Uno strano silenzio

Ieri sera ho fatto passare tutti i blog che guardo di solito. E per essere completo anche qualcuno di quelli che leggo ogni tanto.
Sono blog che il Lunedì mattina fanno i diavoli a quattro per le dichiarazioni domenicali del Papa. Avete presente? Quando dice che l’omosessualità è moralmente inaccettabile. Quando dice che non bisogna usare il goldone, o che l’eutanasia è peccato…

Ti dicono che il Papa deve stare zitto, che lo stato è laico, che i cattolici non possono imporre la loro morale agli altri che la pensano diversamente. Ti dicono che c’è la laicità dello stato…
Ieri nessuno di questi blog parlava del suicidio del prete di Caravaggio. Nessuno.
Tutto sommato è andata anche bene. Mi aspettavo che qualcuno scrivesse un gli sta bene. Molti l’avranno anche pensato, ma non hanno avuto le palle per scriverlo.

Eppure la questione è la stessa. Perché, lo chiarisco ancora una volta (anche nei commenti qui si vede che non è chiaro), l’età del consenso per compiere atti sessuali in italia è 14 anni. Quando l’attore delle Iene si presenta al prete dicendo di avere 17 anni il prete aveva tutto il diritto legale di provarci, così come ognuno di noi ci provarci con una persona che ha più di 14 anni.
Sembra che nemmeno quelli delle Iene l’abbiano capito (vedi messaggio sotto, dove continuano a ricalcare questa storia del minorenne).
Se invece di essere stato un prete fosse stata una donna a provarci con il diciassettenne nessuno si sarebbe scandalizzato (onestamente, vedi una ragazza che spalpigna un diciassettenne e cosa fai? le dici che deve farsi curare? oppure dai il cinque alto al ragazzo dicendogli “evvai che finalmente puci il biscotto” ?).

Ci sono delle leggi in uno stato: ognuno è tenuto a rispettare solo quelle. Tutto il resto – la buona educazione, il politicamente corretto, il fair play, la morale – non sei obbligato a rispettarlo. E così come non vuoi che il Papa ti dia lezioni sull’aborto, non devi neanche tollerare che un programma televisivo giudichi le scelte sessuali di una persona. Perché quando Viviani dice al prete testuale “penso che indurre un ragazzino ad avere la prima esperienza omosessuale con un prete come lei non sia la cosa giusta” non fa altro che applicare la sua morale al comportamento degli altri (la stessa frase non l’avrebbe detta se al posto del prete ci fosse stata una MILF o una ventenne). Né più né meno di quello che fa il Papa quando fa le sue dichiarazioni contro gli omosessuali.

Solo che se il Papa dice che gli omosessuali si devono far curare si trova i sit-in di protesta in piazza San Pietro e mezza blogosfera in rivolta. Le Iene fanno praticamente la stessa cosa applicando la loro morale agli altri e non succede niente.

Oh, magari è sfuggita la notizia. In effetti suicidarsi lo stesso giorno in cui escono le dichiarazioni di wikileaks non è una mossa mediaticamente intelligente. E ovviamente non è che uno è obbligato a parlare degli argomenti che dico io, ci mancherebbe. Però è un silenzio che pesa. Sono due pesi e due misure nel valutare i fatti di cronaca che non posso dimenticare. No, lo dico così, perché per quanto mi riguarda ogni volta che adesso leggerò su questi blog la classica invettiva con il Papa cattivo che impone la sua morale agli altri, la credibilità degli autori che ieri sono stati zitti sarà meno di zero.

20 Comments

  1. Credo che alla base del comportamento delle Iene ci sia sono banale ignoranza della norma. Secondo me hanno basato lo “scoop” sulla convinzione che il codice penale vieti i rapporti sessuali con “minorenni” intesi come minori di 18 anni.
    Ciò non toglie nulla alla gravità della cosa.

    30 Novembre 2010
  2. Matteo said:

    DAI DIMMI UN PO DI BLOG INTERESSANTI DA GUARDARE…

    30 Novembre 2010
  3. mattia said:

    Non li ho citati appositamente…

    30 Novembre 2010
  4. mattia said:

    Ciò non toglie nulla alla gravità della cosa.

