Sei solo chiacchere e ablativo

Proprio mentre qui sotto si parlava dell’argomento, compare su Repubblica una lettera di un’insegnante frustrata di latino che piagnucola perché si è accorta che il latino non serve a niente (meglio tardi che mai), ma soprattutto non le serve a mettere il pane in tavola.
Sembra che sia un argomento caldo in questo momento (anche se è una cosa che ciclicamente si ripropone). Quindi due paroline extra le spendo volentieri.

Non ritorno sul tema dell’inutilità di latino, greco e filosofia. Ne ho già parlato e non intendo ripetermi.
Piuttosto prendo spunto da quella lettera per fare due considerazione di altra natura.

1) Non viviamo in una società comunista, ma in una società in cui il mercato si basa sulla domanda di beni e servizi da parte della gente. Una domanda che può basarsi su necessità autentiche o indotte dalla pubblicità, ma in definitiva ti trovi sempre il Sig. Rossi che va in negozio e compra un filone di pane.
Questa richiesta fa lavorare il negoziante che lo vende, il panettiere che lo prepara, il mugnaio che macina in grano e il contadino che il grano lo coltiva. Tutti questi lavori rispondo al bisogno del Sig. Rossi di pane.
Se poi il Sig. Rossi vuole farsi una casa darà lavoro all’architetto che disegna delle tavole confuse, all’ingegnere che corregge i suoi errori, ai muratori che la realizzano, al produttore di mattoni…
Quando poi la casa è finita il Sig. Rossi porta la moglie in camera da letto per ciulare, e così darà lavoro ai produttori di goldoni, al musicista del cd jazz che mette su per fare atmosfera …
Tutte professioni trovano una giustificazione nel soddisfacimento di un bisogno. Siamo tutti schiavi di quello che la gente desidera. Se non c’è più richiesta di quello che facciamo noi restiamo senza lavoro, poche storie.
Ora, ditemi, dov’è la domanda di latino? Che posto ha sul mercato la domanda di greco?
L’unica domanda è quella – artificiale – creata dallo Stato per le scuole.
C’è per caso gente in giro che dice “mmm, non so cosa fare, devo trovarmi un hobby… ecco, quest’anno anziché andare al corso di ballo sudamericano all’ARCI mi iscrivo a un corso di greco antico“? Perché se c’è questa gente allora prendiamola in considerazione e mandiamo i docenti frustrati a insegnare loro.
Ma questa gente non c’è; l’unica domanda di latino fuori dai contorni scolastici sono le lezioni private per recuperare i 4 presi nelle versioni in classe, siamo sempre lì.
E allora perché, se non c’è una domanda, ci dovrebbe essere un’offerta?
Certo, so bene che l’offerta in ambito scoltastico è sempre forzata dai programmi di studio e mai condizionata dalla domanda degli studenti. Ma in questo caso puoi sempre applicare il principio della domanda al livello superiore. Le aziende mi creano domanda di tornitori, e la scuola insegna a dei ragazzi ad usare il tornio. Se l’azienda chiede gente che sappia usare il CNC, la scuola preparerà gente capace di usare il CNC.
E per il latino? Che richiesta c’è di latinisti nel mercato? Tolta qualche biblioteca con la necessità di tradurre testi inediti rinvenuti per caso l’unica domanda di latinisti è la scuola stessa che insegna latino. Un po’ come se il panettiere producesse il pane solo per sé stesso o l’operaio che produce goldoni producesse solo i goldoni che usa egli stesso. Eh, no, non funziona mica così un sistema economico.
Volete imparare greco e latino? Buon per voi, non ve lo vieto. C’è gente che paga della gente affinché gli insegni a suonare l’oboe, non ho niente in contrario se tu vuoi pagare qualcuno affinché ti insegni il greco.
Ma ci deve essere una domanda, e deve essere una domanda economica vera, non creata artificialmente.
L’insegnante di latino che protesta perché dice che nella società non c’è posto per il latino non ha niente di diverso dal panettiere che rincorre i clienti per strada con delle michette che non vuole comprare nessuno gridando “compra il mio pane! compra il mio paneeee!“. No, se io non voglio il tuo pane non lo voglio non lo compro. E se nessuno lo vuole ti attacchi al tram.
L’alternativa è, appunto, il comunismo, dove anche la domanda è gestita dallo stato.
In effetti gli insegnanti di latino, greco e filosofia sono lavoratori keynesiani: solo che invece di far loro scavare e riempire le buche lo stato fa loro insegnare latino, greco e filosofia. Sono lavoratori socialmente utili, senza l’ “utili” però.
Ecco, lo Stato vi ha dato la vostra buca da scavare, cazzo volete di più?

