Il nuovo appstore

Da oggi abbiamo l’apstore sul Mac. Cioè, in realtà da ieri, ma per via del fuso orario io l’ho iniziato ad avere da adesso.
E sì, l’hanno già bucato, bla bla bla, è partita la pirateria software per il mac, bla bla bla

Però, facciamo una riflessione.
Il sistema è comodo: se io compro un software posso scaricarmelo sul mio mac; se poi compro un altro mac non devo andare a cercare i dischi di installazione, basta loggarsi all’appstore sul nuovo dispositivo e ho già lì i miei software pronti da scaricare di nuovo.

Ma soprattutto ci sono due caratteristiche importanti:

1) puoi comprare dei software facilmente (pochi bordelli, dici “Io voglio il software X” e lo ottieni)

2) i software costano poco:
le applicazioni da ufficio sono vendute singolarmente a 16 euro l’una. Ti serve Impresse per fare le presentazioni? Bene, con 16 euro lo compri e non ti devi comprare tutta la suite, quando magari di un programma per fogli di calcolo non te ne fai niente.

Queste due sono le chiavi vincenti contro la pirateria: un sistema semplice e dei prezzi onesti.
Per 16 euro stai certo che io lo compro un software, mica vado a complicarmi la vita per piratarlo. Il mio tempo vale molto di più. Sedici euro se li può permettere anche un giovinastro squattrinato, che quei soldi li spende per un paio di aperitivi.
Il resto sono solo chiacchere.

5 Comments

  1. Alessandro said:

    uff ._. molto caruccia l’idea, se solo non si fosse rotto il mio mac mini ;_; adesso sto cercando disperatamente di vendere l’iPad ed un powerbook g4 del 2005 per monetizzare e ricomprare un mac ç_ç

    7 Gennaio 2011
  2. camicius said:

    apt-get fa sta cosa, gratis, su Debian e poi su Ubuntu da tempo abbastanza immemore…

    9 Gennaio 2011
  3. mattia said:

    No camicius, non fa la stessa cosa, perché:

    1) Non è semplice da usare: quando uso apt-get su ubuntu sono più le volte che c’è qualche problema di dipendenze, per cui devi diventare pazzo a installare “libsalcazzo6.3” altrimenti non ti lascia installare il pacchetto che vuoi.
    Senza contare le fantastiche ore passate a cercare sui vari forum soluzioni per conflitti con le varie versioni di “libsalcazzoX.X”. E senza considerare quelle magnifiche occasioni in cui gli aggiornamenti di una libreria mandano a puttane il funzionamento di un altro programma.
    Non è la stessa cosa, neanche lontanamente.
    Poi, è sicuramente una bella soddisfazione per il lato nerd che c’è in ognuno di noi poter smanettare e avere la libertà di fare quello che vuoi sul tuo sistema, anche di correggere queste magagne. Ma se col computer ci vuoi lavorare è sicuramente più utile un sistema dove il desiderio si tramuta in risultato senza sbattimenti.

    2) Il concetto di gratis: sì, trovi i pacchetti gratis, ma non degli stessi software. Bello il software libero, i formati non proprietari, sono con voi.
    Ma poi non puoi nemmeno paragonare OOo a delle suite da ufficio serie.
    Non puoi paragonare Cinelerra a Final Cut.
    Paghi per avere del software di qualità. Non puoi dire che col software GNU fai le stesse cose.
    E te lo dice uno che usa Octave al posto di Matlab.
    Per quello che lo uso io mi va benone. Ma se mi servisse Simulink… poche balle, Octave mica ce l’ha.

    10 Gennaio 2011
  4. camicius said:

    1. Bah, io non ho mai avuto grossi problemi. Tra l’altro da qualche release a questa parte c’è l’Ubuntu Software Center che fa esattamente l’app store, ovvero mostra i programmi “ad alto livello” nascondendo librerie e pacchetti ausiliari. Che poi se uno ha disponibilità economica il Mac sia sicuramente la scelta migliore, non ci sono minimamente dubbi. Però costa veramente caro.

    2. Probabilmente tu sei un utilizzatore “avanzato”. Però delle persone che conosco e ho conosciuto da una decina di anni a questa parte, sono 2 le persone che utilizzano feature di Microsoft Office che non ci sono dentro openoffice. La segretaria che scrive la lettera per il capo, può tranquillamente usare Openoffice. La segreteria operativa che deve tenere la “contabilità” delle scatole di carta che entrano/escono e delle lampade che si rompono eccetera, non ha bisogno della complessità di Excel. Con Calc ha tutto quello di cui ha bisogno.
    Anche Photoshop, altro software veramente figo, che fa una pila di cose, viene usato (in ambito personale) nella stragrande maggioranza dei casi per una minima parte delle sue potenzialità. Che GIMP riuscirebbe tranquillamente a coprire. Ah, e ovviamente viene usato piratato.

    Non sempre è detto che Paghi per avere del software di qualità. Ti faccio due esempi: Windows Vista (o Millennium Edition) che paghi e la qualità fa cagare, e Apache (software gratuito di alta qualità).

    10 Gennaio 2011
  5. mattia said:

    La segretaria che scrive la lettera per il capo, può tranquillamente usare Openoffice.

    Ma certamente. Ai miei genitori faccio usare OpenOffice, che va benissimo, come dici, per le funzioni di base.
    Però, per dirtene una, se provi a gestire un documento con dentro tante immagini eps in OOo, ogni tre per due va in crash. Non puoi lavorare così.

    Che poi se uno ha disponibilità economica il Mac sia sicuramente la scelta migliore, non ci sono minimamente dubbi. Però costa veramente caro.

    Non tantissimo. Ci sono MacBook Pro che partono da 1150 euro. Che non sono pochi, ok. Ma se col computer ci devi fare cose utili sono soldi ben spesi. Se non altro perché alla fine della giornata non ti rimane addosso tutto lo stess che accumuli aspettando che il computer faccia le cose (cosa che personalmente mi fa innervosire).

    Non sempre è detto che Paghi per avere del software di qualità. Ti faccio due esempi: Windows Vista (o Millennium Edition) che paghi e la qualità fa cagare, e Apache (software gratuito di alta qualità).

    Ovvio che vendano anche la merda e che ci sia gente che la compra.
    Però devi ammettere che Apache non è un software che faresti usare a tua mamma. E’ una cosa di nicchia, dai…

    10 Gennaio 2011

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