    Invece toglie tutto.
    Perché il fatto che la cosa sia grave o meno dipende dal metro che usi per giudicarla.
    Se usi il metro della legge la gravità è 0.
    Se usi il metro della tua morale, della mia morale, o della morale cattolica allora la gravità è 100. Ma è un giudizio soggettivo.
    Se passa il concetto che non si può fare quello che dice la mia, tua o di chiunque altro, benché sia concesso dalla legge, è finita.
    Domani aspettati l’inviato delle Iene che ti dice di farti curare perché hai bevuto un bicchiere di barbera a tavola, perché gli gira che bere un bicchiere di vino è moralmente inaccettabile.

    30 Novembre 2010
  5. camicius said:

    Ciò non toglie nulla alla gravità della cosa.
    Se mai ne aggiunge. Hanno messo alla gogna mediatica un prete che, secondo lo stato, non aveva fatto nulla di male.
    Portandolo al suicidio.
    Senza neanche rendersi conto che sparavano cagate (chiedere a un legale, troppo difficile?)
    Bravi, complimenti.

    30 Novembre 2010
  6. Lorenzo said:

    Quindi si può dire che sia le Iene che il Papa sbagliano a cercare di imporre la loro morale. Non posso che essere d’accordo.

    30 Novembre 2010
  7. mattia said:

    Se usi lo stesso metro per entrambi i casi sì.

    Dal mio punto di vista è corretto propagandare i propri valori e la propria morale, e fare in modo che essa diventi legge. Quello che non hai diritto di fare è imporla fintanto che non è legge.
    Per intenderci: Tizio può dire di essere contrario all’aborto e Caio può dire di essere contrario alla caccia. Ed entrambi hanno il diritto di farsi eleggere in Parlamento per votare leggi che prevedano ciò, secondo le regole della democrazia.
    Ma prima che vengano approvate quelle leggi, hanno il diritto solo di fare propaganda delle proprie idee, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere consensi.
    Non hanno il diritto di andare in ospedale a dire a una donna che abortiisce che è un’assassina e che deve farsi curare. Così come non hanno diritto di dire a un cacciatore che è un assassino e deve farsi curare.

    30 Novembre 2010
  8. camicius said:

    e Iene che il Papa sbagliano a cercare di imporre la loro morale
    Il problema è che le Iene hanno criticato il Papa che propagandava la sua morale, e nel servizio dopo, cercavano di imporre la loro. E ci sono riusciti nella maniera più tragica.

    30 Novembre 2010
  9. marco said:

    Quando Viviani dice al prete testuale “penso che indurre un ragazzino ad avere la prima esperienza omosessuale con un prete come lei non sia la cosa giusta”, penso che la parola chiave sia ‘indurre’.
    Chi si rivolge ad un prete si fida di lui (credo), ed è portato a fare quello che questo gli chiede o suggerisce proprio per il ruolo che il prete ricopre (non sono molto pratico ma, per un credente, dovrebbe essere una guida, quello che ti dice quali sono le cose giuste da fare). Questo, secondo me, rende grave il fatto che un prete ci provi con un ragazzino.

    30 Novembre 2010
  10. mattia said:

    marco, il concetto è sempre quello.
    Non era uno psicologo durante una seduta col suo paziente: in questo caso sì che hai dei doveri deontologici stabiliti dalla legge.
    Per la legge invece se tu vai a chiedere conforto a un prete, al barista, all’amico, o al barbone che vive sotto ai portici non cambia niente.

    “””Questo, secondo me, rende grave il fatto che un prete ci provi con un ragazzino.”””

    Secondo te, appunto. È una tua opinione personale, che non puoi imporre agli altri, dicendo loro che devono farsi curare.

    30 Novembre 2010
  11. GS said:

    Ciao Mattia

    Io non sono di certo un grande fan delle Iene, ma mi pare che l’accusa fatta nei confronti del sacerdote sia sensata.