2) La cosa divertente di quella lettera è che sembra essere scritta da un’insegnante depressa perché a quant’anni si trova precaria e senza soldi.
Ma scusate, non dicevate mica che il latino, il greco e la filosofia aprono la mente, ti rendono in grado poi di imparare qualsiasi cosa, ti danno flessibilità mentale…
E allora cosa sono queste recriminazioni da ubriacone riverso al bancone del bar che bestemmia contro il mondo?
Il latino ti ha dato la flessibilità mentale? Bene, dimostralo.
Se non riesci a vivere di insegnamento impari un altro lavoro, magari come programmatore java o android. Dici che lo scervellarti sulla grammatica e la sintassi latina ti rende in grado di capire qualsiasi cosa, che vuoi che siano dei puntatori o la gestione di un db?
E’ quello che fanno tutte le persone quando non riescono a fare il lavoro che piace loro: o si spostano (cambiando città, regione, stato o continente), o cambiano mestiere. Ce l’hanno tutti la flessibilità e l’apertura mentale per farlo.
Gli unici che invece non sembrano avere questa flessibilità mentale sono gli insegnanti di latino: sono solo chiacchere e ablativo.

62 Comments

  1. mattia said:

    educano le persone alla bellezza

    Educare alla bellezza è una frase Giussani-style. Evitiamo di parlare come i ciellini, dai.

    sebbene non misurabile esattamente e non definibile con criteri precisi

    lo dici a un metrologo 😉

    E considerando il fatto che il Latino e` molto piu` preciso dell’inglese, io proporrei che i trattati scientifici si tornasse a scriverli in Latino

    Non diciamo scemenze.
    Il latino è una lingua che è morta prima che gran parte della scienza si sviluppasse. Scrivere un articolo scientifico in latino oggi imporrebbe la creazione di un’enormità di vocabili nuovi, completamente inventati.
    In sostanza, non useresti il latino, ma inventeresti una lingua che non esiste. A quel punto usa direttamente l’esperanto.
    Senza contare il fatto che l’inglese non si usa a caso per gli articoli scientifici, ma perché – banalmente – è la lingua che consente di essere compresa da più persone in tutto il mondo, nell’ambito scientifico.
    E, secondo il teorema di Butta sulla minima energia delle lingue, è ovvio che si usi inglese (che tra l’altro non è nemmeno impreciso, basta saperlo scrivere).
    Ho provato a leggere articoli scientifici pubblicati in Unione Sovietica… scritti in inglese.
    Il teorema sulla minima energia delle lingue vince anche sulle motivazioni politiche, fa un po’ tu.

    22 Febbraio 2011
  2. mattia said:

    Questa è tetrapiloctomia Mattia.

    No, è una differenza fondamentale.

    Il Papa è sovrano di uno stato indipendente, che è gestito dai vari uffici cardinalizi come lo stato italiano è gestito dai ministeri.

    No, il collegio cardinalizio gestisce il potere che è proprio del Papa quando la sede è vacante.
    Per il resto gli uffici cardinalizi non gestiscono un bel niente, semplicemente perché non esistono gli uffici cardinalizi.
    Ogni cardinale è titolare di un titolo cardinalizio (ossia una chiesa romana), a memoria di quando i cardinali erano principalmente principi di roma. E’ una cosa puramente simbolica, senza di fatto alcun potere.
    Per il resto lo stato della Città del Vaticano è gestito dalla curia romana con le sue varie istituzioni, che non c’entrano nulla con i cardinali (un cardinale può essere posto a capo di uno di questi organi ma non in quanto cardinale).
    E tantomeno c’entra con la faccenda in quanto gli insegnanti di religione devono avere il nullaosta del vescono di competanza territoriale. Niente a che vedere con qualsivoglia cardinale.

    Tu ritieni giusto che venga insegnata la materia nei termini attuali, io vorrei che fosse sottratta all’influenza dei vescovi e data da insegnare ai prof di filosofia (la religione rientra nella metafisica^^) e storia.

