Pietà o schifo

Sia ad Annozero della scorsa settimana che a Ballarò di due giorni fa c’è stato un momento che mi ha provocato sincero imbarazzo.
E’ stato quando ai rappresentanti della maggioranza è stato chiesto se avrebbero concesso l’autorizzazione a procedere qualora il processo a Berlusconi per prostituzione minorile e concussione fosse finito al tribunale dei ministri.
Ovvio che no, non gliela darebbero l’autorizzazione a procedere. Ovvio che bloccherebbero così il processo, è lo scopo per cui stanno qui a menare il torrone con la storia del giudice naturale.

Dicevo, di fronte a questa banale domanda, a cui si può rispondere con un sì o con un no, i rappresentati della maggioranza hanno iniziato a balbettare “maahhh, beee’… vedremo, valuteremo…” . Un po’ mi fa sorridere vedere quanto siano principianti: è una domanda che ti puoi aspettare, cerca di prepararti una scusa credibile, una risposta per smarcarti. Non puoi presentarti in tv e incassare un contropiede del genere senza preparare una difesa. Che ne so, chiedi a Ghedini di prepararti una scusa.

Ma la cosa che mi ha provocato imbarazzo non era questa. Mi ha imbarazzato, e mi ha fatto provare pena, vedere persone adulte che recitavano una parte, che dicevano balle sapendo di dire balle.  Lo vedi che dicono cose in cui non credono, lo vedi che le dicono solo perché è il prezzo da pagare per avere quella posizione. E’ prostituzione mentale, significa vendere i propri pensieri per uno scranno parlamentare così come le prostitute vendono il proprio corpo per delle banconote.
Delle volte mi chiedo se prostituendo la loro mente provano dello schifo oppure ne assaporano i vantaggi (le stesse opposte posizioni che può avere chi prostituisce il corpo).
Mi chiedo se, quando arrivano a casa, la sera, guardano i figli e la moglie orgogliosi di essere sottosegretari di stocazzo lasciando la coscienza in fondo al cassetto, nel cantuccio coi fazzoletti intrisi di lavanda che non usi mai, oppure se guardando la moglie vengono assaliti dalla tristezza dovuto alla squallore di sentirsi dei falliti, dei prostituti mentali, gente che ha venduto la propria dignità, il proprio onore, il prorio nome.

Perché poi sì, tutti noi, chi più chi meno, deve scendere a compromessi nella vita, e obbedire al capo. Però un operaio che manda giù, muto, ettolitri di saliva davanti al capo perché non può permettersi di perdere il lavoro, ha quintali di dignità in più di un parlamentare settantenne con diverse legislature alle spalle (che gli consentirebbero anche di vivere di rendita) il quale gli ettolititri di saliva li manda giù raccontando in tv balle a cui non crede nemmeno lui pur di salvare la faccia al capo.

Non ho ancora capito se per queste persone provo più pietà o schifo.

27 Comments

  1. Andrea said:

    questo è uno dei posto più belli che ho letto qui. complimenti.

    17 Febbraio 2011
  2. camicius said:

    Concordo con il mio omonimo.
    Ma la cosa che mi sconvolge di più, non sono i vari ministri-senatori-deputati-sottosegretari, quanto la base. Gente che si dice cristiano-cattolica e giustifica il fatto che un presidente del consiglio faccia feste a base più o meno sessuale, con minorenni. E non ha grandi cose in cambio, almeno direttamente…

    17 Febbraio 2011
  3. mattia said:

    boh, la base già riesco a capirla di più: loro ti dicono “non voglio i matrimoni gay/ la fecondazione eterologa / l’islamizzazione dell’italia…” e per questi obiettivi mandano giù che il PdC faccia i festini.
    Ma non ci mettono la faccia, non vanno a parlare a ballarò. Al massimo sbottano sul sagrato della chiesa dopo la messa se qualcuno tira fuori l’argomento, e se ne escono con un “.. e allora meglio gli altri che vogliono far sposare i froci?”. Ma la cosa finisce lì.
    E non ti dicono nemmeno che ha ragione B, ti rispondono con un “e allora gli altri?”