    Un ragazzo in stato di prostrazione psicologica, in crisi profonda, si rivolge a lui per chiedere aiuto, e lui se ne approfitta per mettergli le mani addosso.
    Dato che il sacerdote aveva, in quel caso, compiti educativi ed istruttivi, la legge impone il limite d’età di 16 anni. Il ragazzo in questione superava il limite, ma comunque il sacerdote ha compiuto un abuso della sua posizione per fini sessuali. Oppure, per te, stava cercando di dare conforto religioso?
    Probabilmente non c’è nulla di penalmente rilevante, ma credo che ci siano le basi per un servizio.

    Bisogna dire che questo prete ha compiuto piccolezze in confronto agli atti dello psicologo che, in un altro servizio delle iene, abusava delle pazienti minorenni durante le sedute. Lui non è stato neanche sospeso dall’incarico.

    1 Dicembre 2010
  12. mattia said:

    Dato che il sacerdote aveva, in quel caso, compiti educativi ed istruttivi, la legge impone il limite d’età di 16 anni.

    No.
    Rileggi bene l’art. 609 quater c.p.

    non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l’ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest’ultimo, una relazione di convivenza.

    Il minore deve essere affidato a quella persona. Nel filmato si vede che il minore ci va di sua volontà. Non c’è la mamma che lo porta in canonica e dice al prete “ci parli lei con mio figlio che ha bisogno di un consiglio”. Quindi il minore non è affidato.
    La differenza è sostanziale, perché se uno viene affidato dai genitori a una persona tenderà a fidarsi più facilmente rispetto al caso in cui scegli volontariamente di andare da quella persona. Banalmente, nel primo caso sarà portato a pensare “se lo dice la mamma, mi devo fidare di lui”.

    Quindi in questo caso il limite è 14 anni. E come fai presente, non cambia niente, perché fosse stato anche 16 era comunque superato.

    Un ragazzo in stato di prostrazione psicologica, in crisi profonda, si rivolge a lui per chiedere aiuto, e lui se ne approfitta per mettergli le mani addosso.

    Ti faccio una domanda: se questo ragazzo in crisi profonda si fosse confidato con una amica ventenne, bionda, e con due tette sfiziose, e questa amica gli avesse preso il pisello in mano e se lo fosse limonato, avresti detto la stessa cosa? Onestamente…
    Io dico di no. Così come secondo me gran parte delle persone, Iene comprese, che parlano di questo fatto.
    Allora ditelo: è un problema perché ci prova il prete, in quanto prete.
    Perché non c’è alcuna differenza tra l’amica ventenne e ill prete.

    Probabilmente non c’è nulla di penalmente rilevante, ma credo che ci siano le basi per un servizio.

    Togli il probabilmente.
    Non c’è nulla di illegale. Tanto che nessuna inchiesta è stata aperta. Alla faccia di quello che gli ripeteva “ma è minorenne” davanti a milioni di telespettatori.

    E fintanto che uno non fa nulla di illegale nessuno può contestargli pubblicamente il suo comportamento.
    Fine della storia.

    1 Dicembre 2010
  13. GS said:

    Conosco le leggi, mi hanno dato la laurea proprio per questo!

    L’art. 609 c.p. parla di “affidamento”: quando un maggiorenne ha un’autorità riconosciuta su un minore, e quindi il minore gli è sottoposto ed è vulnerabile a questa autorità, si considera affidato. Per questo si applica il limite dei 16 non solo ai sacerdoti, ma anche ai medici, alle guardie scout e persino ai poliziotti (chiaramente aottintendendo “nell’esercizio delle loro funzioni”).
    Se esistesse l’alternativa tra l’affidamento spontaneo un minore di anni 16 e quello di un genitore, ci troveremmo di fronte a un controsenso inammissibile. Se il minore di anni 16 potrebbe affidarsi “di sua volontà”, allora la madre non avrebbe l’autorità di affidarlo lui a qualcuno: potrebbe farlo solo al minore.
    Stiamo attenti a non diffondere false informazioni pericolose!

    La procace ragazza ventenne, quindi poco più grande del diciassettenne in questione, non ha alcuna responsabilità o autorità su di lui, non costituisce quindi qualcuno verso cui “abbassare le difese”. È un caso diverso.