    Mi immagino solo come ne uscirebbe, data in mano a insegnanti di filosofia…. brrrr

    Piuttosto, prima dicevi che lo stato deve insegnare quelle cose come la letteratura, il latino e così via perché sono quelle cose che vi identificano come italiani.
    Bene, dici che la religione cattolica non ha avuto alcuna influenza sull’italia come la vediamo ora? Non parlo di una identificazione nazionale basata su una confessione religiosa, ma su una base culturale di comportamenti condivisi che traggono origine dal fatto che la maggioranza della popolazione è (o era) cattolica.
    E allora, non trovi giusto insegnare la religione cattolica? Usando il tuo stesso ragionamento, che senso ha insegnare lo shintoismo?

    22 Febbraio 2011
  3. leledellasforza said:

    Mattia, ti giuro che non sono un ciellino. Ho anche dei testimoni!
    Che il latino sia piu` preciso dell’inglese non e` un’opinione ma un fatto che chiunque conosca decentemente l’una e l’altra lingua puo` facilmente realizzare. Ugualmente e` noto che il Latino abbia svolto per secoli il ruolo dell’inglese, cioe` mettere in contatto persone di diverse origini.
    Inventare parole nuove e` molto difficile ma se Dante invento` l’italiano (che prima di lui aveva 800 parole attestate mentre dopo la Commedia l’italiano ne conta oltre 20000) un gruppo di filologi potrebbe “aggiornare” il latino, tanto per dire…
    Ora ammetto che io mi trovo bene con l’inglese, mi diverte ed e` molto “handy” pero` la denigrazione del passato per lanciarsi verso le “magnifiche sorti e progressive” del mondo individuate nella scienza e nella semplificazione linguistica mi lascia con un gusto in stile Belle Epoque. Tutti insieme, allegramente, verso la barbarie. magari sbaglio.

    22 Febbraio 2011
  4. mattia said:

    Che il latino sia piu` preciso dell’inglese non e` un’opinione ma un fatto che chiunque conosca decentemente l’una e l’altra lingua puo` facilmente realizzare.

    Cosa intendi, precisamente, per “più preciso”?

    Ugualmente e` noto che il Latino abbia svolto per secoli il ruolo dell’inglese, cioe` mettere in contatto persone di diverse origini.

    In una parte estremamente limitata del mondo.
    Ora la scienza parla da San Francisco a Tokyo.
    Prova tu a far parlare latino dei giapponesi o dei coreani (che già faticano sull’inglese…).

    n gruppo di filologi potrebbe “aggiornare” il latino, tanto per dire…

    Ossia, “inventi” una lingua. Te l’ho detto, usa l’esperanto.

    22 Febbraio 2011
  5. Lorenzo said:

    Bene, dici che la religione cattolica non ha avuto alcuna influenza sull’italia come la vediamo ora? […] E allora, non trovi giusto insegnare la religione cattolica? Usando il tuo stesso ragionamento, che senso ha insegnare lo shintoismo?

    Sei tu che vuoi togliere dalla scuola le materie “inutili”, mica io. Se rileggi, ho scritto che la religione continuerei a insegnarla, ma con presupposti diversi.

    E tantomeno c’entra con la faccenda in quanto gli insegnanti di religione devono avere il nullaosta del vescono di competanza territoriale. Niente a che vedere con qualsivoglia cardinale

    Il fatto che mi sia confuso sui titolari dei vari uffici che dipendono dal Papa, invalida il discorso che sia lo stato del Vaticano sia i vescovi che danno il nullaosta agli insegnanti di religione dipendano dal Papa?

    ps. a me l’Esperanto è sempre piaciuto. Sarà che ho antipatia per gli inglesi <.<

    22 Febbraio 2011
  6. leledellasforza said:

    Con l’espressione “piu` preciso” intendo un’ accuratezza che riduca significativamente le possibilita` di fraintendimento (il numero di aggettivi/pronomi dimostrativi in latino persegue proprio questo obbiettivo).
    Sulla difficolta` di usare il latino come lingua scientifica corrente mi trovi d’accordo ma ugualmente non sarebbe un’impresa impossibile sebbene rimanga un qualcosa di solo puramente pensabile allo stato delle cose.
    Vi e` pero` una differenza gigante fra inventare una lingua (esperanto) che non e` mai esistita ed aggiornare una che invece ha una storia ed una struttura conosciuta.
    In ambito scientifico si continuano ad inventare parole che trovano uso ed attestazione con il passare del tempo. Chi conosceva ed usava la parola Maotsetungsteno prima della scoperta di quel materiale?