    Dal punto di vista psicologico mi interessa di più capire cosa succede nella mente di uno come Lupi. Uno che – stando a quello che dice egli stesso – è talmente candido da essersi sposato vergine. E poi pubblicamente, davanti alle telecamere, si erge a difensore dei vizietti del capo alzando la voce e aggredendo verbalmente.
    Troppa contraddizione, troppa. Come fanno a non piangere quando arrivano a casa?

    17 Febbraio 2011
  4. ErreBi said:

    Ciò che hai descritto è il gioco della politica. C’è poco da meravigliarsi. Ed è per questo che non tutti son capaci di fare politica, perché c’è da sporcarsi per bene le mani.
    É ingenuo credere che lealtà e morale prevalgono sugli interessi. La politica impone ai politicanti l’ipocrisia. E la prostituzione mentale è piccola cosa, nascosta com’è sotto l’oscura ombra dell’ambizione.
    L’errore del cittadino medio è quello di giudicare i politici sui valori morali dimenticando che il successo spesso si ottiene calpestando la suddetta morale. Giochi di partito, false dichiarazioni, colpi bassi… in politica è sempre stato così. Non è mica una novità!

    “Mi chiedo se, quando arrivano a casa, la sera, guardano i figli e la moglie orgogliosi di essere sottosegretari di stocazzo lasciando la coscienza in fondo al cassetto[…]”

    Questa è la morale cui ci sentiamo tutti di dar conto.
    Chiediti invece se quel loro abbarbicarsi alla sedia ad ogni costo può avere per noi (cittadini intendo) delle ripercussioni positive, nei fatti, nella pratica. Questo è ciò che conta.

    17 Febbraio 2011
  5. mattia said:

    Chiediti invece se quel loro abbarbicarsi alla sedia ad ogni costo può avere per noi (cittadini intendo) delle ripercussioni positive, nei fatti, nella pratica. Questo è ciò che conta.

    No, ma forse non hai capito. O probabilmente non mi sono spiegato bene.
    Lo so che la politica è quella cosa lì. Non ho scritto questo post per giudicare il comportamento dei politici. La cosa che mi interessa è capire l’aspetto psicologico della faccenda.
    Mi piacerebbe capire quando questa ipocrisia è consapevole e sentita nell’animo di chi la vive. Quanto sono capaci di mascherare i propri sentimenti, e quando sentano sul groppone il peso di questa ipocrisia. Quanto si cullino nelle scuse che si creano da soli e quanto la verità li spaventi.
    Questo mi interessa.

    17 Febbraio 2011
  6. ErreBi said:

    La mia sensazione, e tengo a specificare che si tratta solamente di una sensazione, è che tanto più il politico è professionista e tanto meno le sue scelte pubbliche avranno impatto sulla sua vita privata. Siamo alla stregua di un avvocato che difende un colpevole; lo fa, nel migliore dei modi, utilizzando tutte le “armi” in possesso, ben sapendo che quell’uomo meriterebbe una condanna. Se l’avvocato non riuscisse più a dormire per il peso morale sulla coscienza, cambierebbe lavoro.

    Perciò stringendo, sì… credo che l’ipocrisia sia consapevole. Ma allo stesso modo, giustificata. Più o meno sintetizzerei il pensiero così: “Se io dico questa bugia ne faccio incazzare 100 invece di 1000, avrò più possibilità di rimanere al mio posto (o di arrivare, per l’opposizione)e tentare quindi di far attuare delle scelte che ritengo giuste”.

    Consideriamo anche che il politico è portato a barare sin dall’inizio della carriera: falsa umiltà, abnegazione nel difendere valori o scelte che magari non si condividono, pur di far carriera. Coloro che arrivano quindi sono in un certo senso abituati, assuefatti. Non credo sia un mestiere facile, non per tutti.

    Pietà o schifo?
    Pietà non di sicuro, poiché chi arriva a coprire determinate cariche è un qualcuno che lo ha desiderato fermamente, ed ha perseguito il suo obbiettivo senza scrupoli.
    Schifo? non so, si dovrebbe provare schifo per la politica ancor prima che per i politici ma per quanto già espresso non ci riesco.
    La governabilità di un Paese è un affare troppo sporco per aver degli stinchi di santo nelle alte sfere. Quando si dice: un male necessario.