    Il fatto che sia un prete mi pare chiaro che carichi la vicenda di un tono pruriginoso extra, ma ciò non toglie che approfittarsi dell’autorità su un minore per scoparlo faccia schifo.
    Molte cose schifose non sono illegali, e aggiungerei fortunatamente. Nessuno mi vieta di andare in giro puzzando come una capra piena di merda, ma questo non vieta agli altri di criticare la mia scelta.
    Saluti

    2 Dicembre 2010
  14. mattia said:

    Conosco le leggi, mi hanno dato la laurea proprio per questo!

    Una volta ho insegnato la legge a un vice presidente aggiunto di una corte d’appello che non l’aveva capita (o non la conosceva, non so… so che alla fine si è dovuto rimangiare il suo provvedimento). Anch’egli possedeva una laurea in legge.

    Per questo si applica il limite dei 16 non solo ai sacerdoti, ma anche ai medici, alle guardie scout e persino ai poliziotti (chiaramente aottintendendo “nell’esercizio delle loro funzioni”).

    Certo. Non ho mai negato questo.
    Ma ci deve essere un rapporto di affidamento: la guardia scout o il catechista rientrano in questo caso perché quando vanno ai campi scout o al catechismo lo fanno in un contesto nel quale il genitore affida il minore al catechista o alla guida scout.
    Quello è, appunto, affidamento.

    Se il minore di anni 16 potrebbe affidarsi “di sua volontà”, allora la madre non avrebbe l’autorità di affidarlo lui a qualcuno: potrebbe farlo solo al minore.

    Appunto! Ma hai letto (e capito) quello che ho scritto?
    Il fatto che il minore sia andato di sua volontà dal prete mentre passava nei paraggi della sua abitazione, esclude il contesto dell’affidamento

    Stiamo attenti a non diffondere false informazioni pericolose!

    Guarda che a me sembra che tu stia facendo un po’ di confusione…

    La procace ragazza ventenne, quindi poco più grande del diciassettenne in questione,

    E allora? Poco più grande o molto più grande cosa cambia? legalmente s’intende.

    non ha alcuna responsabilità o autorità su di lui, non costituisce quindi qualcuno verso cui “abbassare le difese”. È un caso diverso.

    Così come il prete. Perché avrebbe dovuto avere qualsivoglia autorità su di lui?
    Perché è un prete? E dici che un prete abbia più autorità su un giovane di un amico?
    Dal punto di vista legale dal momento che non c’era vincolo di affidamento il prete era come una qualsiasi altra persona.

    Il fatto che sia un prete mi pare chiaro che carichi la vicenda di un tono pruriginoso extra, ma ciò non toglie che approfittarsi dell’autorità su un minore per scoparlo faccia schifo.

    Fa schifo a te.

    Molte cose schifose non sono illegali, e aggiungerei fortunatamente. Nessuno mi vieta di andare in giro puzzando come una capra piena di merda, ma questo non vieta agli altri di criticare la mia scelta.

    Certo, puoi criticare. Ma non puoi permetterti di andare in televisione e denunciare il fatto davanti a milioni di telespettatori ripetendo “ma è minorenne!”.
    Lo critichi per i fatti tuoi, stop.
    Fintanto che io non faccio nulla di illegale (e questo le Iene non l’hanno capito) tu non hai nulla da contestarmi pubblicamente.
    Altrimenti domani vengo sotto a casa tua con una telecamera e dico che sei una scellerata perché bevi del vino. Oppure dico che sei una troia assassina perché hai abortito.
    Oppure dico che sei una puttana perché fai i pompini ed ingoi.
    E tu mi risponderesti che sono cazzi tuoi. Appunto.

    3 Dicembre 2010
  15. GS said:

    “Una volta ho insegnato la legge a un vice presidente aggiunto di una corte d’appello che non l’aveva capita (o non la conosceva, non so… so che alla fine si è dovuto rimangiare il suo provvedimento). Anch’egli possedeva una laurea in legge.”

    Mattia, posso assicurarti che studiare serve.

    “Il fatto che il minore sia andato di sua volontà dal prete mentre passava nei paraggi della sua abitazione, esclude il contesto dell’affidamento”

    Se il minore si reca da qualcuno che esercita su di lui un’autorità, c’è un affidamento implicito da parte dei genitori. Immagino saprai che i bambini non possono fare compravendite, perché non hanno la capacità d’agire: eppure comprano i lecca e i dolci. Viene accettato perché si sottitende la concessione implicita dei genitori. La stessa cosa per la confessione dal prete.

