Il concetto di actual

Tanti anni fa ero seduto su un divano e discutevo in inglese con alcune persone. Una di queste, un milanese, disse actually, parola di cui non conoscevo il significato. A orecchio pensai significasse attualmente, in questo momento. Solo che non c’entrava niente col discorso. Dopo cinque minuti disse ancora actually e ancora una volta il significato non c’entrava una mazza.

Allora, finita la discussione, controllai sul dizionario e scoprii che actually significava in realtà. E tutto tornava magicamente nel discorso!

Se racconto di questa mia disavventura di bambino con l’inglese è perché il significato della parola actual probabilmente non è molto noto nella redazione del corriere.
In questo articolo si parla della nuova legge che in California vieta il furto d’identità. Legge che dice:

(a) Notwithstanding any other provision of law, any person
who knowingly and without consent credibly impersonates another
actual person through or on an Internet Web site or by other
electronic means for purposes of harming, intimidating, threatening,
or defrauding another person is guilty of a public offense punishable
pursuant to subdivision (d).
(b) For purposes of this section, an impersonation is credible if
another person would reasonably believe
, or did reasonably believe,
that the defendant was or is the person who was impersonated.

In sostanza il reato c’è se tu fai credere di essere una persona reale, e se lo fai in modo che l’altra persona ci possa cascare.
Se dici di essere Napoleone Bonaparte, Wonka l’equilibrato, Giulio il petomane della Bazzona oppure Artkdhwoo de Rosjlipmehaspn.

In altre parole, l’anonimano su internet è sano e salvo. Basta usare pseudonimi che non inducano a pensare che tu sia un’altra persona che effettivamente esiste.
Questo concetto però non è molto chiaro al corriere che scrive questa serie di scemenze:

Basta profili inventati su Facebook, basta falsi account, basta insomma con la pratica di assumere identità fasulle, quantomeno in California.

Col piffero: non posso fare un account su FB chiamandomi Sandro Bondi, ma la legge non mi vieta di fare un account fasullo col nome di Giuda Iscariota.
E ancora

Ai tempi l’anonimato virtuale era sinonimo di libertà e di gioco e sintetizzava quello spirito libero che caratterizzò l’Internet della prima ora.

Confusione su confusione Emanuela Di Pasqua, quella che ha premuto i tasti per produrre questo articolo, parla di anonimato, quando la legge punisce l’impersonificazione di un’altra persona, non l’anonimato.
Ma si sa, se l’articolo viene corto bisogna pur riempire le righe con pensieri a caso.

Ai tempi l’anonimato virtuale era sinonimo di libertà e di gioco e sintetizzava quello spirito libero che caratterizzò l’Internet della prima ora.

9 Comments

  1. ErreBi said:

    Piango! Il corriere prende tante di quelle cantonate! Suvvia, non stiamo a sottolineare ogni piccolo refuso, anonimato è più o meno un sinonimo di furto d’identità, già… l’identità di nessuno. 🙂

    Ops, mi stavo chiedendo, chissà se esiste qualcuno che si chiama Erre e fa Bi di cognome. E già perché chissà come viene gestita l’omonimia secondo Emanuela.

    Anonimato, omonimia… non facciamo confusione va, lasciamo perdere. 🙂

    4 Gennaio 2011
    Reply
  2. disma said:

    quelkla parola lì l’ho imparata con i telefilm che gli americani nei dialoghi ci mettono 2 actually ogni 10 battute

    4 Gennaio 2011
    Reply
  3. mattia said:

    Vero, nei telefilm americani dicono sempre actually!
    Però io ho iniziato a conversare in inglese prima di mettermi a guardare i telefilm americani

    Comunque ho notato che la tizia che ha scritto l’articolo è nota in rete per ave scritto un sacco di articoli contenenti stupidaggini. Questa sembra essere una delle più veniali.

    5 Gennaio 2011
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  4. Natascha said:

    e la pagano per continuare a dire bagianate?!?!? benoneeeeee

    (beh..ieri sul corriere del veneto ho dovuto affrontare la lettura della parola ko scritta così: kappaò!! ACCENTATA!!!! fingiamo che scrivere tutte le lettere era per una impaginazione decente, ma l’accento.. dove?!? come?? semmai kàppao.. ma semmai..)

    5 Gennaio 2011
    Reply
  5. mattia said:

    Io kappao non lo scriverei proprio. A prescindere da dovere ci vada l’accento. Sarebbe come scrivere cidi, divuvi, gipiesse.

    5 Gennaio 2011
    Reply
  6. Turz said:

    Però ad esempio molti scrivono “tivù”.

    E poi c’è la “bici”, la “giacca”, le “api”, gli “obici”… no, scherzo 😉

    5 Gennaio 2011
    Reply
  7. Ariakas said:

    Oddio Turz che flash…. ma te le vedi scritte cosi’: BC GH
    AP OBC assurdo ahahahahahah

    5 Gennaio 2011
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  8. Natascha said:

    si scrive proprio così ed accentata?!?!?! o mio dio..mi sta crollando un mondo e mi si stanno rivoltando le budella da sole!!!
    NON è umanamente possibile!!! ma come fanno a leggere la parola ko accentata a fine parola?!!? COME?!?!?!?!!?!?

    6 Gennaio 2011
    Reply

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