    P.S. grazie per l’ospitalità.

    17 Febbraio 2011
  7. Lorenzo said:

    Questa è la morale cui ci sentiamo tutti di dar conto.
    Chiediti invece se quel loro abbarbicarsi alla sedia ad ogni costo può avere per noi (cittadini intendo) delle ripercussioni positive, nei fatti, nella pratica. Questo è ciò che conta.

    Vuoi la risposta? No.
    Forse dimentichi che in tutti i paesi democratici il Parlamento è il primo controllo sull’azione del governo. La libertà di mandato esiste proprio per garantire al singolo parlamentare la possibilità di dare contro al proprio partito. Se il tuo segretario fa una stronzata, tu glielo devi dire. Quella è la tua funzione, quello è ciò per cui vieni pagato dai cittadini.
    Abbarbicarsi alla poltrona non può che essere deleterio, perché tutti voteranno di tutto solo per garantirsi la rielezione.
    D’altra parte, qui non si tratta di essere stinchi di santo, ma di semplici regole di sopravvivenza politica. L’Italia è anomala perché il suo partito di maggioranza relativa, semplicemente non è un’organizzazione politica. Un qualsiasi partito non ha difficoltà a scaricare i propri leader quando fanno stronzate, perché sanno che mostrarsi corretti di fronte ai cittadini è l’unico modo per garantire la sopravvivenza del partito stesso. Ma il Pdl è semplicemente un’estensione di B., un’azienda di propaganda che si regge sulla sua figura. Non ha dignità da difendere, se non quella del capo. Ergo non può agire efficacemente per il benessere pubblico, perché il suo unico scopo è fare gli interessi del proprietario.

    ps. la politica è una cosa sporca, ma lo sporco deve comunque riguardare un bene superiore. La corruzione deve essere una sgradita conseguenza del potere, non può essere al centro del sistema stesso. Altrimenti non si tratta di tollerare la sporcizia, ma essere troppo pigri o collusi per fare pulizia.

    @Mattia: io sono da tempo giunto ad una conclusione. Mi fanno schifo. La mia compassione la riservo a persone più meritevoli.

    17 Febbraio 2011
  8. ErreBi said:

    @Lorenzo:
    Più su mi sono espresso in termini generici, senza espliciti riferimenti alla realtà attuale. Mi sembra invece che tu mi abbia appioppato la medaglia di strenuo difensore del nostro chiacchieratissimo governo di centro destra. Non è così, e non vorrei cambiare il confronto, ché le tifoserie portano solo a violenti scontri fisici.

    Rimanendo su questo piano, e dopo aver letto quanto hai scritto, io penso che tu abbia una visione troppo idealista della politica, di qui la sfiducia. Eppure lo hai scritto tu stesso: “perché tutti voteranno di tutto solo per garantirsi la rielezione.”
    Questo è il fine fondamentale di ogni politico.
    Il politico vuole la sedia. Il politico ha brama di quella sedia perché è da quella sedia che potrà esercitare il suo potere. Ora è altrettanto intuitivo che chi ce l’ha vuole tenersela e chi non la possiede farebbe (e fa) di tutto per prendersela. Anche a spintoni, come bambini alle prese con un solo giocattolo.
    Naturalmente le opposizioni (destra o sinistra che siano) diranno che chi la occupa, è incapace, lo fa illegittimamente, lo fa per interessi propri, etc… Lo stesso avverrà se si scambiano i ruoli. É storico.

    Tutti, non solo i politici, si pongono obiettivi per realizzare INTERESSI PROPRI, non è detto però che questo sia condannabile. Anzi, per fare i propri interessi il politico è deciso a svendersi all’elettorato, che ne trae indirettamente il suo beneficio. Dire: “il politico tal dei tali fa i propri interessi” NON è un’accusa, è una ovvietà.
    L’egoismo travestito da altruismo è tipico del genere umano, perché la politica dovrebbe esserne scevra? solo perché noi pretendiamo che i suoi esponenti siano diversi da noi? debbano avere delle qualità morali superiori? Ma è assurdo!