    22 Febbraio 2011
  7. mattia said:

    intendo un’ accuratezza che riduca significativamente le possibilita` di fraintendimento

    Quella è una questione che mi sono posto anche io molte volte, di solito quando inizio a studiare una nuova lingua.
    Oh bella, in giapponese non c’è differenza tra singolare e plurale, tra maschile e femminile… come fanno a capirsi?
    Eppure si capiscono. Basta essere in grado di usarla la lingua.
    In greco hai il duale, in ceco hai un plurale dal 2 al 4 e un plurale dal 5 in poi.
    In italiano non ha niente di tutto questo. Meno preciso? Forse, ma vuoi dirmi che ciò provoca fraintendimento quando parli italiano?

    22 Febbraio 2011
  8. Bonifax said:

    Butta,

    Fammi capire: tu consideri assolutemente imposto il latino (piu le altre materie da classico). Cosa pensi la scuola cosa debba insegnare? e a che pro? Suppongo che se il latino e’ inutile o meglio non ha una sua profittabilita’ nel mondo professionale tante altre materie potebbero andare al macero (i.e. musica, disegno, geografia, storia, letteratura – l’italiano come lingua tout court ovviamente no).
    La teoria di Keynes del buco da tappare e’interessante – non ricordo pero in quale testo veniva citato – puoi aiutare?

    22 Febbraio 2011
  9. mattia said:

    Ad esempio insegnerei alla gente che non si scrive “Butta, …”.
    Ma ” Egr. Sig. Butta”. Il cognome da solo fa schifo.
    Ecco, imparare a saper scrivere una cosa del genere senza fare schifo è sicuramente più importante del latino.
    Per il resto, ne abbiamo parlato qui sopra di quello che secondo me si dovrebbe insegnare a scuola. Rileggi i commenti.

    E poi insegnerei ad usare google, ad esempio per digitare “keynes scavare buca”. Ti svelerò un segreto: così facendo scopri l’arcano senza dimostrare di ignorare le basi dell’economia.

    22 Febbraio 2011
  10. Bonifax said:

    eh no Mattia (cosi mi levo l’obbligo di scrivere tutta la storia degli attributi/nomi ma non ne vedo l’importanza dato che sono i fatti quelli che contano ne ti offenderai visto che il concetto – il tuo nome/cognome – e’chiaro) ,

    il latino e’un orpello ok ma le altre materie da me citate che ne facciamo? ne i post precedenti lo spiegano…. (non capisco addirittura se consideri la religione come materia da scuola dato che non ne vedo l’utilita nel mondo del lavoro)

    Ho l’umilta’di dirti che non conoscevo l’esempio della buca ma buttata la cosa detta da te non ha affatto nessun senso…

    22 Febbraio 2011
  11. Turz said:

    Con l’espressione “piu` preciso” intendo un’ accuratezza che riduca significativamente le possibilita` di fraintendimento

    Tutte le lingue hanno strumenti per ridurre, a loro modo, le possibilità di fraintendimento.

    L’inglese ha (almeno secondo fonti di parte) più parole di qualsiasi altra delle maggiori lingue.

    Inoltre in ambito scientifico ha ormai una storia ed una struttura conosciuta che il latino non può avere, essendo morto prima che inventassero il nuntius electronicus, l’instrumentum aëri temperando, le Civitates Foederatae Americae et caetera.

    E l’esperimento dell’Esperanto (scusa per l’allettante allitterazione) ha dimostrato che uno “standard di fatto” in ambito linguistico è impossibile da cambiare se non c’è una grande potenza economica in grado di farlo da sola senza doverne rendere conto a nessuno (non dimentichiamo che a fine ‘800 e nei primi 70 anni del ‘900 il mondo era dominato prima dall’Inghilterra e poi dagli USA, mentre nell’antichità il “mondo” europeo era dominato da Roma).

    Quindi rassegniamoci a usare l’inglese, perché è parlato in almeno una delle maggiori potenze mondiali del futuro. L’altra si sta adeguando.

    @Bonifax:
    Eccoti servito

    22 Febbraio 2011
  12. Natascha said:

    sisi..errrore mio. Non cassa integrazione ma disoccupazione. Sorry!

    23 Febbraio 2011

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