    “E allora? Poco più grande o molto più grande cosa cambia? legalmente s’intende.”

    Ma cosa dici. Come chiarisce la norma, non c’è reato quando quando ci sono fino a tre anni di differenza d’età, quindi è incluso il caso (ipotetico, per via dell’età del più piccolo) ventenne-diciassettenne. Inoltre la pena è diminuita nei casi meno gravi, e vengono considerati meno gravi i casi in cui è bassa la differenza d’età.
    La differenza d’età è quindi fondamentale.

    “Così come il prete. Perché avrebbe dovuto avere qualsivoglia autorità su di lui?
    Perché è un prete? E dici che un prete abbia più autorità su un giovane di un amico?
    Dal punto di vista legale dal momento che non c’era vincolo di affidamento il prete era come una qualsiasi altra persona.”

    Ha autorità perché esercita una funzione educativa e istruttiva. Basti pensare che, per un sacerdote, esiste il segreto professionale come per uno psicologo, e gli psicologi sono i primi a causare il transfert, che è il meccanismo più pericoloso per quanto riguarda l’abbassamento delle difese psicologiche.

    “Fa schifo a te.”

    Puoi dirlo forte. Un adulto tenuto a pensare, per via del suo mestiere, “Adesso aiuto questo ragazzo” e che invece pensa “Hum, perché aiutarlo? Meglio me lo inculo” fa qualcosa di schifoso. O almeno fa schifo a ogni persona sana e degna di quell’autorità.

    “Fintanto che io non faccio nulla di illegale (e questo le Iene non l’hanno capito) tu non hai nulla da contestarmi pubblicamente.”

    Il prete è andato contro il regolamento ecclesiastico sull’esercizio del suo ministero, ed è per questo che il vescovo è intervenuto.
    In più non mi pare che ci sia stata una gogna pubblica, dato che nel servizio nome, cognome e luoghi sono stati omessi.

    Poi, Mattia, non mi interessa farla tanto lunga.
    Saluti.

    3 Dicembre 2010
  16. mattia said:

    Ma cosa dici. Come chiarisce la norma, non c’è reato quando quando ci sono fino a tre anni di differenza d’età, quindi è incluso il caso (ipotetico, per via dell’età del più piccolo) ventenne-diciassettenne.

    No.
    La differenza d’età conta solo in un caso: quando il minore con cui si compiono atti sessuali non ha raggiunto l’età del consenso, ma ha compiuto almeno 13 anni. Solo in questo limitato caso (dai 13 anni all’età del consenso) la differenza d’età conta, perché se è non superiore ai 3 anni non c’è reato.
    Fuori da questo caso la differenza d’età non conta nulla.

    Leggasi:
    Non è punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell’articolo 609-bis, compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a tre anni.

    Sei sicuro di avere una laurea in legge?
    A questo punto mi vengono dei forti dubbi.

    3 Dicembre 2010
  17. GS said:

    Mattia, il gestore del blog è quello che comanda, e con questo riuscirà ad avere sempre ragione. Per cui è inutile farla lunga.

    Ho scritto a chiare lettere :”ipotetico, per via dell’età del più piccolo” per indicare che non si applica nell’esempio di cui stavamo parlando (il diciassettenne) per via dell’età.

    La norma a cui facevo riferimento è contenuta successivamente: “Nei casi di minore gravità la pena è diminuita fino a due terzi.”
    I casi di minore gravità sono anche quelli in cui la differenza d’età è più bassa. Se un diciottenne palpeggia la sua fidanzatina dodicenne è diverso dal caso in cui lo facccia un prete sessantenne durante una confessione. Quindi la frase che hai scritto (“E allora? Poco più grande o molto più grande cosa cambia? legalmente s’intende.”) afferma, con due domande retoriche, una fesseria. L’età cambia le cose, e anche di molto.