    Paradossalmente è proprio quando non si agisce per interessi per sorgono i problemi. Amore ed odio ad esempio spingono a fare cose insensate. Il bravo politico lo sa e non esita ad utilizzare l’odio sull’elettorato per screditare l’avversario. A tal punto che il fine per un’opposizione non è più governare bene e meglio ma abbattere il nemico.

    Dovremmo essere noi a comprendere tutto ciò, scremare il superfluo, spazzar via il fumo e considerare solo ciò che conta. Soprattutto discernere il reato dal “reato” morale.

    Spero di aver chiarito meglio il mio punto di vista.
    Ciao.

    18 Febbraio 2011
  9. Lorenzo said:

    L’egoismo travestito da altruismo è tipico del genere umano, perché la politica dovrebbe esserne scevra? solo perché noi pretendiamo che i suoi esponenti siano diversi da noi? debbano avere delle qualità morali superiori? Ma è assurdo!

    No che non lo è. Chi fa politica DEVE essere migliore di chi rappresenta. Sai da dove deriva il termine “ministro”? Dal minus latino (Mattia, vedi che serve?), nel senso che l’uomo, dal suo piccolo, deve mettersi al servizio di ciò che è più grande: la comunità. Questo concetto è alla base della nostra civiltà. In questo paese si parla molto di radici giudaico cristiane ma pochissimi hanno letto Agostino di Ippona, che nel V sec. d.C parlava del ruolo del vescovo, ovvero della guida della comunità cristiana, come “servizio”.
    La democrazia è sempre stata intesa come una meritocrazia elettorale. La società, nel suo complesso, scegle i propri membri migliori, per intelligenza, capacità e dirittura morale, affinché siano imparziali ed esprimano il dibattito politico relativo ai vari campi della legislazione.
    Questo non significa che un politico, nel suo piccolo, non debba agognare allo stipendio da parlamentare. Significa però che deve aver sempre presente per chi lavora e il motivo per cui è stato assunto.

    Dovremmo essere noi a comprendere tutto ciò, scremare il superfluo, spazzar via il fumo e considerare solo ciò che conta. Soprattutto discernere il reato dal “reato” morale.

    Infatti. Personalmente, a me dei festini di B. frega ben poco. Il problema è che ha distrutto il sistema tributario e legislativo italiano per salvarsi dalla galera.
    Io avrò una visione troppo idealistica della politica, ma consegnare le chiavi del palazzo a un criminale che passa il tempo a farsi le leggi per i cazzi suoi, mi sembra eccessivo. Oggi come oggi, se voti B. o hai la partita iva e ne approffitti per evadere le tasse, oppure sei un coglione.
    Ah già, ci sono anche i leghisti che vogliono lasciare le loro tasse in mano di Formigoni anziché in quelle del governo centrale. E potrei aggiungere “sticazzi”.

    Comunque non ti considero un elettore della Casa della Libertà a prescindere. Ce ne sono tanti anche a sinistra che la pensano come te.
    Si stava meglio quando si stava peggio.

    18 Febbraio 2011
  10. Lorenzo said:

    ps.
    ché le tifoserie portano solo a violenti scontri fisici

    Non sempre. Ad esempio sono interista, eppure ho molti amici juventini e milanisti 😛

    pps. ah, scusate il refuso Casa della Libertà > Popolo della Libertà. A volte mi confondo.

    18 Febbraio 2011
  11. mattia said:

    Mattia, vedi che serve?

    Serve a cosa? A far fare bella figura o a capire che l’etimologia della parola non c’entra più una fava con il significato attuale?

    ma pochissimi hanno letto Agostino di Ippona, che nel V sec. d.C parlava del ruolo del vescovo, ovvero della guida della comunità cristiana, come “servizio”.

    per quello serve leggere il vangelo…

    18 Febbraio 2011
  12. Lorenzo said:

    A far fare bella figura o a capire che l’etimologia della parola non c’entra più una fava con il significato attuale?

    La seconda che hai detto (cit.)

    18 Febbraio 2011
  13. mattia said:

    E quale sarebbe l’utilità? Sapere che i ministri sono ipocriti?
    Accidenti, senza il latino non lo sapevo.

