosca bianca.

    13 Aprile 2011
  14. leledellasforza said:

    Tuo papa` utilizza il computer come gli hanno insegnato ad usare il forno da giovane. Un attrezzo molto utile che comporta anche dei rischi. Il computer non differisce. E` problema di forma mentis trattare tutto con una certa circospezione, prima imparo da solo poi provo in compagnia (un po’ come il sesso). E l’unica informazione indispensabile che dovrebbe essere girata alle generazioni digitali riguarda la procedura di spegnimento del computer… che` una birra con gli amici ha ancora un certo fascino. Casomai.

    14 Aprile 2011
  15. Turz said:

    Mi sa che stavolta la Gaba ha ragione. Conosco persone laureate in Ingegneria che questa cosa del lucchetto l’hanno sentita per la prima volta da me.

    Nella mia scuola superiore, l’Aula di Informatica era un ente metafisico di cui si sentiva parlare ma nessuno era certo se esistesse o meno. Mi hanno guardato quasi con stupore quando alla maturità ho fatto le slide per presentare la tesina (con un software chiamato Garamond Amico, PowerPoint ancora non sapevo cos’era).

    Se diventi Ministro dell’Istruzione 😛 oltre che sull’ovvia abolizione del latino ti appoggio anche sull’introduzione di un corso di antibufala e/o sicurezza informatica.

    14 Aprile 2011
  16. mattia said:

    (con un software chiamato Garamond Amico, PowerPoint ancora non sapevo cos’era

    Pensa che io scoprii PowerPoint nel 1998. Ero andato a uno di quelli squallidi concorsi canori di provincia, e sullo schermo trasmettevano delle slide piene di colori ed effetti speciali col nome del cantante e la canzone. Delle animazioni che mi sembravano cose da televisione, impressionanti per una manifestazione di provincia. E non avevo idea di come facessero a farle.
    Allora mi misi dietro alla regia audio video e cercai di sbirciare sullo schermo del computer, ma non riuscii a vedere il nome del programma, vido solo “slide”. Andai a casa e cercai tra tutti i programmi quello che aveva nel menù “slide” e così scoprii power point.
    Quanti ricordi!

    Se diventi Ministro dell’Istruzione oltre che sull’ovvia abolizione del latino ti appoggio anche sull’introduzione di un corso di antibufala e/o sicurezza informatica.

    Be’, guarda che una carica come quella di ministro l’accetterei anche. Non per altro, ma perché non mi dovrei sottoporre al voto popolare. Quello che mi dà fastidio della politica è proprio il farsi giudicare da gente mediamente scema. Cariche come quelle esecutive in cui sei nominato e non eletto le farei anche.
    Se la situazione è così tragica come mi raccontante sicuramente è da introdurre l'”educazione informatica”. Ma porca troia, la gente di vent’anni dovrebbe conoscerle già da sola queste cose.

    14 Aprile 2011
  17. fgpx78 said:

    Pure pseudo milanese! Bene bene… ad ogni modo l’https ogni volta che lo inseriamo nelle offerte dobbiamo allegare una spiegazione…

    16 Aprile 2011

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