    Poi pensala come vuoi, io non voglio litigare lanciando frecciatine infantili.
    Saluti

    3 Dicembre 2010
  18. mattia said:

    Mattia, il gestore del blog è quello che comanda, e con questo riuscirà ad avere sempre ragione. Per cui è inutile farla lunga.

    I commenti te li ho pubblicati tutti, nessuno escluso.
    Quindi siamo ad armi pari.
    Non vedo perché dovrei essere in posizione di chi comanda.

    (i commenti sono moderati esclusivamente per motivi legali)

    Mezzuccio da avvvocato da quattro soldi.

    La norma a cui facevo riferimento è contenuta successivamente: “Nei casi di minore gravità la pena è diminuita fino a due terzi.”

    AH AH AH.
    Tu facevi riferimento esplicitamente alla norma dei TRE ANNI.
    CHE NON C’ENTRA UNA BEATA MAZZA.
    Adesso che l’hai capito cerchi di deviare il discorso, parlando dei casi di minore gravità (dove non si parla di differenza d’età).

    Mattia se ne va fischiettando con le mani in tasca dopo aver aggiunto un altro laureato in legge al suo carniere…

    4 Dicembre 2010
  19. GS said:

    Chi ha in mano il microfono (anche virtuale) può imporre la sua ragione, perché decide di cosa si parla. Gli interlocutori possono solo rispondere alle sue affermazioni, lasciarsi guidare.
    Siamo tutt’altro che ad “armi pari”, e uso le virgolette perché non accetto di entrare in guerra con chi si approfitta della sua posizione.

    “Tu facevi riferimento esplicitamente alla norma dei TRE ANNI.
    CHE NON C’ENTRA UNA BEATA MAZZA.
    Adesso che l’hai capito cerchi di deviare il discorso, parlando dei casi di minore gravità ”

    Su, dai, è fin troppo facile.
    Qualche post fa, nello stesso in cui facevo riferimento alla norma dei tre anni, ho scritto: “Ma cosa dici. Come chiarisce la norma, non c’è reato quando quando ci sono fino a tre anni di differenza d’età, quindi è incluso il caso (ipotetico, per via dell’età del più piccolo) ventenne-diciassettenne. INOLTRE LA PENA È DIMINUITA NEI CASI MENO GRAVI, E VENGONO CONSIDERATI MENO GRAVI I CASI IN CUI È BASSA LA DIFFERENZA D’ETA’.”

    Come vedi è palese che faccio riferimento non a una, ma a due norme: la prima è quella sui tre anni, poi metto un punto fermo, un “inoltre”, e parlo della minore gravità dei casi in cui la differenza d’età è bassa. Una norma diversa. Sempre che tu sappia che cos’è una “norma”.

    Vedo che non controbatti un punto chiave: la tua idea che l’età non conti è una fesseria. A quanto pare, almeno una cosa la ammetti. È un buon pnto d’inizio.

    Mattia, il tuo amore per mostrarti sempre brillante e vincente ti sta portando a umiliarti.
    Ora è tutto chiaro, per chi vuole capire. Gli altri si arrangino.
    Saluti

    4 Dicembre 2010
  20. mattia said:

    I casi di minore entità decide il giudice quali sono.
    La norma parla di atti sessuali, che comprende tutto, dalla mano morta alla penetrazione, dal bacio alla sodomia.
    Che ovviamente hanno una gravità diversa.

    Ovviamente un giudice può decidere, nell’interpretazione giuziale della norma, di considerare di minore entità i casi in cui la differenza d’età è bassa.
    Ma è una sua interpretazione (che corrisponde alla tua).
    La norma è una cosa diversa dalla sua interpretazione.

    Quando scrivi
    Come chiarisce la norma, non c’è reato quando quando ci sono fino a tre anni di differenza d’età,

    rifendoti a un 17enne, dici una puttanata galattica.

    Mattia, il tuo amore per mostrarti sempre brillante e vincente ti sta portando a umiliarti.

    Non so cosa tu faccia della tua laurea, ma se sei un avvocato/avvocata, inizio a temere per i tuoi clienti.

    Mattia se ne va un po’ triste accorgendosi che la preda di cui sopra vale pochi dobloni…

    Piesse: che bello però avere un troll da feeddare.

    4 Dicembre 2010

Comments are closed.