    18 Febbraio 2011
  14. Lorenzo said:

    L’utilità è sapere che non dovrebbero esserlo. Ovvero che dovrebbero essere altro.
    Così quando poi hai le prove, puoi dirgli: “oh stronzo, te devi fare i miei interessi, mica i tuoi” e li spedisci a casa a calci in culo.

    Esplifico meglio il mio pensiero. Se un datore di lavoro becca un operaio che entra con un’ora di ritardo facendo timbrare qualcun altro, ti sembra che dica: “vabbé, il suo interesse è fregarmi sullo stipendio, quindi che male c’è?”

    18 Febbraio 2011
  15. mattia said:

    L’utilità è sapere che non dovrebbero esserlo

    Per quello mica serve sapere il latino.
    Basta conoscere la legge 400/88.

    18 Febbraio 2011
  16. ErreBi said:

    Arrivo un po’ tardi, lo so, ma ci tenevo a concludere.

    @Lorenzo:
    Dunque abbiamo individuato qual è il punto del disaccordo:
    “Chi fa politica DEVE essere migliore di chi rappresenta”.
    Dove migliore s’intende nei seguenti campi (cito): “intelligenza, capacità, dirittura morale e imparzialità”
    Come dire, un superuomo.
    Caratteristiche che a me piacerebbe avessero non solo tutti i preti ma anche i vigili urbani, i giudici, i poliziotti, gli insegnanti… ed anche i farmacisti.
    Purtroppo, nei politici, nessuna di esse può essere apprezzata se non da analisi sommarie di pubbliche manifestazioni dove contano più la capacità oratoria e la cravatta che si indossa. E dove il politico esercita il suo ruolo migliore: l’attore.
    E quand’anche, per assurdo e non so con quali strumenti, s’appurasse la presenza di “dirittura morale”, non è detto che rimarrebbe tale nel tempo né che sia utile per operare delle scelte che richiedono invece scaltrezza e pragmatismo.
    Se l’intento è diventare vescovo è consigliabile godere di una fama di santità; se si compete, come in politica, con dei disonesti, non si può dal loro il vantaggio di una moralità sincera.
    Si badi bene: non ritengo che per far politica bisogna essere immorali, dico che è impossibile non esserlo. In un quadro in cui c’è sempre una parte di cittadini scontenta non si può far altro che bluffare. Fino a fingersi moralmente ineccepibili.
    Al contrario, l’evanescente moralità trova un ottimo impiego per screditare l’avversario, divenendo forse l’arma più subdola del gioco politico.

    Belle idee le tue, si fa anche bella figura ad esprimerle in pubblico ma con l’utopistica pretesa di voler disporre di politici (o aspiranti tali) in possesso di simili qualità sei destinato a rimanere un eterno insoddisfatto. Oggi maledici Berlusconi, domani maledirai il presidente di turno.

    19 Febbraio 2011
  17. Lorenzo said:

    Belle idee le tue, si fa anche bella figura ad esprimerle in pubblico ma con l’utopistica pretesa di voler disporre di politici (o aspiranti tali) in possesso di simili qualità sei destinato a rimanere un eterno insoddisfatto.

    E questo è bene. Il compito dell’opinione pubblica è quello di controllare il potere. In democrazia (nelle democrazie vere) così funziona il gioco. Parlamento, magistratura, libera informazione e società civile sono per loro natura contropoteri che sorvegliano l’esecutivo.

    Purtroppo, nei politici, nessuna di esse può essere apprezzata se non da analisi sommarie di pubbliche manifestazioni dove contano più la capacità oratoria e la cravatta che si indossa.

    In compenso si può osservare con molta efficacia la loro totale assenza. Secondo la mia modesta opinione, se sequestri il parlamento di uno stato sovrano per non finire in galera, beh, diciamo che non mostri una grande dirittura morale.
    Nel caso specifico: se abusi dei tuoi poteri per favorire un cittadino, facendolo magari liberare anzitempo dalla custodia cautelare dei carabinieri, non mostri grande dirittura morale.
    E nemmeno grande scaltrezza. LA NIPOTE DI MUBARAK??? Ma per favore…

    Si badi bene: non ritengo che per far politica bisogna essere immorali, dico che è impossibile non esserlo. In un quadro in cui c’è sempre una parte di cittadini scontenta non si può far altro che bluffare

    Mattia ha detto bene nel post. Davvero c’è qualcuno in Italia che pensa che Lupi possa aver detto il vero? Qui non si tratta di bluffare, si tratta di raccontare che il sole sorge a ovest e che la fontana di Trevi è in vendita per 100 euro.
    In tutte le altre democrazie del globo, se mi racconti stronzate, anche se sei del mio partito politico, io ti mando a casa a calci in culo. Noi italiani siamo i più furbi di tutti, o siamo i più grulli?
    This is the question.

    20 Febbraio 2011
  18. ErreBi said:

    “Il compito dell’opinione pubblica è quello di controllare il potere.”

    Teoria.
    In pratica: il potere dipende ma si serve anche dell’opinione pubblica. Vive grazie ad essa e non esita a illudere, sfruttarla e strumentalizzarla.

    “magistratura, libera informazione e società civile sono per loro natura contropoteri che sorvegliano l’esecutivo”

    Per dire, la libera informazione (ammesso che esista), e la società civile sono le stesse che avrebbero bruciato vivo Michele Misseri. Se demandassimo il potere alle manifestazioni di piazza non so a cosa assisteremmo, qualcosa di medievale. Sorvegliano sì, ma è meglio che rimangano fuori.

    “nel caso specifico: se abusi dei tuoi poteri […] non mostri grande dirittura morale.”

    Se abusi dei tuoi poteri non dimostri (solo) immoralità, infrangi leggi precise, che prevedono apposite condanne. Le condanne morali invece, sono premature e pretestuose. E soprattutto inapplicabili. Se non con il voto.
    Più facile invece servirsi della moralità come arma, proprio in funzione del fatto che le “condanne” popolari possono poi trovare riscontri facili ed immediati nella pratica.

    “Davvero c’è qualcuno in Italia che pensa che Lupi possa aver detto il vero?”

    Il problema non si pone, semplicemente dovremmo infischiarcene. Perché è di ennesimo valore morale che si tratta. Non mi importa cosa fa nel suo letto, mi importa cosa fa in politica.

    “In tutte le altre democrazie del globo, se mi racconti stronzate, anche se sei del mio partito politico, io ti mando a casa a calci in culo.”

    Quali “altre democrazie del globo” sono immuni da scandali?
    Per usare tue parole io sostengo che “mandare a casa a calci in culo” è un sistema fin troppo veloce per non essere utilizzato in maniera fraudolenta.
    Le “stronzate” dette vanno verificate, se ne appura il movente ed infine, dopo un processo si manda in galera. I processi vanno mantenuti necessariamente su un piano tecnico e per lo più scevro dall’influenza morale.

    Chi se ne serve, di moralità intendo, è il popolo; le masse agiscono troppo d’istinto. Meglio un politico bugiardo e condannabile) che un’orda di giustizialisti erranti.

    21 Febbraio 2011
  19. Turz said:

    Sai da dove deriva il termine “ministro”? Dal minus latino

    Ma pensa… e io che credevo che fosse un’abbreviazione (perché in 8 caratteri la stringa “nzo” non ci stava).

    21 Febbraio 2011
  20. Lorenzo said:

    Le “stronzate” dette vanno verificate, se ne appura il movente ed infine, dopo un processo si manda in galera. I processi vanno mantenuti necessariamente su un piano tecnico e per lo più scevro dall’influenza morale

    La teoria è la tua. Se vedi un tizio che esce di banca con la mascherina, il sacco pieno di soldi e nell’aria risuonano le sirene, dubito che la prima cosa che penserai sarà che si tratta di un tizio uscito da una festa in maschera proprio mentre l’allarme della banca si guastava.
    La condanna dell’opinione pubblica deve aspettare il processo? Ma se la mattina apro gli la finestra e vedo che piove, vado a guardare le previsioni del tempo per vedere se devo prendere l’ombrello?

    Qui le chiacchiere stanno a zero. xxxxxxxxxxxxxxxx ha preso il telefono e ha chiamato in una questura per far scarcerare una ladra. Ha abusato del suo potere e ha mentito spudoratamente alle forze dell’ordine. Questi sono i fatti. Devo aspettare di vedere se il giudice, fra 5 anni, accoglierà la tesi difensiva che non era lui a parlare ma un imitatore assunto dai servizi segreti pakistani per conto di Bin Laden?
    Ma per favore.

    Il problema non si pone, semplicemente dovremmo infischiarcene. Perché è di ennesimo valore morale che si tratta. Non mi importa cosa fa nel suo letto, mi importa cosa fa in politica

    Qui non si sta parlando del letto. Si sta parlando di abuso di potere pubblico.

    In pratica: il potere dipende ma si serve anche dell’opinione pubblica. Vive grazie ad essa e non esita a illudere, sfruttarla e strumentalizzarla

    Sì e i ladri regolarmente rapinano le banche. Ma non è che da domattina depenalizzano le rapine perché tanto si fanno comunque.
    (o almeno spero)

    Per usare tue parole io sostengo che “mandare a casa a calci in culo” è un sistema fin troppo veloce per non essere utilizzato in maniera fraudolenta

    Fammi un esempio concreto di politico ingiustamente mandato a casa dall’opinione pubblica. In Italia possibilmente.

    22 Febbraio 2011
  21. Lorenzo said:

    Ma pensa… e io che credevo che fosse un’abbreviazione (perché in 8 caratteri la stringa “nzo” non ci stava).

    Anche questa potrebbe essere un’analisi etimologica corretta^^

    22 Febbraio 2011
  22. mattia said:

    Lorenzo, ti ho messo delle xxxx nel commento perché non essendoci una sentenza che afferma ciò potrebbe essere reato dire una cosa del genere.
    Meglio tutelarsi da querele…
    (se proprio le prendo per quello che dico io, non i commentatori…)

    22 Febbraio 2011
  23. Lorenzo said:

    Non sapevo potessero querelarti anche per quello che scrivono gli altri. Pensavo che al massimo potessero querelare me (e ci sarebbe da divertirsi).
    In ogni caso hai fatto bene. Tanto il discorso si capisce lo stesso.

    22 Febbraio 2011
  24. ErreBi said:

    “Se vedi un tizio che esce di banca con la mascherina, il sacco pieno di soldi e nell’aria risuonano le sirene, dubito che la prima cosa che penserai sarà che si tratta di un tizio uscito da una festa in maschera proprio mentre l’allarme della banca si guastava.”

    Il tuo esempio è di flagranza di reato, in tal caso agirei d’istinto. Si può anche dire che non sempre ciò che appare ai nostri occhi corrisponde a realtà (un esempio attuale: la vecchina intervenuta sventando una rapina ma che di fatto credeva si trattasse di una scaramuccia tra giovani). Ad ogni buon conto, se il tizio da te citato è stato visto da Caio che viene a raccontarlo, una figura super partes ha il dovere di verificare. E poi esiste la falsa testimonianza, il favoreggiamento… insomma, non si può credere al singolo che accusa o che ha visto. Bisogna, si deve accertare.

    “La condanna dell’opinione pubblica deve aspettare il processo?”

    Certo che sì! La condanna dell’opinione pubblica ha i suoi risvolti ma rimane tale, non può cioè concretizzarsi con una pena, oltre allo sputtanamento, chiaro. L’opinione pubblica, per quanto convinta, deve giocoforza attendere il giusto processo. Provo imbarazzo ad affermare una cosa del genere per quanto è scontata.

    “Qui le chiacchiere stanno a zero. xxxxxxxxxxxxxxxx ha preso il telefono e ha chiamato in una questura per far scarcerare una ladra. Ha abusato del suo potere e ha mentito spudoratamente alle forze dell’ordine. Questi sono i fatti. ”

    Questi non sono i fatti! Questa è l’accusa! Saranno fatti quando verranno verificati. Chi amministra la giustizia studia faldoni di migliaia di pagine per garantire un processo, per quanto possibile, inappellabile. Ma la facilità con la quale si “condanna” dopo aver letto quattro righe ( a volte basta il titolo) su un giornale è impressionante.

    Ciò non toglie che ognuno possa avere le proprie idee in base alle informazioni in possesso. Idee più che legittime! Tirare però pubbliche e premature conclusioni non è ammesso se danneggi qualcuno. Puoi farlo ma la legge prevede che il qualcuno ha tutto il diritto di difendersi.
    Si è innocenti fino a prova contraria.

    “Qui non si sta parlando del letto. Si sta parlando di abuso di potere pubblico.”

    Forse non ho compreso, di Lupi si parlava del fatto che è arrivato vergine al matrimonio, no? Quindi di un fatto morale, che non ho di certo tirato in ballo io, eh!
    Per l’abuso di potere invece ci sono le leggi. Puoi scommettere sulla veridicità delle accuse, puoi esserne visceralmente convinto, così come potresti fare su una partita di calcio, ma è la fine dei tempi supplementari che decreterà, di fatto, il vincitore. E non prima.

    “Fammi un esempio concreto di politico ingiustamente mandato a casa dall’opinione pubblica. In Italia possibilmente.”

    Fammi un esempio di politico giustamente mandato a casa dall’opinione pubblica. Poi analizziamo insieme “giustamente” e “opinione” e come la seconda, in quanto tale, possa ritenersi “giusta”. 😉

    Lorenzo, se posso permettermi, lo dico con umiltà: ti reputo una personale molto intelligente, sono spesso d’accordo con te su altri temi ma qui non riesco a capire. Io temo che un velo d’odio possa averti appannato gli occhiali della razionalità (hai scritto spesso il nome senza che io mi sia mai riferito a lui). Prova a pensare a tutto quello che abbiamo scritto dissociandolo dai fatti attuali, in una veste generica ed ampia, che vada per l’appunto oltre il momento storico/politico. Periodo per altro destinato a concludersi a breve, se non per condanne… per raggiunti limiti d’età.

    Un caro saluto.

    22 Febbraio 2011
  25. ErreBi said:

    @ Mattia:
    ho sbagliato qualcosa? non è pertinente? è una sbobba che è meglio finirla?

    Ma se così fosse, non sarebbe “awaiting moderation”…
    sarebbe “has cancellescion”. O no? 🙂

    23 Febbraio 2011
  26. mattia said:

    mi era sfuggito…

    23 Febbraio 2011
  27. Lorenzo said:

    L’opinione pubblica, per quanto convinta, deve giocoforza attendere il giusto processo. Provo imbarazzo ad affermare una cosa del genere per quanto è scontata

    Ma guarda che l’opinione pubblica mica deve mettere la gente in galera. A quello ci pensa la magistratura che decide la pena dopo il processo. L’opinione pubblica ha però tutto il diritto di dare un giudizio politico in base alle informazioni di cui è a conoscenza.
    Piccolo esempio: se Caio è indagato per pedofilia, gli lasceresti tua figlia in custodia mentre vai a fare la spesa? Lui ha il diritto di non essere messo in galera in base a un’accusa da provare, ma io ho il diritto di proteggere me stesso e i miei familiari. O no?

    Forse non ho compreso, di Lupi si parlava del fatto che è arrivato vergine al matrimonio, no? Quindi di un fatto morale, che non ho di certo tirato in ballo io, eh!

    No. Si parlava del fatto che mente in televisione in maniera del tutto spudorata.

    Questi non sono i fatti! Questa è l’accusa!

    No. L’accusa sostiene che tali fatti costituiscono reato. La difesa sostiene che non lo sono. Nemmeno Ghedini ha provato a negare che quella telefonata è avvenuta, o che la ragazza sia stata carcerata per essere la nipote di Mubarak. Sarebbe stato alquanto ridicolo.

    Fammi un esempio di politico giustamente mandato a casa dall’opinione pubblica

    Cerca “ministro tedesco dottorato” su google.

    Prova a pensare a tutto quello che abbiamo scritto dissociandolo dai fatti attuali, in una veste generica ed ampia, che vada per l’appunto oltre il momento storico/politico

    No. Come ho già detto altrove, quando parlo di politica il prezzo del pesce mi interessa poco. A meno che non si parli del mercato ittico.

    Sorry per la risposta tardiva ^_^

    5 Marzo 2011

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